Edward Snowden – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 25 Oct 2021 14:13:12 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Edward Snowden – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Edward Snowden contro l’indebolimento della crittografia https://www.datamanager.it/2021/10/edward-snowden-contro-lindebolimento-della-crittografia/ Mon, 25 Oct 2021 14:13:12 +0000 https://www.datamanager.it/?p=213563 L’ex NSA aderisce alla Global Encryption Coalition per una campagna a protezione della tecnologia I primi messaggi di Edward Snowden a Gleen Greenwald sono stati inviati usando la crittografia. Il portale che il giornalista ha messo in piedi, per accogliere le informazioni di altre gole profonde al mondo, utilizzata la crittografia. Non a caso, Snowden […]

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L’ex NSA aderisce alla Global Encryption Coalition per una campagna a protezione della tecnologia

I primi messaggi di Edward Snowden a Gleen Greenwald sono stati inviati usando la crittografia. Il portale che il giornalista ha messo in piedi, per accogliere le informazioni di altre gole profonde al mondo, utilizzata la crittografia. Non a caso, Snowden ha più volte elogiato servizi di chat, tra cui Signal, che si basano proprio sull’avanzata forma di sicurezza. Insomma, non andate a parargli della possibilità di indebolire questi strumenti, perché le conseguenze potrebbero essere disastrose per la privacy degli utenti. Per questo, il giovane ex NSA si è unito alla Global Encryption Coalition per lanciare una campagna a protezione della crittografia. 

Il gruppo lavora come una sorta di adivsor contro coloro che mirano a rendere meno serrate le maglie di applicazioni e piattaforme utilizzate su larga scala, che lascerebbero le persone più vulnerabili alla criminalità e alla sorveglianza. “Ho visto in prima persona come i governi possono abusare del potere che hanno per accedere ai dati personali di innocenti in nome della sicurezza nazionale”, ha affermato Snowden. “Indebolire la crittografia sarebbe un errore colossale che potrebbe mettere a rischio migliaia di vite”. 

La crittografia end-to-end rende più complicato implementare programmi spia come quelli esposti da Snowden, uno dei motivi per cui i governi vogliono eluderlo. “Ora più che mai, i giornalisti stanno affrontando minacce digitali al loro lavoro e alla loro sicurezza”, ha affermato Lisa Dittmer, advocacy officer per Internet Freedom, Reporters Without Borders. “La crittografia svolge un ruolo fondamentale nella protezione delle fonti, consentendo di condividere informazioni anche negli ambienti più pericolosi. Tuttavia, man mano che cresce la necessità di crittografia, aumentano anche gli sforzi per indebolirla”. Tanti governi, dall’India all’Australia, chiedono alle aziende tecnologiche di costruire backdoor nei loro sistemi crittografati end-to-end. Nel Regno Unito, un nuovo regolamento potrebbe rendere penalmente responsabili i fornitori di servizi per gli atti degli utenti se le forze dell’ordine non potranno accedere ai dati crittografati. “La crittografia ci rende tutti più sicuri”, ha affermato Snowden. “Dalle famiglie che proteggono le fotografie dei loro figli, alle informazioni sanitarie personali, la tecnologie tiene private le nostre informazioni personali” ha chiosato Snowden.

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Edward Snowden non guadagnerà un centesimo dal libro sul Datagate https://www.datamanager.it/2019/12/edward-snowden-non-guadagnera-un-centesimo-dal-libro-sul-datagate/ Fri, 20 Dec 2019 14:13:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=194684 Secondo una sentenza della Virginia, il ragazzo avrebbe dovuto ottenere un’autorizzazione pre-pubblicazione dal Governo USA Eroe o traditore, Edward Snowden non riceverà alcun diritto d’autore dalle vendite del suo libro “Errore di sistema (Permanent Record)”. L’opera è uscita a settembre, ma una volta che il Dipartimento di Giustizia USA ha capito cosa stava succedendo, ha […]

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Secondo una sentenza della Virginia, il ragazzo avrebbe dovuto ottenere un’autorizzazione pre-pubblicazione dal Governo USA

Eroe o traditore, Edward Snowden non riceverà alcun diritto d’autore dalle vendite del suo libro “Errore di sistema (Permanent Record)”. L’opera è uscita a settembre, ma una volta che il Dipartimento di Giustizia USA ha capito cosa stava succedendo, ha avviato una causa che, pur sostenendo non fosse un tentativo di fermare la pubblicazione, si è rivelata come tale. Per Snowden è stato il motivo migliore per affermare, ancora una volta, che quanto pubblicato è “il libro che il governo non vuole che tu legga”. Un giudice federale ha deciso che, visto che il lavoro non è stato visionato dal governo degli Stati Uniti prima della pubblicazione, non darà diritto all’autore di alcun compenso.

