LinkedIn? Meglio di Facebook

LinkedIn non ha conosciuto la stessa popolarità di Facebook. Da un un punto di vista mediatico quest’ultimo ha surclassato il primo. Eppure, il social network che si caratterizza per avere una dimensione professionale, che lo rende attraente per tutti coloro che aspirano a trovare nuovi contatti e opportunità di carriera, o quanto meno condividere stessi interessi business oriented, dal momento del suo ingresso a Wall Street, maggio 2011, ha messo a segno importanti risultati con dinamiche di crescita finaziarie di gran lunga più positive di quelle espresse da Facebook. E’ sufficiente guardare il grafico qui allegato, che evidenzia le performance delle due aziende in Borsa negli ultimi 6 mesi, ovvero dal momento dell’IPO al Nasdaq di Facebook, per comprendere la diversa e migliore reattività di LinkedIn nei confronti dei mercati.

 

LinkedIn? Meglio di Facebook

 

I ricavi del social professional media dell’ultimo trimestre sono aumentati dell’81% rispetto a quello dell’analogo trimestre dello scorso anno, per un valore di 252 milioni di dollari, superando le stime degli analisti di oltre 3 punti percentuali. Per il 2012 si prevede un volume di fatturato vicino al miliardo di dollari e una crescita prossima al 40% (il fatturato 2011 si era chiuso a 522 milioni di dollari). Immediata la reazione in borsa, dove il titolo è schizzato verso l’alto di ben 7 punti percentuali, grazie anche alla notizia più che incoraggiante sul fronte degli utili, 2,3 milioni contro la perdita di 1,6 milioni di un anno prima. Insomma, il business di LinkedIn non genera solo ricavi, ma vera ricchezza.

A un anno e mezzo di distanza dal battesimo al New York Stock Exchange il titolo è passato da 93 agli attuali 107 dollari per una capitalizzazione complessiva di 12,89 miliardi di dollari.

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Gli account del social media, secondo quanto affermato dal ceo Jeff Weiner, sono 187 milioni, in consistente aumento rispetto ai 131 milioni dell’anno precedente. I ricavi di LinkedIn sono generati sia da pubblicità che da servizi a pagamento. Gli abbonamenti premium, per esempio, che prevedono un valore aggiunto rispetto alla semplice iscrizione free, nell’ultimo trimestre sono aumentati del 74% per un valore di 49,6 milioni di dollari.