Fondazione per la Sostenibilità Digitale – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 25 Mar 2026 13:49:37 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Fondazione per la Sostenibilità Digitale – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Torna il Digital Sustainability Day: la sfida della “Sovranità Cognitiva” https://www.datamanager.it/2026/03/torna-il-digital-sustainability-day-la-sfida-della-sovranita-cognitiva/ Wed, 25 Mar 2026 13:49:37 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251791 Si terrà il prossimo 16 aprile 2026 presso l’Università La Sapienza di Roma (Via Salaria, 113), la quinta edizione del Digital Sustainability Day. L’evento si conferma come il più importante momento di incontro in Italia dedicato al rapporto tra sostenibilità, trasformazione digitale e governance istituzionale. Il tema portante di quest’anno, “Consumatori, Imprese e Istituzioni: la […]

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Si terrà il prossimo 16 aprile 2026 presso l’Università La Sapienza di Roma (Via Salaria, 113), la quinta edizione del Digital Sustainability Day.

L’evento si conferma come il più importante momento di incontro in Italia dedicato al rapporto tra sostenibilità, trasformazione digitale e governance istituzionale.

Il tema portante di quest’anno, “Consumatori, Imprese e Istituzioni: la sfida della sovranità cognitiva”, guiderà un confronto tra esperti e pubblico in sala su temi quali intelligenza artificiale, sostenibilità e la sovranità digitale.

Nel corso dell’evento verranno presentati in anteprima i risultati dell’Osservatorio per la Sostenibilità Digitale, quest’anno focalizzato sul confronto tra consumatori e micro/piccole imprese: qual è la postura complessiva con cui cittadini e microimprese affrontano digitale e sostenibilità? L’utilizzo dell’IA è ormai un comportamento diffuso e trasversale? Quale valore attribuisce alla sostenibilità l’acquirente e quale invece l’imprenditore?

Tra i relatori dell’evento, rappresentanti del mondo istituzionale, accademico e aziendale.

La partecipazione all’evento è gratuita, la registrazione è indispensabile. Per ulteriori informazioni si prega di consultare il sito dell’evento

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AI e sostenibilità, le priorità dei top manager italiani https://www.datamanager.it/2024/12/ai-e-sostenibilita-le-priorita-dei-top-manager-italiani/ Tue, 10 Dec 2024 09:00:47 +0000 https://www.datamanager.it/?p=241738 Dagli Stati Generali della Sostenibilità Digitale, le priorità strategiche per l’implementazione sostenibile dell’AI in azienda secondo oltre 150 top manager delle principali aziende italiane Quali sono gli impatti di sostenibilità nell’introduzione dell’Intelligenza artificiale nelle aziende italiane? E come può questa tecnologia contribuire allo sviluppo sostenibile? Questi temi sono stati al centro della discussione degli Stati […]

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Dagli Stati Generali della Sostenibilità Digitale, le priorità strategiche per l’implementazione sostenibile dell’AI in azienda secondo oltre 150 top manager delle principali aziende italiane

Quali sono gli impatti di sostenibilità nell’introduzione dell’Intelligenza artificiale nelle aziende italiane? E come può questa tecnologia contribuire allo sviluppo sostenibile? Questi temi sono stati al centro della discussione degli Stati Generali della Sostenibilità Digitale, l’evento organizzato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale che l’8 e 9 novembre ha riunito a Bologna oltre 150 rappresentanti – tra CEO, CIO e CInO – delle principali aziende italiane. Con l’obiettivo di definire una roadmap per un’implementazione responsabile dell’AI, che tenga conto delle sfide ambientali, sociali ed economiche.

Dalla due giorni sono emerse, anzitutto, quattro priorità strategiche per i C-Level. La più votata, con l’85,71% delle preferenze, riguarda il passaggio a una visione dell’AI come asset strategico, favorendo un approccio integrato e condiviso tra i vertici aziendali. Tra le azioni indicate per raggiungere questo obiettivo spiccano l’identificazione dei problemi da risolvere e dei relativi impatti (33%), lo sviluppo di nuove competenze (31%) e una chiara definizione dei ruoli (25%).

La seconda priorità, votata dal 67,5%, è la necessità di collaborare con i grandi provider tecnologici, identificando gli elementi distintivi dell’AI sostenibile che rifletta i valori aziendali. In questa direzione, il 42% dei partecipanti propone di fare sistema nelle scelte tecnologiche, mentre il 23% sottolinea l’importanza di condividere i dati e superare le logiche di vendor lock-in. Per il 57,89% dei C-Level, la terza priorità è quella di identificare le aree di applicazione dell’AI in conformità con le policy aziendali e normative come l’AI Act, garantendo un uso responsabile e sostenibile. Su questo fronte, il 69% ritiene prioritario sviluppare nuove policy, mentre il 19% teme possibili distorsioni regolatorie. Infine, il 46,34% dei dirigenti individua nella promozione di applicazioni AI progettate in modo sostenibile un punto cruciale, richiedendo soluzioni che bilancino contenuti tecnici e impatti ambientali, sociali ed economici. In tale contesto, il 46% sostiene l’introduzione di un chief artificial intelligence officer, e il 42% ritiene essenziale un allineamento strategico tra i C-Level.


#StatiGenerali sostenibilità digitale le basi per una policy nazionale sull’AI sostenibile
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Anche i CIO hanno identificato quattro priorità fondamentali. La più rilevante, con il 90,38% dei voti, è la gestione strategica e sostenibile dei dati, essenziale per garantire l’uso sostenibile delle applicazioni AI. Tra le azioni proposte spiccano il rafforzamento della data ownership (39%), la promozione di una cultura del dato (31%) e la riduzione della frammentazione organizzativa dei dati (17%). La seconda priorità, votata dal 74,51%, è l’integrazione del Manifesto per la Sostenibilità Digitale dell’AI – realizzato dalla Fondazione – nella strategia digitale aziendale, evidenziando l’importanza di considerare l’AI come un progetto di trasformazione (39%).

