Alphabet – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 05 Feb 2020 13:44:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Alphabet – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Per Alphabet il peggior trimestre dal 2015 https://www.datamanager.it/2020/02/per-alphabet-il-peggior-trimestre-dal-2015/ Wed, 05 Feb 2020 13:44:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=195826 La chiusura del quarto trimestre evidenzia perdite concrete per il gruppo Alphabet sotto il cui cappello c’è anche Google, con il titolo che perde circa il 5% La peggiore crescita dei ricavi del quarto trimestre dal 2015. Una conseguenza che ha fatto scendere le azioni di Alphabet di quasi il 5%, mettendo in ombra le […]

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La chiusura del quarto trimestre evidenzia perdite concrete per il gruppo Alphabet sotto il cui cappello c’è anche Google, con il titolo che perde circa il 5%

La peggiore crescita dei ricavi del quarto trimestre dal 2015. Una conseguenza che ha fatto scendere le azioni di Alphabet di quasi il 5%, mettendo in ombra le buone entrate pubblicitarie di YouTube. Detto ciò, anche il reparto Google Cloud porta a casa buoni numeri, con un aumento dei ricavi del 53% ovvero a 2,6 miliardi di dollari nel trimestre e la stessa pubblicità su YouTube aumentata del 31% a 4,7 miliardi di dollari. Proprio YouTube ha generato circa 750 milioni di dollari in abbonamento e altre entrate non pubblicitarie, secondo quanto affermato da Sundar Pichai, CEO di Alphabet.

Alphabet, gli altri numeri

Google, attraverso il suo omonimo motore di ricerca e con la piattaforma di YouTube, è stata la più grande attrazione del web per gli inserzionisti per oltre un decennio, consentendole di diventare la quarta società quotata a 1 trilioni di dollari per capitalizzazione di mercato. Ma sono emerse nuove preoccupazioni tra gli investitori su quanto durerà il suo dominio, con i regolatori dell’antitrust statunitensi che indagano continuamente sulla posizione considerata dominante, non sempre a ragione, nei servizi online.

Nonostante le buone performance di YouTube, alcuni analisti affermano come le entrate pubblicitarie della piattaforma siano state in realtà deludenti. «YouTube è più piccolo di quanto si supponga in generale, con la concorrenza che sembra aver accelerato e sta crescendo più velocemente di quanto si temesse» per James Cordwell, analista di Atlantic Equities. Del resto, anche Google deve affrontare sfide interne. Alcuni dei suoi 119mila dipendenti hanno più volte protestato per il lavoro su software relativi alle armi per militari o prodotti di ricerca censurati per utenti cinesi, tanto da portare Big G ad abbandonare tali obiettivi, che pure avrebbero incrementato i guadagni.

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Alphabet si unisce al club dei record https://www.datamanager.it/2020/01/alphabet-si-unisce-al-club-dei-record/ Mon, 20 Jan 2020 12:09:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=195195 La società madre di Google è la quarta negli Stati Uniti a raggiungere un valore di mercato di oltre 1 trilione di dollari (1 miliardo di miliardi) dopo Apple, Amazon e Microsoft Una notizia attesa, che forse ha tardato leggermente a realizzarsi ma tant’è: la società madre di Google, Alphabet, è ora la quarta azienda […]

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La società madre di Google è la quarta negli Stati Uniti a raggiungere un valore di mercato di oltre 1 trilione di dollari (1 miliardo di miliardi) dopo Apple, Amazon e Microsoft

Una notizia attesa, che forse ha tardato leggermente a realizzarsi ma tant’è: la società madre di Google, Alphabet, è ora la quarta azienda negli Stati Uniti a raggiungere un valore di mercato di oltre 1 trilione di dollari, ossia 1 miliardo di miliardi, dopo Apple, Amazon e Microsoft. Il gruppo ha raggiunto questo traguardo poco più di un mese dopo che i fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin si sono dimessi dalle rispettive posizioni di CEO e Presidente di Alphabet che, ricordiamo, è stata fondata nel 2015. Lo scorso dicembre, Page ha consegnato le redini al CEO di Google, Sundar Pichai, che è dunque diventato amministratore delegato sia di Google che della stessa Alphabet.

