Sempre più italiani pronti a lasciare gli acquisti all’AI: cresce l’interesse per l’agentic commerce

L’intelligenza artificiale non si limita più a suggerire prodotti o confrontare prezzi: per una quota crescente di consumatori potrebbe presto diventare il soggetto che conclude direttamente gli acquisti. È quanto emerge dalla nuova ricerca presentata da Adyen, secondo cui oltre quattro italiani su dieci sarebbero pronti ad affidare a un assistente AI l’intero processo di acquisto, compreso il pagamento, purché vengano rispettati criteri definiti in anticipo.

Il dato conferma come l’agentic commerce, ovvero il commercio gestito da agenti intelligenti autonomi, stia passando rapidamente dalla fase sperimentale a quella operativa. Una trasformazione che coinvolge non solo i consumatori, ma anche i retailer, sempre più orientati a preparare infrastrutture, sistemi di pagamento e processi per dialogare con gli assistenti AI.

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L’AI entra nel percorso d’acquisto

Secondo l’indagine, il 34% degli italiani ha già utilizzato strumenti basati sull’intelligenza artificiale per semplificare lo shopping online negli ultimi dodici mesi. L’adozione è particolarmente elevata tra le generazioni più giovani: il 52% della Gen Z e il 44% dei Millennial dichiarano di aver già sperimentato assistenti AI durante gli acquisti.

Il fenomeno continua inoltre ad allargarsi: il 13% degli intervistati afferma di aver iniziato a utilizzare queste tecnologie proprio nell’ultimo anno, segnale di una diffusione ancora in piena crescita.

Oltre le raccomandazioni: l’AI arriva fino al checkout

L’aspetto più interessante della ricerca riguarda il futuro dello shopping digitale. Il 43% dei consumatori italiani si dichiara disposto a lasciare che un assistente AI completi autonomamente un acquisto, una volta definiti budget, preferenze e criteri di scelta.

Tra i Millennial questa disponibilità sale al 45%, mentre resta sorprendentemente omogenea anche nelle altre fasce generazionali: Gen Z (42%), Gen X (42%) e Baby Boomer (41%).

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Per chi utilizza già questi strumenti, i benefici sono evidenti:

  • il 65% apprezza il risparmio di tempo;
  • il 64% ritiene che l’AI aiuti a orientarsi tra l’enorme quantità di prodotti disponibili online;
  • il 54% vorrebbe ricevere suggerimenti proattivi e personalizzati dai retailer.

L’intelligenza artificiale viene quindi percepita sempre meno come un semplice motore di raccomandazione e sempre più come un vero assistente personale per gli acquisti.

La fiducia resta il fattore decisivo

Se l’interesse cresce rapidamente, la piena adozione dipenderà dalla capacità delle piattaforme di garantire trasparenza e sicurezza.

Gli italiani indicano con chiarezza le condizioni necessarie per affidare all’AI anche la fase di pagamento:

  • 38%: procedure semplici di reso, rimborso e assistenza post-vendita;
  • 34%: certezza che l’assistente scelga realmente il miglior prezzo o il miglior rapporto qualità-prezzo;
  • 32%: chiarezza sulle responsabilità in caso di errori;
  • 32%: protezione dei dati personali e delle informazioni di pagamento;
  • 31%: possibilità di verificare e annullare l’acquisto prima della conferma definitiva.

Permangono tuttavia alcune resistenze. Tra chi non intende delegare gli acquisti all’AI, il 48% teme di perdere il controllo sulle proprie decisioni, mentre il 39% ritiene che fare shopping sia già sufficientemente semplice senza ulteriori automatismi. Il 36% teme errori nella scelta del prodotto o problemi legati alla privacy e alla sicurezza dei dati.

Anche i retailer preparano l’agentic commerce

La ricerca evidenzia come il cambiamento stia interessando anche il lato dell’offerta.

L’80% dei retailer italiani si dichiara favorevole all’introduzione dell’agentic commerce, con il 41% che considera questa evoluzione una priorità strategica e il 48% intenzionato a investire nella tecnologia entro i prossimi dodici mesi.

Le principali priorità individuate dalle aziende riguardano soprattutto gli aspetti di governance:

  • protezione dei dati sensibili e prevenzione delle frodi (30%);
  • gestione dei rischi derivanti da eventuali errori degli agenti AI (30%);
  • conformità alle normative e alle policy aziendali (29%);
  • semplicità di integrazione con i sistemi IT esistenti (28%).
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Resta però una preoccupazione importante: il 37% dei retailer teme che l’intermediazione dell’intelligenza artificiale possa ridurre il rapporto diretto con il cliente, modificando profondamente le dinamiche di fidelizzazione.

Lo shopping cambia, ma il rapporto di fiducia resta centrale

L’evoluzione delineata dalla ricerca suggerisce che l’intelligenza artificiale stia rapidamente assumendo un ruolo operativo nell’e-commerce. Se finora gli algoritmi aiutavano a trovare prodotti e confrontare prezzi, la prossima fase potrebbe vedere gli agenti AI gestire direttamente l’intero processo di acquisto.

Perché questo scenario diventi realtà su larga scala, tuttavia, non basterà la tecnologia. Consumatori e aziende chiedono infatti garanzie su sicurezza, trasparenza, protezione dei dati e controllo delle decisioni. In altre parole, l’AI potrà diventare un nuovo canale di vendita solo se riuscirà a conquistare la stessa fiducia che oggi gli utenti ripongono nei retailer e nei sistemi di pagamento digitali.