Il tuo prossimo pacco arriverà su un drone

Il postino suona sempre due volte. Una frase che potrebbe diventare preistoria grazie a Paola Santana, co-fondatrice di Matternet

La giovane Santana vorrebbe rivoluzionarie il mondo dei servizi postali eliminando la figura del postino e mettendo al suo posto tanti piccoli droni. Immaginate un pianeta dove questi minuscoli elicotteri volano liberi nel cielo, qualcuno per sorvegliare un palazzo, qualcun altro per indirizzare il traffico e uno per consegnare la posta. Negli Stati Uniti i droni potrebbero sostituire l’obsoleto sistema postale, secondo cui individui in carne e ossa si accingono a consegnare missive e pacchi per tutta la città. L’idea ha anche un aspetto eticamente rilevante: utilizzare i droni per consegnare materiale di prima necessità alle comunità e zone rurali dei Paesi in via di sviluppo.

Un postino di metallo

Va bene che le poste sono in difficoltà un po’ ovunque, ma siamo sicuri che la scelta migliore sia eliminare la simpatica figura del postino? Immaginato il mondo popolato di droni, possiamo smettere di sognare e pensare che una donna vuole realizzarlo sul serio. Si tratta di Paola Santana, CEO (in comproprietà) di Matternet, startup fondata nel 2011 con l’obiettivo di rivoluzionare il sistema di trasporti di materiale in tutto il mondo. Il viaggio di Paola è iniziato quando ha ottenuto una borsa di studio alla NASA e ha incontrato tre studiosi, Andreas Raptopoulos, Dimitar Pachov e Darlene Damm.

Più economici delle strade

Santana e colleghi hanno mostrato il loro primo lavoro alla Singularity University dove affermarono: “Stiamo portando avanti la sfida di risolvere un grave problema utilizzando una tecnologia che potrebbe avere un impatto notevole su un miliardo di persone in dieci anni”. I droni di Matternet sono piccoli e utilizzano batterie per funzionare: “Siamo consapevoli dei nostri limiti – ha detto Santana – ci servono droni che possano coprire per lo più aree popolate per scaricare pacchi e ricaricarsi ogni 5 km sulle nostre stazioni di approdo”. Ad Haiti, dove hanno intenzione di farli arrivare presto, il carburante costa troppo e viene importato a caro prezzo. Pare che il progetto di Matternet sia stato accolto con molto favore nei Paesi in via di sviluppo, che è dove si sente davvero il peso di un aiuto del genere.

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Rete di droni

Uno studio svolto dal team Matternet a Maseru, capitale del Lesotho in Africa australe, ha dimostrato che l’intera capitale di 140 chilometri potrebbe essere collegata da una rete di droni per 900mila dollari. Un risparmio notevole se si pensa che per costruire 2 km di strada asfaltata c’è bisogno di 1 milione di dollari. Ad Haiti, così come in tutti i Paesi in via di sviluppo, la riduzione dei costi è essenziale e una rete di aiuti, più di una strada, può rappresentare un salvavita da non sottovalutare.