Capitale in crescita

La holding comprende diverse aziende, tra cui Google, Sidewalk Labs (che si concentra sulla tecnologia per le smart city), DeepMind (per gli sviluppi dell’intelligenza artificiale), Google Fiber e Verily (un’organizzazione di ricerca nel campo delle scienze della vita, in precedenza parte di Google X). Altre iniziative come Nest e Chronicle sono state inserite in Google negli ultimi due anni. Con ciò, la grande tecnologia in America vanta ora un giro di affari di circa 5 trilioni di dollari, cinque miliardi di miliardi.

La CNBC ha notato che Facebook potrebbe essere il prossimo a entrare a far parte del club d’élite anche se potrebbe volerci un po’ prima che cresca la sua attuale capitalizzazione di mercato fino al marchio del trilioni di dollari, visto che è attualmente ferma a 620 miliardi di dollari e nel mezzo di un ripensamento generale delle politiche di sponsorizzazione, quelle che pare possano trainare maggiormente gli introiti.

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Google compie 20 anni, la cronistoria del colosso di Mountain View https://www.datamanager.it/2018/09/google-compie-20-anni-la-cronistoria-del-colosso-di-mountain-view/ Mon, 03 Sep 2018 14:25:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152583 Google domani compie 20 anni. Da semplice motore di ricerca, l’azienda fondata da Larry Page e Sergei Brin è diventata la quarta multinazionale per capitalizzazione al mondo  Domani 4 settembre Google festeggerà i suoi primi 20 anni. Era il 1995 quando Larry Page e Sergei Brin, dottorandi alla Stanford University, si cimentarono nella creazione del […]

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Google domani compie 20 anni. Da semplice motore di ricerca, l’azienda fondata da Larry Page e Sergei Brin è diventata la quarta multinazionale per capitalizzazione al mondo 

Domani 4 settembre Google festeggerà i suoi primi 20 anni. Era il 1995 quando Larry Page e Sergei Brin, dottorandi alla Stanford University, si cimentarono nella creazione del proprio motore di ricerca. Il progetto girava attorno al concetto “Don’t be evil”. L’idea infatti era quella di realizzare un servizio che fosse trasparente e amico dell’utente. Addirittura all’inizio non era nemmeno prevista la pubblicità. Le cose però cambiano in fretta e oggi Google è diventata una multinazionale che opera in qualsiasi campo della tecnologia e la prima azienda di advertising a livello globale.

Il dominio google.com è stato registrato il 15 settembre 1997. Il nome è ispirato a googol, termine che indica un numero formato da 1 seguito da 100 zeri. Google Inc. nasce il 4 settembre dell’anno successivo ma per convenzione Big G festeggia il suo compleanno il 27 settembre, giorno in cui il motore di ricerca ha superato il primo record di contenuti indicizzati. La piattaforma di Mountain View è oggi la più utilizzata per trovare informazioni sul web e ha portato alla nascita del neologismo “to google” per indicare proprio questa operazione. Negli anni l’azienda si è aperta ad altri progetti nei campi più disparati, dall’editoria, alla pubblicità fino all’intelligenza artificiale e le auto senza conducente. Google ha mappato il mondo con Maps e ha invaso il web di video tramite YouTube. Non è poi possibile non citare Android, il sistema operativo per smartphone più diffuso al mondo che in futuro potrebbe essere sostituito da Fuchsia. Nel 2005 è poi nata Alphabet, la holding che dirige tutte le attività prima sotto l’egida di Google.

Per la creatura di Brin e Page comunque non è sempre stato tutto semplice. Big G è passata anche attraverso fallimenti clamorosi come il social network Google+ e gli occhiali Google Glass e multe salatissime per come ha gestito i suoi affari. Recentemente la Commissione europea gli ha imposto una sanzione da ben 4,3 miliardi di dollari legata ad Android e si tratta della più alta mai imposta da Bruxelles. Recentemente il colosso di Mountain View ha dovuto anche affrontare la rivolta interna di alcuni suoi dipendenti, che hanno protestato per un progetto in tandem con la Difesa USA considerato non etico, e le invettive piuttosto accese del presidente Donald Trump. Quest’ultima l’accusa di manipolare l’informazione attraverso il proprio motore di ricerca.

