WikiLeaks apre gli archivi di Kissinger, c’è anche Napolitano

Il portale di Julian Assange ha reso disponibili le informazioni secretate contenute negli archivi del Segretario di Stato durante le amministrazioni Nixon e Ford. Tra i documenti è citato anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Il Public Library of US Diplomacy (PlusD), l’archivio di informazioni top secret presente su WikiLeaks, si aggiorna con i documenti provenienti dagli archivi di Henry Kissinger, Segretario di Stato sotto le presidenze di Henry Ford e Richard Nixon. I file riguardano gli anni compresi fra il 1973 e 1976 e tra questi viene citato anche l’attuale Presidente della repubblica Giorgio Napolitano.

Kissinger Cable

Il rilascio sul web dei documenti è del tutto legale in quanto, come sancisce la Legge statunitense, sono passati 25 anni dalla loro redazione e quindi possono essere declassificati. La stessa cosa ad esempio è avvenuta per il filmato sull’arresto dell’assassino di Martin Luther King.

I cosiddetti Kissinger Cable, che sono stati revisionati da WikiLeaks per correggere alcuni grossolani errori, “includono più di 320mila registri classificati, 286mila cablogrammi statunitensi completi. Ci sono più di 12mila documenti con la restrizione sensibile NODIS, da non divulgare, e più di 9mila solo a vista. I cablogrammi completi originariamente classificati come segreti sono più di 61mila e confidenziali più di 250mila”, si legge nella nota di WikiLeaks.

Si parla anche d’Italia

Nei file resi pubblici dal sito di Julian Assange, che continua il suo lavoro nonostante la malattia e l’esilio nell’ambasciata dell’Ecuador, c’è anche un po’ d’Italia. Nel 1975 Napolitano non era ospite gradito degli Stati Uniti, a causa della sua adesione al Partito Comunista. Ma non finisce qui, si parla anche del rapporto tra Washington e Don Giussani e i contatti tra la Chiesa e i dittatori sudamericani.

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