Kim Dotcom – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 08 Nov 2018 11:04:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Kim Dotcom – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 La corte ha deciso: Kim Dotcom può essere estradato negli USA https://www.datamanager.it/2018/07/la-corte-ha-deciso-kim-dotcom-puo-essere-estradato-negli-usa/ Mon, 09 Jul 2018 18:00:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150893 Le autorità della Nuova Zelanda hanno confermato la possibilità che l’ideatore di Megaupload venga trasferito negli Stati Uniti per affrontare le accuse a suo carico Ricorderete la curiosa storia di Kim Dotcom, ideatore di quello che fu Megaupload, primo vero e proprio servizio globale di p2p fuorilegge. Dopo varie vicissitudini, il ragazzo aveva fondato Mega, […]

L'articolo La corte ha deciso: Kim Dotcom può essere estradato negli USA proviene da Data Manager Online.

]]>
Le autorità della Nuova Zelanda hanno confermato la possibilità che l’ideatore di Megaupload venga trasferito negli Stati Uniti per affrontare le accuse a suo carico

Ricorderete la curiosa storia di Kim Dotcom, ideatore di quello che fu Megaupload, primo vero e proprio servizio globale di p2p fuorilegge. Dopo varie vicissitudini, il ragazzo aveva fondato Mega, client simile ma con una più spiccata vocazione alla privacy dei contenuti, del tipo “scambiate quello che vi pare, Mega non può saperlo”. Al di là del tentativo di scappatoia burocratica tentata dalla piattaforma, Kim si è ritrovato la polizia neozelandese in casa quando le accuse di riciclaggio e soprattutto violazione del copyright sono divenute pesanti.

Da quel momento, gli Stati Uniti, mittenti delle denunce, hanno cercato di portare Dotcom nel paese, per processarlo e giudicarlo con le leggi interne. Le autorità della Nuova Zelanda hanno deciso che l’estradizione può esservi, seppur non avverrà così facilmente, a detta dei difensori dell’imprenditore del web.

Cosa succede

Il team di legali di Dotcom ha affermato che non ci sono prove sufficienti per dimostrare che l’assistito ha commesso un crimine: “Abbiamo risposto a tre tribunali, ottenendo tre diverse analisi, una di queste ha chiaramente definito che non vi è stata alcuna violazione del copyright”. Come se non bastasse, Dotcom ha citato in giudizio il governo neozelandese per 6,7 miliardi di dollari e, secondo quanto riferito, avrebbe già ricevuto una proposta di accordo economico.

Per il momento però Kim è preoccupato che, se estradato negli Stati Uniti, dovrà affrontare tribunali ben poco amichevoli vista la pressione, probabilmente giusta, dei titolari di copyright e gli autori di contenuti che si sono sentiti lesi dalla diffusione dei loro lavori in maniera gratuita in rete. Non a caso, i pubblici ministeri statunitensi hanno perseguito aggressivamente, e con successo, siti di condivisione come Kick Ass Torrents e The Pirate Bay.

 

L'articolo La corte ha deciso: Kim Dotcom può essere estradato negli USA proviene da Data Manager Online.

]]>
Kim Dotcom batte la corte neozelandese (per ora) https://www.datamanager.it/2018/03/kim-dotcom-batte-la-corte-neozelandese-per-ora/ Thu, 29 Mar 2018 18:30:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144672 Va all’imprenditore del web Il primo round che vede gli USA chiederne l’estradizione per alcune vicende fiscali legate al più ampio caso di pirateria e riciclaggio Non una piccola vittoria ma un grande segno a punto per Kim Dotcom, l’imprenditore tedesco accusato da diversi anni di pirateria e riciclaggio dagli Stati Uniti. La prima procedura […]

L'articolo Kim Dotcom batte la corte neozelandese (per ora) proviene da Data Manager Online.

]]>
Va all’imprenditore del web Il primo round che vede gli USA chiederne l’estradizione per alcune vicende fiscali legate al più ampio caso di pirateria e riciclaggio

Non una piccola vittoria ma un grande segno a punto per Kim Dotcom, l’imprenditore tedesco accusato da diversi anni di pirateria e riciclaggio dagli Stati Uniti. La prima procedura di appello, che si è conclusa nei giorni scorsi, ha dato ragione al giovane naturalizzato neozelandese, che ha ricevuto cospicue cifre per aver subito danni fisici e morali durante le operazioni di sequestro dei suoi beni (principalmente computer e hard-disk) avvenute a cavallo tra il 2012 e il 2016. Ed è per questo che la corte ha assegnato a Kim circa 15 mila sterline per l’hardware sottratto e circa 30 mila sterline per i danni alla sua dignità.