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Microsoft ora vale più di Google ma meno di Amazon e Apple https://www.datamanager.it/2018/06/microsoft-ora-vale-piu-di-google-ma-meno-di-amazon-e-apple/ Fri, 01 Jun 2018 13:34:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148801 Microsoft supera Alphabet ed è la terza azienda per capitalizzazione tra le quelle quotate in borsa. Apple e Amazon mantengono rispettivamente la prima e seconda posizione Microsoft può vantarsi di aver un valore di mercato superiore a quello di Alphabet, la holding che gestisce le attività legate a Google. La capitalizzazione dell’azienda di Redmond è […]

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Microsoft supera Alphabet ed è la terza azienda per capitalizzazione tra le quelle quotate in borsa. Apple e Amazon mantengono rispettivamente la prima e seconda posizione

Microsoft può vantarsi di aver un valore di mercato superiore a quello di Alphabet, la holding che gestisce le attività legate a Google. La capitalizzazione dell’azienda di Redmond è di 753 miliardi di dollari contro i 739 miliardi di Big G. La società fondata Bill Gates, che ha clamorosamente ammesso che Apple è una realtà straordinaria, è la terza azienda più grande a livello globale tra quelle quotate. Le due multinazionali si sono scambiate posizione molto spesso almeno fino alla nascita di Alphabet. Da quel momento Google ha consolidato il terzo posto per circa 3 anni. Il colosso di Cupertino mantiene il primato di questa speciale classifica seguita da Amazon, Microsoft, Alphabet, Facebook e la cinese Tencent proprietaria di WeChat, l’app di messaggistica con oltre 1 miliardo di utenti.

Microsoft ha raggiunto questo traguardo grazie alla nuova strategia imposta dal CEO Satya Nadella. Windows è passato in secondo piano rispetto all’intelligenza artificiale e al cloud computing, settore in cui l’azienda di Redmond ha superato Google e insidia il dominio di Amazon. A marzo è avvenuta una profonda riorganizzazione interna che ha favorito la crescita dei ricavi. Nello scorso trimestre Microsoft ha annunciato 26,8 miliardi di dollari di utili (+16% rispetto allo stesso periodo del 2017).

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ZTE potrebbe perdere Android a causa del ban degli USA https://www.datamanager.it/2018/04/zte-potrebbe-perdere-android-a-causa-del-ban-degli-usa/ Wed, 18 Apr 2018 17:30:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146044 Il bando imposto dagli USA potrebbe costringere ZTE a dover rinunciare a numerosi servizi di Google associati ad Android E’ un momento particolarmente difficile per ZTE. L’azienda cinese insieme a Huawei è stata accusata di essere uno dei cavalli di Troia con cui Pechino spia gli utenti e gli enti governativi statunitensi. Il Dipartimento del […]

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Il bando imposto dagli USA potrebbe costringere ZTE a dover rinunciare a numerosi servizi di Google associati ad Android

E’ un momento particolarmente difficile per ZTE. L’azienda cinese insieme a Huawei è stata accusata di essere uno dei cavalli di Troia con cui Pechino spia gli utenti e gli enti governativi statunitensi. Il Dipartimento del Commercio USA le ha quindi imposto il divieto di acquisto di componenti da aziende americane per i prossimi 7 anni. La sanzione è già grave di per sé ma potrebbe diventare anche peggiore se si considera che ZTE rischia di perdere anche la licenza di Android.

Secondo quanto riporta Reuters, l’azienda cinese e Alphabet, la holding che gestisce tutte le attività prima sotto il controllo di Google, hanno iniziato a discutere sulla questione delle sanzioni e sull’impatto che avranno sulle attività del produttore di smartphone. Teoricamente il bando non riguarda solo i prodotti hardware ma anche quelli software. Ciò significa che ZTE potrebbe perdere la licenza di utilizzo dei servizi di Google sui propri prodotti o Mobile Application Distribution Agreement (MADA). L’azienda cinese, che pare stia lavorando ad un terminale con doppio notch, potrà continuare a utilizzare Android come sistema operativo data la sua natura open source ma non potrà accedere ai cosiddetti Google Mobile Services, ovvero la suite di servizi Made in Mountain View che comprende Play Store e altri software che permettono il corretto funzionamento di moltissime app. Le due aziende pare non siano arrivate ancora a un accordo ma ZTE ha comunque una via di uscita in caso di esito negativo. Il produttore cinese potrebbe sviluppare una propria versione di Android come ha fatto Amazon in passato o affidarsi ad altri sistemi operativi come YunOS di Alibaba.

