Microsoft va oltre la virtualizzazione

Con una politica aggressiva sui prezzi, una tecnologia best of breed e un ambiente di public Cloud evoluto, Microsoft conquista il mercato

Ormai il luogo di lavoro tipico non è più il classico ufficio, ma può essere anche l’abitazione privata oppure un luogo pubblico, e l’esigenza più sentita dagli utenti è quella di accedere facilmente ai dati, condividere le informazioni e creare team di lavoro a distanza, per essere sempre produttivi.

Se questo modello di indipendenza vale in privato, a maggior ragione deve essere valido per le strutture tecnologiche aziendali destinate a supportarlo. Ossia, perché un’applicazione deve risiedere fisicamente su un determinato server e perché i dati devono essere memorizzati su uno specifico disco?

Questi concetti hanno portato al processo di virtualizzazione delle risorse, che ora deve evolvere e maturare naturalmente verso il Cloud computing, come suggerito e proposto con forza da Microsoft.

«Le organizzazioni IT aziendali che non hanno un’accorta prospettiva dei futuri scenari e puntano alla virtualizzazione come traguardo, invece che come tappa intermedia verso il Cloud – ha sottolineato durante un incontro con la stampa internazionale Edwin Yuen, Cloud and Virtualization strategy director di Microsoft –, rischiano di vedere sminuiti gli sforzi fatti e penalizzati i ritorni sugli investimenti».

Microsoft disegna una visione globale del Cloud, focalizzata sul servizio e centrata sulla disponibilità completa delle applicazioni che guidano il business dell’utente, invece di prospettare soluzioni puramente tecnologiche, costituite solo da infrastrutture e macchine virtuali.

«Inoltre, contrariamente alla politica adottata recentemente da VMware, nostro principale competitor, la soluzione Cloud proposta da Microsoft – prosegue Yuen – adotta un modello di licensing che permette di scalare verso l’alto il numero di istanze virtuali senza nessun incremento di costo. Configurazioni analoghe offerte da VMware hanno costi da quattro a dieci volte superiori, in un periodo da uno a tre anni, come rilevato anche da molti clienti che hanno poi scelto Microsoft e come illustrato in una nostra recente indagine comparativa».

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Per effettuare una verifica diretta, all’indirizzo http://bit.ly/pKxRqv è possibile scaricare il white paper di Microsoft sul Private Cloud, pubblicato nello scorso mese di agosto e intitolato “A comparative look at Functionality, Benefits, and Economics”, cui fa cenno Yuen.

I vari clienti che segnala Yuen, tra questi Team 7, un produttore austriaco di mobili, Zaha Hadid Architects, uno studio di design con sede a Londra, Ventelo, il secondo più grande provider di telecomunicazioni in Norvegia, e perfino HP PSF Luxembourg hanno testimoniato la loro soddisfazione per le soluzioni Microsoft. In particolare Base-IT, un Gold Partner austriaco di Microsoft, che prima offriva anche soluzioni di VMware, da quest’anno ha deciso di focalizzarsi esclusivamente su quelle di virtualizzazione e di Cloud proposte da Microsoft. «Abbiamo deciso di scegliere la virtualizzazione di Microsoft invece di quella di VMware per differenti motivi – afferma Christoph Moser, general manager of Base-IT -. Prima di tutto perché è una piattaforma con alte performance, ma che richiede solo un budget limitato per essere realizzata e permette una facilissima integrazione negli ambienti dei nostri clienti, che già utilizzano molti altri prodotti Microsoft. Inoltre, con i soldi risparmiati grazie al sistema di licensing Microsoft, i nostri clienti possono fare ulteriori investimenti in servizi IT strategici».

«Anche a livello nazionale stiamo dando una risposta molto forte – interviene Luca Venturelli, nel ruolo di direttore della divisione Server, Tools & Cloud di Microsoft Italia – grazie a una struttura dedicata che si rivolgerà ad aziende, consumatori finali e partner, con l’obiettivo di aiutarli a cogliere tutte le potenzialità offerte dal Cloud computing».

Molte grandi aziende hanno già adottato le soluzioni Microsoft, come nel caso di Malossi, che impiega Windows Azure per i propri ambienti internazionali di eCommerce, oppure A-Tono per il marketing digitale, ma anche Limoni Profumerie, Starhotels e altri ancora.

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«Se la nuvola privata è ora la soluzione preferita a livello enterprise, – conclude Venturelli – per le Pmi quella pubblica è una grandissima opportunità, in quanto con costi contenuti porta a beneficiare di servizi IT finora riservati solo alle grandi imprese. La nostra soluzione Hyper-V per la virtualizzazione, già inclusa gratuitamente nel pacchetto Windows Server, e la proposta di Windows Azure in ambiti di servizio più ampi, ci vedono come attori primari, all’avanguardia tecnologicamente ed estremamente competitivi in termini economici, nel percorso delle Pmi verso il Cloud».