Cosa succede a Snowden

Inoltre, a Snowden viene anche impedito di trarre profitto dalle conferenze di promozione, in giro per il mondo (spesso con un robot che mostra lo streaming dalla Russia, come sappiamo). Gli avvocati del ragazzo che ha scatenato il Datagate avevano già ricordato il rischio dell’assenza di un trattamento equo da parte del governo degli Stati Uniti a causa dei presunti crimini, e quindi era ragionevole attendersi un simile epilogo.

Il giudice della Virginia ha concluso che senza una pre-autorizzazione la legge parla chiaro quando si tratta di contenuti che riguardano la sicurezza nazionale. Il team legale di Snowden ha espresso il proprio disaccordo con la sentenza e si dice pronto a considerare altre opzioni. Quali? Ad esempio far invalidare la decisione, ricordando che la storia non interessa solo l’ex appaltatore della NSA ma i milioni di americani (e non solo) traditi dal sistema.

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Il governo americano fa causa a Edward Snowden per aver infranto gli accordi di non divulgazione https://www.datamanager.it/2019/09/il-governo-americano-fa-causa-a-edward-snowden-per-aver-infranto-gli-accordi-di-non-divulgazione/ Thu, 19 Sep 2019 14:36:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=190455 L’icona della privacy deve affrontare una serie di accuse in merito al contenuto della sua recente autobiografia, che viola alcuni accordi Edward Snowden sta affrontando una serie di accuse inerenti il contenuto della sua autobiografia. L’ex dipendente della Booz Allen Hamilton, contraente della NSA, risponderà dunque a una causa civile che sostiene come il materiale […]

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L’icona della privacy deve affrontare una serie di accuse in merito al contenuto della sua recente autobiografia, che viola alcuni accordi

Edward Snowden sta affrontando una serie di accuse inerenti il contenuto della sua autobiografia. L’ex dipendente della Booz Allen Hamilton, contraente della NSA, risponderà dunque a una causa civile che sostiene come il materiale inserito nel volume viola gli accordi di non divulgazione con le agenzie governative, tra cui la CIA e la NSA.

Secondo il parere degli avvocati, il libro, intitolato “Permanent Record”, contrasta con quanto aveva sottoscritto in precedenza con gli organi americani, e cioè che avrebbe fornito una copia pre-pubblicazione del libro per la revisione. La causa copre anche i numerosi impegni pubblici (in gran parte utilizzando un robot di telepresenza) a cui Snowden ha dato seguito da quando è fuggito a Mosca nei giorni seguenti la pubblicazione delle sue rivelazioni sulla sorveglianza di massa da parte del governo degli Stati Uniti.

Cosa succede a Snowden

La causa non cerca di bloccare la pubblicazione del libro, il che è positivo perché è già uscito. Tuttavia, tenta di recuperare tutti i profitti ottenuti sinora. Il vice procuratore generale Jody Hunt ha detto ai giornalisti: «Edward Snowden ha violato un obbligo assunto con gli Stati Uniti quando ha firmato accordi come parte del suo impiego da parte della CIA e come appaltatore della NSA. La capacità degli Stati Uniti di proteggere le informazioni sensibili sulla sicurezza nazionale dipende dalla conformità dei dipendenti e degli appaltatori ai loro accordi di non divulgazione, compresi gli obblighi di revisione pre-pubblicazione».

Snowden ha replicato con un tweet collegato alla lista Amazon della pubblicazione: «Questo è il libro che il governo non vuole che tu legga». Il ragazzo, che si trova sempre a Mosca con la sua attuale moglie Lindsay Mills, afferma di aver rilevato una riduzione dell’ostilità negli ultimi anni e ha spiegato che vorrebbe tornare negli Stati Uniti se gli fosse garantito un processo equo. Tuttavia, aggiunge, che è oramai abituato a vivere in esilio: «Siamo in un mondo migliore, più libero e più sicuro a causa delle rivelazioni sulla sorveglianza di massa» ha sentenziato. Una pubblicità migliore di questa non sarebbe stata possibile.