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Il prossimo Google I/O sarà dall’8 al 10 maggio 2018 https://www.datamanager.it/2018/01/prossimo-google-sara-dall8-al-10-maggio-2018/ Fri, 26 Jan 2018 19:00:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139691 Per la terza volta consecutiva lo scenario della kermesse di Big G sarà lo Shoreline Amphitheatre nel quartier generale di Mountain View Google ha pubblicato il sito di I/O 2018, l’annuale conferenza che dedica agli sviluppatori delle piattaforme che gestisce. In realtà, col tempo, la kermesse è diventata di interesse pubblico, vista l’occasione di mostrare […]

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Per la terza volta consecutiva lo scenario della kermesse di Big G sarà lo Shoreline Amphitheatre nel quartier generale di Mountain View

Google ha pubblicato il sito di I/O 2018, l’annuale conferenza che dedica agli sviluppatori delle piattaforme che gestisce. In realtà, col tempo, la kermesse è diventata di interesse pubblico, vista l’occasione di mostrare a tutti, presenti e collegati in diretta web, le più recenti novità in fatto di software e hardware, ad esempio la flotta di smartphone Pixel e gli accessori a corredo, svelati in anteprima e poi snocciolati nel dettaglio durante un evento ad-hoc a ottobre.

Quest’anno dunque il Google I/O si terrà dall’8 al 10 maggio, sempre presso lo Shoreline Amphitheatre di Mountain View, quartier generale della compagnia che fa parte del gruppo Alphabet. Dopo una serie di incontri a San Francisco, dal 2016 è questa la meta scelta da Big G per radunare i suoi developer.

Le novità

È forse troppo presto per elencare i progetti più interessanti che scopriremo a maggio ma ci sono elementi ciclici che non potranno mancare. Tra questi la prossima versione di Android, lettera in codice P, di cui Google potrebbe mostrare i primi screen e funzionalità più rilevanti. Di certo, ci sarà un focus particolare su Assistant e l’integrazione in sistemi operativi per dispositivi mobili ma anche IoT, dopo il debutto a bordo di Home, lo speaker domestico già in vendita negli USA.

Non dimentichiamoci poi di Daydream, la piattaforma di realtà virtuale che sinceramente ci aspettavamo giungesse su molti più telefonini nel corso del 2017, fermandosi solo a una manciata di prodotti e peccando nella promessa di democratizzare l’accesso ai mondi 3D tramite un’interfaccia unica e comune ai diversi brand.

Se la storia insegna qualcosa, è probabile che le registrazioni per I/O 2018 si apriranno nelle prossime settimane, per cui chi fosse interessato dovrebbe dare un occhio periodico sia al sito che all’account Twitter @GoogleDevs, sempre lesto a comunicare notizie a riguardo. Giusto per completezza, è bene ricordare che Il prezzo di un singolo biglietto non è proprio economico: 900 dollari in forma piena, 300 dollari per gli studenti, quelli della scorsa edizione.

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Google presenta Chronicle, la sua agenzia per la cybersecurity https://www.datamanager.it/2018/01/google-presenta-chronicle-la-sua-agenzia-la-cybersecurity/ Fri, 26 Jan 2018 17:00:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139785 Chronicle è un’azienda nata da una costola di Google X che si occupa di facilitare, velocizzare e rendere più economica l’analisi di malware e minacce IT Google tiene molto alla sicurezza dei suoi utenti e ha quindi deciso di fare di più per garantire il massimo livello di protezione per i loro dati e facilitare […]

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Chronicle è un’azienda nata da una costola di Google X che si occupa di facilitare, velocizzare e rendere più economica l’analisi di malware e minacce IT

Google tiene molto alla sicurezza dei suoi utenti e ha quindi deciso di fare di più per garantire il massimo livello di protezione per i loro dati e facilitare il lavoro degli esperti di malware e minacce informatiche. Alphabet, la holding che controlla tutte le attività di Big G, ha presentato una nuova azienda chiamata Chronicle specializzata proprio in cybersecurity. Il CEO Stephen Gillett ha spiegato in un post che questa società nasce dal laboratorio innovativo Google X e che metterà l’intelligenza artificiale al servizio della sicurezza online.

