blog – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Oct 2018 09:26:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png blog – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 La piattaforma Rousseau non è poi così sicura https://www.datamanager.it/2018/09/la-piattaforma-rousseau-non-e-poi-cosi-sicura/ Fri, 07 Sep 2018 18:00:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152962 Il Movimento aveva elogiato il sistema operativo che guida l’organizzazione e le procedure digitali dei Cinque Stelle. Eppure in pochi mesi è già la seconda violazione C’è sempre l’hacker conosciuto come Rogue0 dietro l’ennesima violazione a Rousseau, la piattaforma di democrazia digitale del Movimento Cinque Stelle. Nella giornata di ieri, l’account Twitter dello smanettone ha […]

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Il Movimento aveva elogiato il sistema operativo che guida l’organizzazione e le procedure digitali dei Cinque Stelle. Eppure in pochi mesi è già la seconda violazione

C’è sempre l’hacker conosciuto come Rogue0 dietro l’ennesima violazione a Rousseau, la piattaforma di democrazia digitale del Movimento Cinque Stelle. Nella giornata di ieri, l’account Twitter dello smanettone ha condiviso un paio di link che rimandano al sito privatebin.net, dove sono stati pubblicati alcuni archivi contenenti i nomi di parte dei donatori del partito, con nomi, cognomi, importi e indirizzi email. In un altro link, un file con una lista di tabelle conservate sui server gestiti da Rousseau, la cui validità è supportata da un terzo collegamento, questa volta con l’username utilizzato dall’admin del sito ed è probabile che Rogue0 sia in possesso anche della password di accesso al backend, non resa nota per evitare problematiche anche maggiori al M5S.

Poca sicurezza

Eppure, solo qualche tempo fa i fautori della piattaforma elogiavano la sicurezza del sistema che, qualche ora dopo la violazione di Rogue0, la seconda dopo quella del 2017, ha ospitato la votazione per la scelta del candidato alla presidenza della Regione Abruzzo e per eleggere il nuovo membro del collegio dei probiviri. Ci si chiede allora quanto realmente sicuro sia un software che, nell’idea dei pentastellati, deve essere il fondamento di gran parte delle procedure decisionali e operative di gruppo ed elettori.

Stando a quanto riferito da Marco Canestrari, ex dipendente della Casaleggio Associati e programmatore informatico, la piattaforma può essere stata bucata in tre modi, tramite una backdoor mai individuata, per colpa della stessa falla con cui era entrato lo scorso anno Rogue0 e mai risolta, grazie a una nuova vulnerabilità del sistema finora sconosciuta. “A mio parere ha il 99% di possibilità di accedere a tutti i dati” – ha spiegato Canestrari, aprendo numerosi dubbi sull’eventualità di manomissioni dei risultati delle votazioni online.

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Medium: adesso i blog possono monetizzare https://www.datamanager.it/2017/10/medium-adesso-blog-possono-monetizzare/ Thu, 12 Oct 2017 18:00:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132673 Dopo anni di accesso gratuito ora la piattaforma allarga la sua strategia di paywall, accettando le proposte degli iscritti Era prevedibile una mossa del genere prima o poi. Medium, la piattaforma che ospita migliaia di blog indipendenti, ha esteso il suo programma di partnership, per permettere a chiunque di entrare a far parte del meccanismo […]

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Dopo anni di accesso gratuito ora la piattaforma allarga la sua strategia di paywall, accettando le proposte degli iscritti

Era prevedibile una mossa del genere prima o poi. Medium, la piattaforma che ospita migliaia di blog indipendenti, ha esteso il suo programma di partnership, per permettere a chiunque di entrare a far parte del meccanismo interno di paywall. Per accedere basta cliccare su questo link e sottomettere la propria proposta di blog, ovviamente già aperto sul client. In questo modo, parte dei 5 dollari che gli utenti paganti versano a Medium ogni mese, andranno a riempire il borsellino degli scrittori, oltre a consentire di leggere tutte le notizie pubblicate e gli audiolibri caricati online. Il sistema gode di una trasparenza estrema, tanto che ogni abbonato può scegliere quanto versare al singolo autore, in base al credito rimanente sul suo account.