Cosa succede

Le accuse di pirateria e riciclaggio sono arrivate per l’attività con Megaupload, uno dei più famosi siti di p2p venuti alla ribalta nella prima decade dei 2000. A seguito della chiusura, l’FBI aveva cominciato a indagare sul ragazzo, residente in Nuova Zelanda. Il suo caso era stato preso a cuore dallo Human Rights Review Tribunal, che ha esultato per la prima decisione emessa dalla corte del paese, che potrebbe contare davvero molto per la sentenza più importante, quella che vede gli USA chiedere l’estradizione per un processo sul suolo casalingo degli accusatori.

Le autorità americane hanno accusato Dotcom e tre ex dirigenti di Megaupload di facilitare la pirateria con il loro servizio con studi cinematografici e case discografiche che affermano di aver perso più di 500 milioni di dollari a causa della piattaforma globale. Nel frattempo, si ritiene che Dotcom e i suoi colleghi abbiano guadagnato oltre 175 milioni di dollari dal sito che, a un certo punto della sua storia, era divenuto uno dei più visitati in rete.

L'articolo Kim Dotcom batte la corte neozelandese (per ora) proviene da Data Manager Online.

]]>
Ecco Bitcontent la nuova creatura di Kim Dotcom https://www.datamanager.it/2017/04/bitcontent-la-nuova-creatura-kim-dotcom/ Fri, 07 Apr 2017 08:36:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=122717 Nemmeno la minaccia di estradizione ferma l’imprenditore neozelandese che dopo Mega lancia la piattaforma di revenue tramite criptomoneta Controverso, discutibile, probabilmente fuori legge, ma non si può dire che Kim Dotcom non ce la metta tutta per far parlare prima i suoi progetti e poi le questioni legali che lo riguardano. A più di quattro […]

L'articolo Ecco Bitcontent la nuova creatura di Kim Dotcom proviene da Data Manager Online.

]]>
Nemmeno la minaccia di estradizione ferma l’imprenditore neozelandese che dopo Mega lancia la piattaforma di revenue tramite criptomoneta

Controverso, discutibile, probabilmente fuori legge, ma non si può dire che Kim Dotcom non ce la metta tutta per far parlare prima i suoi progetti e poi le questioni legali che lo riguardano. A più di quattro anni dal lancio di Mega, il servizio di file hosting che ha ufficialmente preso il posto di Megaupload nel cuore dei navigatori, ecco la novità: Bitcontent. A spiegare di cosa si tratta è lo stesso Dotcom tramite il suo account Twitter. In pratica si tratta di una piattaforma dove chiunque può caricare contenuti multimediali, mettendoli in vendita tramite un servizio che si basa sui Bitcoin. “Le persone hanno l’opportunità di creare una transazione per ogni tipologia di file che postano online – ha detto – da condividere con clienti, partner, con le proprie community. In pochi minuti si entra nel mondo degli affari in maniera indipendente, vendendo ciò che si produce”.

Sull’onda della criptovaluta

Il potenziale di un progetto del genere è ampio. Stando all’idea di Kim, Bitcontent può rappresentare un vettore di business dalla portata illimitata, anche per quei tipi di soggetti, come editori e portali di notizie, che da anni tentano la via del “pay-per-read” non sempre con successo. La moneta del web, essendo slegata da sistemi di gestione centralizzata, è in grado di abilitare metodologie di pagamento e logiche differenti, scelte dai venditori a seconda delle esigenze. Non è chiaro quando Bitcontent diventerà realtà, probabilmente nel momento in cui sarà pronto BitCache, altro progetto di Dotcom che prevede un nuovo portafoglio digitale con cui conservare e gestire i Bitcoin. Sempre in quell’occasione dovrebbe vedere la luce Megaupload 2, versione rinnovata del famoso servizio di file sharing.

L'articolo Ecco Bitcontent la nuova creatura di Kim Dotcom proviene da Data Manager Online.

