anonimato – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:49:46 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png anonimato – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 La Cina contro l’anonimato in rete https://www.datamanager.it/2017/09/la-cina-lanonimato-rete/ Mon, 04 Sep 2017 13:13:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129895 Il governo di Xi Jinping ha approvato una nuova norma secondo cui per postare commenti su siti web e forum si dovrà usare sempre il nome reale La Cina non è un paese per gli amanti della privacy. Se l’assunto non è per nulla una sorpresa, negli ultimi tempi è divenuto ancora più eclatante. Il […]

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Il governo di Xi Jinping ha approvato una nuova norma secondo cui per postare commenti su siti web e forum si dovrà usare sempre il nome reale

La Cina non è un paese per gli amanti della privacy. Se l’assunto non è per nulla una sorpresa, negli ultimi tempi è divenuto ancora più eclatante. Il 25 agosto infatti il governo guidato da Xi Jinping ha approvato una nuova legge che obbliga gli internauti a utilizzare il proprio nome reale per pubblicare commenti su siti web e forum. La decisione segue la strategia tracciata dalla Cyberspace Administration of China, che sta facendo di tutto per ingrandire sempre di più il Great Firewall anche dove non può agire direttamente, ovvero nella marea di portali che nascono ogni giorno nel paese, anche come forma di protesta contro il potere.

Cosa succede

Il fatto è che adesso chiunque agisca online utilizzando un nickname per diffondere commenti di qualsiasi natura rischia davvero grosso. A farne le spese saranno gli stessi navigatori ma anche i gestori dei siti, che dovranno indagare approfonditamente nel caso di generalità fasulle utilizzate per lanciare il proprio verbo su internet. Spazi virtuali come i forum erano tra i pochi rimasti senza regolamentazione, dopo che anche servizi molto famosi come WeChat e Weibo erano stati obbligati ad accettare solo iscrizioni tramite identità reali certificate. Oltre a ciò, il dipartimento cinese ha stilato una lista di contenuti vietati, tra cui quelli che si oppongono alla costituzione cinese, che danneggiano l’onore del paese e che promuovono credenze contrarie a quelle nazionali e molto altro.

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Tor Messenger, la chat a prova di spionaggio https://www.datamanager.it/2015/11/tor-messenger-la-chat-a-prova-di-spionaggio/ Wed, 04 Nov 2015 18:29:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=87569 Tor Messenger è una nuova app di messaggistica che garantisce la privacy dell’utente con vari sistemi di protezione e crittografia Per tutti coloro che temono che le proprie conversazioni online possano essere intercettate, è arrivata Tor Messenger, una nuova app di messaggistica realizzata dal celebre browser che fa dell’anonimato degli utenti il suo tratto distintivo. […]

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Tor Messenger è una nuova app di messaggistica che garantisce la privacy dell’utente con vari sistemi di protezione e crittografia

Per tutti coloro che temono che le proprie conversazioni online possano essere intercettate, è arrivata Tor Messenger, una nuova app di messaggistica realizzata dal celebre browser che fa dell’anonimato degli utenti il suo tratto distintivo. Dopo circa un anno di lavoro da parte degli sviluppatori è arrivato il momento per la chat di entrare nella fase beta. Tor Messenger è in grado di interagire con i principali social network e servizi di messaggistica (Facebook, Twitter, Google Talk, Jabber e IRC) e garantisce l’anonimato dell’utente disabilitando in automatico il log delle informazioni e dei messaggi. Il software anti-spionaggio è basato sul programma open source Instabird e attraverso la darknet impedisce ad occhi indiscreti di scoprire la posizione dell’utente. La crittografia dei messaggi è invece garantito dal protocollo Off-the-Record (OTR).

Rimanendo nell’ambito della privacy in chat c’è un’app molto celebre che non pone la stessa attenzione al desiderio degli utenti di non condividere le proprie informazioni personali. Uno studio internazionale ha dimostrato che WhatsApp salva nei propri server i dati delle chiamate VoiP come indirizzo IP, numeri di telefono ed ora e durata delle chiamate.