Come un editore

In un certo senso, è come se Medium fosse diventato un vero e proprio editore, appartenente però già al futuro, in cui la qualità paga più della quantità. Ma quanto si può guadagnare dai propri articoli? Stando a TechCrunch, la media nel mese di settembre per ogni autore è stata di circa 93 dollari, con picchi, per un singolo post, arrivati a oltre 2.000 dollari. Non è poi molto, almeno secondo gli standard internazionali, ma per un brand che si è costruito un’ampia base di utenti e che da poco ha esteso il suo Partner Program si tratta di un inizio più che soddisfacente. Bisognerà capire quanto la scelta di ampliare la platea possa pagare in futuro. Al momento Medium è il solo big name che offre un’opportunità di remunerazione per gli iscritti, con un canone peraltro concorrenziale, a fronte di ciò che si può trovare nel suo archivio.

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Apple apre un blog sul machine learning https://www.datamanager.it/2017/07/apple-apre-un-blog-sul-machine-learning/ Fri, 21 Jul 2017 13:39:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129162 Lo scopo è far conoscere i progetti più innovativi che coinvolgono non solo gli smartphone e attrarre i migliori talenti Apple non è solita svelare molto di ciò che fanno i suoi lab. Basti pensare che non sappiamo nemmeno bene quale sia il clock del processore che muove l’ultimo iPhone o esattamente la quantità di […]

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Lo scopo è far conoscere i progetti più innovativi che coinvolgono non solo gli smartphone e attrarre i migliori talenti

Apple non è solita svelare molto di ciò che fanno i suoi lab. Basti pensare che non sappiamo nemmeno bene quale sia il clock del processore che muove l’ultimo iPhone o esattamente la quantità di RAM che c’è a bordo. In quel di Cupertino hanno sempre ragionato così: fornire ai consumatori un pacchetto completo e funzionale, senza perdersi troppo dietro ai tecnicismi. Beh, le cose stanno per cambiare, a partire da un blog.  A questo link, la Mela ha messo online il suo primo spazio di incontro virtuale con cui intende entrare in contatto con la community di esperti e sviluppatori, per discutere del futuro della tecnologia applicata agli algoritmi. Si tratta di un portale dove Apple pubblicherà le sue ricerche più rilevanti sul tema in piena ottica di trasparenza.

Cambio di passo

In un post di benvenuto della compagnia si legge: “Qui tutti possono comprendere in che modo gli ingegneri di Apple lavorano con il machine learning per creare esperienze e prodotti avanzati, usati da milioni di persone al mondo”. Come detto, il sito vuole essere un punto di incontro con la comunità globale e non uno strumento di divulgazione unidirezionale. Per questo la multinazionale ha invitato studenti, ricercatori e tecnici a contattare i responsabili per qualsiasi domanda o curiosità in materia. In tempi in cui chiunque lavora nel campo dell’AI fa in fretta a pubblicizzare i risultati ottenuti, Apple non poteva più nascondersi per fronteggiare attivamente l’estrema concorrenza che c’è fuori. Finora la Mela aveva diffuso solo una ricerca circa l’utilizzo delle immagini digitali al posto di quelle reali come metodo di apprendimento per certi algoritmi. La speranza, quasi una certezza, è che dagli States si facciano vivi più spesso per far conoscere a tutti i progetti innovativi di Cupertino lato software, che viaggiano al fianco di iPhone e Mac.

