cookie – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 10 Oct 2018 08:49:09 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png cookie – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Più di 600 milioni di dispositivi usano soluzioni di ad-block https://www.datamanager.it/2017/02/piu-600-milioni-dispositivi-usano-soluzioni-ad-block/ Wed, 08 Feb 2017 19:00:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=118686 Secondo PageFair la crescita dell’adozione di blocchi adv è del 30% anno su anno per colpa di un business mai trasparente Lo scorso anno circa l’11% di tutti gli utenti internet a livello globale avevano installato un software di blocco delle pubblicità. Il motivo? Vivere un’esperienza browsing che fosse la più naturale possibile, togliendo di […]

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Secondo PageFair la crescita dell’adozione di blocchi adv è del 30% anno su anno per colpa di un business mai trasparente

Lo scorso anno circa l’11% di tutti gli utenti internet a livello globale avevano installato un software di blocco delle pubblicità. Il motivo? Vivere un’esperienza browsing che fosse la più naturale possibile, togliendo di mezzo banner e fastidiosi pop-up. La percentuale può essere tradotta in quasi 600 milioni di dispositivi, tra cui computer, smartphone e tablet, con una crescita anno su anno del 30%. Stando a un nuovo report di PageFair, gli investitori online, proprio a causa degli ad-block, perdono decine di miliardi di dollari ogni 12 mesi per il mancato ingresso dei ricavi sugli annunci, con la conseguenza di dover ripensare le politiche di marketing.

Equilibrio sottile

Ci va giù pesante il New York Times quando ricorda il pensiero dei più critici: “Usando software che bloccano l’advertising digitale, gli utenti rompono il patto non scritto con i siti e i publisher, molti dei quali vivono grazie alle rendite di banner pubblicitari”. Di certo il sito americano non ha tutti i torti ma c’è da considerare in che modo stratagemmi del genere sono entrati in contatto con il pubblico. Prima attraverso moduli Flash non sicuri, poi tracciando all’inverosimile i cookie e proponendo pedissequamente offerte e inserzioni in ogni dove, restituendo l’impressione che il web sappia fin troppo sui navigatori, monitorando i loro spostamenti ovunque, più del necessario. Insomma, non c’è mai stato un rapporto trasparente di dare e avere, che avrebbe reso più semplice e fruttuoso il compito. Esiste una via di mezzo a tutto ciò? Non per adesso e probabilmente non ci sarà fin quando gli strumenti e le metriche rimarranno queste.

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Con iOS 9 si potranno bloccare gli spot su Safari https://www.datamanager.it/2015/06/con-ios-9-si-potranno-bloccare-gli-spot-su-safari/ Fri, 12 Jun 2015 18:00:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=76554 La nuova versione di Safari disponibile con iOS 9 disporrà di estensioni per bloccare pubblicità e cookie su mobile  A tutti è capitato di essere sommersi da immagini e video pubblicitari durante la navigazione in Rete. Gli inserzionisti utilizzano questi stratagemmi per monetizzare, ma per la maggior parte degli utenti browser risultano solo fastidiosi. Il problema […]

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La nuova versione di Safari disponibile con iOS 9 disporrà di estensioni per bloccare pubblicità e cookie su mobile 

A tutti è capitato di essere sommersi da immagini e video pubblicitari durante la navigazione in Rete. Gli inserzionisti utilizzano questi stratagemmi per monetizzare, ma per la maggior parte degli utenti browser risultano solo fastidiosi. Il problema sembrava di difficile soluzione ma Apple pare abbia trovato un sistema per eliminarlo definitivamente. Con il nuovo sistema operativo iOS 9, che ha rivelato alcuni dettagli sul prossimo modello di iPhone,  potrebbe arrivare un’estensione per Safari che blocca su mobile popup, video pubblicitari e altro.

iOS 9: Safari bloccherà la pubblicità su iPhone

Un documento per gli sviluppatori riguardante iOS 9 rivela che Apple consentirà di realizzare estensioni per Safari il cui scopo è bloccare quei contenuti che possono rallentare la navigazione. In particolare il nuovo software consentirà di impedire l’apertura di immagini, video, finestre a comparsa, contenuti pubblicitari in generale e cookie. Questa possibilità è già presente sulla versione desktop di Safari ed è invece assente su quella mobile. Il blocco riguarderà ovviamente solo la pubblicità su browser, mentre quella inserita all’interno delle app non potrà essere toccata.

