Kim Dotcom e la promessa di una chat sicura

Il fondatore di Mega (ex Megaupload) rilancia la sua piattaforma annunciando un servizio di chat testuale e video completamente crittografato e in grado di eludere le tecniche della NSA

Se c’è una cosa che abbiamo imparato nei mesi di diffusione del Datagate è che la NSA ha accesso praticamente a tutto quello che viaggia su internet. Non solo siti web, conversazioni sui social network ma anche log di chat appartenenti a programmi di terze parti. Per spiarci, l’Agenzia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti non utilizzava solo tecniche informatiche da remoto ma azionava la sua Intelligence anche per accedere direttamente ai cavi che portavano le informazioni all’interno dei big della rete, con o senza il loro aiuto. Con tale premessa è difficile credere ad un servizio globale che possa essere completamente isolato agli occhi dei federali ma aperto a chiunque voglia utilizzarlo. Tuttavia c’è chi pensa di poterlo realizzare e quando di mezzo c’è il paffuto Kim Dotcom niente è dato per scontato.

L’arrivo di MegaChat

Il fondatore di Mega, servizio di condivisione file, ha infatti promesso l’arrivo di una piattaforma di chat e video chat crittografata e basata su servizi browser. Il servizio di comunicazione cifrata si chiama MegaChat e permetterà agli utenti di scambiare conversazioni e file in maniera totalmente privata, senza che nessun individuo o agenzia esterna possano monitorarne il contenuto. Secondo Kim Dotcom, l’unico modo per tenere in piedi un progetto del genere e assicurarne l’indipendenza dallo spionaggio statunitense è quello di localizzarlo al di fuori degli USA. “Nessun servizio che abbia base negli USA può essere considerato affidabile per i vostri dati. Anche Skype non ha scelta. Tutti questi servizi devono fornire delle backdoor al governo statunitense” – ha detto Kim. Una versione demo di MegaChat è stata diffusa ieri da Kim Dotcom con la straordinaria partecipazione da remoto di Julian Assange ed Edward Snowden, i paladini della libertà dell’informazione e della difesa della privacy digitale.

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