Profili societari dei Challengers 2021

In questa pagina sono elencati alcuni dei profili societari delle aziende citate nell’indagine. Questa non è quindi la classifica.

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Challengers 2021
BlueIT, Sferanet e SSG
Come costruire nuovi percorsi di business

Molte imprese hanno agito in maniera repentina alle richieste di adattabilità imposte dal mercato, mettendo in prima linea soluzioni agili e sicure con cui abilitare i nuovi modelli di business e di lavoro. Architetture dell’innovazione e scelte di sviluppo per il cambiamento digitale e sostenibile

di Antonino Caffo

La Classifica Challengers 2021 disegna le prime trenta imprese italiane attive nel campo dei software e servizi IT, in base ai risultati delle performance realizzate nel 2020, nelle posizioni dalla 101 alla 130.

Nella parte più alta, al 101mo posto, con dieci posizioni guadagnate rispetto alla precedente edizione, troviamo BlueIT, che offre soluzioni di cybersecurity, cognitive managed services, cloud e percorsi di trasformazione digitale. Poco più sotto, al 110mo posto, con quattro posizioni guadagnate rispetto alla rilevazione precedente, scopriamo Sferanet, con un’esperienza ultraventennale nel campo della system integration e digital transformation. Infine, Scai Solution Group, al numero 123 del ranking, con un balzo del +81,6%. Il 2021 di SSG è sempre più focalizzato su quattro filoni: Industry 4.0, digital automation, cyber security, servizi professionali di data integration e di data coding.

Non è un caso se proprio alcuni temi, come la sicurezza di reti e dispositivi, accomunino le aziende che più di altre hanno ottenuto un forte incremento nei loro risultati lungo tutto il corso del 2020. Un anno che, come sappiamo, è stato contraddistinto dalla crisi pandemica e di conseguenza dal consolidamento di nuovi modi di lavorare. La collaboration, unita alla rimozione dei tradizionali confini di un ufficio, ha esteso il perimetro d’azione, ampliato le opportunità di accesso a risorse aziendali e, per questo, dato nuove possibilità di intrusione ai criminali. Correlato a tale trend, la convinzione che oramai il cloud rappresenti il pilastro fondamentale della trasformazione digitale. L’integrazione di nuovi servizi e l’attuazione dei piani 4.0 non possono prescindere dalla nuvola che, però, da sola non riesce a spostare il business verso il futuro.

Serve, ancora una volta, adottare un approccio imprenditoriale che sposi flessibilità e versatilità, sia nei processi produttivi, individuali e industriali, che nella composizione stessa di un board, dove viene dato maggior peso ai ruoli tecnici, capaci di guidare, in maniera coerente e veloce, i cambiamenti in atto. I mesi pandemici hanno posto l’accento proprio sulla necessità di semplificare alcune procedure che non possono più rispondere a vecchi modelli, che appartengono al passato. Pensiamo al ricorso in massa al remote working, impropriamente italianizzato in smart working, ma anche alla maggiore automazione di certe operazioni, alla nuova vita dei chatbot, che sembravano finiti nell’oblio e che invece oggi facilitano il primo contatto con l’utente. Quella che ci si pone dinanzi è un’era di forti trasformazioni, dove i limiti sono meno tracciati che in passato. BlueIT, Sferanet e SSG sono portatori di un alto grado di innovazione, esempi di come l’Italia può riprendere la corsa verso il digitale, anche con l’aiuto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR).

UNA MACCHINA CHE RIPARTE

«La pandemia ha contribuito al diffondersi di un atteggiamento conservativo e molto prudente riguardo gli investimenti» ci dice Paolo Mazza, chief innovation & sustainability officer di BlueIT. «Questo è il momento di far ripartire la macchina. Fondamentale è tornare a progettare il futuro e completare la trasformazione digitale. Non è facile farlo da soli, bisogna trovare i compagni di viaggio adatti alle proprie caratteristiche. La scelta del partner con cui affrontare questo percorso è una delle sfide principali, ed è per questo che vedere comparire BlueIT nelle classifiche nazionali è importante. Ci mette in condizioni di far sì che il mercato ci conosca ancor di più come un partner competente, innovativo e affidabile, che può rappresentare la scelta giusta».