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Google si arrende al Garante della privacy https://www.datamanager.it/2015/02/google-si-arrende-garante-privacy/ Fri, 20 Feb 2015 18:29:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70042 Google si adegua alla nuova normativa del Garante della privacy e si sottoporrà a verifiche regolari sull’avanzamento dei lavori Google, che rischia di vedersi imporre anche in Italia una legge ad hoc, ha deciso di seguire alla lettera le nuove regole imposte dal Garante della privacy. Per la prima volta in Europa, Big G si sottoporrà […]

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Google si adegua alla nuova normativa del Garante della privacy e si sottoporrà a verifiche regolari sull’avanzamento dei lavori

Google, che rischia di vedersi imporre anche in Italia una legge ad hoc, ha deciso di seguire alla lettera le nuove regole imposte dal Garante della privacy. Per la prima volta in Europa, Big G si sottoporrà a verifiche periodiche che valutino il processo di adeguamento alla normativa nazionale sulla protezione dei dati, che deve tassativamente concludersi entro il 15 gennaio 2016. Qualche mese fa il Garante della privacy europeo aveva criticato Google proprio in merito a questo argomento.

“Come abbiamo detto a luglio dello scorso anno, abbiamo collaborato costantemente con il Garante nel corso di questa vicenda e continueremo a collaborare”, ha commentato un portavoce di Big G.

Google si adegua alle norme del Garante della privacy

Google dovrà aggiornare il Garante sullo stato di avanzamento all’adeguamento alla normativa a cadenza trimestrale e permetterà di effettuare verifiche di conformità alle nuove regole presso la sede di Mountain View. Big G si impegna a migliorare l’informativa sulla privacy, che dovrà essere diversificata per servizio e chiara in merito allo scambio di dati. Inoltre, Google dovrà ottenere il consenso dell’utente per profilare chi utilizza i suoi strumenti e adeguarsi al provvedimento generale in merito ai cookie. Infine, l’azienda di Mountain View rivedrà la politica di conservazione e cancellazione dei dati e garantire una collaborazione costante con le autorità in merito al diritto d’oblio, che secondo il Garante non è un limite alla libertà di espressione.

“Con il protocollo di verifica sulla privacy adottato dal Garante per la protezione dei dati personali e da Google, l’Italia può tracciare una strada nuova in Europa”, ha dichiarato Antonello Giacomelli, sottosegretario alle Comunicazioni. Questo, ha continuato, “è un segnale di disponibilità importante e non scontato, da valorizzare anche in risposta ad alcune iniziative adottate in altri paesi europei che si sono rivelate un boomerang“.

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Così Facebook, Google e Apple tracciano gli smartphone https://www.datamanager.it/2014/10/cosi-facebook-google-apple-tracciano-gli-smartphone/ Tue, 07 Oct 2014 18:30:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62355 Non si traccia solo il web. Scopriamo i metodi usati dai big dell’hi-tech per tenere sott’occhio app e utenti Molti di noi hanno imparato a disattivare i cookie quando si visitano “certi” siti. Non si tratta di poca fiducia nei confronti delle aziende che ci sono vicine ogni giorno della nostra vita (anche troppo), semplicemente non […]

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Non si traccia solo il web. Scopriamo i metodi usati dai big dell’hi-tech per tenere sott’occhio app e utenti

Molti di noi hanno imparato a disattivare i cookie quando si visitano “certi” siti. Non si tratta di poca fiducia nei confronti delle aziende che ci sono vicine ogni giorno della nostra vita (anche troppo), semplicemente non vogliamo vedere quel paio di scarpe ovunque andiamo solo perché abbiamo osato cercarle una volta su Google. Con l’emergere dei dispositivi mobili, le compagnie hanno imparato a usare nuovi metodi di tracciamento, a volte più potenti e capaci di seguirci ovunque, su qualsiasi piattaforma ci troviamo. In realtà è stata proprio una delle big a decretare la fine dei cookie quando, nel 2007, con il lancio del suo iPhone aveva deciso di disabilitarli di default, credendo che le opzioni di raccolta pubblicitaria potessero sapere un po’ troppo di quanto gli utenti volessero rivelare. Con il passare del tempo anche il resto dei player, come Google, si è allineato alla teoria contraria ai cookie ma non direttamente, lasciando che fossero per le persone a decidere se usarli o meno, inserendo delle voci specifiche nelle impostazioni. Ma il motivo è un altro: i cookie possono tracciare solo i browser e non le app per smartphone e tablet. Ed è per questo che oggi vengono usati altri metodi per svolgere il lavoro di monitoraggio.

