Il Fisco italiano vuole 96 milioni di euro da Google

La somma potrebbe arrivare, dopo un’ulteriore verifica, a 600 milioni di euro

Dopo le parole si è passato ai fatti. Il ministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli ha fatto sapere che: “Nel quinquennio 2002-2006 Google non ha dichiarato reddito imponibile per oltre 240 milioni di euro, che sono pari a 96 milioni di euro di Iva da versare al Fisco italiano”.

In questo momento il ministero sta attuando un’ulteriore verifica fiscale nei confronti di Google Italia. “Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha avviato una verifica fiscale extraprogramma nei confronti di Google Italy srl a socio unico, finalizzata al riscontro del corretto adempimento degli obblighi fiscali in Italia” si legge in una nota del ministero. Da questa verifica pare che risulterà che le tasse che Google dovrà pagare sono di 600 milioni, al netto delle multe.

Il ministero ha inoltre riferito che l’Italia sta portando avanti la questione nelle sedi internazionali; anche Francia, Germania e Regno Unito stanno indagando su Google, contro l’erosione di base imponibile causata “dallo spostamento artificioso degli utili verso giurisdizioni maggiormente attraenti dal punto di vista fiscale”. Redmond riesce a pagare meno del dovuto perché ogni contratto stipulato dalle sue sedi in Europa fa riferimento alla casa madre in Irlanda dove la tassazione è minima.

La risposta di Google è piuttosto conciliante: “Continueremo a collaborare. Google rispetta le leggi fiscali in tutti i Paesi in cui opera e siamo fiduciosi di rispettare anche la legge italiana”.

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