In questa direzione, inoltre, il 36% ritiene fondamentale rafforzare la cultura della sostenibilità e la capacità di comunicazione dell’IT. Il 57,69% dei CIO ha poi sottolineato la necessità di applicare il Manifesto nelle fasi di selezione e sviluppo dei modelli AI, proponendo di misurare la sostenibilità delle applicazioni attraverso indicatori che valutino il saldo tra benefici e impatti generati. La consapevolezza aziendale in questo ambito è considerata prioritaria dall’89% dei partecipanti. Infine, la quarta priorità, votata dal 56% dei CIO, riguarda l’introduzione di criteri di valutazione per misurare la sostenibilità delle soluzioni AI, integrando indicatori specifici nei parametri di gara.

Introdurre l’intelligenza artificiale in modo responsabile e sostenibile richiede un percorso strutturato, che tenga conto delle sfide poste dal contesto tecnologico e dalle esigenze del sistema economico. Il lavoro svolto dalla community degli Stati Generali rappresenta una base preziosa per definire una policy nazionale, che potrà guidare le aziende italiane verso una trasformazione digitale consapevole e sostenibile.

A cura di Fondazione per la Sostenibilità Digitale

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Stati Generali della Sostenibilità Digitale, l’AI al centro della terza edizione https://www.datamanager.it/2024/11/stati-generali-della-sostenibilita-digitale-lai-al-centro-della-terza-edizione/ Tue, 12 Nov 2024 09:00:22 +0000 https://www.datamanager.it/?p=240844 La tecnologia come catalizzatore per un impatto positivo duraturo, 150 grandi imprese italiane uniscono le forze per superare gli ostacoli e redigere una policy nazionale di adozione dell’intelligenza artificiale Per il terzo anno consecutivo, nella cornice di Palazzo di Varignana, la community di oltre 150 tra CIO, CInO e CxO delle più grandi aziende pubbliche […]

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La tecnologia come catalizzatore per un impatto positivo duraturo, 150 grandi imprese italiane uniscono le forze per superare gli ostacoli e redigere una policy nazionale di adozione dell’intelligenza artificiale

Per il terzo anno consecutivo, nella cornice di Palazzo di Varignana, la community di oltre 150 tra CIO, CInO e CxO delle più grandi aziende pubbliche e private italiane costituita dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale, e supportata per questa edizione da Deda Next, DXC Technology, Olidata, IBM Italia, R1 Group e Sopra Steria, si è riunita a Bologna (8-9 novembre) per discutere di come il digitale e la sostenibilità debbano ibridarsi in un percorso comune rappresentando una leva strategica per il futuro del Paese.

«Agli Stati Generali di quest’anno si è approfondito, in particolare, il tema degli impatti di sostenibilità derivanti dall’adozione dell’intelligenza artificiale in azienda: un argomento su cui si dibatte molto e sul quale crediamo ci siano ancora importanti aspetti da esaminare» – spiega Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. «Sono felice e orgoglioso di vedere il percorso che questo evento ha compiuto fino alla terza edizione, diventando un appuntamento fondamentale per riflettere su come il digitale possa essere una leva per il cambiamento sostenibile. Insieme abbiamo esaminato come l’intelligenza artificiale e altre tecnologie possano essere impiegate per rispondere alle sfide globali, promuovendo un approccio partecipativo e inclusivo in ottica di sostenibilità».

Nel corso dei due giorni di lavoro, infatti, i partecipanti sono stati chiamati a discutere di come l’intelligenza artificiale, quando sviluppata in modo etico e responsabile, possa supportare l’economia e il benessere sociale, riducendo l’impatto ambientale: in altri termini, di come questa tecnologia, spesso temuta nei suoi effetti, possa essere uno strumento di sviluppo sostenibile. Più nel dettaglio, 150 tra le principali aziende italiane hanno analizzato gli ostacoli all’implementazione dell’AI e le modalità per superarli, con l’obiettivo di creare un elenco dei principali problemi e delle soluzioni proposte che sarà messo a disposizione dell’intero sistema economico italiano. Un lavoro, questo, preliminare alla stesura di una policy sulla corretta introduzione dell’intelligenza artificiale in azienda, che verrà successivamente resa pubblica.

Ma non solo. Ampio spazio è stato dato anche alla Prassi UNI/PdR 147:2023, il primo documento sviluppato a livello europeo per la valutazione della Sostenibilità Digitale dei progetti di trasformazione digitale redatto dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale e UNI con il supporto di Enel, ACI Informatica, CISCO, Bludigit Italgas, MM e Plenitude: la discussione si è focalizzata sui percorsi di certificazione per aziende e professionisti che desiderano allinearsi agli obiettivi di sviluppo sostenibile, con particolare attenzione agli indicatori di performance legati alla digitalizzazione sostenibile.


