Skype nei guai in Francia per lo status di Telco

Il Garante della privacy francese Arcep chiede a Skype di riconoscersi come operatore telefonico. In tal caso, dovrebbe consentire chiamate di emergenza e intercettazioni telefoniche oltre a pagare le dovute tasse

L’Arcep (Autorité de Régulation des Communications Électroniques et des Postes), cioè il Garante della privacy francese, ha chiesto di aprire un’indagine nei confronti di Skype affinché si dichiari “formalmente un operatore di comunicazione elettronica”. Ottenendo lo status di Telco il servizio di chiamate VoiP di Microsoft sarebbe costretto a  “consentire anche le chiamate di emergenza e rendere possibile le intercettazioni telefoniche da parte delle autorità” oltre a dover pagare le dovute tasse. Anche il Garante italiano si era interessato a Skype ma in merito alla privacy degli utenti.

“Skype non è una Telco”

L’Arcep, a capo di una inchiesta mossa da altri Garanti europei contro Google, ha cercato più volte di contattare Skype in merito alla questione, ma non ha mai ricevuto risposta. Secondo il diritto francese, un operatore di telecomunicazione deve ottenere un’autorizzazione amministrativa o almeno una dichiarazione preliminare. Il servizio di Microsoft non ha né l’una né l’altra quindi è imputabile dalla Legge d’Oltralpe. Dopo un silenzio durato a lungo, Skype ha affermato che “non è un fornitore di servizi di comunicazione elettronica ai sensi del diritto francese e non è pertanto soggetto all’obbligo di segnalazione”.

Le Telco francesi contro Skype

Servizi VoiP come Skype stanno mettendo in ginocchio i colossi della telefonia e la presa di posizione dell’Arcep sembra faccia parte di una strategia ben precisa. Il 20 gennaio il Presidente François Hollande aveva imposto una tassa sulla raccolta dei dati personali in Rete e aveva imposto a Twitter di identificare gli autori di tweet razzisti. Anche Google ha avuto problemi con gli editori francesi per la visualizzazione dei loro articoli sul motore di ricerca fino all’accordo raggiunto il mese scorso. La decisione dell’Arcep sembra quindi spinta dai big della telefonia che ritengono ingiusto che servizi VoiP non debbano pagare le tasse. L’AD di France Tèlècom, Stéphane Richard, ha infatti descritto la situazione di Skype come un “indebito vantaggio” nel mercato della telefonia mobile e che il provvedimento partito dal Garante “è un primo passo verso un mercato più equilibrato”.

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