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ProtonMail porta la sua rete sicura su Android https://www.datamanager.it/2018/01/protonmail-porta-la-sua-rete-sicura-android/ Fri, 19 Jan 2018 19:30:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=139232 ProtonVPN è finalmente disponibile sul Play Store e permette a chiunque di sfruttare la navigazione protetta offerta dalla compagnia svizzera. Anche gratis Quando un gruppo di scienziati del Cern si era messo al lavoro su ProtonMail, in pochi pensavano a una simile diffusione a livello globale. Il motivo? Uno sponsor come Edward Snowden, utente della […]

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ProtonVPN è finalmente disponibile sul Play Store e permette a chiunque di sfruttare la navigazione protetta offerta dalla compagnia svizzera. Anche gratis

Quando un gruppo di scienziati del Cern si era messo al lavoro su ProtonMail, in pochi pensavano a una simile diffusione a livello globale. Il motivo? Uno sponsor come Edward Snowden, utente della prima ora, ha contribuito a far conoscere a un vasto pubblico il client di posta, che sfrutta la crittografia end-to-end per proteggere le comunicazioni degli iscritti.

In anni in cui il Datagate e gli artifizi delle agenzie federali hanno messo a dura prova la privacy dei cittadini online, ProtonMail si è posta come piattaforma di assoluto valore per riprendersi un po’ di quella libertà perduta con la convinzione che le identità digitali fossero al sicuro da occhi indiscreti, anche utilizzando tool di terze parti. Dopo un tale successo, i ragazzi svizzeri hanno lanciato anche su Android ProtonVPN, per semplificare una navigazione al riparo dagli spioni.

Come funziona

Come qualsiasi altro servizio di virtual private network, ProtonVPN sfrutta tunnel cifrati per veicolare la richiesta e l’invio dei dati durante il browsing. Che si tratti di un portale con suffisso HTTPS o, peggio, HTTP, l’app trasferisce il traffico su propri canali, assicurandone l’anonimato. Sinora l’app era disponibile solo in versione PC e in beta ma la buona risposta di pubblico ha spinto gli sviluppatori a sbarcare su Android, il sistema presente su oltre l’80% degli smartphone al mondo.

Ma ciò che è più importante è che ProtonVPN si può usare anche gratis, seppur con il limite di un’attivazione per un solo dispositivo e server dislocati su tre paesi invece del vasto catalogo presente per chi decide di sborsare un canone mensile, da 4 a 24 euro, a seconda delle esigenze.

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Edward Snowden sbarca su Twitter https://www.datamanager.it/2015/09/edward-snowden-sbarca-su-twitter/ Wed, 30 Sep 2015 09:38:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84661 Edward Snowden, la talpa del Datagate che ha portato alla luce le attività di sorveglianza della NSA, ha un profilo verificato su Twitter Edward Snowden è l’uomo che ha messo in luce quanto la privacy dei cittadini di tutto il mondo sia a rischio. L’ex contractor della NSA (National Security Agency) ha rivelato come l’intelligence […]

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Edward Snowden, la talpa del Datagate che ha portato alla luce le attività di sorveglianza della NSA, ha un profilo verificato su Twitter

Edward Snowden è l’uomo che ha messo in luce quanto la privacy dei cittadini di tutto il mondo sia a rischio. L’ex contractor della NSA (National Security Agency) ha rivelato come l’intelligence statunitense e quella britannica (GCHQ) abbiano creato un illecito sistema di sorveglianza globale che andava molto al di là delle loro competenze. L’NSA ha spiato i produttori di antivirus e  SIM e milioni di PC e smartphone di persone che poco o nulla c’entravano con il terrorismo o attività illegali. Ieri 29 settembre, Edward Snowden è sbarcato su Twitter e ha sottolineato che il suo compito è quello di proteggere la privacy dei cittadini.

Edward Snowden nel sua descrizione ha scritto “una volta lavoravo per il Governo, ora lavoro per il pubblico” e il suo primo tweet è stato invece diretto a tutto il popolo di Twitter: “Mi sentite ora?”. L’ex contractor ha scelto con non poca ironia di seguire sul social network solamente la NSA come gli aveva suggerito l’astrofisico Neil deGrasse Tyson, lo stesso che gli aveva consigliato di scegliere l’account @snowden.