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Telegram lancia Telegraph, piattaforma di publishing simile a Medium https://www.datamanager.it/2016/11/telegram-lancia-telegraph-piattaforma-publishing-simile-medium/ Thu, 24 Nov 2016 10:39:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=114485 L’app di messaggistica debutta sulla produzione di contenuti con un focus sull’anonimato: tutti possono pubblicare senza avere un account Cosa c’entra un servizio di chat con un sito che fa il verso ai blog? Ben poco se ci si ferma alla mera produzione di articoli. Telegram, famosa per esser diventata la controparte privacy-oriented di WhatsApp […]

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L’app di messaggistica debutta sulla produzione di contenuti con un focus sull’anonimato: tutti possono pubblicare senza avere un account

Cosa c’entra un servizio di chat con un sito che fa il verso ai blog? Ben poco se ci si ferma alla mera produzione di articoli. Telegram, famosa per esser diventata la controparte privacy-oriented di WhatsApp (che pure si è decisa a introdurre la crittografia) ha lanciato Telegraph, un tool online per la creazione e la pubblicazione di post. La cosa interessante, che la differenzia da piattaforme più conosciute come Medium e Quip, è che chiunque può scrivere e condividere qualcosa, senza essere registrato e usando qualsiasi nome o pseudonimo. Una strategia che segue la linea dell’anonimato come unico modo per difendere la libertà di parola in paesi dove basta poco per causare repressioni da parte del governo verso oppositori e attivisti.

Come funziona

Descritto come uno strumento che semplifica la veicolazione di notizie in rete, Telegraph non è certo privo di rischi. In tempi i cui i big del web combattono con ogni mezzo le bufale divulgate su internet, non sarà difficile leggere sul nuovo portale commenti di Barack Obama, Donald Trump, magari Mark Zuckerberg o Matteo Renzi, senza che siano davvero loro ad averli scritti. Difesa della privacy o della veridicità dei contenuti diffusi sull’etere digitale? A quanto pare Telegram non ha dubbi, avendo scelto la prima strada ma è chiaro che gli utenti non dovranno prendere con leggerezza ciò che passa davanti ai loro occhi. Inoltre, vista l’assenza di un login, l’unico metodo per editare un articolo già pubblicato è sfruttare i cookie, quindi chi naviga in modalità incognito oppure svuota spesso la cache potrà dire addio alla funzione di modifica e alla possibilità di cancellare quanto scritto.

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MIP Politecnico di Milano presenta il nuovo #Spiritoleader https://www.datamanager.it/2015/03/mip-politecnico-di-milano-presenta-il-nuovo-spiritoleader/ Fri, 13 Mar 2015 10:59:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71408 E’ online, in una versione rinnovata, il blog della Business School del Politecnico di Milano dedicato a professionisti che vogliono far emergere il loro #spiritoleader MIP Politecnico di Milano presenta in una versione rinnovata #Spiritoleader, il blog dedicato agli studenti dei programmi Executive MBA e ai professionisti del mondo del business; a poco più di un […]

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E’ online, in una versione rinnovata, il blog della Business School del Politecnico di Milano dedicato a professionisti che vogliono far emergere il loro #spiritoleader

MIP Politecnico di Milano presenta in una versione rinnovata #Spiritoleader, il blog dedicato agli studenti dei programmi Executive MBA e ai professionisti del mondo del business; a poco più di un anno dalla sua nascita, la piattaforma adotta un’inedita veste grafica, ancora più smart e user friendly, in cui verranno affrontate nuove tematiche per far emergere ed eccellere lo spirito leader che è in ognuno di noi.

Online dal febbraio 2014, durante questo periodo il sito web ha trattato diversi argomenti d’attualità, dall’intelligenza emotiva ai mooc, ospitando personalità importanti che hanno testimoniato la loro esperienza di successo, fornendo consigli e presentando temi fondamentali per il manager contemporaneo. Ne sono esempio, Filippo Passerini, President Global Business e CIO di Procter & Gamble e membro della faculty Executive MBA, che ha sottolineato l’importanza della digital strategy nei business attuali e Luca Zanotti, Amministratore Delegato di Tenaris Dalmine, che ha delineato il significato della parola leadership.

