media – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 09:04:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png media – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 ICT, media e TLC: il profilo di rischio del settore 2.7% è inferiore alla media italiana https://www.datamanager.it/2018/07/ict-media-e-tlc-il-profilo-di-rischio-del-settore-2-7-e-inferiore-alla-media-italiana/ Mon, 30 Jul 2018 16:30:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152403 Migliora il profilo di rischio delle imprese non finanziarie italiane, il tasso di default scende al 3.9% a dicembre 2017, l’Outlook per il biennio 2018-2019 è positivo. E’ quanto emerge dalla Credit Research di CRIF Ratings “Economic and Credit Outlook 2018-19” “Migliora la rischiosità delle imprese non finanziarie italiane, confermando, seppur con minore intensità, la […]

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Migliora il profilo di rischio delle imprese non finanziarie italiane, il tasso di default scende al 3.9% a dicembre 2017, l’Outlook per il biennio 2018-2019 è positivo. E’ quanto emerge dalla Credit Research di CRIF Ratings “Economic and Credit Outlook 2018-19”

“Migliora la rischiosità delle imprese non finanziarie italiane, confermando, seppur con minore intensità, la tendenza che ha caratterizzato l’ultimo triennio. A dicembre 2017, il tasso di default (NDR ossia l’evidenza di ritardi di più di 90 giorni nei pagamenti su linee di credito detenute presso il sistema finanziario o di altri eventi pubblici di default) calcolato da CRIF Ratings si è attestato al 3,9%, in lieve riduzione rispetto al 4,0% di giugno 2017. Il calo è più evidente se raffrontato al 4,7% di dicembre 2016, dato a sua volta già in netto progresso rispetto al 5,8% Di fine 2015.” – è quanto si legge nella credit research di CRIF Ratings “Economic and Credit Outlook 2018-19” che ha analizzato sia i ritardi sui pagamenti e sui rimborsi bancari sia le procedure di insolvenza e pregiudizievoli delle imprese non finanziarie italiane suddivise in 13 raggruppamenti settoriali (Agricoltura – Alimentare, Bevande e Tabacco – Chimica e Farmaceutica – Commercio – Costruzioni e Infrastrutture – Impiantistica – Immobiliare – ICT, Media e TLC – Manifattura – Mining – Oil & Gas – Servizi – Trasporti e Logistica – Utilities ed Energia).

L’Outlook per il biennio 2018-2019 è Positivo. CRIF Ratings ritiene che nei prossimi 24 mesi il tasso di default si assesterà ad un livello compreso tra il 3 e il 3,5%. Dopo il 3,9% del 4Q17, CRIF Ratings anticipa quindi un’ulteriore riduzione della rischiosità finanziaria delle imprese italiane, ad un ritmo che andrà tuttavia progressivamente ad affievolirsi nel medio termine. “Le aspettative di una moderata ma continua crescita economica e il permanere di un contesto di tassi di interesse al minimo storico, sono i principali elementi a supporto dell’ulteriore riduzione del tasso di default nei prossimi semestri” – afferma Roberta Mantovani, Rating Specialist del dipartimento Corporate di CRIF Ratings. “D’altro canto i principali fattori di rischio rimangono legati al quadro geopolitico internazionale, all’andamento dei prezzi delle materie prime e alle misure che verranno attuate in campo economico dal nuovo governo italiano”.

L’analisi a livello settoriale evidenzia come la riduzione dei tassi default abbia trasversalmente coinvolto l’intera struttura produttiva nazionale, in maniera più o meno intensa. Il calo si è palesato in misura più accentuata nei comparti dell’Agricoltura, del Mining – Oil&Gas, delle Costruzioni e Infrastrutture, dell’Impiantistica e dell’Immobiliare, ovvero i settori che hanno maggiormente risentito degli effetti della crisi economica. Si conferma una minore rischiosità rispetto alla media per i settori tradizionalmente più resilienti, quali Chimica e Farmaceutica e Utilities ed Energia, seppur in presenza di tassi di default in leggera risalita rispetto al 2016.