]]>
Kim Dotcom ora rischia l’estradizione https://www.datamanager.it/2017/02/kim-dotcom-ora-rischia-lestradizione/ Tue, 21 Feb 2017 19:00:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119674 Una corte neozelandese ha sentenziato la possibilità che il fondatore di Megaupload venga trasferito negli USA con l’accusa di frode Ora Kim Dotcom rischia grosso. L’imprenditore del web, che ha guadagnato un bel po’ di soldi con il successo di Megaupload e del successore Mega, potrebbe essere estradato negli Stati Uniti per fronteggiare un’accusa di […]

L'articolo Kim Dotcom ora rischia l’estradizione proviene da Data Manager Online.

]]>
Una corte neozelandese ha sentenziato la possibilità che il fondatore di Megaupload venga trasferito negli USA con l’accusa di frode

Ora Kim Dotcom rischia grosso. L’imprenditore del web, che ha guadagnato un bel po’ di soldi con il successo di Megaupload e del successore Mega, potrebbe essere estradato negli Stati Uniti per fronteggiare un’accusa di frode, relativa proprio alla sua prima creatura, chiusa nel 2012 a seguito di un raid dell’FBI nell’appartamento neozelandese di Auckland. La corte della stessa città ha confermato la decisione già emessa da una corte inferiore nel 2015 su un totale di 13 capi d’accusa, tra cui cospirazione, racket, violazione del copyright, riciclaggio di denaro e frode telematica. La sentenza di due anni fa non era priva di dubbi, soprattutto su alcuni punti, che sembrano essersi schiariti d’un tratto, almeno per la Auckland High Court.

Valigie pronte

L’avvocato difensore di Kim Dotcom, Ron Mansfield, ha etichettato l’ultimo giudizio come “estremamente deludente”, annunciando che il suo cliente farà ricorso alla Corte d’Appello della Nuova Zelanda per fronteggiare il rischio di estradizione. Il giudice di Auckland, Murray Gilbert, ha infatti spiegato che, sebbene in Nuova Zelanda il crimine di violazione del diritto d’autore non preveda l’estradizione, questa può verificarsi nel caso di denuncia per frode, tra quelle affibbiate all’uomo di origine tedesca. Dotcom ha usato Twitter per far sentire la sua voce, dopo la notizia: “Non verrò estradato per il copyright, per me si tratta di una vittoria. Però potrei essere trasferito per un’altra legge, che qui nemmeno viene applicata”. Come lui, ci sono altri due co-accusati, Mathias Ortmann, Bram van der Kolk e Finn Batato, nel cui futuro c’è la medesima possibilità di giudizio oltreoceano.

L'articolo Kim Dotcom ora rischia l’estradizione proviene da Data Manager Online.

]]>
Apple si butta sul cinema, parola di Kim Dotcom https://www.datamanager.it/2016/12/apple-si-butta-sul-cinema-parola-kim-dotcom/ Fri, 23 Dec 2016 18:30:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116598 Kim Dotcom afferma che Apple comprerà uno studio cinematografico e in effetti molti indizi lo confermano Apple potrebbe espandere il suo business anche al mondo del cinema. A dirlo è il fondatore di Mega, Kim Dotcom, tramite un tweet. Il re del file sharing afferma che la Mela è pronta ad acquisire uno studio cinematografico […]

L'articolo Apple si butta sul cinema, parola di Kim Dotcom proviene da Data Manager Online.

]]>
Kim Dotcom afferma che Apple comprerà uno studio cinematografico e in effetti molti indizi lo confermano

Apple potrebbe espandere il suo business anche al mondo del cinema. A dirlo è il fondatore di Mega, Kim Dotcom, tramite un tweet. Il re del file sharing afferma che la Mela è pronta ad acquisire uno studio cinematografico nel 2017. Dotcom non ha rivelato la sua fonte ma l’hashtag #InsiderIntel lascia intendere che sia interna all’azienda specializzata in processori.

Apple in effetti non ha mai nascosto il suo interesse per il cinema e le serie TV. Da tempo si parla della possibilità che l’azienda di Cupertino voglia realizzare un servizio di streaming in stile Netflix. Solo qualche settimana fa Eddy Cue, vice president of Internet Software & Service di Apple, aveva dichiarato che la società fondata da Steve Jobs non vuole trasformarsi in un player del settore ma che ha comunque alcuni interessi nel campo dell’intrattenimento. Non bisogna poi dimenticare che Apple sta per realizzare un reality sul mondo per gli sviluppatori chiamato “Planet of The Apps” e che potrebbe essere il produttore del biopic su Dr.Dre, che collabora con la Mela tramite Beats. Diversi esponenti di Cupertino sarebbero anche stati avvistati durante il Sundace Film Festival e pare ci siano stati contatti con diverse major di Hollywood per poter rendere disponibili in esclusiva su iTunes le loro ultime produzioni.

