OVH Private Cloud Datacenter virtuale on demand

Accelerare lo sviluppo dei progetti, migliorare la competitività e minimizzare i costi. I vantaggi del cloud sono molteplici, ma occorre rivolgersi al partner giusto. Sicurezza, unicità e strategia reversibile sono al primo posto. Parola di OVH, hosting provider numero uno in Europa

 

Hélène Caraux product manager del Private Cloud di OVH«I vantaggi del cloud computing sono talmente evidenti che indugiare ancora molto, prima di decidersi a installare un’infrastruttura cloud, sta diventando un’opzione poco sensata» – esordisce Hélène Caraux, product manager del Private Cloud di OVH (www.ovh.it). La filiale Italiana con sede a Milano ha aperto i battenti nel 2008, mentre il quartier generale si trova a Roubaix ed è stato fondato nel 1999 da Octave Klaba. Oggi, la società è numero uno a livello europeo e quarta a livello mondiale nell’hosting web. Presente in tutto il mondo, con data center e una rete di interconnessione altamente capillare, OVH fa dei servizi avanzati di cloud computing uno dei principali cavalli di battaglia del proprio sviluppo, ponendosi come interlocutore autorevole per tutte le aziende che desiderino adeguare la propria infrastruttura IT alle nuove sfide economiche e di mercato. «Pensiamo per esempio al fatto che il cloud permette di realizzare i progetti più rapidamente e a minori costi rispetto a continuare a dotarsi di infrastrutture hardware all’interno delle aziende» – prosegue Hélène. «Questa è infatti la logica alla base dell’offerta “Private Cloud” proposta dalla società, consistente in un data center virtuale totalmente privato, che può essere creato con pochi click nell’arco di qualche minuto. Una volta messo in piedi, il cloud potrà accompagnare al meglio l’azienda nella sua crescita, perché l’aggiunta o la rimozione delle diverse risorse può essere effettuata in maniera più rapida e soprattutto in completa trasparenza, dato che non c’è più bisogno di preoccuparsi dei picchi di lavoro di fine anno o della potenza di calcolo disponibile, solo per fare due esempi».

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RIDURRE I COSTI

Ma non solo: «La funzione del CIO guadagna in reattività, mentre i costi di produzione si abbattono, poiché il cloud permette di pagare solo le risorse utilizzate e non prevede i costi di manutenzione abituali di un data center tradizionale – prosegue Hélène Caraux. Il time-to-market viene ridotto al minimo, le aziende beneficiano di un ritorno più rapido sugli investimenti». Si tratta di un’ottimizzazione dei costi non trascurabile, soprattutto alla luce del fatto che le economie di scala diventano inevitabili per le aziende che desiderino conservare o migliorare la propria posizione sul mercato. E in questo senso ricorrere al cloud permette di avere una visibilità molto chiara dei costi e alleggerisce gli oneri finanziari, visto che non è più necessario investire importi considerevoli su infrastrutture di proprietà diretta.

«Per questo, oggi per le aziende l’adozione del cloud non va più considerata facoltativa – sintetizza Hélène Caraux – e soprattutto il cloud viene largamente richiesto dagli utenti per la sua qualità di acceleratore di business: non integrarlo nella strategia informatica significherebbe per l’azienda accumulare ritardi sulla concorrenza. Inoltre, lo sviluppo di Internet mobile, con l’impressionante quantità di smartphone e tablet sempre più connessi, va ad amplificare il bisogno di avere accesso universale ai dati di ogni genere tramite qualsiasi dispositivo, e il cloud riveste un ruolo sempre più rilevante in questa trasformazione».

