Mobile World Congress 2014 – Mobile Watson. La sfida di IBM

What will you do with Watson? La strategia mobile enterprise di Big Blue passa per il cloud e il sistema di supercomputing

Virginia “Ginni” Rometty chairwoman e CEO di IBM

Barcellona – Metti un supercomputer insieme con un “big bang” di dati, portali sulla “nuvola” e accedi nel modo più diffuso e universale, quello mobile, e avrai la strategia di Big Blue. Parole chiave: big data, cloud, engagement, viste come tre entità inseparabili. Virginia Rometty CEO di un’IBM (www.ibm.com/it) che in pochi mesi ha compiuto una serie di passi “pesanti” – ha presentato il nuovo volto dell’azienda. IBM in poco più di cento giorni ha annunciato 1,2 miliardi di dollari di investimenti nel cloud, ha fatto tre acquisizioni che hanno il loro perno nella mobilità e promette di far leva su Watson, anche a vantaggio dei suoi partner, per dare spazio a un nuovo mondo di applicazioni. Prima donna a capo di IBM, Virginia Rometty è tra le dieci donne più influenti al mondo secondo la classifica Fortune. «Stiamo vivendo un momento di grande cambiamento, emozionante e disruptive». Ha esordito il CEO di IBM sul palco del Mobile World Congress. Un cambiamento guidato dall’evoluzione tecnologica che coinvolgerà tutti e ogni settore produttivo. Le tendenze principali sono rappresentate dalla pervasività dei dati e dalla versatilità del cloud, ma solo la capacità di credere nel cambiamento può fare la differenza.

«Tramite i big bata – ha spiegato Rometty – è possibile generare informazioni e quindi conoscenza. Si tratta di un vantaggio competitivo che andrà ad amplificarsi sempre di più in futuro grazie al cloud, e sarà il vero fattore discriminante tra le aziende di successo rispetto a tutte le altre». E il cloud computing è ormai tutt’altro che un’opzione. Piuttosto, «diverrà lo standard di tutti i giorni nel giro di qualche anno. Entro il 2016, un quarto di tutte le app verranno create per e sul cloud. Nel 2017, inoltre, metà delle aziende saranno ibride».

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Un passo avanti

Cedute le tecnologie “commodities” a Lenovo, prima i pc e ora i server x86, IBM ha deciso di puntare su ciò che «fa la differenza», come il sistema di supercomputing cognitivo Watson, ed ecco la sorpresa: un concorso che nei prossimi mesi premierà gli sviluppatori che, utilizzando questa tecnologia, metteranno a punto applicazioni orientate a big data e cloud. «What will you do with Watson»? Non è solo una domanda ma una vera sfida che il CEO Rometty, detta “Ginni”, lancia alla platea del MWC: «Big Blue si impegnerà a selezionare alcuni progetti innovativi per concedere l’accesso alla potenza di calcolo di Watson nella fase di progettazione e sviluppo degli stessi. Le possibilità d’impiego future di Watson sono infinite. Ad esempio analisi di patologie complesse incrociando i dati delle cartelle cliniche e fornendo la soluzione di intervento migliore nel giro di pochi istanti».

La sicurezza rimane uno dei freni principali a uno sviluppo ancora più esteso del cloud. «Eppure – spiega Rometty – strumenti analitici, come quelli sviluppati da IBM, sono in grado di prevedere con una certa attendibilità eventi e numeri del futuro, da cui potranno nascere azioni preventive o correttive». Strumenti analitici che il più delle volte ormai, girano proprio nella “nuvola”. Cloud quindi come problema, secondo alcuni, ma anche come soluzione al problema stesso in fin dei conti. E garantendo maggiore sicurezza ne beneficeranno anche tutte le attività in ambito mobile. Solo così facendo si può creare “engagement” coi propri clienti/utenti. A proposito di mobile, non c’è dubbio che questa sia anche la porta del mondo enterprise: negli ultimi tre mesi del 2013, IBM aveva portato a termine una serie di acquisizioni che vanno a rimarcare questo ambito. Fiberlink prima, poi Aspera (tecnologie per il trasferimento di dati) e The Now Factory (big data analytics sulle reti mobili) e infine Xtifiy (notifiche push e messaggistica, sempre su reti mobili). La quadratura del cerchio è fatta.

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