Immagine_SpiritoLeader

Con la sua rinnovata veste grafica il blog, nella sua versione 2.0, è pronto per soddisfare le esigenze di professionisti e studenti Executive MBA attraverso contenuti originali e sempre più approfonditi: interviste, testimonianze manageriali, articoli inerenti al mondo del business e case history di successo e di fallimento delle strategie di leadership saranno gli strumenti attraverso i quali far emergere lo spirito leader di ciascuno di noi. Ad inaugurare questa nuova edizione un articolo in cui gli alumni EMBA 2012 Dhebora Mirabelli, Advisor di politiche economiche e sociali dell’UE per la PA, e Alessio Muccini, Manager Accenture – Direzione Consulting, affrontano il tema della leadership e del management italiani in relazione alla Corporate Social Responsibility e alla de-localizzazione attraverso un parallelismo con la figura del raro “white elephant”.

Un’occasione di approfondimento, confronto e riflessione per ispirare l’ambizione personale, #SpiritoLeader è il blog dell’Executive MBA del MIP Politecnico di Milano dedicato a studenti, alumni e a tutti coloro che credono che il giusto mix di determinazione e preparazione possa aprire la strada a qualsiasi orizzonte professionale. Con i molteplici formati Executive MBA 2015, il MIP vuole rispondere a questa esigenza di formazione fornendo gli strumenti giusti affinché professionisti e manager possano conciliare impegni accademici e lavorativi.

L’EMBA Serale, l’EMBA Part Time e l’innovativo Flex EMBA sono strutturati in modo flessibile e personalizzato integrando le lezioni in presenza con contenuti multimediali erogati dall’innovativa piattaforma di digital learning, sviluppata dal MIP su tecnologia MICROSOFT e fruibile da qualsiasi terminale digitale, per una formazione a portata di click.

Per scoprire il nuovo Spirito Leader con le sue interviste inedite, gli articoli di approfondimento e tante altre novità visita il blog, www.spiritoleader.it, e seguici sulle pagine Linkedin e Twitter dedicate.

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I book blogger più influenti sui social https://www.datamanager.it/2015/03/i-book-blogger-influenti-sui-social/ Tue, 10 Mar 2015 10:53:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71127 Dall’analisi svolta da Blogmeter su un panel di 60 blogger italiani spicca che per engagement i leader su Twitter e Facebook sono rispettivamente Casalettori e Libreriamo. I canali social costituiscono una grande opportunità per creare nuove reti di relazioni e per condividere  nuovi contenuti Quali sono i book blogger più influenti sui social network? Quali le content […]

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Dall’analisi svolta da Blogmeter su un panel di 60 blogger italiani spicca che per engagement i leader su Twitter e Facebook sono rispettivamente Casalettori e Libreriamo. I canali social costituiscono una grande opportunità per creare nuove reti di relazioni e per condividere  nuovi contenuti

Quali sono i book blogger più influenti sui social network? Quali le content strategy più efficaci da essi adottate? E inoltre, che tipo di strategie sviluppare per coinvolgerli? A queste domande ha risposto Blogmeter con una ricerca condotta su un panel di 60 book blogger italiani, dei quali sono state analizzate le performance sui principali social network nell’arco di quasi 4 mesi, dal (1 nov2014- 22 febbr 2015). Dei 60 blogger monitorati, ben il 94% di loro è presente su Twitter: la piattaforma di microblogging è infatti un ottimo strumento a loro disposizione per condividere informazioni e link a pagine esterne, blog principalmente. Ne è un esempio Casalettori, leader per engagement con 71.000 interazioni generate nel periodo di analisi, che pubblica quotidianamente una media di 440 tweet con cui tiene costantemente informati i suoi follower non solo su questioni relative ai libri, ma anche su temi di attualità. Spicca anche il tipo di comunicazione che realizza Wu Ming Foundation: il leader per numero di follower (ben 44mila) condivide tweet testuali e visual riguardanti il mondo della politica e società, spesso in chiave critica e sarcastica. È suo, tra l’altro, il tweet che ha ottenuto il più alto numero di interazioni.