STRATEGIE REVERSIBILI

Se poi si passa a prendere in considerazione il settore o la dimensione delle aziende maggiormente candidate a beneficiare dei vantaggi del cloud «non ci sono – avverte Hélène Caraux – criteri o processi prestabiliti riguardo alla taglia o all’attività di un’azienda per migrare verso il cloud, in quanto ogni impresa adatta e sceglie il proprio cloud in funzione delle diverse applicazioni, esigenze e policy interne». Ci sono però tipologie di business più vocate alla migrazione verso il cloud. «Pensiamo alle software house, che possono duplicare le loro applicazioni all’infinito e proporle ai propri clienti finali in modalità Software as a Service» – fa notare Hélène Caraux. «Con la portabilità dei dati, c’è una domanda sempre più alta di applicazioni accessibili da qualsiasi posizione e da qualsiasi device: questo settore è dunque particolarmente sollecitato dai suoi clienti finali a migrare al cloud. Inoltre, abbiamo numerosi esempi di aziende nostre clienti che scelgono di testare il cloud per lo sviluppo di una nuova applicazione, con il vantaggio ulteriore che l’applicazione, essendo stata sviluppata e installata direttamente nel cloud, non rischia problematiche di migrazione o di incompatibilità. Altri nostri clienti che non hanno bisogno di creare nuove applicazioni scelgono di migrare progressivamente le loro applicazioni non critiche oppure gli ambienti di sviluppo o i loro software gestionali. Su tutto, rimane una importante possibilità fornita dalle soluzioni OVH, che permettono ai clienti di essere sempre assicurati sulla reversibilità della loro scelta: se intendono rivedere la loro installazione per qualunque motivo, potranno farlo».

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SCEGLIERE IL FORNITORE

Un aspetto importante nel passaggio al cloud computing è quello relativo alla scelta del fornitore di servizi. «Anche se le offerte possono essere differenti, la scelta del partner gioca un ruolo chiave nel processo – sottolinea Hélène Caraux – in quanto è necessario offrire le massime garanzie in termini di affidabilità, performance e sicurezza, dato che il business dell’azienda si appoggerà completamente o in parte al fornitore di servizi cloud». A questo proposito, «ciò che contraddistingue OVH è che la soluzione cloud installata dal cliente è da subito dedicata al cliente e a lui unicamente, in quanto abbiamo presente che per tutte le aziende è fondamentale avere sempre il controllo sui propri dati. Ed è per questo che abbiamo deciso di proporre infrastrutture cloud perfettamente sicure, non solo per quanto riguarda la disponibilità, ma anche rispetto agli accessi all’interfaccia di gestione che permette ai clienti di controllare tutte le risorse e i dati relativi al loro business».

Più in dettaglio, riguardo alla disponibilità e alla continuità del servizio, «abbiamo scelto di installare un’infrastruttura ad alta disponibilità (HA) nella quale ciascun elemento è ridondato, fino alle uscite elettriche, alle schede di rete e ai dischi di storage – spiega Hélène Caraux. Inoltre, forniamo soluzioni di backup e di replica dei dati a scopo di garanzia supplementare. Per gli accessi, forniamo ai nostri clienti opzioni che permettono di accedere al loro cloud in diverse modalità, per esempio tramite rete privata virtuale VPN, con load balancing e la possibilità di aggiungere fino a quattromila VLAN su un’infrastruttura». Ma ci sono altri aspetti da mettere in evidenza: «La sicurezza fisica dei nostri data center corrisponde alla certificazione Tier 4, il livello più esigente al mondo in materia di sicurezza. Un’altra specificità che distingue OVH da altri fornitori è il controllo completo della catena di produzione di hosting: gestiamo noi stessi la costruzione e la manutenzione dei nostri data center, assembliamo i nostri server e amministriamo internamente i servizi di supporto commerciale e tecnico». E, come ciliegina sulla torta, Hélène Caraux conclude puntando l’attenzione sulle infrastrutture tecnologiche di cui OVH si è da tempo dotata, come la rete in fibra ottica che copre il mondo intero e che vanta una banda passante di 2 Tbps, che «consente una reattività e una gestione dei costi senza pari, dandoci la capacità di mettere a disposizione dei nostri clienti finali soluzioni avanzate in tempi record e con tariffe vantaggiose, senza compromessi sulla qualità e il valore tecnologico dei servizi proposti».