L'articolo Apple si butta sul cinema, parola di Kim Dotcom proviene da Data Manager Online.

]]>
Kim Dotcom annuncia Megaupload 2.0 https://www.datamanager.it/2016/07/kim-dotcom-annuncia-megaupload-2-0/ Fri, 08 Jul 2016 12:35:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105272 Kim Dotcom ha annunciato il prossimo lancio di Megaupload 2.0, una nuova piattaforma di file hosting con 100 GB gratuiti Megaupload sta per tornare e sarà più potente di prima. L’annuncio arriva direttamente da Kim Dotcom, il creatore della originale piattaforma di file hosting che a più riprese è stata chiusa per violazione di copyright. […]

L'articolo Kim Dotcom annuncia Megaupload 2.0 proviene da Data Manager Online.

]]>
Kim Dotcom ha annunciato il prossimo lancio di Megaupload 2.0, una nuova piattaforma di file hosting con 100 GB gratuiti

Megaupload sta per tornare e sarà più potente di prima. L’annuncio arriva direttamente da Kim Dotcom, il creatore della originale piattaforma di file hosting che a più riprese è stata chiusa per violazione di copyright. Lo stesso sviluppatore tedesco è attualmente coinvolto in una vicenda giudiziaria che potrebbe portare alla sua estradizione negli Stati Uniti, dove l’aspetterebbero un discreto numero di anni di carcere da scontare. “Molto meglio di Mega. Numerosi miglioramenti e molto più facile da usare. Lo amerete”, ha scritto Dotcom su Twitter.

La nuova versione di Megaupload offrirà 100 GB di spazio di archiviazione nel cloud gratuiti, un sistema di crittografia in tempo reale, sincronizzazione su tutti i dispositivi e soprattutto nessun limite al trasferimento di dati. Ovviamente i suoi server non saranno localizzati negli Stati Uniti, il nemico di Dotcom per eccellenza, per evitare la sorveglianza delle autorità governative. Il lancio ufficiale della piattaforma dovrebbe arrivare a gennaio 2017.

L'articolo Kim Dotcom annuncia Megaupload 2.0 proviene da Data Manager Online.

]]>
Giudice da l’ok all’estradizione di Kim Dotcom negli USA https://www.datamanager.it/2015/12/giudice-lok-allestradizione-kim-dotcom-negli-usa/ Wed, 23 Dec 2015 18:30:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=91723 Un giudice neozelandese ha autorizzato l’estradizione negli USA di Kim Dotcom. Il fondatore di Megaupload rischia 50 anni di carcere La più grande paura di Kim Dotcom, fondatore del celebre sito di file sharing Megaupload, potrebbe presto realizzarsi. Un giudice neozelandese, Paese in cui risiede il programmatore di origini tedesche, ha autorizzato la sua estradizione […]

L'articolo Giudice da l’ok all’estradizione di Kim Dotcom negli USA proviene da Data Manager Online.

]]>
Un giudice neozelandese ha autorizzato l’estradizione negli USA di Kim Dotcom. Il fondatore di Megaupload rischia 50 anni di carcere

La più grande paura di Kim Dotcom, fondatore del celebre sito di file sharing Megaupload, potrebbe presto realizzarsi. Un giudice neozelandese, Paese in cui risiede il programmatore di origini tedesche, ha autorizzato la sua estradizione verso gli Stati Uniti. Negli anni Kim Dotcom, alias  Kim Schmitz, è diventato il nemico numero uno degli USA sul fronte digitale e del diritto d’autore. Il programmatore, che l’anno scorso è stato portato in tribunale anche dalla Major di Hollywood, ha combattuto negli anni una dura battaglia per la liberalizzazione dei contenuti online dal copyright e ha addirittura fondato un partito politico il cui programma mette la privacy in Rete dei cittadini al primo posto. Nel 2013 l’Fbi aveva anche sequestrato alcuni suoi hard disk, salvo poi restituirglieli dopo una sentenza dell’Alta Corte della Nuova Zelanda.