Twitter Engagement Map

E Facebook? Perfetto per coinvolgere la propria community

Per quanto riguarda invece Facebook, il social dell’interazione per eccellenza, è emerso che il numero di book blogger che lo utilizza è leggermente inferiore rispetto a Twitter: si tratta infatti del 70% del panel di analisi. Nella classifica dei profili più engaging legati ai book blog, leader incontrastato, sia per numero di fan che per engagement, è Libreriamo con ben 176.000 fan e 1.500 di interazioni. È interessante notare come la maggior parte dei post da esso pubblicati siano citazioni di libri, canzoni e poesie alle quali sono associate immagini suggestive, in grado di catturare l’interesse degli utenti. Il post più engaging in assoluto è proprio di Libreriamo: una poesia di Pablo Neruda associata a un’illustrazione. In generale, è una tendenza di tutti i book blogger quella di utilizzare Facebook come strumento per coinvolgere i propri utenti attraverso contenuti non solo emozionali ed evocativi, ma anche divertenti ed ironici come fa ad esempio IdeeXscrittori, che pubblica battute, presentate anche in forma grafica, che generano numerose interazioni.

Facebook Engagement Map

Book blogger e social media: una comunicazione allargata

Osservando infine i temi trattati dai book blogger, possiamo affermare che i canali social costituiscono una grande opportunità per i blogger per ampliare la propria comunicazione. Se sul blog, infatti, tendono a pubblicare recensioni di libri, pensieri e riflessioni, nei canali social i blogger possono muoversi in altre direzioni, creare reti di relazioni e condividere nuovi contenuti. È ciò che ha fatto ad esempio Twletteratura che ha sfruttato le potenzialità di Twitter, per promuovere, tra gli altri, un progetto di riscrittura delle Avventure di Pinocchio 140 caratteri per volta, che ha ottenuto un grandissimo successo: l’hashtag ufficiale dell’iniziativa #TwPinocchio è infatti il più utilizzato nel periodo considerato.
Tra gli altri hashatag condivisi dai book blogger, diversi sono quelli generici legati al mondo dell’editoria come #libri, #PoesiArte, #lascrittura; numerosi sono anche quelli che attestano il forte impegno sociale e politico dei blogger, con i quali possono approfondire e discutere con la propria community di tematiche importanti e delicate: ne sono un esempio #Foibe, #GiornataDellaMemoria e #JeSuisCharlie.

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Niente porno, siamo su Blogger https://www.datamanager.it/2015/02/niente-porno-blogger/ Tue, 24 Feb 2015 19:30:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70150 Google banna il materiale considerato troppo esplicito dalla sua piattaforma di blog a seguito delle nuove policy sul comportamento Nessun avviso, nessuna restrizione ma direttamente un oscuramento del blog. E’ quello che capiterà ai blogger che continueranno a postare articoli e contenuti per adulti sull’omonima piattaforma di Google. Si tratta della conseguenza dell’attivazione di quello […]

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Google banna il materiale considerato troppo esplicito dalla sua piattaforma di blog a seguito delle nuove policy sul comportamento

Nessun avviso, nessuna restrizione ma direttamente un oscuramento del blog. E’ quello che capiterà ai blogger che continueranno a postare articoli e contenuti per adulti sull’omonima piattaforma di Google. Si tratta della conseguenza dell’attivazione di quello che Big G ha chiamato “adult content warning“, un’azione per eliminare da Blogger ogni riferimento al sessualmente esplicito. Fino ad oggi sui blog era consentito pubblicare immagini e video che contenevano scene di nudo o rimandi ad attività sessuali per non contrastare “un servizio che si basa sulla libertà di espressione”. Il cambiamento è però arrivato quando Google ha avvisato i suoi utenti che dal 23 marzo eliminerà tutti i blog con contenuti per adulti, lasciandone l’accesso solo al proprietario e alle persone abilitate.