Nonostante l’ulteriore riduzione rilevata nel 4Q17, le Costruzioni si confermano il settore con il tasso di default più elevato (6,2%); altri comparti che registrano una rischiosità finanziaria lievemente maggiore della media delle imprese italiane non finanziarie sono l’Agricoltura (4,0%), l’Alimentare, Bevande e Tabacco (4,1%) e il Commercio (4,2%). I settori che al contrario si distinguono per i tassi di default più bassi sono la Chimica e Farmaceutica (2,4%), ICT, Media & TLC (2,7%) e Utilities ed Energia (3,1%).

“Il calo dei tassi di default registrato nel 2017 segue il percorso di graduale e costante miglioramento del profilo di rischio delle imprese non finanziarie italiane iniziato a partire dal 2014, dopo un biennio caratterizzato da tassi particolarmente elevati a causa della recessione economica e del contestuale incremento dei crediti bancari deteriorati” – spiega Davide Tommaso, Associate del dipartimento Corporate di CRIF Ratings. “L’assestamento dei tassi di default al di sotto dei livelli pre-crisi va letto alla luce di un sistema produttivo più solido, supportato da un’accelerazione dell’economia mondiale e dal miglioramento di quella italiana. Inoltre, un contribuito importante alla riduzione del profilo di rischio viene da quotazioni del petrolio che restano tutto sommato contenute e dal regime di tassi di interesse bassi che garantiranno, anche per il prossimo biennio, un costante flusso di liquidità a supporto delle esigenze finanziarie delle imprese”.

La progressiva riduzione del default registrata nel 2016 e nel 2017 è stata sostenuta – ricorda CRIF Ratings- sia dal miglioramento del contesto economico e finanziario che dalle accomodanti politiche monetarie della BCE. Inoltre il contesto europeo – caratterizzato da una crescita in progressivo rafforzamento e da tassi di interesse negativi o prossimi allo zero – ha contribuito al mantenimento di una bassa rischiosità finanziaria del segmento corporate italiano.  CRIF Ratings ritiene plausibile un graduale seppur contenuto incremento nei tassi di interesse a partire dalla seconda metà del 2019 come conseguenza della progressiva riduzione dell’azione condotta dalla Banca Centrale Europea.

Passando alle commodities CRIF Ratings stima che l’impatto dell’aumento del petrolio così come delle altre materie prime energetiche sarà marginale nel breve termine. Riguardo all’economia italiana CRIF Ratings – rispetto alla ripresa e al grado di rischiosità delle imprese – evidenzia la permanenza di numerosi rischi correlati alle incertezze e alle tensioni geopolitiche a livello globale. A questi elementi si aggiungono ulteriori fattori specifici del contesto nazionale, tra cui l’incertezza sulle politiche economiche che verranno attuate dal governo che potranno influenzare l’economia nel suo complesso, così come specifici settori industriali e le potenziali vulnerabilità di una parte non marginale del sistema bancario.

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SAP aggiorna la soluzione Commerce per aiutare telco e media company ad attirare e trattenere i clienti https://www.datamanager.it/2017/11/sap-aggiorna-la-soluzione-commerce-aiutare-telco-media-company-ad-attirare-trattenere-clienti/ Tue, 14 Nov 2017 17:30:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134997 SAP SE annuncia una nuova release della soluzione SAP Hybris Commerce dedicata ai settori delle telecomunicazioni e dei media. Questo acceleratore, sviluppato in collaborazione con IBM, copre alcuni problemi tipici di questi settori per quanto riguarda l’acquisizione, il mantenimento e coinvolgimento dei clienti e la vendita. I consumatori sempre più usano i canali web e […]

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SAP SE annuncia una nuova release della soluzione SAP Hybris Commerce dedicata ai settori delle telecomunicazioni e dei media.