Facebook

Già il database di Facebook permette di fare tanto. I metadati che possiede l’azienda di Menlo Park si rifersicono ad almeno 1,3 miliardi di iscritti, di cui si conoscono colore degli occhi, capelli, data di nascita dei genitori, del matrimonio, numero di figli, parenti e datore di lavoro. Basterebbe già questo, ma Zuckerberg è voluto andare oltre. Il social network ha realizzato l’opzione SSO (Single-Sign-On) per consentire agli utenti di registrasi su certi siti con le credenziali di Facebook. Quando ciò avviene la piattaforma social si arrocca il diritto di spiare le persone, seguirle e analizzare i siti dove clicca. questi dati guidano il tipo di annunci pubblicitari mostrati sul social network.

Google

Come Facebook, anche Google utilizza il sistema SSO. Accedendo ad un sito con le credenziali di Google permette alla compagnia di collezionare dati sulle persone e utilizzarli per le sue app (che sono davvero tante). In aggiunta, Google gestisce anche direttamente una serie di piattaforme pubblicitarie come AdSense, AdMob e DoubleClick con cui Big G riesce ad offrire pubblicità mirata su YouTube, Gmail e nei risultati di ricerca, senza distinzione tra i dispositivi utilizzati.

Apple

Le tecniche di tracciamento di Apple si focalizzano su due aspetti principali: il tuo indirizzo email, usato per accedere ai servizi su iOS e OS X, e l’account iTunesm che dona ad Apple la capacità di leggere le informazioni di pagamento di tutti i suoi utenti. L’identità di ogni persona la lega all’IDFA, ovvero “identifier for advertiser” di Apple, ovvero una stringa di codice che viene assegnata  chiunque usi un dispositivo iOS. In questo modo ogni volta che arriva una pubblicità del circuito iAd, Apple può determinare chi deve ricevere quell’annuncio e, potenzialmente, risalire a tutto ciò che quella persona ha fatto sulle sue piattaforme.

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IAB Italia, Netcomm e UPA apprezzano il provvedimento del Garante Privacy in materia di cookie https://www.datamanager.it/news/iab-italia-netcomm-e-upa-apprezzano-il-provvedimento-del-garante-privacy-materia-di-cookie.html Fri, 06 Jun 2014 14:22:31 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/iab-italia-netcomm-e-upa-apprezzano-il-provvedimento-del-garante-privacy-in-materia-di-cookie/ IAB Italia (Interactive Advertising Bureau), Netcomm (Consorzio del Commercio elettronico italiano) e UPA (Utenti Pubblicità Associati), associazioni che raggruppano le più importanti aziende italiane e internazionali operanti nel mondo della comunicazione interattiva e dell’ecosistema digitale, esprimono condivisione e apprezzamento per il provvedimento con cui il Garante Privacy ha individuato le modalità per fornire agli utenti […]

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IAB Italia (Interactive Advertising Bureau), Netcomm (Consorzio del Commercio elettronico italiano) e UPA (Utenti Pubblicità Associati), associazioni che raggruppano le più importanti aziende italiane e internazionali operanti nel mondo della comunicazione interattiva e dell’ecosistema digitale, esprimono condivisione e apprezzamento per il provvedimento con cui il Garante Privacy ha individuato le modalità per fornire agli utenti l’informativa on line sull’uso dei cookie e per acquisire il consenso, quando richiesto dalla Legge.

Il testo del provvedimento, così come pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di martedì 3 giugno, garantisce a nostro parere un equo bilanciamento tra la necessità di fornire all’utente un’informazione completa per poter esprimere un consenso consapevole, assicurandone la tutela della privacy e l’opportunità di garantire uno sviluppo etico e professionale del mercato della comunicazione online e dell’e-commerce, principali motori di crescita dell’economia digitale e, di conseguenza, tra i più importanti driver di sviluppo per il Sistema Paese.

Ringraziamo inoltre l’Autorità per aver scelto di aprire il dialogo con le Associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale, consentendo così di rispondere in maniera efficace alle varie esigenze, su un tema di grande impatto per il futuro dell’economia digitale. Come Associazioni di riferimento, operiamo da diversi anni attivamente e proattivamente al fine di tutelare tutti gli utenti fruitori del web, incentivando lo sviluppo dell’economia digitale nel nostro Paese.

Quanto raggiunto è un ottimo risultato, che riprende pienamente il lungo e approfondito lavoro portato avanti in questi anni, dal recepimento della Direttiva ePrivacy all’avvio del dialogo con il Garante e tutti gli stakeholder, e che pone l’Italia in prima linea nei confronti della tutela degli utenti e dello sviluppo dell’economia digitale.

