ACHAB: IL BACKUP DIVENTA 2.0


La società milanese propone sul mercato l’innovativa soluzione dell’americana AppAssure, in grado di rivoluzionare l’approccio al backup e risolvere i problemi di restore

 

Nelle premesse di Andrea Veca, amministratore di Achab (www.achab.it), sta tutto il senso della nuova proposta lanciata dal distributore sul mercato italiano, poiché «nel nostro portfolio d’offerta ai rivenditori, e da questi indirizzato alle Pmi, siamo molto attenti a inserire soltanto prodotti che siano davvero eccezionali».

Una scelta che il mercato riconosce e premia, a detta dello stesso Veca, e che trova riscontro nei risultati della società: 4,4 milioni di euro nel 2010 e 5 l’obiettivo di quest’anno «e per come sta andando siamo molto soddisfatti», sostiene l’amministratore della realtà milanese.

Ecco dunque che il nuovo accordo di partnership siglato da Achab non può che riguardare un’entità di primo piano nel panorama internazionale, ovvero la statunitense AppAssure (www.appassure.com) che nella classifica Inc. 500’s 2011 (riguardante il periodo 2007-2010) di Inc. Magazine è risultata il settimo produttore di software per crescita e il primo nel segmento delle soluzioni di backup e disaster recovery, e che pure nel secondo trimestre 2011 ha registrato un +216% anno su anno e + 45% rispetto ai tre mesi precedenti, forte com’è di 5mila clienti in 52 nazioni.

E all’attenzione delle aziende del Bel Paese ecco che il binomio Achab-AppAssure propone una soluzione di backup 2.0 «rivoluzionaria per lo stesso concetto di backup e soprattutto di restore – sottolinea Veca -, in grado cioè di risolvere problematiche come la sicurezza dello stato dei dati, l’operatività immediata degli utenti e il ripristino veloce».

Il tutto grazie ad AppAssure Replay, basato, spiega Todd Frederick cofondatore ed executive vice president sales & marketing di AppAssure, sull’idea che «l’importanza, la quantità e qualità dei dati oggi presenti siano talmente elevate da ritenere del tutto inadeguati per il business delle aziende, grandi e piccole, le tradizionali modalità giornaliere di backup e i lunghi tempi occorrenti per i ripristini».

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La visione della società si esplica perciò in una protezione continua, ovvero un backup ogni 15 minuti, una vera e propria “fotografia” del server a tempi ravvicinati, in virtù di snapshot incrementali automatici, con controllo dell’integrità dei dati man mano che vengono salvati, «per evitare che si possano rivelare corrotti», dice Frederick.

E il ripristino non soltanto è dodici volte più veloce dei sistemi tradizionali, sono sempre le spiegazioni del cofondatore di AppAssure, ma altresì dà modo agli utenti di essere comunque operativi durante tale attività, consentendo loro di accedere ai dati e alle applicazioni necessarie, e-mail compresa.

Caratteristiche che, secondo Frederick, sono uniche e si possono rivelare vincenti non solamente per le realtà maggiori, ma anche per il vasto universo delle Pmi, cui punta AppAssure nel nostro Paese, in virtù anche di costi di licenza assai contenuti e quindi alla portata di quest’ultime.

Agli occhi della società, l’avventura italiana, che segue l’ingresso sul mercato della Gran Bretagna, si presenta quindi ricca d’interessanti opportunità, in un contesto, quello delle Pmi «nel quale abbiamo un’esperienza consolidata e un’elevata competitività – conclude Frederick -, così che siamo convinti che tale mercato possa rapidamente decollare».