#StatiGenerali sostenibilità digitale, 150 aziende italiane insieme per affrontare le sfide dell’ #AI
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Infine, anche quest’anno, la community si è impegnata a portare avanti il programma Digital4Aid, l’iniziativa promossa dalla Fondazione che punta a progettare e donare soluzioni digitali per supportare comunità e progetti legati agli SDGs dell’Agenda 2030. È proprio in questo contesto che, lo scorso anno, è nata l’idea di mySMART Diary: la prima webapp a supporto delle persone affette da disturbi del comportamento alimentare, presentata ufficialmente al pubblico lo scorso primo ottobre nell’aula del Senato della Repubblica. Con grande partecipazione e volontà in questa terza edizione degli Stati Generali, sono state proposte nuove idee e iniziative, tra le quali scegliere il nuovo progetto che verrà concretizzato nei prossimi mesi a dimostrazione, ancora una volta, di come la Sostenibilità Digitale non sia soltanto una bella idea, ma una reale opportunità per il futuro di tutti noi.

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L’AI trasforma i dati in cura, nasce mySMART Diary https://www.datamanager.it/2024/10/lai-trasforma-i-dati-in-cura-nasce-mysmart-diary/ Tue, 08 Oct 2024 08:30:15 +0000 https://www.datamanager.it/?p=239909 I disturbi alimentari sono la seconda causa di morte tra i giovani. Presentata la prima web app per registrare i comportamenti dei pazienti e supportare il percorso terapeutico attraverso l’intelligenza artificiale Tre milioni. Questo il numero di persone che, solo in Italia, si stima soffrano di disturbi alimentari. Nel 2023 sono stati registrati 3780 decessi […]

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I disturbi alimentari sono la seconda causa di morte tra i giovani. Presentata la prima web app per registrare i comportamenti dei pazienti e supportare il percorso terapeutico attraverso l’intelligenza artificiale

Tre milioni. Questo il numero di persone che, solo in Italia, si stima soffrano di disturbi alimentari. Nel 2023 sono stati registrati 3780 decessi correlati a questa patologia, che ne fanno la seconda principale causa di morte tra i giovani, subito dopo gli incidenti stradali. Numeri preoccupanti, che hanno spinto la Fondazione per la Sostenibilità Digitale, in collaborazione con i suoi partner Microsoft Italia e Almawave, alla realizzazione di mySMART Diary: la prima web app a livello internazionale realizzata a supporto di psicologi e psichiatri per migliorare la condizione dei pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare (DCA).

Il progetto, che integra strumenti di Intelligenza Artificiale e modelli di mentalizzazione, si fonda sul principio di monitorare le abitudini alimentari dei pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare (DCA) durante il percorso terapeutico. La prima funzione offerta dalla web app è quella di consentire la registrazione digitale dei comportamenti alimentari nel diario alimentare digitale: il paziente può utilizzare il proprio smartphone per registrare il comportamento alimentare e, contestualmente, annotare l’evento che ritiene abbia scatenato o influenzato tale comportamento, insieme alle emozioni provate in quel momento.

Il tipo di comportamento alimentare, l’evento scatenante e l’emozione provata generano un trigger che attiva l’Intelligenza Artificiale. Quest’ultima suggerisce all’utente la lettura di una storia specifica, selezionata in base alle informazioni fornite. Le storie proposte, tratte da racconti particolarmente vicini alla sensibilità dei giovani di oggi, invitano l’utente a riflettere sul significato principale della narrazione, immedesimandosi nei personaggi. Successivamente, l’utente è incoraggiato a considerare cosa avrebbe fatto al loro posto, quali pensieri avrebbe avuto e quali emozioni avrebbe provato nel compiere determinate azioni.

Grazie a questa interazione, l’AI sviluppa una comprensione della narrazione fornita dal paziente e riesce a elaborare un profilo di mentalizzazione per valutare la capacità della persona di comprendere pensieri ed emozioni, nonché i pensieri e le intenzioni di coloro con cui si relaziona. Il profilo di mentalizzazione viene poi messo a disposizione e visualizzato sulla dashboard del terapeuta, che può confrontarlo con le sue impressioni e valutazioni cliniche, facilitandone così il lavoro.


#DisturbiAlimentari Con #mySMARTDiary i terapeuti possono accedere a profili di mentalizzazione dei pazienti
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La web app, che verrà a breve testata nel reparto di psicoterapia dei Servizi Psichiatrici del Canton Grigioni (Svizzera) e nell’Azienda USL di Bologna, è nata dall’impulso della community degli Stati Generali della Sostenibilità Digitale: il gruppo di oltre cento CIO di alcune delle principali aziende e organizzazioni italiane, che si riunisce più volte l’anno per comprendere le correlazioni tra trasformazione digitale e sostenibilità.

«Il progetto mySMART Diary nasce nell’ambito del programma Digital4Aid, l’iniziativa di beneficienza promossa dalla Fondazione con il sostegno dei partner degli Stati Generali della Sostenibilità Digitale» – spiega Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. «L’obiettivo è sviluppare annualmente soluzioni innovative che, grazie alla sostenibilità digitale, affrontino le sfide poste dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Vogliamo dimostrare come, se correttamente utilizzata, la tecnologia digitale sia uno strumento essenziale per promuovere la sostenibilità».

La community si riunirà ancora, l’8 e il 9 novembre 2024, nella cornice di Palazzo di Varignana: due giorni di lavoro e di aggregazione, che rappresenteranno un nuovo importante passo per sviluppare soluzioni e pratiche volte a fare della Sostenibilità Digitale un punto di forza per il sistema Paese.

I terapeuti che vorranno aderire al programma potranno farlo scrivendo all’indirizzo: mysmartdiary@sostenibilitadigitale.it.