A Mazza fa eco Claudia Quadrino, amministratore delegato di Sferanet. «Negli anni, Sferanet ha realizzato, progettato e gestito, soluzioni e servizi per i suoi principali clienti: PAC ed Enterprise, basate su un elevato contenuto tecnologico di big data & analytics, cyber security e artificial intelligence, di portata sia nazionale che internazionale, ottenendo riconoscimenti dai maggiori player e partner». Quando parliamo di investimenti, non si può prescindere da quelli che Sferanet ha posto sullo sviluppo delle piattaforme di system integration, che hanno accompagnato i clienti verso i nuovi percorsi di adozione digitale. «La gestione del dato è stata l’esigenza più rilevante che abbiamo riscontrato» – continua l’AD. «Sferanet costruisce le nuove architetture dell’innovazione per il cambiamento digitale grazie alla gestione del dato in tutte le sue fasi. Oggi, siamo in grado di analizzare e segmentare i dati, identificarne il valore del patrimonio informativo, sviluppare sistemi big data basati su algoritmi di intelligenza artificiale, gestirli e proteggerli, trasformarli in business information». Dal 2019, Scai Solution Group ha rivisto le sue strategie e adeguato il modello di business al trend del mercato. «La creazione delle tre business unit (Digital, ICT Data center e Cyber Security), unitamente alle azioni di recruiting di personale qualificato, ha contribuito al successo» sottolinea Daniele Rossi, presidente e CEO di SSG. «La pandemia ha dato una spinta fenomenale all’adozione di paradigmi tecnologici che prima venivano percepiti come non rilevanti per il business, in quanto l’approccio verso il digitale è sempre stato visto più come un costo che come leva di sviluppo. In questo senso, la necessità di lavorare da remoto e di gestire il virtuale come “alias” del fisico, ha avuto il merito di porre la sicurezza come elemento abilitante allo smart working e di garantire resilienza e continuità operativa al core system del data center».

BLUEIT, CRESCITA ESPONENZIALE

Tornando alla Classifica Challengers 2021, BlueIT non nasconde la sua soddisfazione: «È un risultato straordinario per noi.  BlueIT è un’impresa nata da un foglio bianco a fine 2008 e cresciuta a un ritmo impressionante. Nella prima fase ci siamo concentrati sulla costruzione e il consolidamento, per renderla adatta a seguire il cambiamento costante». Parte ora la seconda fase, quella di una forte apertura verso l’esterno: «Stiamo investendo per far conoscere la nostra realtà al mercato. È per questo che essere già i primi tra i Challengers, dopo poco meno di un anno e in piena pandemia, ci riempie di entusiasmo». Grazie agli investimenti e alle esperienze fatte con il suo Innovation Lab, BlueIT ha saputo realizzare una forte competenza nell’ambito della robotizzazione dei processi e dell’intelligenza artificiale. «Abbiamo potuto riversare tutta questa esperienza nel nostro modo di intendere e gestire la sicurezza informatica, perché crediamo che predittività e automazione siano le due frontiere di innovazione principali. Il nostro modo di supportare i clienti è basato su queste tecnologie e su queste pratiche, perché facciamo leva su un vero e proprio Cognitive Security Operation Center. È sempre stato importante leggere il contesto evolutivo per farsi trovare pronti, ma in questa fase storica è diventato cruciale. La velocità con cui evolve la tecnologia non consente di affidarsi a un approccio reattivo perché si rischia di essere spazzati via da fenomeni di disruption».  BlueIT – come ricorda Paolo Mazza – ha sempre investito in innovazione, costruendo un processo basato su un paradigma in tre passi: tech scouting, tech adoption e offering design. «Anticipiamo di circa due o tre anni lo studio dei trend di innovazione e li applichiamo a noi stessi, in modo da farci trovare pronti quando il mercato è maturo. Abbiamo inegrato con successo questa metodologia, che ci ha consentito di essere tra i leader nel mondo del cloud e in quello dell’automazione e del cognitive computing».