Le nuove regole

Attualmente i blog di Google che si rivolgono ad un pubblico adulto contengono un marchio distintivo (adulto) applicato dalla stessa piattaforma. Oltre a quelli che si muovono al limite tra il legale e l’esplicito, ve se sono alcuni di artisti, scrittori, editori e fotografi che invece fanno della nudità il loro lavoro principale. La decisione di Google è però globale e colpirà tutti gli iscritti a Blogger senza distinzioni etiche o di business. Tuttavia i blogger che vorranno richiedere a Google di non censurare il proprio sito per vari motivi (educativi, formativi, documentaristici, scientifici) potranno farlo, tenendo presente che il team lascerà in vita solo quelli “il cui contenuto può portare benefici al pubblico”. Uno dei metodi per tenere online il blog potrebbe essere quello di renderlo privato così da continuare a gestire i post e farli leggere solo tramite link diretto. Restano comunque perseguibili per legge i blog che pubblicheranno contenuti e materiale pedo-pornografico.

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Ad ogni nazione il suo ideale di bellezza https://www.datamanager.it/2014/06/ad-ogni-nazione-suo-ideale-bellezza/ Fri, 27 Jun 2014 10:12:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=54129 La blogger Esther Hoening ha chiesto ai suoi amici all’estero di modificare una sua immagine a seconda dei canoni di bellezza dei Paesi in cui si trovavano Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace dice il detto. La giornalista Esther Honing si è così chiesta come cambia l’idea di […]

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La blogger Esther Hoening ha chiesto ai suoi amici all’estero di modificare una sua immagine a seconda dei canoni di bellezza dei Paesi in cui si trovavano

Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace dice il detto. La giornalista Esther Honing si è così chiesta come cambia l’idea di bellezza  da un Paese all’altro. La blogger ha quindi spedito ad amici e colleghi sparsi per il mondo una sua foto in primo piano chiedendogli di modificarla con Photoshop, la cui versione Creative Cloud supporta anche funzioni per la stampa 3D, secondo i canoni di bellezza della nazione in cui si trovavano.

Come cambia la bellezza nel mondo?

I risultati del suo esperimento sull’estetica sono stati poi pubblicati sul suo blog nella sezione “Before & After“. A scorrere le immagini sembra che i ritocchi fotografici, che possono essere facilmente scoperti con l’app Izitru, non siano stati così pesanti come ci si aspettava. Evidentemente o la Honing può contare su una bellezza apolide oppure i partecipanti all’esperimento non sono particolarmente esperti nell’uso di Photoshop.

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Blogger in Italia e in Europa: sempre più in rosa e remunerati https://www.datamanager.it/news/blogger-italia-e-europa-sempre-pi-rosa-e-remunerati-57573.html Wed, 25 Jun 2014 09:32:33 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/blogger-in-italia-e-in-europa-sempre-piu-in-rosa-e-remunerati/ Imageware presenta i dati dell’Osservatorio Blog 2014, ricerca condotta a livello europeo che fotografa i blogger e il loro ruolo nella comunicazione. Interessante il confronto con un campione statunitense La maggior parte dei blogger è composta da donne, scrive per piacere e per aprirsi opportunità professionali, vede in modo positivo la collaborazione con le aziende […]

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Imageware presenta i dati dell’Osservatorio Blog 2014, ricerca condotta a livello europeo che fotografa i blogger e il loro ruolo nella comunicazione. Interessante il confronto con un campione statunitense

La maggior parte dei blogger è composta da donne, scrive per piacere e per aprirsi opportunità professionali, vede in modo positivo la collaborazione con le aziende e riesce a guadagnare dall’attività di autore sul web.

Imageware, che da oltre 28 anni opera nella consulenza di comunicazione, nelle relazioni pubbliche e nella comunicazione digitale, presenta l’Osservatorio Blog 2014, seconda edizione della ricerca sulla blogosfera che quest’anno è stata condotta a livello europeo.