A cura di Fondazione per la Sostenibilità Digitale

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Smart working, il futuro è sostenibile? https://www.datamanager.it/2024/09/smart-working-il-futuro-e-sostenibile/ Fri, 06 Sep 2024 08:00:24 +0000 https://www.datamanager.it/?p=239071 Italiani divisi su piattaforme digitali e sostenibilità. Grandi città ottimiste, piccoli centri più cauti. Ecco i risultati della nuova ricerca della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. Il futuro del lavoro è ibrido Cosa pensano gli italiani di smart working, piattaforme digitali e, più in generale, del futuro del lavoro, e degli impatti che tutto ciò […]

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Italiani divisi su piattaforme digitali e sostenibilità. Grandi città ottimiste, piccoli centri più cauti. Ecco i risultati della nuova ricerca della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. Il futuro del lavoro è ibrido

Cosa pensano gli italiani di smart working, piattaforme digitali e, più in generale, del futuro del lavoro, e degli impatti che tutto ciò può avere sulla sostenibilità? È questa la domanda dalla quale prende le mosse la nuova ricerca “Smart Working: la sfida del digitale” realizzata dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale, partendo del percorso di ricerca basato sul suo indice DiSI e che, quest’anno, mostra anche le differenze esistenti nelle percezioni dei residenti dei grandi e dei piccoli centri del nostro Paese.

La rilevazione mostra come, in generale, siano gli abitanti dei grandi centri a essere più convinti dei benefici dello smart working. Non tanto in termini di aumento di produttività – ampiamente riconosciuta sia nei contesti più piccoli (75%) che in quelli più grandi (74%) – quanto soprattutto rispetto ad altri temi più direttamente collegati alla sostenibilità. In particolare, mentre a ritenere che il lavoro a distanza favorisca la parità di genere è il 21% di coloro che abitano nei grandi centri, questa percentuale scende al 13% nei centri più piccoli. Allo stesso modo, sebbene con un minore scarto, è il 79% degli intervistati residenti nei grandi centri urbani a essere convinto che il lavoro a distanza migliori l’equilibrio tra tempo di vita e tempo di lavoro (work-life balance), contro il 74% rilevato nei piccoli centri.

Ma non solo: a sostenere che il lavoro a distanza, riducendo gli spostamenti, rappresenti un vantaggio per l’ambiente sono rispettivamente l’81% e il 76% di coloro che risiedono nei grandi e nei piccoli centri del territorio. E non sembra essere un caso, in questa direzione, che a concordare in misura maggiore con l’affermazione proposta siano soprattutto gli utenti più digitalizzati e attenti alla sostenibilità.


#smartworking e sostenibilità? Ecco cosa pensano gli italiani. Il futuro del lavoro è ibrido – @DigiTInst
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La distanza esistente nelle opinioni dei cittadini nei diversi contesti sembra trovare un riscontro anche nei risultati relativi ai livelli di utilizzo di quegli strumenti digitali utili nell’adozione dello smart working. Per esempio, se nei grandi centri è il 31% dei cittadini a dichiarare di non conoscere quegli strumenti di collaborazione che facilitano l’organizzazione delle attività per i team di lavoro, questa percentuale sale al 45% nei piccoli centri. Inoltre, se nei grandi centri urbani circa un intervistato su tre (31%) afferma di utilizzare regolarmente servizi come le piattaforme per videoconferenze, il rapporto scende a uno su dieci (10%) nei piccoli centri: e, considerando che a non conoscere questo tipo di servizi nelle aree più piccole è il 32% degli intervistati contro il 14% rilevato nei grandi agglomerati urbani, ciò che si evidenzia è la presenza di un vero e proprio gap tecnologico tra le diverse tipologie di contesto.

Al netto di questi risultati, ciò che emerge dalla ricerca è che, per la maggior parte dei cittadini intervistati, il futuro del lavoro dovrà essere un mix tra lavoro a distanza e lavoro in presenza. Una sorta di lavoro “ibrido” che, in questa direzione, potrebbe dunque rappresentare una giusta soluzione per bilanciare i potenziali benefici e svantaggi delle nuove modalità lavorative. «Flessibilità, autonomia, responsabilizzazione e orientamento ai risultati sono la filosofia che sottende allo smart working. Una vera rivoluzione culturale che scardina consuetudini e approcci tradizionali fornendo ai lavoratori flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati» – spiega Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. «In questo nuovo contesto, la tecnologia gioca un ruolo estremamente importante. Smart working e digital transformation si abilitano a vicenda, tuttavia, la tecnologia e lo smart working non devono diventare strumenti di potenziale ghettizzazione, ma risorse per il lavoratore e per l’azienda».

A cura di Fondazione per la Sostenibilità Digitale

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Verso la sostenibilità digitale delle filiere italiane della carne https://www.datamanager.it/2024/07/verso-la-sostenibilita-digitale-delle-filiere-italiane-della-carne/ Fri, 05 Jul 2024 08:55:39 +0000 https://www.datamanager.it/?p=238285 Presentato lo studio che esamina il ruolo delle tecnologie nelle filiere della carne, realizzato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale con il contributo scientifico del centro studi di Carni Sostenibili In Europa, oggi, ci sono 9,1 milioni di aziende agricole, di cui 3,2 milioni sono zootecniche e miste. In Italia, nello specifico, ci sono 166.460 […]

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Presentato lo studio che esamina il ruolo delle tecnologie nelle filiere della carne, realizzato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale con il contributo scientifico del centro studi di Carni Sostenibili

In Europa, oggi, ci sono 9,1 milioni di aziende agricole, di cui 3,2 milioni sono zootecniche e miste. In Italia, nello specifico, ci sono 166.460 aziende zootecniche, per 513mila addetti. Dal punto di vista dell’innovazione e della digitalizzazione, però, gli ultimi dati Istat mostrano una situazione di luci e ombre: in totale, poco più del 15% delle aziende zootecniche è digitalizzata, percentuale che sale al 71,6% per quelle più grandi.