In molti hanno scelto di dare il proprio sostegno al whistleblower del Datagate. Ad appena un giorno dall’apertura del suo profilo verificato, Edward Snowden ha ottenuto ben 90.1000 follower. La notizia dello sbarco dell’ex contractor è stata ovviamente riportata da The Intercept, il quotidiano online fondato dal suo amico e collega Glenn Greenwald.

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GCHQ peggio della NSA: cittadini spiati sul web https://www.datamanager.it/2015/09/gchq-peggio-della-nsa-cittadini-spiati-sul-web/ Mon, 28 Sep 2015 18:00:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84467 Gli ultimi documenti di Edward Snowden mostrano diversi programmi utilizzati dall’agenzia britannica partner dell’americana L’allievo può non superare il maestro ma ci va molto vicino. In termini di monitoraggio informatico è ciò che si può dire dell’agenzia britannica Government Communications Headquarter, omonima di Sua Maestà della National Security Agency americana. Stando agli ultimi documenti rilasciati […]

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Gli ultimi documenti di Edward Snowden mostrano diversi programmi utilizzati dall’agenzia britannica partner dell’americana

L’allievo può non superare il maestro ma ci va molto vicino. In termini di monitoraggio informatico è ciò che si può dire dell’agenzia britannica Government Communications Headquarter, omonima di Sua Maestà della National Security Agency americana. Stando agli ultimi documenti rilasciati grazie al lavoro di Edward Snowden, pubblicati da The Intercept, le spie inglesi sarebbero state in grado, negli anni di intercettare le mosse dei liberi cittadini in rete, attraverso l’operazione denominata Karma Police, con l’obiettivo di “costruire un profilo di navigazione digitale di ogni utente sulla rete”. Un panorama che se inserito all’interno della più ampia vita digitale, si traduce in un monitoraggio specifico anche delle azioni svolte sui social network, nessuno escluso. Mettiamoci dentro le capacità investigative della NSA e una buona parte delle persone connesse in rete, in tutto il mondo, è coperta.

London Calling

I file del giovane Snowden raccontano di un programma in grado non solo di realizzare un profilo personale del web browsing, ma di dettagliare nei minimi particolari le tracce lasciate in vari contesti della giungla informatica. Tra queste le comunicazioni su piattaforme di messaggistica istantanea, come Skype, messaggi di testo, localizzazioni delle celle telefoniche ed email; assieme alle già citate interazioni sui social, utilizzo di Google e delle mappe. Altri documenti rivelando che la GCHQ era anche in grado di raccogliere informazioni sui canali TV e radio ascoltati in streaming, con uno occhio di riguardo alle emittenti islamiche, così da incrociare diverse tipologie di informazioni nella costruzione delle identità. A quanto pare, il programma di spionaggio sarebbe rimasto in piedi per più di 5 anni con un incremento delle operazioni dal 2012, grazie all’ottenimento di 50 miliardi di metadati al giorno, con il piano di duplicarne il numero nel breve periodo.

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La NSA ha spiato il più grande produttore di SIM al mondo https://www.datamanager.it/2015/02/nsa-spiato-grande-produttore-sim-mondo/ Fri, 20 Feb 2015 14:05:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70034 Gli ultimi documenti diffusi da Snowden accusano la NSA e la GCHQ di aver violato i sistemi di Gemalto, primo produttore di SIM al mondo Secondo gli ultimi documenti diffusi da Edward Snowden su The Intercept, il quotidiano online sul Datagate fondato da Gleen Greenwald, la NSA e la GHCQ avrebbero violato i sistemi di […]

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Gli ultimi documenti diffusi da Snowden accusano la NSA e la GCHQ di aver violato i sistemi di Gemalto, primo produttore di SIM al mondo

Secondo gli ultimi documenti diffusi da Edward Snowden su The Intercept, il quotidiano online sul Datagate fondato da Gleen Greenwald, la NSA e la GHCQ avrebbero violato i sistemi di diversi impianti del produttore di SIM olandese Gemalto. L’azienda produce smart card per telefoni e carte di credito e opera in 85 Paesi nel mondo. Tra gli stabilimenti hackerati uno avrebbe sede in Italia.