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Tor: sotto attacco l’anonimato degli utenti https://www.datamanager.it/2014/08/tor-attacco-lanonimato-degli-utenti/ Fri, 01 Aug 2014 13:51:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=59698 Durante un periodo di sei mesi, chi pensava di navigare in anonimo in realtà non lo faceva a causa di un attacco contro i sistemi di privacy E’ durato dal 31 gennaio al 4 luglio l’attacco che ha messo in crisi il sistema di anonimato degli utenti di Tor. La piattaforma che permette alle persone […]

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Durante un periodo di sei mesi, chi pensava di navigare in anonimo in realtà non lo faceva a causa di un attacco contro i sistemi di privacy

E’ durato dal 31 gennaio al 4 luglio l’attacco che ha messo in crisi il sistema di anonimato degli utenti di Tor. La piattaforma che permette alle persone di navigare in anonimo, grazie ad un sistema di “rimbalzo” delle richieste IP, prima di arrivare a destinazione, tra i computer dei volontari in ogni parte del mondo, ha avvisato che chiunque abbia utilizzato il servizio in questi mesi è stato probabilmente vittima dell’attacco, con la fuoriuscita dei dettagli reali delle proprie connessioni e siti visitati. In poche parole, durante questi mesi, non solo Tor ha lavorato con un normale browser ma ha messo in difficoltà chi pensava di poter nascondere le proprie tracce a governi e agenzie di spionaggio. In un posto pubblicato in settimana sul proprio blog, il team di Tor ha spiegato di aver individuato resti dell’attacco, volto a “modificare  le intestazioni del protocollo per compiere gli attacchi”.

russia contro tor

La Russia guida gli stati anti-Tor

Secondo gli esperti, obiettivo degli aggressori non sarebbero i normali utenti ma i gestori di siti che sfruttano la funzionalità “hidden services” della piattaforma. Si tratta della possibilità di usare i i servizi di anonimato di Tor per nascondere non solo le identità dei navigatori ma anche di chi gestisce siti e portali così da renderli invisibili ai controlli, anche a quelli più avanzati. Non è detto che dietro l’attacco volto a distruggere l’anonimato di Tor non vi sia l’azione dei governi. E’ un mdato di fatto che il browser anonimo desti la preoccupazione dei controllori. Non a caso la Russia ha istituito una taglia di 3,9 milioni di rubli (più di 80 mila euro) per chiunque riesca a “bucare” il sistema di anonimato di Tor; l’obiettivo è “assicurare la difesa e la sicurezza di tutta la nazione”. Un paradosso non da poco.

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Tor: anche la chat diventa anonima https://www.datamanager.it/news/tor-anche-la-chat-diventa-anonima-54249.html Mon, 03 Mar 2014 19:00:13 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/tor-anche-la-chat-diventa-anonima/ Tor sta per inserire nel suo browser anonimo un servizio di messaggistica anti intrusione

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Tor sta per inserire nel suo browser anonimo un servizio di messaggistica anti intrusione

Il browser per l’anonimato Tor, che è entrato nel mirino della NSA, sta per creare una chat che impedisce qualsiasi tentativo di intromissione da parte di terzi. Il sito Re/code afferma che il servizio di messaggistica in stile WhatsApp, che presto inserirà anche le chiamate vocali, sarà disponibile inzialmente solo su desktop e sarà testato già questo mese. Il software reinderizzerà automaticamente le conversazioni criptate sulla rete Tor garantendo così l’anonimato degli utenti.

La sicurezza prima di tutto

Con l’esplosione del caso Datagate, i produttori hanno realizzato device e software per rassicurare gli utenti sui loro timori in merito alla sicurezza. Blackphone e Boeing, ad esempio, sono due smartphone ideati per proteggere i dati degli utenti. Il primo è dotato di numerosi sistemi per evitare intrusioni di qualunque specie mentre il secondo distrugge i file quando sono stati visualizzati da occhi indiscreti. Telegram, invece, è un app di messaggistica che permette di rendere segrete le chat.