È questa la fotografia scattata dal Rapporto “La transizione digitale delle filiere italiane della carne”, realizzato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale con il contributo scientifico del centro studi di Carni Sostenibili. Lo studio analizza il ruolo dell’agricoltura digitale nel migliorare l’equità e la sostenibilità ambientale dei sistemi alimentari, evidenziando le sfide che potrebbero emergere. Inoltre, rappresenta uno strumento di riflessione per facilitare la transizione verso una nuova realtà produttiva per gli attori coinvolti nella produzione della carne.

La ricerca sottolinea che oggi le filiere della carne, anche a valle degli investimenti fatti nell’ambito di Industria 4.0 e di quelli affrontabili del PNRR, sono tra quelle che potrebbero trarre i maggiori benefici da un approccio orientato alla sostenibilità digitale, ma spesso ne stanno cogliendo solamente gli impatti più marginali.

Tra gli ostacoli ci sono la mancanza di infrastrutture, la scarsa diffusione di una cultura digitale nel settore e la difficoltà di gestire un processo di cambiamento che, per essere efficace, deve toccare tutti gli anelli della catena del valore. Nonostante ciò, non sono poche le esperienze e i casi eccellenti che dimostrano quanto queste filiere possano essere del tutto rivoluzionate dalla trasformazione digitale, in un’ottica di sempre maggiore sostenibilità. In questa direzione, il rapporto esamina la sostenibilità digitale nell’allevamento in termini di ottimizzazione dell’uso delle risorse, miglioramento del benessere animale e riduzione dell’impronta ecologica dell’intera filiera. Per esempio, sistemi IoT avanzati possono monitorare in tempo reale le condizioni degli animali e l’ambiente in cui vivono, permettendo interventi tempestivi che migliorano la salute e il benessere degli animali e riducono la necessità di trattamenti farmacologici.


#sostenibilità Approccio sistemico, ma solo il 15% delle aziende zootecniche italiane è digitalizzato @DigiTInst
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Inoltre, tecnologie come la telemetria avanzata per la raccolta delle informazioni e l’analisi predittiva sono usate per monitorare la salute e il comportamento degli animali, con sensori che raccolgono dati su parametri vitali e attività, contribuendo a prevenire malattie.

«È di fondamentale importanza che si comprenda il ruolo profondamente trasformativo della digitalizzazione in una filiera complessa come quella della carne» – spiega Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. «Ragionare in termini di sostenibilità vuol dire ragionare in termini sistemici: ciò comporta da una parte la possibilità di ottimizzare il rapporto di efficienza/efficacia degli allevamenti, dall’altra il fatto che all’aumento dell’efficienza aumenta anche la complessità per gli attori della filiera. Per gestire questo aumento di complessità servono strumenti digitali. E cultura diffusa per utilizzarli. Ma utilizzandoli ci si rende conto che rappresentano non solo una grande opportunità per la sostenibilità economica e sociale degli allevamenti, ma anche uno strumento imprescindibile per migliorarne la sostenibilità ambientale. Senza contare gli impatti di tecnologie come l’AI, i Big Data, l’IoT sul benessere animale, che deve essere una delle priorità nella costruzione di un ecosistema digitale di filiera realmente sostenibile».

A cura di Fondazione per la Sostenibilità Digitale

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Ambiente e sostenibilità digitale, gli italiani sono pronti? https://www.datamanager.it/2024/06/ambiente-e-sostenibilita-digitale-gli-italiani-sono-pronti/ Mon, 10 Jun 2024 13:00:12 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237796 Gli utenti più tecnologici adottano più facilmente strumenti green. I risultati della nuova ricerca “La sfida della Sostenibilità Digitale: Environment” realizzata dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale Dall’uso di sensori che monitorano la qualità dell’aria fino all’intelligenza artificiale per ottimizzare l’uso delle risorse, l’innovazione tecnologica sta trasformando il nostro modo – e le nostre possibilità […]

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Gli utenti più tecnologici adottano più facilmente strumenti green. I risultati della nuova ricerca “La sfida della Sostenibilità Digitale: Environment” realizzata dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale

Dall’uso di sensori che monitorano la qualità dell’aria fino all’intelligenza artificiale per ottimizzare l’uso delle risorse, l’innovazione tecnologica sta trasformando il nostro modo – e le nostre possibilità – di approcciare i problemi ambientali. Tutto, però, passa dalla consapevolezza e dalla capacità delle persone di riconoscere il potenziale di questi strumenti, e di adottarli per contribuire alla creazione di un futuro più sostenibile.

È proprio su questo che si concentra la nuova ricerca “La sfida della Sostenibilità Digitale: Environment” realizzata dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale, mostrando non solo come gli italiani percepiscano le nuove tecnologie per l’ambiente e quanto siano orientati a utilizzarle, ma anche quanto queste percezioni e orientamenti possano variare in base ai diversi contesti: in particolare, tra i cittadini residenti nei grandi o nei piccoli centri del nostro territorio. Tra gli ambiti in cui la tecnologia può offrire il suo migliore contributo, con un impatto positivo sull’ambiente, c’è quello della raccolta dei rifiuti. In questa direzione, dalla ricerca emerge come per il 73% degli intervistati la tecnologia garantisca una migliore gestione della raccolta: il dato resta elevato tanto nei piccoli (71%) quanto nei grandi centri (74%), suggerendo una crescente consapevolezza dell’importanza delle tecnologie digitali per migliorare l’efficienza e l’efficacia in questo campo.