La NSA ha spiato 2 miliardi di SIM in tutto il mondo

La NSA e la sua omologa britannica, che ha fatto chiarezza sulla cyberguerra fra USA e Corea del Nord, avrebbero ottenuto attraverso questa operazione  milioni di codici criptati per la protezione della privacy dell’utente e altrettanti dati personali come telefonate, chat, e-mail e contenuti delle conversazioni. Per capire la portata dell’attività di spionaggio portata avanti dall’intelligence USA e britannica, Gemalto produce ogni anno 2 miliardi di SIM e conta tra i suoi clienti colossi come At&T, Verizion, T-Mobile, Sprint e altri 450 altri operatori in tutto il mondo.  “Pensiamo di avere in mano la loro intera rete”, si legge in un documento segreto sottratto alla GCHQ.

Inoltre, gli 007 non si sarebbero limitati ai codici di criptaggio ma avrebbero violato e-mail e account social di decine di dipendenti di Gemalto per penetrare nei servizi di posta di big del web come Yahoo! e Google, che l’anno scorso ha svelato tutte le richieste avanzate dalla NSA.

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Joseph Gordon-Levitt sarà Edward Snowden https://www.datamanager.it/2014/09/joseph-gordon-levitt-edward-snowden/ Mon, 22 Sep 2014 17:29:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=61358 Joseph Gordon-Levitt interpreterà Edward Snowden nel film sullo scandalo Datagate “The Snowden Files” di Oliver Stone Lo scandalo Datagate, che ha portato alla luce lo spionaggio portato avanti dalla NSA e altre agenzie governative nei confronti dei cittadini di tutto il mondo, è stato uno degli eventi più importanti di questi ultimi anni tanto che […]

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Joseph Gordon-Levitt interpreterà Edward Snowden nel film sullo scandalo Datagate “The Snowden Files” di Oliver Stone

Lo scandalo Datagate, che ha portato alla luce lo spionaggio portato avanti dalla NSA e altre agenzie governative nei confronti dei cittadini di tutto il mondo, è stato uno degli eventi più importanti di questi ultimi anni tanto che il regista Oliver Stone ha deciso di girare un film sul suo protagonista principale, Edward Snowden.

Il vincitore del premio Oscar con “Platoon” e “Nato il quattro luglio” trasporterà sulla pellicola il romanzo “Time of the Octopus” scritto dall’avvocato russo dell’ex contractor, Anatoly Kucherena. Il film, che dovrebbe essere intitolato “The Snowden Files”, ripercorrerà la storia del whistleblower che ha diffuso i primi documenti che hanno dato inizio al Datagate fino all’ottenimento dell’asilo politico in Russia. Recentemente, l’ex membro della NSA, considerato a seconda degli schieramenti un eroe o un traditore, ha chiamato a raccolta gli hacker di tutto il mondo per lottare contro lo spionaggio online delle agenzie governative e pare abbia chiesto asilo politico alla Svizzera, dal momento che il suo soggiorno in Russia sta per finire.

Dalle voci che circolano in Rete, a interpretare Snowden, che ha spesso sottolineato come lo spionaggio incontrollato delle autorità USA sia un pericolo per la libertà della Rete, sarà l’attore Joseph Gordon-Levitt, protagonista di “Looper” insieme a Bruce Willis.

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Apple e Google contro il Datagate https://www.datamanager.it/2014/09/apple-google-contro-datagate/ Fri, 19 Sep 2014 08:11:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=61186 Le due aziende hanno annunciato lo stop della consegna alla polizia dei dati degli utenti che resteranno criptati Una delle conseguenze più scandalose del Datagate fu l’ammissione, da parte dei big dell’hi-tech, di aver concesso più di una volta i dati privati degli utenti alle forze dell’ordine, anche senza un’autorizzazione scritta da parte del tribunale […]

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Le due aziende hanno annunciato lo stop della consegna alla polizia dei dati degli utenti che resteranno criptati

Una delle conseguenze più scandalose del Datagate fu l’ammissione, da parte dei big dell’hi-tech, di aver concesso più di una volta i dati privati degli utenti alle forze dell’ordine, anche senza un’autorizzazione scritta da parte del tribunale del FISA (Foreign Intelligence Surveillance Act). A più di un anno dalle rivelazioni di Edward Snowden, i due player principali, Apple e Google, hanno dichiarato che non forniranno più alla polizia i dati dei loro clienti, che resteranno sui dispositivi in forma criptata e quindi illeggibile. Questa volta pare che Apple e Google facciano sul serio e, nonostante le vicende legate al Datagate, dovrebbe risultare più difficile per la NSA e agenzie correlate, spiare i dati conservati su smartphone e tablet.