Ogni giorno, sottolinea Gillet, “vengono ignorati o scartati migliaia di potenziali indizi su attività di hacker. I team di sicurezza solitamente ne filtrano poche migliaia su cui pensano che valga la pena investigare, ma in una giornata di lavoro sono fortunati se riescono a esaminarne alcune centinaia”. Chronicle si pone quindi l’obiettivo di rendere più semplice l’analisi di malware e bug attraverso nuovi strumenti avanzati che comprendono anche il machine learning. L’azienda in particolare si concentrerà su due settori. Il primo è una piattaforma che consentirà alle imprese di comprendere e gestire i dati relativi alla sicurezza dei loro sistemi mentre il secondo si chiama VirusTotal e si tratta di un sistema di segnalazione per le minacce informatiche che Big G ha acquisito nel 2012. “Nessuno di noi – conclude Gillett – deve abituarsi all’idea del cybercrimine come parte della vita o a un controllo dei danni e a una reazione agli attacchi che siano costosi”.

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Google compra Redux per trasformare lo schermo in un altoparlante https://www.datamanager.it/2018/01/google-compra-redux-trasformare-lo-schermo-un-altoparlante/ Thu, 11 Jan 2018 18:30:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138783 Alphabet ha completato l’acquisizione di Redux e della tecnologia che trasforma qualunque superficie in un trasmettitore audio Alphabet, holding che racchiude tutte le attività di Google, ha concluso una nuova acquisizione che potrebbe fornire a Big G un certo vantaggio competitivo in ambito mobile. Il colosso di Mountain View ha acquistato Redux, startup britannica che […]

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Alphabet ha completato l’acquisizione di Redux e della tecnologia che trasforma qualunque superficie in un trasmettitore audio

Alphabet, holding che racchiude tutte le attività di Google, ha concluso una nuova acquisizione che potrebbe fornire a Big G un certo vantaggio competitivo in ambito mobile. Il colosso di Mountain View ha acquistato Redux, startup britannica che ha brevettato un sistema che consente di trasformare il display dello smartphone in un vero e proprio altoparlante.

Secondo quanto riporta Bloomberg, l’offerta di Google è arrivata a metà agosto ma l’operazione si è conclusa soltanto il 13 dicembre grazie alla mediazione della sussidiaria irlandese di Big G, che ha unificato tutti i suoi servizi finanziari nella piattaforma Pay. Le due aziende non hanno voluto commentare la notizia né sono stati rivelati i termini economici dell’accordo. Il sito di Redux è attualmente non raggiungibile e ciò dovrebbe confermare che l’acquisizione è effettivamente avvenuta.

La startup con sede a Cambridge e fondata da Nedko Ivanov nel 2013 non solo ha ricevuto un finanziamento di 5 milioni di dollari da parte del fondo Arie Capital ma stando alla sua pagina di LinkedIn dispone di oltre 178 brevetti depositati. La tecnologia più interessante resta però quella che consente di trasmettere suoni direttamente dal display. Eliminare gli altoparlanti all’interno di uno smartphone significa liberare spazio per altri componenti come batterie più capienti rispetto a quelle oggi in uso. I telefoni in futuro potranno quindi diventare ancora più sottili. Ancora non è chiaro come Google voglia sfruttare il know how di Redux ma è evidente che il suo supporto sarà fondamentale per la progettazione dei prossimi modelli di Pixel e forse anche per dispositivi domestici come Home.