Con la decisione del giudice sulla sua estradizione, Kim Dotcom e tre sue collaboratori ora dovranno rispondere di numerose accuse relative alla violazione di copyright. Il programmatore, che si è rilanciato con una nuova piattaforma di file sharing chiamata Mega, rischia fino a 50 anni di carcere.

L'articolo Giudice da l’ok all’estradizione di Kim Dotcom negli USA proviene da Data Manager Online.

]]>
Kim Dotcom lancia MegaChat https://www.datamanager.it/2015/01/kim-dotcom-lancia-megachat/ Fri, 23 Jan 2015 19:00:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68322 Annunciato prima di Natale, il sevizio per effettuare conversazioni crittografate è finalmente realtà. Funziona tramite browser Kim Dotcom ha rilasciato la piattaforma MegaChat, un servizio di messaggistica testuale, vocale e video. La particolarità di MegaChat, così come del sito per lo scambio di file Mega nato dalle ceneri di Megaupload, è che si basa su un […]

L'articolo Kim Dotcom lancia MegaChat proviene da Data Manager Online.

]]>
Annunciato prima di Natale, il sevizio per effettuare conversazioni crittografate è finalmente realtà. Funziona tramite browser

Kim Dotcom ha rilasciato la piattaforma MegaChat, un servizio di messaggistica testuale, vocale e video. La particolarità di MegaChat, così come del sito per lo scambio di file Mega nato dalle ceneri di Megaupload, è che si basa su un utilizzo via browser protetto da una cifratura end-to-end che dovrebbe rendere le conversazioni inaccessibili anche agli stessi gestori del sistema. La sicurezza dovrebbe essere assicurata dall’utilizzo di MegaChat senza l’utilizzo di plugin che potrebbero essere utilizzati da agenzie di sicurezza per tracciare gli utenti. Secondo Kim Dotcom, MegaChat ha tutte le potenzialità per affermarsi come piattaforma vincente nel mondo della comunicazione digitale, con un vantaggio su servizi come Skype e Google Hangouts che al momento non offrirebbero la necessaria protezione agli utilizzatori.

Come si accede

Per usare MegaChat, che al momento è ancora in base di beta pubblica, basta creare un account sul sito Mega.nz, aggiungere i contatti iscritti al sito e avviare una chat. Secondo i primi test pare che funzioni tutto con molta semplicità anche se può capitare di imbattersi in qualche bug o disservizio temporaneo. Per capire quanto sia realmente sicura una soluzione del genere si dovrà attendere ancora un po’ visto che per ora su MegaChat si possono effettuare solo conversazioni testuali mentre le videochiamate verranno rese disponibili a breve. Secondo il paffuto fondatore di Mega, MegaChat potrebbe arrivare a servire 100 milioni di utenti entro la fine del 2015 uccidendo di fatto Skype.

L'articolo Kim Dotcom lancia MegaChat proviene da Data Manager Online.

]]>
Kim Dotcom e la promessa di una chat sicura https://www.datamanager.it/2014/12/kim-dotcom-promessa-chat-sicura/ Tue, 30 Dec 2014 11:20:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67358 Il fondatore di Mega (ex Megaupload) rilancia la sua piattaforma annunciando un servizio di chat testuale e video completamente crittografato e in grado di eludere le tecniche della NSA Se c’è una cosa che abbiamo imparato nei mesi di diffusione del Datagate è che la NSA ha accesso praticamente a tutto quello che viaggia su internet. Non […]

L'articolo Kim Dotcom e la promessa di una chat sicura proviene da Data Manager Online.

]]>
Il fondatore di Mega (ex Megaupload) rilancia la sua piattaforma annunciando un servizio di chat testuale e video completamente crittografato e in grado di eludere le tecniche della NSA

Se c’è una cosa che abbiamo imparato nei mesi di diffusione del Datagate è che la NSA ha accesso praticamente a tutto quello che viaggia su internet. Non solo siti web, conversazioni sui social network ma anche log di chat appartenenti a programmi di terze parti. Per spiarci, l’Agenzia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti non utilizzava solo tecniche informatiche da remoto ma azionava la sua Intelligence anche per accedere direttamente ai cavi che portavano le informazioni all’interno dei big della rete, con o senza il loro aiuto. Con tale premessa è difficile credere ad un servizio globale che possa essere completamente isolato agli occhi dei federali ma aperto a chiunque voglia utilizzarlo. Tuttavia c’è chi pensa di poterlo realizzare e quando di mezzo c’è il paffuto Kim Dotcom niente è dato per scontato.