Attraverso il network mondiale di agenzie indipendenti Iprex di cui Imageware è parte, l’indagine ha infatti fotografato il panorama attuale della blogosfera in tutta Europa. L’Osservatorio è stato condotto tramite un questionario inviato ai principali blogger, scelti per numero di utenti unici, esposizione e contenuti.

In totale sono stati 1.200 i blogger coinvolti, appartenenti prevalentemente ai settori moda, stile, trend e bellezza, attualità, tecnologia e innovazione, green e sostenibilità, cibo e vino, design d’interni, automobilismo, viaggi.

Obiettivo dell’indagine è stato mantenere l’attenzione ed essere aggiornati sui blogger, comprendere quali sono i loro interessi attuali, le loro fonti d’informazione, gli atteggiamenti verso le notizie che ricevono e come vedono le forme di collaborazione con le aziende.

L’analisi di questi aspetti, insieme a una mappatura della blogosfera e a un monitoraggio approfondito dei temi e delle notizie trattate dai blog, può aiutare chi lavora nella comunicazione non solo ad avere relazioni positive con i blogger ma anche a definire strategie di comunicazione efficaci e forme di collaborazione soddisfacenti.

Questi i risultati principali che sono emersi dall’Osservatorio Blog 2014

Donna e sui 38 anni: ecco l’identikit del blogger europeo

In termini anagrafici, i blogger sono più “vecchi” di quanto si possa pensare. L’attività di blogging richiede una certa esperienza di vita e non solo l’attitudine e la predisposizione al digitale che tutte le nuove generazioni possiedono. Scopriamo così che l’età media dei blogger in Europa è 38 anni.

I più “adulti” risiedono in Germania, dove l’età media è 40 anni. Segue la Gran Bretagna con un’età media di 36, mentre i più giovani vivono in Repubblica Ceca e Finlandia; entrambi i Paesi registrano un’età media di 31 anni. In Italia invece l’età scende, con il 48% dei blogger compreso tra i 25 e i 35 anni.

Il fenomeno blog inoltre è donna per il 67,2%. Il record va alla Finlandia, con una percentuale dell’89,8%. Anche in Italia il fenomeno blog è rosa, con una percentuale del 60,5% di blog curati da donne.

Fashion e viaggi i temi che vanno per la maggiore

I temi più trattati nella blogosfera europea sono legati alla moda e abbigliamento (15,3%), alla bellezza (12%), al cibo (12,8%) e ai viaggi (12,6%).

In Italia vincono i temi legati al mondo fashion, la percentuale dei blog che trattano questi argomenti arriva infatti al 32,9%. Seguono i blog di viaggi, che registrano il 21%.

Per l’elaborazione dei contenuti, la maggior parte dei blogger attinge il più delle volte a Internet e alle proprie esperienze personali. Quasi un blogger su tre (26,8%) però afferma di utilizzare materiale come comunicati stampa o sample di prodotti arrivati da agenzie di comunicazione e uffici stampa. L’Italia rispecchia questa situazione, con percentuali molto simili.

I blogger e le aziende: contenti di poter collaborare

In tutta Europa, il 67,9% dei blogger è stato contattato almeno una volta a fini di attività marketing o PR. In Italia la percentuale sale all’81,9% e un blogger su tre afferma di venir contattato su base giornaliera.

Il 42,5% dei blogger viene contattato attraverso l’invio di inviti a eventi o materiale aziendale. Questi dati sono uniformi alla maggior parte dei Paesi, così come la reazione agli approcci delle aziende, per oltre la metà del campione vista come positiva.

Perché scrivono?

Alla domanda “Quali sono gli obiettivi che ti poni attraverso il tuo blog”, la blogosfera europea concorda nell’affermare che scrive per piacere e per raccontare le proprie esperienze, senza nascondere però di vedere o sperare in sviluppi professionali.