Inoltre, tanto nei grandi (74%) quanto nei piccoli centri (72%), i dati della ricerca mostrano un ampio consenso circa l’efficacia delle tecnologie digitali e dell’AI applicate all’automazione domestica per il miglioramento dei consumi energetici: nonostante ciò, si evidenzia come ancora oltre un italiano su quattro – in entrambe le tipologie di contesto – si dichiari scettico riguardo a questo potenziale. Risultano sostanzialmente analoghi, i dati relativi alla percezione dei cittadini rispetto ai benefici ambientali di sistemi più specifici come gli Smart Meter, che consentono di controllare e gestire i consumi energetici domestici, avvertendo quando si sta superando la soglia impostata.

Tuttavia, passando dalle percezioni all’analisi dei comportamenti effettivi dei cittadini, la situazione cambia. Infatti, sebbene gli italiani riconoscano il potenziale della tecnologia per la raccolta dei rifiuti, gli strumenti già disponibili in questo campo non risultano ancora molto diffusi sul territorio: per esempio, a usare le app per l’assistenza nella raccolta differenziata è ancora poco meno di un italiano su cinque (18%). I risultati, però, mostrano differenze nei livelli di utilizzo tra i residenti dei diversi contesti: infatti, mentre a usarle nei grandi centri è circa un cittadino su quattro (24%), tale rapporto scende a uno su dieci (11%) nei piccoli centri.


Il #digitale guida la #sostenibilità – Gli utenti più tecnologici adottano più facilmente strumenti green @DigiTInst
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Tra gli strumenti più diffusi ci sono gli elettrodomestici intelligenti e gli impianti di riscaldamento e climatizzazione controllabili e programmabili da remoto, usati rispettivamente dal 20% e 19% della popolazione. Il dato si abbassa invece di molto nel caso degli Smart Meter, utilizzati con regolarità soltanto dal 4% dei cittadini intervistati. In ognuno di questi casi, le percentuali d’uso aumentano nelle aree più grandi, per diminuire sensibilmente in quelle di minori dimensioni.

Interessante rilevare che, per tutti gli strumenti esaminati, le maggiori percentuali d’adozione si riscontrano non tra gli utenti più attenti alla sostenibilità, ma tra quelli più digitalizzati. In altre parole, la familiarità con le tecnologie abilita comportamenti più sostenibili più di quanto non faccia lo stesso orientamento verso la sostenibilità. Per affrontare i problemi ambientali occorre agire ora, e con una maggiore consapevolezza e il supporto delle tecnologie ognuno di noi può fare la differenza. La ricerca evidenzia come ci sia ancora molto da fare, ma che con lo sviluppo diffuso di competenze digitali e con la capacità di indirizzarle nel modo più giusto, potremo contare su strumenti avanzati per andare verso un futuro più sostenibile.

A cura di Fondazione per la Sostenibilità Digitale

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Digital Sustainability Day, due Italie a confronto https://www.datamanager.it/2024/05/digital-sustainability-day-due-italie-a-confronto/ Thu, 09 May 2024 08:30:54 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236999 La differenza tra Nord e Sud, ma anche tra grandi e piccoli comuni. La Fondazione per la Sostenibilità Digitale celebra i suoi primi tre anni di attività: tra progetti e nuove iniziative, il racconto del Digital Sustainability Day Il 18 aprile, all’Università Sapienza di Roma, si è svolta la terza edizione del Digital Sustainability Day: […]

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La differenza tra Nord e Sud, ma anche tra grandi e piccoli comuni. La Fondazione per la Sostenibilità Digitale celebra i suoi primi tre anni di attività: tra progetti e nuove iniziative, il racconto del Digital Sustainability Day

Il 18 aprile, all’Università Sapienza di Roma, si è svolta la terza edizione del Digital Sustainability Day: il convegno annuale nel corso del quale la Fondazione per la Sostenibilità Digitale, nel giorno del suo compleanno, racconta i risultati delle iniziative realizzate durante l’anno, e annuncia quelle previste nell’immediato futuro. L’evento, condotto da Anna Migliorati, è stato aperto quest’anno dai saluti istituzionali del vicepresidente della Camera Anna Ascani che ha preceduto una tavola rotonda dedicata al punto di vista della politica sui temi della sostenibilità digitale, con gli interventi di Paola Salomoni (assessore Regione Emilia-Romagna), Lorenzo Basso (Partito Democratico), Giulio Centemero (Lega), Federico Mollicone (Fratelli d’Italia), Elena Murelli (Lega), Giulia Pastorella (Azione), Adriano Paroli (Forza Italia), Mauro Del Barba (Italia Viva e presidente Assobenefit), Ignazio Zullo (Fratelli d’Italia) e Andrea Casu (Partito Democratico).

Anche quest’anno, il convegno è stato l’occasione per presentare i risultati dell’ultima ricerca dell’Osservatorio della fondazione – realizzata in collaborazione con l’Istituto di Studi Politici San Pio V e basata sull’indice DiSI, ideato dalla fondazione – commentati nella tavola rotonda con Paolo De Nardis (Istituto di Studi Politici San Pio V), Michele Fioroni (delegato Innovazione della Conferenza Stato Regioni) e Roberto Natale (direttore Rai per la Sostenibilità – ESG di RAI). «La particolarità della rilevazione di quest’anno è che abbiamo messo a confronto in ogni regione le grandi città con i comuni più piccoli» – ha commentato Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. «Il nostro obiettivo è stato quello di analizzare il cambiamento nel modo in cui gli Italiani che abitano nelle grandi città vivono le tecnologie digitali e il concetto di sostenibilità rispetto a quanti invece si trovano nei comuni più piccoli: quelli sotto i tremila abitanti. Il risultato è che rispetto a questi temi ci troviamo di fronte a due Italie, ma non solo quella del Nord e quella del Sud, ma quella dei grandi comuni e quella dei piccoli comuni».