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Eric Schmidt non è più il Presidente di Alphabet https://www.datamanager.it/2017/12/eric-schmidt-non-piu-presidente-alphabet/ Fri, 22 Dec 2017 17:59:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138143 Eric Schmidt lascia la carica di Presidente di Alphabet per dedicarsi alla filantropia ma resterà comunque in azienda Eric Schmidt è stata una figura centrale nell’evoluzione di Google. Sotto la sua amministrazione il motore di ricerca è diventato la seconda azienda per valore al mondo con interessi che vanno dall’intelligenza artificiale alle automobili senza conducente […]

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Eric Schmidt lascia la carica di Presidente di Alphabet per dedicarsi alla filantropia ma resterà comunque in azienda

Eric Schmidt è stata una figura centrale nell’evoluzione di Google. Sotto la sua amministrazione il motore di ricerca è diventato la seconda azienda per valore al mondo con interessi che vanno dall’intelligenza artificiale alle automobili senza conducente fino all’urbanistica del futuro. Fino ad oggi Schmidt ha ricoperto il ruolo di Presidente di Alphabet, la holding che racchiude tutte le attività della multinazionale di Mountain View. Oggi ha deciso di abbandonare la sua carica, ma rimanendo comunque membro del CdA, per dedicarsi alla filantropia. Come il collega e fondatore di Microsoft, Bill Gates, anche l’ormai ex manager di Google dispone di un importante patrimonio che vuole condividere per il bene dell’umanità. Secondo Forbes è il 119esimo uomo più ricco al mondo con un patrimonio stimato di 11 miliardi di dollari.

Eric Schmidt è diventato Chief Operating Officer di Google nel 2001. Scoppiata la bolla di Internet, il manager spronò i fondatori Larry Page e Sergei Brin a far crescere l’azienda fino a diventare una Spa. Tre anni dopo è arrivata la IPO e la quotazione in Borsa che hanno portato Google a diventare il colosso che è oggi. Nel 2015 nasce Alphabet e ne assume il ruolo di Presidente. “Larry, Sergey, Sundar e io – scrive Schmidt in una nota – crediamo che sia il momento per una transizione, nell’evoluzione di Alphabet. La struttura della holding sta funzionando bene e Google e Other Bets stanno prosperando. Negli anni recenti ho speso molto del mio tempo sulla scienza e la tecnologia, e sulla filantropia, e voglio impegnarmi ancora di più su questo fronte”.

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Perché Google ha creato XXVI? https://www.datamanager.it/2017/09/perche-google-creato-xxvi/ Tue, 05 Sep 2017 17:30:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=130033 XXVI è una nuova holding creata da Google che ne racchiude le cosiddette “other bets” Nel 1998 Google era solo un motore di ricerca mentre oggi è l’azienda di maggior valore al mondo davanti al colosso Apple e con interessi che vanno ben oltre il web. Nel 2015 la società di Mountain View ha avviato […]

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XXVI è una nuova holding creata da Google che ne racchiude le cosiddette “other bets”

Nel 1998 Google era solo un motore di ricerca mentre oggi è l’azienda di maggior valore al mondo davanti al colosso Apple e con interessi che vanno ben oltre il web. Nel 2015 la società di Mountain View ha avviato una profonda riorganizzazione con la nascita di Alphabet, la holding che ne raccoglie e gestisce tutte le attività. Come rivela Bloomberg, il primo di settembre questo processo si è completato con la fondazione di XXVI, una nuova società che racchiude in sé le startup che si sono formate negli ultimi anni e fino ad oggi conosciute come “other bets” (altre scommesse). Il nome rappresenta il 26 in numeri romani, tante quante sono le lettere dell’alfabeto inglese.

Dal punto di vista operativo e del controllo azionario per Google non è cambiato nulla. Semplicemente le varie società sussidiare sono state separate legalmente dalla casa madre, che da società per azioni è diventata a responsabilità limitata. Di cosa si occupa quindi XXVI? L’azienda gestisce molti dei progetti più avveniristici di Google a partire dalla guida autonoma e l’intelligenza artificiale. Sotto la sua ala troviamo infatti Waymo, che sta sperimentando un proprio servizio di ride sharing, ma anche i laboratori X Lab dedicati alla ricerca in campi come la robotica, AI, consegne via droni, Project Loon e molto altro ancora. Fanno riferimento a XXVI anche aziende come Verily Life Sciences (prima Google Life Sciences) e Google Fiber. La prima lavora per migliorare la qualità della vita mentre la seconda si occupa della diffusione della fibra ottica negli Stati Uniti.

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