iOS e Android verso la crittografia

Prima di tutto, Apple ha già spiegato come sul nuovo iOS 8 informazioni sensibili, foto, messaggi, email, allegati, contatti e cronologia delle chiamate, siano già protetti da codici personali. Questo vuol dire che oltre all’introduzione del doppio codice di verifica per iCloud, che dovrebbe proteggere gli utenti dagli attacchi dei criminali informatici, anche i dati in locale sarebbero al sicuro grazie ai codici personali inseriti dagli utenti che rendono incomprensibili le informazioni alla stessa Apple. Anche Google è corso ai ripari e dal prossimo Android Lion adotterà una procedura simile per cirttografare i dati dei suoi clienti e proteggerli da occhi indiscreti. Per di più Apple ha dichiarato come il metodo non permetterà più di forzare i sistemi di sicurezza inseriti dall’utente, anche in presenza di un mandato del giudice. Nel caso in cui vi fosse un’inchiesta correttamente aperta, l’unico modo per entrare in possesso di informazioni utili, sarebbe quello di accedere agli iCloud personali (questo Apple può farlo) e controllare tra i file quelli che possono interessare la polizia. Insomma se dovete nascondere qualcosa meglio non metterlo sulla nuvola, parola di Apple.

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Wikileaks: gli OO7 italiani usano FinFisher https://www.datamanager.it/2014/09/wikileaks-gli-oo7-italiani-usano-finfisher/ Tue, 16 Sep 2014 14:28:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60878 Wikileaks ha diffuso dei documenti che confermano che l’intelligence italiana ha usato i programmi di FinFisher per violare la privacy online Arrivano nuove conferme che il web non è quello spazio libero che tutti pensavamo. Wikileaks ha rilasciato nuovi documenti segreti ottenuti tramite l’utilizzo del programma Spy Files. Il gruppo di ethical haker guidato da […]

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Wikileaks ha diffuso dei documenti che confermano che l’intelligence italiana ha usato i programmi di FinFisher per violare la privacy online

Arrivano nuove conferme che il web non è quello spazio libero che tutti pensavamo. Wikileaks ha rilasciato nuovi documenti segreti ottenuti tramite l’utilizzo del programma Spy Files. Il gruppo di ethical haker guidato da Julian Assange, che in passato ha diffuso i fascicoli segreti del segretario di Stato USA Henry Kissinger, ha dimostrato che diverse agenzie governative hanno utilizzato i programmi di spionaggio dell’azienda tedesca FinFisher per controllare le conversazioni in Rete di giornalisti, politici e altri personaggi ritenuti scomodi. Dai documenti è emerso che anche l’intelligence italiana ha utilizzato i software FinFisher Relay e FinSpy Proxy per attività di spionaggio. Gli OO7 nostrani pare abbiano speso più di 1,5 milioni di euro per invadere la privacy dei cittadini.

“FinFisher continua a vendere (…) ad alcuni dei peggiori regimi di tutto il mondo. Il Governo Merkel a parole si dichiara preoccupato per la privacy, ma nei fatti agisce altrimenti. Perché continua a proteggere FinFisher?”, ha dichiarato Assange.

Wikileaks, Dotcom e Snowden uniti contro il Presidente della Nuova Zelanda

Oltre ad aver diffuso i nuovi file che documentano lo spionaggio internazionale operato attraverso i servizi di FinFisher, Julian Assange pare si sia schierato a fianco di Kim Dotcom nella sua personale battaglia politica contro il capo del governo della Nuova Zelanda, John Key. Il fondatore di Megaupload, che come da programma è stato portato in tribunale dalle Major cinematografiche, pare abbia reclutato anche il whistleblower Edward Snowden, che potrebbe trovare asilo politico in Svizzera, e il giornalista del Datagate Glenn Greenwald, che con il sito Intercept continua a denunciare le ingerenze dei governi nella privacy dei cittadini. Dalle voci che circolano in Rete i quattro difensori di un Internet libero parteciperanno ad una conferenza in cui si faranno portavoce di un movimento opposto a quello di Key, che qualche tempo fa si è detto favorevole allo spionaggio di massa.

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