Nel proseguo della giornata, ampio spazio alla UNI PdR 147/2023, la prima Prassi di Riferimento UNI sulla sostenibilità digitale realizzata dalla fondazione, approfondita nelle sue caratteristiche e potenzialità nella tavola rotonda guidata da Salvatore Marras, responsabile Public Sector della fondazione e coordinatore del progetto. E, poiché oggi per ogni organizzazione è importante intraprendere un percorso di sostenibilità digitale, i vantaggi che la Pubblica Amministrazione potrebbe trarre in questa direzione sono stati discussi dal direttore generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale Mario Nobile nel suo dialogo con il direttore generale di ACI Informatica Mauro Minenna.


#sostenibilitàdigitale Due Italie a confronto, non solo tra Nord e Sud, ma tra grandi e piccoli comuni @DigiTInst
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Centrale anche il tema dello sviluppo di competenze per i giovani nella strada della sostenibilità digitale, come sottolineato nel suo intervento da Davide D’Amico, direttore generale per i sistemi informativi e la statistica del ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha preceduto la premiazione delle tre migliori tesi individuate nell’ambito del “Digital Sustainability Award”: il Premio Tesi, ideato dalla fondazione con il supporto del Gruppo EHT, nato proprio per promuovere negli studenti universitari la cultura della sostenibilità digitale. L’ultima parte della giornata è stata dedicata, poi, all’aggiornamento sui progetti in corso – come i gruppi di lavoro verticali della fondazione previsti per il 2024 – e su quelli futuri, con l’annuncio della nuova edizione degli Stati Generali della Sostenibilità Digitale che si terranno a Bologna a novembre 2024: evento, che giungerà alla sua terza edizione, in cui sono nate molte delle iniziative presentate in questo Digital Sustainability Day, e in cui verranno poste le basi per i nuovi progetti che animeranno i prossimi mesi di lavoro della fondazione e dei suoi partner.

A cura di Fondazione per la Sostenibilità Digitale

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Sostenibilità e cybersecurity, obiettivo convergenza https://www.datamanager.it/2024/04/sostenibilita-e-cybersecurity-obiettivo-convergenza/ Tue, 09 Apr 2024 09:30:21 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236108 Integrazione IT/OT, privacy e sovranità digitale impattano su oltre la metà degli SDG dell’Agenda 2030. Presentato il nuovo rapporto su sostenibilità e cybersecurity, realizzato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale con il contributo di Gyala In un mondo dove il digitale permea ogni aspetto della vita sociale ed economica, è fondamentale riconoscere che ogni interazione […]

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Integrazione IT/OT, privacy e sovranità digitale impattano su oltre la metà degli SDG dell’Agenda 2030. Presentato il nuovo rapporto su sostenibilità e cybersecurity, realizzato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale con il contributo di Gyala

In un mondo dove il digitale permea ogni aspetto della vita sociale ed economica, è fondamentale riconoscere che ogni interazione – aziendale, istituzionale o personale – è profondamente radicata nel digitale. «Questa realtà incrementa esponenzialmente la superficie d’attacco dei sistemi, rendendo la cybersecurity una componente essenziale di ogni strategia di digitalizzazione» – spiega Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. «Parallelamente, la sostenibilità, emerge come un imperativo globale: tutti gli attori della società, dalle aziende ai governi, fino ai singoli individui, sono chiamati a contribuire a questo obiettivo. Questi due temi, oggi sempre più importanti, sono solo apparentemente distanti tra loro». Ne è convinta la Fondazione per la Sostenibilità Digitale che, insieme a Gyala, ha realizzato il rapporto “Sostenibilità e cybersecurity”, presentato il cinque marzo alla Sala Stampa della Camera dei Deputati. Il documento esplora le intersezioni tra sicurezza digitale e sostenibilità – nelle sue dimensioni ambientali, economiche e sociali – ed è il risultato di un’analisi condotta attraverso focus group comprendenti una vasta rappresentanza di esperti, tra cui CISO, CIO, docenti e ricercatori universitari.

Nel rapporto, sono emerse tre aree tecnologiche prioritarie che impattano su oltre la metà degli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’Agenda 2030. La prima è quella dell’integrazione IT/OT: con lo sviluppo delle tecnologie IoT, è infatti sempre più importante garantire l’integrazione tra le componenti digitali dell’IT e quelle fisiche dell’OT, e ciò può avere forti impatti su diversi SDG e sulle caratteristiche specifiche della sicurezza in termini di sostenibilità. Dalla ricerca emerge come in quest’area i maggiori impatti siano percepiti in relazione alla sostenibilità ambientale: gli intervistati ritengono quindi che l’integrazione IT/OT sia fondamentale per supportare i processi legati alla salvaguardia dell’ambiente, anche in relazione alla tenuta delle infrastrutture critiche e al loro valore economico. Il settore più rilevante per l’integrazione IT/OT è considerato quello medico (SDG 3), ma analogamente importante è il settore energetico (SDG 7) con la gestione delle reti smart grid, fondamentali nella gestione delle fonti rinnovabili, nelle loro diverse componenti. La seconda area è quella della privacy: la sicurezza informatica, in un contesto di sostenibilità, va infatti perseguita nel rispetto della privacy degli utenti, e rappresenta al tempo stesso un importante strumento di sostenibilità.