L’arrivo di MegaChat

Il fondatore di Mega, servizio di condivisione file, ha infatti promesso l’arrivo di una piattaforma di chat e video chat crittografata e basata su servizi browser. Il servizio di comunicazione cifrata si chiama MegaChat e permetterà agli utenti di scambiare conversazioni e file in maniera totalmente privata, senza che nessun individuo o agenzia esterna possano monitorarne il contenuto. Secondo Kim Dotcom, l’unico modo per tenere in piedi un progetto del genere e assicurarne l’indipendenza dallo spionaggio statunitense è quello di localizzarlo al di fuori degli USA. “Nessun servizio che abbia base negli USA può essere considerato affidabile per i vostri dati. Anche Skype non ha scelta. Tutti questi servizi devono fornire delle backdoor al governo statunitense” – ha detto Kim. Una versione demo di MegaChat è stata diffusa ieri da Kim Dotcom con la straordinaria partecipazione da remoto di Julian Assange ed Edward Snowden, i paladini della libertà dell’informazione e della difesa della privacy digitale.

[ot-video type=”youtube” url=”Pbps1EwAW-0″]

L'articolo Kim Dotcom e la promessa di una chat sicura proviene da Data Manager Online.

]]>
Wikileaks: gli OO7 italiani usano FinFisher https://www.datamanager.it/2014/09/wikileaks-gli-oo7-italiani-usano-finfisher/ Tue, 16 Sep 2014 14:28:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60878 Wikileaks ha diffuso dei documenti che confermano che l’intelligence italiana ha usato i programmi di FinFisher per violare la privacy online Arrivano nuove conferme che il web non è quello spazio libero che tutti pensavamo. Wikileaks ha rilasciato nuovi documenti segreti ottenuti tramite l’utilizzo del programma Spy Files. Il gruppo di ethical haker guidato da […]

L'articolo Wikileaks: gli OO7 italiani usano FinFisher proviene da Data Manager Online.

]]>
Wikileaks ha diffuso dei documenti che confermano che l’intelligence italiana ha usato i programmi di FinFisher per violare la privacy online

Arrivano nuove conferme che il web non è quello spazio libero che tutti pensavamo. Wikileaks ha rilasciato nuovi documenti segreti ottenuti tramite l’utilizzo del programma Spy Files. Il gruppo di ethical haker guidato da Julian Assange, che in passato ha diffuso i fascicoli segreti del segretario di Stato USA Henry Kissinger, ha dimostrato che diverse agenzie governative hanno utilizzato i programmi di spionaggio dell’azienda tedesca FinFisher per controllare le conversazioni in Rete di giornalisti, politici e altri personaggi ritenuti scomodi. Dai documenti è emerso che anche l’intelligence italiana ha utilizzato i software FinFisher Relay e FinSpy Proxy per attività di spionaggio. Gli OO7 nostrani pare abbiano speso più di 1,5 milioni di euro per invadere la privacy dei cittadini.

“FinFisher continua a vendere (…) ad alcuni dei peggiori regimi di tutto il mondo. Il Governo Merkel a parole si dichiara preoccupato per la privacy, ma nei fatti agisce altrimenti. Perché continua a proteggere FinFisher?”, ha dichiarato Assange.

Wikileaks, Dotcom e Snowden uniti contro il Presidente della Nuova Zelanda

Oltre ad aver diffuso i nuovi file che documentano lo spionaggio internazionale operato attraverso i servizi di FinFisher, Julian Assange pare si sia schierato a fianco di Kim Dotcom nella sua personale battaglia politica contro il capo del governo della Nuova Zelanda, John Key. Il fondatore di Megaupload, che come da programma è stato portato in tribunale dalle Major cinematografiche, pare abbia reclutato anche il whistleblower Edward Snowden, che potrebbe trovare asilo politico in Svizzera, e il giornalista del Datagate Glenn Greenwald, che con il sito Intercept continua a denunciare le ingerenze dei governi nella privacy dei cittadini. Dalle voci che circolano in Rete i quattro difensori di un Internet libero parteciperanno ad una conferenza in cui si faranno portavoce di un movimento opposto a quello di Key, che qualche tempo fa si è detto favorevole allo spionaggio di massa.

L'articolo Wikileaks: gli OO7 italiani usano FinFisher proviene da Data Manager Online.

]]>