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Anonimato ripristinato su Facebook, gli attivisti tornano online https://www.datamanager.it/news/anonimato-ripristinato-su-facebook-gli-attivisti-tornano-online-48169.html Mon, 24 Feb 2014 17:37:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/anonimato-ripristinato-su-facebook-gli-attivisti-tornano-online/ In una nota, Menlo Park afferma che Tor non è stato bloccato deliberatamente. E’ stata un’attività sospetta all’interno del browser per l’anonimato ad attivare i servizi di sicurezza di Facebook che hanno proceduto al blocco preventivo

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In una nota, Menlo Park afferma che Tor non è stato bloccato deliberatamente. E’ stata un’attività sospetta all’interno del browser per l’anonimato ad attivare i servizi di sicurezza di Facebook che hanno proceduto al blocco preventivo

Ieri gli attivisti politici di tutto il mondo si sono visti bloccare l’accesso al proprio profilo di Facebook. Questi soggetti, che utilizzano il social network nonostante nei rispettivi Paesi sia vietato, sfruttano il browser Tor per mantenere l’anonimato e continuare le proprie attività in Rete. Come aveva sottolineato il sito Arabcrunch, l’inaccessibilità di Tor avrebbe potuto mettere a serio rischio l’identità degli attivisti e la loro sicurezza.

In molti hanno ipotizzato che Facebook avesse deliberatamente scelto di bloccare il software o che ci fosse stato un qualche tipo di problema tecnico. Ora, con il ripristino della compatibiltà con Tor, Menlo Park ha svelato la verità.

Questione di sicurezza

Facebook ha affermato in una nota che non c’era stata nessuna volontà di bloccare Tor, ma che il sistema di sicurezza aveva “rilevato attività automatizzate sospette da parte di un numero significativo di exit node di Tor. Mentre questo problema veniva analizzato, Facebook ha sospeso temporaneamente l’accesso attraverso gli exit node per tutelare gli utenti”. Ora il problema è stato risolto e gli attivisti possono tirare un sospiro di sollievo.

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MafiaLeaks: il portale anonimo per la lotta alle cosche https://www.datamanager.it/news/mafialeaks-il-portale-anonimo-la-lotta-alle-cosche-51021.html Wed, 06 Nov 2013 10:11:49 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/mafialeaks-il-portale-anonimo-per-la-lotta-alle-cosche/ MafiaLeaks è un sito in cui i cittadini possono denunciare e fornire informazioni sulla criminalità organizzata in sicurezza

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MafiaLeaks è un sito in cui i cittadini possono denunciare e fornire informazioni sulla criminalità organizzata in sicurezza

In Rete sono disponibili diversi servizi per proteggere le fonti giornalistiche come Strongbox del New Yorker. MafiaLeaks, il portale dove si possono inviare documenti e informazioni sulla criminalità organizzata, si basa sullo stesso concetto. Sul sito gli utenti possono inviare documenti e informazioni sulla mafia senza dover temere per la propria sicurezza proprio perché è garantito il loro anonimato.

MafiaLeaks: combattere la mafia in sicurezza

Le informazioni possono essere fornite da privati cittadini, appartenenti alle cosche o persone che desiderano nascondere la propria identità. La piattaforma è gestita da GlobaLeaks mentre l’anonimato è assicurato da Tor, sistema utilizzato anche da Facebook per i profili degli attivisti politici di tutto il mondo. Molti hanno applaudito all’iniziativa per il contributo che può dare nella lotta alla criminalità organizzata ma tanti altri temono che MafiaLeaks non possa garantire il totale anonimato.