SFERANET, PRONTI AL CAMBIAMENTO

Secondo gli analisti di IDC nello studio “IDC FutureScape: Worldwide digital transformation 2021 predictions”, la spesa delle imprese per la digitalizzazione o per proseguire il percorso di trasformazione già avviato crescerà a un tasso annuale composito (CAGR) del 15,5% fino al 2023, arrivando a un valore di circa 6,8 trilioni di dollari nei prossimi due anni. «La domanda ora è quanto di questo si tradurrà in ROI per le organizzazioni» – si chiede Claudia Quadrino di Sferanet. «L’intelligenza artificiale gioca una parte importante in questa trasformazione digitale insieme a tecnologie come IoT, realtà aumentata e virtuale, automazione, stampa 3D, 5G e molto altro. Le nostre soluzioni in ambito big data e AI rispondono perfettamente alle esigenze di mercato emerse soprattutto in questi ultimi due anni. Nell’ambito dell’Healthcare, Sferanet ha realizzato la piattaforma multiservizio innovativa a tutela e protezione della salute chiamata TakeCare. Un assistente virtuale per medici e pazienti che promuove la prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Questa è capace di monitorare, prevenire e sostenere diagnosticamente le condizioni di salute, garantendo la sicurezza del singolo e la comunità in situazioni di normalità o di emergenza». Torna, prepotente, il concetto di big data, in modo particolare quando si parla di soluzioni che aggregano una vasta mole di informazioni a scopo sanitario, ma non solo. «Non ci riferiamo esclusivamente a grandi quantità di dati, ma alla capacità tecnologica di elaborarli e analizzarli per estrarne informazioni strategiche. Per questo, è stata sviluppata da Sferanet una piattaforma chiamata SafeMind, un sistema integrato per l’acquisizione e l’analisi dell’informazione e la comprensione dei fenomeni a essa legati. Per “informazione” si intende qualsiasi elemento che genera conoscenza. Attraverso la rimodulazione dei componenti, in dipendenza del “Dominio di Dati” da analizzare, SafeMind consente di specializzare funzioni analitiche e predittive con modelli di machine learning e deep learning, sfruttando al meglio le peculiarità dell’intelligenza artificiale».

DI.TECH, UNA SFIDA PER IL FUTURO

Il +10,8% conquistato da Di.Tech rispetto allo scorso anno è invece conseguenza di un forte ampliamento dell’offerta. «Negli ultimi anni – spiega l’AD di Di.Tech Ennio Comini – abbiamo investito molto nel rafforzare e rendere omogenea la nostra offerta, supportati da una approfondita conoscenza dei processi retail food, l’industry su cui ci concentriamo. Siamo inoltre trainati da un fenomeno, la completa digitalizzazione dei flussi, che tutti i nostri clienti stanno affrontando. Sicuramente, raccogliamo i frutti di una riprogettazione profonda del portafoglio prodotti, una revisione fortemente voluta e particolarmente impegnativa, portata avanti gli anni scorsi e che ora è giunta a maturazione. Ci aspettiamo che il risultato ottenuto sia solo l’inizio. Contiamo molto in particolare sulla suite More, la soluzione Di.Tech per il retail food, che copre tutti i processi caratteristici della filiera. La nostra storia parla di oltre 30 anni al fianco dei retailer. Posso con franchezza confermare che siamo cresciuti con loro, facendo nostre le rispettive esigenze e portando avanti soluzioni con particolare attenzione verso le reali necessità. In questo modo, pensiamo di svolgere al meglio il compito di partner dei CIO, CTO, COO e CFO di ogni nostro cliente. Ascoltiamo i bisogni del mercato e siamo portatori sani di soluzioni, introducendo innovazione nei processi, ma anche nelle tecnologie adottate». L’innovazione tecnologica è un driver fondamentale per l’evoluzione del business delle imprese. «In Di.Tech, ci piace dire che interpretiamo le tecnologie, perché riteniamo che siano un mezzo per un fine e mai il fine stesso. Sicuramente, oggi ci sono delle tecnologie mature applicabili in tutti i processi» – sottolinea Comini. «Prima fra tutti il machine learning, indispensabile per introdurre automazione e una semplificazione nel lavoro ordinario sia in ambito logistico che nel controllo di gestione. Nella supply chain non è trascurabile l’impatto della realtà aumentata, per esempio nell’entrata merci, per velocizzare il riconoscimento e la gestione delle merci o la robotica per l’attività di controllo fra le corsie».