Questo sembra realizzarsi, nel momento in cui quasi la metà (46%) dei blogger dichiara di guadagnare attraverso il proprio blog. Le fonti di guadagno sono rappresentate nella maggior parte dalla pubblicità o da forme di compensazione come la partecipazione a eventi o la ricezione di prodotti.

Blogger in USA: più orientati al risultato e alla monetizzazione dei loro sforzi online

L’Osservatorio Blog 2014 ha coinvolto anche 150 blogger negli Stati Uniti d’America.

Questo l’identikit del blogger a stelle e strisce: donna (92%) sui 35 anni, che tratta temi legati alla famiglia (25,6%) e all’ambito food and beverage (11,2%). Anche i blogger statunitensi utilizzano come fonte di ispirazione le loro esperienze personali, ma rispetto ai colleghi europei non scrivono solo per passione.

Il 76,5% dichiara infatti di avere come scopo fare soldi, obiettivo che si realizza per il 90,7% del campione. Per quanto riguarda il rapporto con le aziende, il 97% dei blogger statunitensi dichiara di essere stato contattato a scopi di marketing e pubblicità e addirittura il 75% su base giornaliera. Il 98% del campione USA ha ricevuto dei prodotti in omaggio e il metodo sembra funzionare, l’80% ritiene infatti che la relazione con le aziende sia positiva e desidera un coinvolgimento maggiore.

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Bambina senza lacrime, malattia rara scoperta grazie al Web https://www.datamanager.it/news/bambina-senza-lacrime-malattia-rara-scoperta-grazie-al-web-54885.html Fri, 21 Mar 2014 09:57:53 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/bambina-senza-lacrime-malattia-rara-scoperta-grazie-al-web/ Sembra impossibile ma anche i social network e i blog possono contribuire ad individuare nuove rare malattie, come nel caso descritto su Genetics in Medicine, che ha portato alla scoperta di un singolare difetto genetico che, tra gli altri sintomi, determina l’assenza di lacrimazione nei bambini

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Sembra impossibile ma anche i social network e i blog possono contribuire ad individuare nuove rare malattie, come nel caso descritto su Genetics in Medicine, che ha portato alla scoperta di un singolare difetto genetico che, tra gli altri sintomi, determina l’assenza di lacrimazione nei bambini.

E’ infatti grazie alla segnalazione tramite Internet di molti casi simili a questo, che alcuni ricercatori dell’Università di Standford hanno capito a fondo quale fosse la patologia di cui soffriva Grace Wilsey, una bimba di tre anni con un ritardo nello sviluppo e una degenerazione del fegato, che mostrava un’assenza totale di lacrimazione. 
Non è infrequente purtroppo sentire che anche bimbi molto piccoli sono affetti da malattie rarissime di cui non si conosce ancora una cura, come il caso del bimbo inglese con una gravissima forma di gastroenterite che può vivere solo mangiando caramelle alla menta.

Otto geni sospetti 

Fino a poco tempo fa non esisteva alcuna malattia associabile a questo quadro clinico, in quanto l’osservazione di mutazioni genetiche riguardanti otto geni “sospetti” necessitava un riscontro più ampio in altri casi simili.

Per questo motivo i ricercatori hanno contattato il padre di un bambino che presentava sintomi analoghi, il quale a sua volta è riuscito, attraverso un tam tam in Rete tra vari blog e social media, a trovare altri sei casi in diversi paesi, dal Canada alla Germania.

Da qui è arrivata presto la conferma di quello che i ricercatori già sospettavano: è un gene che codifica un enzima  di riciclo dei prodotti di scarto delle cellule a determinare la malattia, quando non funziona correttamente.

«Questo è un modo completamente nuovo di fare ricerca clinica – commenta Gregory Enns, uno dei ricercatori coinvolti -. Una volta ci sarebbero voluti anni per trovare otto casi, mentre abbiamo impiegato pochi mesi grazie al coinvolgimento dei genitori e ai social network».  

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