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]]> Con Strongbox il New Yorker mette le fonti in cassaforte https://www.datamanager.it/news/con-strongbox-il-new-yorker-mette-le-fonti-cassaforte-47024.html Thu, 16 May 2013 14:39:39 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/con-strongbox-il-new-yorker-mette-le-fonti-in-cassaforte/ Il settimanale statunitense ha creato un portale dove le fonti giornalistiche non possono essere rintracciate

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Il settimanale statunitense ha creato un portale dove le fonti giornalistiche non possono essere rintracciate

Il giornalismo investigativo si basa sulle informazioni fornite da terzi, che nella maggior parte dei casi preferiscono rimanere anonimi. Il settimanale New Yorker ha quindi pensato di creare un luogo sicuro in cui le sue fonti non debbano temere di essere rintracciate.

Strongbox, un posto sicuro per le fonti

Il portale Strongbox permette all’utente di inviare messaggi e documenti sfruttando la rete Tor. Ciò garantisce un “ragionevole” livello di anonimato, comunque più elevato rispetto a una normale e-mail. Sul sito non appariranno tracce del passaggio delle fonti giornalistiche. Indirizzo IP, cookies, informazioni sul PC o sull’utente stesso non vengono infatti registrate. Il sistema è molto simile a quello utilizzato da WikiLeaks, che ha recentemente reso pubblici gli archivi di Henry Kissinger. Nel 2011 il Wall Street Journal aveva avviato un progetto simile chiamato SafeHouse. Una falla nella sicurezza del sistema aveva poi portato alla chiusura del portale.

Un’idea di Aaron Swartz

L’idea di una casella di posta elettronica sicura e che garantisse l’anonimato dell’utente era partita da Aaron Swartz, l’hetical hacker suicidatosi l’11 gennaio 2013 e che molti pensano sia stato una delle fonti più importanti di WikiLeaks. La morte di Swartz ha sicuramente ritardato lo sviluppo del progetto, che nella mente del suo creatore doveva essere rilasciato come software opensource.

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Il Codacons chiede maggior controllo sugli insulti nei social https://www.datamanager.it/news/il-codacons-chiede-maggior-controllo-sugli-insulti-nei-social-46737.html Fri, 10 May 2013 13:50:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/il-codacons-chiede-maggior-controllo-sugli-insulti-nei-social/ Insulti e minacce sui social network sono all’ordine del giorno. Il Codacons chiede maggiori controlli e la sospensione dell’anonimato per chi viola i diritti personali degli altri utenti

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Insulti e minacce sui social network sono all’ordine del giorno. Il Codacons chiede maggiori controlli e la sospensione dell’anonimato per chi viola i diritti personali degli altri utenti

Sulla scia della proposta fatta dal Presidente della Camera Laura Boldrini di effettuare maggiori controlli sugli insulti e minacce in Rete, ora anche il Codacons chiede alla Polizia Postale di intensificare l’attività di monitoraggio dei contenuti offensivi per tutelare al meglio gli iscritti a social network come Twitter e Facebook. Come è successo in Francia per gli autori di messaggi antisemiti sul web, l’associazione che protegge i diritti dei consumatori chiede che i profili lesivi dei diritti personali altrui siano oscurati e gli autori, coperti dall’anonimato, rintracciati.

Ci vuole maggior controllo

I primi a subire insulti e minacce sono ovviamente i personaggi famosi. Grandi firme del giornalismo italiano come Beppe Severgini, Massimo Gramellini e ultimo in ordine di tempo Enrico Mentana, che ha deciso di abbandonare Twitter, hanno aperto il dibattito sulla questione.

“Sui social network regna oggi un vero e proprio caos fuori da ogni controllo, dove dilagano insulti gratuiti e minacce spesso gravi, incitazioni alla violenza, pagine che promuovono l’odio e il razzismo. E il tutto avviene sotto gli occhi dei gestori di tali social network, i quali non sembrano esercitare la dovuta vigilanza”, afferma il Codacons in una nota. L’associazione che tutela consumatori e utenti chiede anche che l’Autorità della Comunicazione responsabilizzi community manager e social media manager affinché effettuino un attività di monitoraggio efficiente contro i commenti lesivi delle libertà personali dei propri clienti.

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