SSG, IL RUOLO DELLA SICUREZZA

Big data va a braccetto con sicurezza, o almeno dovrebbe. Più dati hanno le aziende tra le mani, più diventa urgente che questi vengano difesi da attacchi interni ed esterni, oltre che manipolati con le dovute accortezze. SSG vede nella sicurezza informatica uno scenario imprescindibile per garantire la continuità operativa dei propri clienti e della loro forza lavoro. «In questo senso – spiega Daniele Rossi di SSG – le partnership tecniche e commerciali con i major player di cybersecurity sono state concepite per dare il maggior ventaglio di soluzioni da applicare. Oggi, il PoF di un’azienda non è solo il data center o l’infrastruttura di rete, ma anche la struttura organizzativa che, per via della pandemia, si è trasformata e – in seguito a un aumento del livello di flessibilità operativa (anywhere & anytime) – ha visto aumentare anche il rischio di essere il target di azioni volte a metterne a rischio l’operatività. In SSG, la scelta e definizione delle piattaforme di sicurezza informatica è svolta sulla base di un’attenzione maniacale verso i rischi causati dai mutati meccanismi organizzativi dei nostri clienti». Altro pillar di sviluppo della società è costituito dalle soluzioni volte a garantire la resilienza alle operazioni del data center, fornendo appliance hardware e software, così come i tool di governance e IT management per abilitare una gestione organica delle risorse e il migliore controllo sui KPI di capacity, che costituiscono gli elementi portanti del data center».

ROAD MAP VERSO LA SOSTENIBILITÀ

Stando all’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), la popolazione mondiale aumenterà di due miliardi di persone entro il 2050. Questo rappresenterà una grande sfida per la società e per i governi. A meno che non vengano prese misure drastiche, la crescita economica e demografica avrà un impatto ambientale e sociale senza precedenti. «Considerando che la maggior parte della popolazione sarà situata in grandi città, tutto sembra indicare che i modelli di smart city potrebbero essere la risposta» –afferma Claudia Quadrino di Sferanet. «L’obiettivo resta quello di migliorare le condizioni di vivibilità, fornendo un ambiente più pulito e sano. Un’idea smart di mobilità si pone il fine di offrire diverse soluzioni di trasporto, riducendo i costi, i tempi di attesa, il traffico urbano e l’inquinamento atmosferico». Come? Per esempio – continua l’AD di Sferanet – «privilegiando reti di sharing, bike sharing e car sharing, ma anche proponendo mezzi pubblici elettrici che, oltre a non inquinare, consentono di accedere alle ZTL e ai centri storici. Bisogna poi incorporare tecnologie che sostengano e migliorino la qualità della vita e degli ambienti di lavoro, facilitare la governance e i regolamenti che promuovono la creazione delle città intelligenti. Una smart city offre infatti ai propri abitanti un’elevata qualità di vita, a fronte di un consumo minimo delle risorse, grazie all’integrazione di sistemi d’informazione e di comunicazione negli edifici, nelle aree e nelle città.

È, insomma, un ambiente che sa stare al passo con le innovazioni e con la rivoluzione digitale. A tal proposito, il nostro parco auto nell’ultimo anno è stato rinnovato in favore di una cultura aziendale sostenibile. Sferanet si impegna ogni giorno nel rispetto dell’ambiente poiché sono le azioni concrete, più che i proclami, a fare la differenza». Così come fa SSG, che vede nella crescita sostenibile un’opportunità di crescita. «Il tema passa però da meccanismi complessi» – commenta il presidente e CEO di SSG Daniele Rossi. «Meccanismi che ogni azienda dovrebbe conoscere e adottare. In SSG siamo attenti a tutti i temi che riguardano l’economia circolare, l’inclusione e la sostenibilità digitale infrastrutturale».

Fare impresa in maniera responsabile non è da tutti. Ma oggi, dare segnali di un impegno autentico in tal senso è di importanza estrema. Ed è il motivo per cui BlueIT è diventata Società Benefit, con l’impegno di perseguire uno scopo duale. «Da un lato, continuare a fare business nel mondo IT, dall’altro sfruttare la tecnologia per ottenere un impatto concreto sulla sostenibilità e sulla costruzione di un mondo più giusto» – spiega il chief innovation & sustainability officer di BlueIT Paolo Mazza. «Ci impegniamo a fare il nostro lavoro quotidiano avendo come scopo anche quello di umanizzare la tecnologia e di ridurre il digital divide per consentire al nostro Paese di cogliere le enormi opportunità di questa fase storica. Clienti e partner sono nostri alleati nel costruire un mondo migliore».

Angelo Amaglio
presidente

103° QINTESI

Con oltre 350 dipendenti, Qintesi eroga servizi di management consulting e system integration. Qintesi è Gold Partner SAP con la qualifica di “Service Partner” e “Build Partner”; ha ottenuto diversi riconoscimenti da parte di SAP fra cui cinque Solution Authorization e una Build Authorization, oltre a ben tredici certificazioni SAP REX. Qintesi è Google Cloud Partner e ha realizzato alcuni tra i primi progetti a livello europeo di migrazione a SAP S/4HANA su piattaforma Google Cloud Platform, oltre a essere attiva in importanti progetti di digital transformation su piattaforma Google. Qintesi spa ha dato vita a un Network insieme a Qintesi Technology & Services, che disegna e realizza infrastrutture tecnologiche, gestisce servizi di maintenance e outsourcing amministrativo; la società controllata IT-Link, system integrator SAP e VAR SAP, con competenze verticali nel settore manufacturing; BF Partners, che affianca a SAP applicativi per il facility management; Huware, azienda che crede nella tecnologia Google Cloud come fattore chiave della trasformazione digitale.

