LinkedIn, l’utente del social network vale 100 dollari

Era già alto il prezzo iniziale, che consegnava a Linkedin un valore superiore ai 4 miliardi di dollari. Poi il titolo è più che raddoppiato arrivando a toccare quota 11 miliardi per raggiungere infine alla data di oggi un valore di 8,4 miliardi di dollari.

Comunque e sempre una cifra che riflette una iper-super valutazione del primo social network che varca la soglia di Wall Street. Il titolo è di 34 volte superiore il fatturato 2010 dell’azienda, stimato in 243 milioni di dollari, e di 550 volte superiore all’utile il cui valore è 15 milioni di dollari.

Commentatori e analisti si interrogano su quanto sta avvenendo e la domanda che tutti si pongono è se si sia in presenza di una nuova bolla speculativa che ripete le dinamiche intercorse nell’anno 2000. La differenza sostanziale è che oggi il LinkedIn appare come un caso finanziario isolato e non corrisponde a una tendenza complessiva del comparto tecnologico di nuova generazione in qualche modo paragonabile a quella di inizio millennio.

E’ però il primo segnale che interessa direttamente un segmento strategico, quello dei social network, e costituisce pertanto la premessa di quanto potrà succedere nel momento in cui verranno quotati titoli come Groupon e, soprattutto Facebook, la star dei social network che vanta mezzo miliardo di utilizzatori, ovvero 5 volte quanti ne può esibire oggi LinkedIn.

In attesa della prossima Ipo, Facebook, nel mercato grigio, ha un valore prossimo ai 50 miliardi di dollari, cifra che a ben guardare corrisponde al valore attuale di Linkedin moltiplicato per il numero di visitatori di Facebook. Il che vorrebbe dire che il mercato finanziario quota circa 100 dollari ogni singolo utente di social network.

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Il problema di questa categoria di aziende, nate nella seconda metà degli anni duemila, e rappresentative dell’era post-Google, è sempre e comunque lo stesso che si poneva alla fine del millennio: può essere la pubblicità il motore economico che garantirà ai vari LinkedIn, Facebook, Twitter di capitalizzare le aspettative degli azionisti? Ciò che verosimilmente ci si può attendere, ed è una delle migliore ipotesi, è che questi titoli ripeteranno una storia molto simile a quella di Google, la cui dinamica di capitalizzazione è oggi sempre più allineata a quella dei big del mercato tecnologico, vedi Apple.

Oggi Google vanta di 29 miliardi di dollari di fatturato e la capitalizzazione di mercato è circa 5 volte superiore e pari a 167 miliardi. Un rapporto fatturato-capitalizzazione, molto simile a quello di Apple, 62 miliardi di giro d’affari contro un valore di borsa di 309 miliardi. La quotazione di LinkedIn, se allineata all’attuale dinamica Google-Apple dovrebbe rientrare in un rapporto fatturato-capitalizzazione di circa 1 a 5 corrispondente a un valore complessivo di circa un miliardo di dollari, di gran lunga inferiore agli attuali 8 miliardi. Per questa cifra LinkedIn dovrebbe quanto meno presentare un fatturato 10 volte superiore vale a dire una cifra prossima ai 2 miliardi di dollari.

Ipotizzare un suo reale successo vorrebbe dire scommettere sulla sostenibilità di un giro d’affari che possa incrementare in cifre dell’ordine di svariati miliardi di dollari. Ma questo vorrebbe dire incrementare necessariamente il numero di utenti oppure ipotizzare che il valore di un utente di social network possa diventare superiore ai 100 dollari. Credibile? Per il momento Wall Street gioca sulle scommesse e più è alto il rischio di investimento più diffuse diventano le manovre speculative.

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