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Il Garante della privacy blocca i cookie di proliferazione senza consenso https://www.datamanager.it/news/il-garante-della-privacy-blocca-i-cookie-di-proliferazione-senza-consenso-56956.html Wed, 04 Jun 2014 15:19:54 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/il-garante-della-privacy-blocca-i-cookie-di-proliferazione-senza-consenso/ Il Garante della privacy ha imposto nuove regole sui cookies utilizzati per inviare messaggi pubblicitari mirati. Senza il consenso dell’utente non potranno essere installati Il Garante della privacy, che ha diffuso le nuove regole imposte alle PA per il trattamento dei dati dei cittadini, ha stabilito che senza consenso dell’utente non potranno essere installati cookies […]

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Il Garante della privacy ha imposto nuove regole sui cookies utilizzati per inviare messaggi pubblicitari mirati. Senza il consenso dell’utente non potranno essere installati

Il Garante della privacy, che ha diffuso le nuove regole imposte alle PA per il trattamento dei dati dei cittadini, ha stabilito che senza consenso dell’utente non potranno essere installati cookies a scopo pubblicitario. Il provvedimento, già pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, è stato adottato a termine di una consultazione pubblica. “La procedura semplificata consentirà agevolmente ai navigatori di manifestare un consenso davvero libero e consapevole”, ha spiegato il Garante Antonello Soro.

Le nuove regole sui cookies

La nuova regola impone ai siti web di mostrare un banner informativo ben visibile al primo accesso dell’utente alla home o ad un’altra pagina. Nell’informativa deve essere indicato se vengono utilizzati cookies di proliferazione per inviare pubblicità mirata e se questi provengono anche da terze parti. Nel banner deve essere contenuto anche il link ad un documento più dettagliato in cui è spiegato l’uso dei cookies da parte del sito e dove è possibile negare direttamente il consenso all’installazione dei software o collegandosi ad altri siti nel caso di cookies di terze parti. Infine, il sito deve segnalare che continuando con la navigazione si approva l’uso la raccolta di dati per l’invio di pubblicità mirata.

L’utente potrà rivedere la sua decisione attraverso l’informativa più ampia, che deve essere linkabile ad ogni pagine del sito.

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Google, i tuoi cookie usati dalla NSA https://www.datamanager.it/news/google-i-tuoi-cookie-usati-dalla-nsa-52293.html Thu, 12 Dec 2013 11:40:48 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/google-i-tuoi-cookie-usati-dalla-nsa/ I federali inserivano annunci e banner "pilotati" per avere accesso ai dati di alcuni obiettivi. Ecco come 

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I federali inserivano annunci e banner “pilotati” per avere accesso ai dati di alcuni obiettivi. Ecco come 

C’hanno sempre raccontato che i cookie abilitati sul web servivano per offrirci un servizio migliore. In maniera molto semplice funziona così: accetto che il browser raccolga i miei cookie, vado su un sito di e-commerce e da quel momento un sacco di portali dove abitualmente vedevo pubblicità diverse cominciano ad offrirmi quello che ho cercato sul sito di acquisti online. Non è magia e nemmeno premonizione: sono “solo” i cookie, così piccoli e così importanti.

Cosa viene tracciato

Talmente importanti che anche la NSA, agenzia di sicurezza statunitense, aveva imparato a raccoglierli, in maniera quasi legale. Pare infatti, secondo le ultime rivelazioni del Washington Post, che gli esperti informatici della NSA inserissero direttamente pubblicità online oppure chiedessero alle aziende controllate, abilitate a pubblicare “ads”, ad agire per conto loro e avere poi i dati di accesso e utilizzo degli utenti.

I preferiti

C’è da dire che i cookie di Google chiamati PREF (preference), possono essere utilizzati per tracciare le abitudini di navigazione degli utenti come la posizione da cui ci si connette, le impostazioni del browser e dei motori di ricerca e le pagine visitate. Restano fuori le informazioni più personali come il nome degli utenti e il loro indirizzo email. Ma a quel punto non serve più.

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Google: 17 milioni di dollari di multa per i cookie su Safari https://www.datamanager.it/news/google-17-milioni-di-dollari-di-multa-i-cookie-su-safari-51500.html Tue, 19 Nov 2013 11:50:53 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/google-17-milioni-di-dollari-di-multa-per-i-cookie-su-safari/ Google è stata nuovamente multata per aver violato la privacy degli utenti di Safari tramite i cookie

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Google è stata nuovamente multata per aver violato la privacy degli utenti di Safari tramite i cookie

Google ci è cascata un’altra volta. Il distretto federale di Columbia e 37 stati degli USA hanno multato Big G di 17 milioni di dollari per aver spiato gli utenti di Safari tramite cookie, un meccanismo di raccolta dati che sembrava avesse deciso di eliminare. Un anno fa Mountain View aveva dovuto pagare per lo stesso motivo un risarcimento di 22,5 milioni di dollari dopo aver trovato un accordo con la Federal Trade Commission, che aveva già salvato Google dalle accuse di abuso di posizione dominante nel mercato delle ricerche.