QINTESI spa – Via G. Suardi, 3 – 24124 Bergamo (BG) – 0283428050 – email: marketing@qintesi.it – www.qintesi.it

Ennio Comini
AD

108° DI.TECH

Di.Tech, con sede a Bologna e oltre 250 risorse specializzate, è una società attiva nello sviluppo e fornitura di soluzioni software e servizi informatici per il settore della distribuzione organizzata alimentare, per la gestione dei processi caratteristici commerciale, marketing, logistica, rete vendita, amministrazione, finanza e controllo. Alla sfera applicativa si affiancano i servizi per la progettazione e la gestione delle infrastrutture informatiche che abilitano lo sviluppo di progetti applicativi complessi. Di.Tech, presente sul mercato da oltre 30 anni, da luglio 2020 è entrata a fare parte di Var Group rafforzando la propria mission di contribuire, attraverso l’uso di soluzioni tecnologiche e la digitalizzazione dei processi, al miglioramento delle performance dei clienti. L’entrata in questo grande gruppo, ricco di competenze innovative e delle esperienze maturate in ambiti che richiedono forte specializzazione, consente a Di.Tech di affrontare con ulteriore energia le sfide della trasformazione digitale nel retail.

Di.Tech spa – Via Giambologna, 18 – 40138 Bologna – Tel. 0516033311 – Fax 0516033209 – email: info@ditechspa.it – www.ditechonline.it

Alessandro Benini
presidente e amministratore delegato

117° PAR-TEC

Da oltre 20 anni Par-Tec opera come abilitatore tecnologico, supportando le aziende italiane nella realizzazione di servizi digitali moderni, efficienti e sicuri mediante la fornitura di soluzioni IT, servizi professionali e formazione di alto profilo. Infrastruttura IT, cloud enablement, applicazioni verticali per il mercato finanziario (tra cui la piattaforma per il trading on-line MFI TOL), industria 4.0, advanced & predictive analytics, privacy compliance e formazione sono solo alcune delle aree governate dai centri di competenza distribuiti tra Milano e Roma e le sedi di co-working di Pistoia e Pomezia. Le origini di Par-Tec risalgono allo sviluppo delle prime grandi infrastrutture IT e dei primi servizi on-line innovativi in Italia nei settori telco e finance. Oggi il Gruppo Par-Tec è una realtà che comprende 200 professionisti e, oltre alla capogruppo, include le aziende Swing, Fine Tuning – Consulenza Integrata, Lightstreamer e la startup Faberbee.

Par-Tec spa – Via Panfilo Castaldi, 11 – 20124 Milano Tel. 02 667321 – Fax 02 66732300 – email: info@par-tec.it – www.par-tec.it

Paola Pomi
CEO

130° SINFO ONE

Sinfo One opera nell’information technology con soluzioni per la gestione d’impresa, consulenza direzionale, organizzativa e tecnologica, system integration e servizi di outsourcing. Le soluzioni sono in ambito enterprise resource planning (ERP), business intelligence (BI), enterprise performance management (EPM), product lifecycle management (PLM) e robotic process automation (RPA). 150 clienti, un team di 140 esperti, investimento continuo in R&D sono i numeri di Sinfo One, costantemente attiva nell’aiutare i clienti a innovare e crescere con l’aiuto della tecnologia. Sinfo One offre soluzioni best of breed a livello mondiale unite a competenze e metodologie consolidate. Il know how di Sinfo One è sempre più riconosciuto anche a livello internazionale: il fatturato estero è pari al 24% del totale con importanti progetti in ambito ERP e PLM per multinazionali europee (Germania, UK, Francia, ecc.) ed extraeuropee (USA, Canada, Australia, Emirati). Numerose le partnership, tra cui Oracle, Infor e Selerant.

Sinfo One spa – Via Benedetta, 77/a – 43122 Parma – Tel. 0521 9371 – Fax 0521 775824 – email: info@sinfo-one.it – www.sinfo-one.it