Dai risultati della ricerca si evidenzia come l’azione sulla quale c’è il maggiore livello d’accordo nelle valutazioni riguarda un elemento collegato all’SDG 3, quello della salute e del benessere per le persone: per il 62% degli intervistati, infatti, la sicurezza del paziente va gestita nel pieno rispetto della sua privacy. Infine, la terza area è quella della sovranità digitale: le modalità con cui uno stato regola ed esercita il governo della tecnologia e dei servizi usati all’interno del perimetro nazionale vede nella sicurezza informatica un elemento di grande criticità e, contestualmente, rappresenta un tema centrale in termini di sostenibilità. In quest’area, si rileva un elevato livello d’accordo (60%) sul fatto che i paesi debbano investire in cybersicurezza, favorendo gli attori nazionali e, con una percentuale pressoché analoga (57%), si ritiene che per garantire la sostenibilità sia necessario che le aziende che forniscono sistemi e soluzioni per la cybersecurity siano indipendenti da ingerenze di stati esteri.

Sono quindi molti i punti di contatto tra cybersecurity e sostenibilità. L’obiettivo del report è proprio quello di sottolineare l’importanza di stabilire priorità chiare all’intersezione di questi due ambiti. In questo contesto, sicurezza e sostenibilità non sono più elementi distinti, ma diventano complementari, orientandosi entrambi verso lo sviluppo di una società migliore.

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Acqua e sostenibilità digitale, patto per il futuro https://www.datamanager.it/2024/03/acqua-e-sostenibilita-digitale-patto-per-il-futuro/ Fri, 08 Mar 2024 08:20:32 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235314 Il digitale per la gestione sostenibile dell’acqua, presentato il position paper realizzato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale in collaborazione con Acquedotto Pugliese, Gruppo CAP, Italgas e MM L’acqua è un bene prezioso, elemento essenziale per la vita. Garantire la sua disponibilità e gestione sostenibile è alla base dei principi fondamentali dell’Agenda 2030. Per raggiungere […]

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Il digitale per la gestione sostenibile dell’acqua, presentato il position paper realizzato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale in collaborazione con Acquedotto Pugliese, Gruppo CAP, Italgas e MM

L’acqua è un bene prezioso, elemento essenziale per la vita. Garantire la sua disponibilità e gestione sostenibile è alla base dei principi fondamentali dell’Agenda 2030. Per raggiungere questo obiettivo, non si può prescindere dal contributo offerto dalle tecnologie digitali. Ne è convinta la Fondazione per la Sostenibilità Digitale che, nell’ambito delle attività previste nel 2024 e su iniziativa delle aziende sostenitrici – Acquedotto Pugliese, Gruppo CAP, Italgas e MM – ha promosso la creazione del gruppo di lavoro Sustainable Water, che in questi mesi ha realizzato un position paper proprio su questo tema.

Il documento, presentato il 4 marzo durante il convegno a Milano ospitato nella sede di Gruppo CAP, analizza le varie tecnologie digitali nel settore idrico e il loro contributo agli obiettivi dell’Agenda 2030, attraverso 14 casi d’uso. L’obiettivo del convegno è condividere il documento con i principali operatori del settore provenienti dalle diverse regioni italiane, con l’auspicio di rafforzare il partenariato, allargare la composizione del gruppo e avviare, successivamente, iniziative concrete in modo partecipato.

«Crediamo fortemente in un approccio sistemico che coinvolga tutti i gestori del Servizio Idrico Integrato del Paese, non solo per la forte spinta all’innovazione tecnologica che questo produrrebbe, ma anche per come gli operatori potrebbero utilizzare la leva del digitale per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità» – ha spiegato Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. «L’auspicio è di instaurare un dialogo costruttivo e un processo collaborativo fra tutti i gestori del servizio idrico integrato italiano, che tenga conto delle diverse esigenze territoriali del nostro Paese e che sia capace di evolversi e arricchirsi grazie al contributo di tutti i partecipanti».


#Acqua #Digitale @DigiTInst presenta il position paper con #AQP #GruppoCAP #Italgas e #MM
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Sulla base del position paper, le tecnologie sono suddivise in tre categorie, interdipendenti tra loro, e in relazione alle loro funzioni. La prima area riguarda l’infrastruttura fisica, che comprende le tecnologie per la gestione del ciclo di vita degli asset e la loro rappresentazione sul territorio attraverso sistemi GIS, nonché il funzionamento dei dispositivi IIoT. Inoltre, include le infrastrutture tecnologiche e di rete che abilitano la trasmissione e l’elaborazione in tempo reale delle informazioni, come la banda larga e il cloud.

La seconda area identificata dal gruppo di lavoro è l’infrastruttura di processo che si appoggia alla precedente coinvolgendo tecnologie che mirano a ottimizzare i processi, sviluppare nuovi servizi e ridefinire i metodi di lavoro tradizionali, attraverso l’impiego di strumenti di analisi predittiva basati su algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning. Infine, la terza area si concentra sugli ecosistemi digitali, costituiti da soluzioni (casi d’uso) che combinano una o più tecnologie descritte nelle precedenti aree. Gli ecosistemi rappresentano a livello digitale la realtà fisica degli asset e le loro dinamiche, includendo anche le interazioni tra tecnologie e persone, che diventano parte integrante del sistema e ne possono condizionare i comportamenti. I 14 casi d’uso individuati seguono la logica di aggregazione e mostrano come la combinazione di strumenti digitali permette di risolvere criticità, ottimizzare ed evolvere processi aziendali. Inoltre, ogni caso d’uso è stato esaminato correlando i suoi impatti agli obiettivi dell’Agenda 2030 al fine di identificare i benefici derivanti dall’adozione delle diverse tecnologie in ogni fase.

A cura di Fondazione per la Sostenibilità Digitale

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