Google e la privacy

Nonostante Google si sia scagliata contro lo spionaggio effettuato dalla NSA è stata spesso chiamata in causa per non rispettare la privacy degli utenti, tanto che a Milano i centri sociali ne hanno imbrattato la sede proprio per questo motivo. Google è stata citata in tribunale per Buzz, un servizio ormai disattivato, Street View, Google Wallet e Gmail.

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Google, Microsoft e Facebook oltre i cookies https://www.datamanager.it/news/google-microsoft-e-facebook-oltre-i-cookies-50879.html Wed, 30 Oct 2013 18:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/google-microsoft-e-facebook-oltre-i-cookies/ I tre big del web stanno rivoluzionando l'uso dei cookies, ognuno a modo suo

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I tre big del web stanno rivoluzionando l’uso dei cookies, ognuno a modo suo

Con l’avvento dei dispostivi mobili, i cookies sono diventati ormai un metodo obsoleto per tracciare la navigazione degli utenti e inviare loro messaggi pubblicitari personalizzati. Ora il Wall Street Journal afferma che Google, Microsoft e Facebook stanno passando oltre a questa tecnologia per trovare soluzioni più affini alle proprie piattaforme e quindi più efficaci.

Addio cookies

Secondo il quotidiano statunitense, Google, che sembra deciso a eliminare i cookies per evitare lo spionaggio della NSA, sta pensando a un “Unique ID” che permetta di associare al singolo utente tutte le informazioni sulle sue preferenze in modo sicuro. La stesso procedimento dovrebbe essere adottato da Microsoft, il cui nuovo CEO potrebbe essere l’attuale presidente di Oracle Mark Hurd, per le sue app di Windows 8 e 8.1. Facebook invece possiede già un proprio apposito strumento per i messaggi pubblicitari, che presto saranno inseriti anche su Instagram, e quindi sembra deciso a seguire l’esempio di Big G ed eliminare i cookies. Il procedimento simile a quello utilizzato dal social di Menlo Park sarà presto sfruttato anche da Google Plus.

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Google vuole fermare la raccolta dei cookie https://www.datamanager.it/news/google-vuole-fermare-la-raccolta-dei-cookie-49821.html Thu, 19 Sep 2013 18:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/google-vuole-fermare-la-raccolta-dei-cookie/ Dopo anni di utilizzo Big G potrebbe decidere di interrompere il tracciamento delle sessioni web degli utenti per bloccare la NSA

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Dopo anni di utilizzo Big G potrebbe decidere di interrompere il tracciamento delle sessioni web degli utenti per bloccare la NSA

Se c’è una cosa chiara nell’enorme macchina di spionaggio messa in piedi dal governo statunitense e dalla NSA è che i federali non rubano alle persone nulla che non abbiano deciso loro stessi di condividere in rete. Le informazioni in possesso dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale sono quelle che gli iscritti a Google, Apple, Facebook e Co. hanno immesso durante la loro iscrizione alle piattaforme specifiche o successivamente sui social network. L’infrazione della legge, da parte della NSA, arriverebbe in mezzo al processo di invio e ricezione delle informazioni tra le persone e le aziende, interponendosi tra i filtri digitali e rubando così dati che dovrebbero arrivare solo a quel ricevente. 

Cookie, ti lascio per sempre

Invece di usare metodi convenzionali per monitorare la navigazione delle persone Google starebbe prendendo in considerazione la possibilità di passare ad un sistema in grado di creare un proprio identificativo, anonimo, per ogni individuo. Tale mossa scuoterebbe le fondamenta del settore della pubblicità online che si basa proprio sui cookies per indirizzare e fornire pubblicità ai navigatori. 

Oligarchia informatica

La proposta potrebbe costringere gli inserzionisti a rivolgersi direttamente a Google per ottenere le informazioni sulle abitudini di acquisto e le preferenze delle persone invece di avere direttamente un ritorno analitico sul processo. “E’ nostra intenzione limitare ciò che gli inserzionisti possono conoscere sulle persone – ha detto al Wall Street Journal Nanda Kishore, Chief Technology Officer di Share This, una società che inserisce cookies sui siti più disparati – in sostanza i dati degli utenti saranno nelle mani di poche imprese”.

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