Velocità e precisione. Performance per competere

Graeme K. Hackland, IT director del team Lotus di F1La velocità sta definendo il nuovo standard della competizione per le aziende del futuro. Imprese e organizzazioni stanno cambiando i loro modelli di business non focalizzandosi più solo sui volumi e sull’espansione, ma soprattutto sulla velocità e la precisione. Velocità e precisione sono il binomio della performace perfetta. I picchi negativi sulle performance dovuti alle carenze infrastrutturali possono avere effetti sui ricavi, sui clienti, sulla competitività. Ogni infrastruttura IT per essere veramente agile deve accedere ai dati in qualsiasi momento, da qualsiasi luogo e deve essere in grado di elaborare e analizzare i dati in sicurezza e in tempo reale. La velocità di accesso ai dati per prendere decisioni mission critical è il vero tallone d’Achille. La Formula Uno è uno sport globale che muove miliardi di dollari. Le auto sfrecciano in pista a velocità che superano i 320 km/h e spesso l’esito di una gara dipende da pochi millisecondi. In F1, ogni millisecondo può fare la differenza, ma per prendere decisioni critiche durante una gara bisogna avere la disponibilità dei dati superiore al 99%. Durante una gara, i dati sono veramente vitali e anche la più piccola modifica all’efficienza aerodinamica può fare la differenza tra la vittoria e un posto in fondo alla classifica. Il team di ingegneri fa affidamento sulle informazioni raccolte in tempo reale per apportare le modifiche alle auto e alle strategie di gara. I dati rappresentano uno dei maggiori vantaggi che un team di F1 può vantare sugli avversari. Il team raccoglie e analizza i dati in pratica senza interruzioni. I dati possono provenire dalle auto che girano in pista, dalle prove in galleria del vento oppure dalle simulazioni di fluidodinamica computazionale. Le prove in galleria del vento producono migliaia di MB di dati al giorno, mentre le simulazioni possono superare anche decine di terabyte di dati all’anno. Per ogni giro completato dall’auto, i sensori producono dai venti ai trenta MB di dati che riguardano – per esempio – le informazioni sui pneumatici, le condizioni del motore, le variazioni della temperatura dell’asfalto, il consumo di carburante. In gara, ogni vettura può generare fino a 50 GB di dati. Di tutte queste informazioni, una quota rilevante può essere utilizzata dal team a bordo pista per determinare le strategie nel corso della gara, fornendo rapido accesso a tutti gli ingegneri in ogni momento e in ogni tipo di condizioni. In molte aziende, può capitare che l’IT possa essere paradossalmente poco flessibile al cambiamento – mentre in altre organizzazioni – le divisioni IT possono essere completamente svuotate o addirittura estromesse dai processi decisionali. In F1 – invece – la capacità di fare squadra e di condividere le informazioni costituisce l’elemento chiave in grado di permettere al pilota e all’auto di raggiungere prestazioni elevate. Durante gli spostamenti da un circuito all’altro – infatti – tutte le informazioni raccolte durante la corsa precedente e prima dello start della corsa successiva devono essere processate e analizzate nel più breve tempo possibile. Per raggiungere questo obbiettivo, abbiamo a disposizione un data center che viaggia in giro per il mondo, toccando tutte le tappe del campionato di F1, con ingombro ridotto e consumo energetico sempre più efficiente. Ogni gara è una fonte nuova di informazioni. Senza questa capacità di storage e di analisi, non saremmo in grado di migliorare la nostra performance per vincere la gara.

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Graeme K. Hackland, IT director del team Lotus di F1