Questo acceleratore, sviluppato in collaborazione con IBM, copre alcuni problemi tipici di questi settori per quanto riguarda l’acquisizione, il mantenimento e coinvolgimento dei clienti e la vendita. I consumatori sempre più usano i canali web e mobile per cercare prodotti e servizi, fare acquisti e attivare o disattivare servizi. I fornitori di servizi a loro volta devono essere in grado di formulare rapidamente offerte di prodotti e servizi in bundle, offrire assistenza personalizzata e funzionalità in self service. SAP Hybris e IBM offrono oggi una soluzione agile con un framework pronto all’uso che permette ai fornitori di servizi di interagire con i clienti usando soluzioni omnicanale avanzate che snelliscono il processo di acquisto e contribuiscono a creare una customer experience di qualità.

“I consumi nei settori delle telecomunicazioni e dei media sono sempre più personalizzabili e, di conseguenza, complicati”, afferma Matthias Goehler, responsabile Industries di SAP Hybris. “SAP è costantemente impegnata a rispondere alle esigenze delle aziende supportando nuovi modelli di business, nuovi standard e nuove disposizioni di legge. L’ acceleratore per i settori delle telecomunicazioni e dei media permette alle aziende di realizzare i propri obiettivi e di raggiungere rapidamente il mercato”.

Questa iniziativa, solo l’ultima nei 14 anni di collaborazione tra IBM e SAP Hybris, è il frutto della profonda esperienza in questi settori e della conoscenza del complesso customer journey associato alle offerte di prodotti nei settori delle telecomunicazioni e dei media. SAP Hybris Commerce e l’acceleratore per telco e media combinano le competenze di IBM nei servizi e nell’integrazione di tecnologie con le capacità tecnologiche di SAP, creando un percorso di innovazione continua per le aziende che adottano nuovi modelli tecnologici e di business quali l’Over The Top (OTT) e l’Internet of Things (IoT).

Il nuovo acceleratore per SAP Hybris Commerce permette alle aziende dei settori delle telecomunicazioni e dei media di:

  • Combinare forme di interazione digitale sia assistite sia self service con i canali fisici, come ad esempio l’ottimizzazione dell’esperienza in-store e i servizi di ritiro in loco
  • Supportare prodotti e bundle complessi per mantenere prezzi e prodotti allineati agli standard di settore.
  • Rispondere agli standard di sicurezza e privacy imposti dai nuovi regolamenti globali.

“Il settore delle telecomunicazioni sta vivendo una profonda trasformazione che sta spingendo le aziende ad investire in sistemi che permettono di modernizzare i processi, di differenziarsi dalla concorrenza e di creare valore”, dichiara Bob Fox, Global Industry Leader – Telecommunications, Media and Entertainment di IBM. “Insieme con SAP Hybris offriamo una soluzione per il commercio digitale realizzata specificamente per rispondere alle necessità dei fornitori di servizi di telecomunicazione e dei media, in grado di gestire add-on, bundle, promozioni, flussi di checkout unici ed altro ancora, che permettono a queste aziende di reinventare i processi di business e di offrire ai clienti esperienze sempre più coinvolgenti”.

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Sottotitoli maligni: VLC, Popcorn, Kodi (e altri) in balia degli hacker https://www.datamanager.it/2017/05/sottotitoli-maligni-vlc-popcorn-kodi-altri-balia-degli-hacker/ Fri, 26 May 2017 12:59:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=125590 Un totale di 200 milioni di spettatori è a rischio di infezione a causa di un nuovo malware che si insedia negli archivi scaricati online Chi ama le serie TV estere sa che per arrivare in Italia ci mettono un bel po’. Le strade da percorrere sono due: guardarsele in lingua oppure scaricare un pacchetto […]

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Un totale di 200 milioni di spettatori è a rischio di infezione a causa di un nuovo malware che si insedia negli archivi scaricati online

Chi ama le serie TV estere sa che per arrivare in Italia ci mettono un bel po’. Le strade da percorrere sono due: guardarsele in lingua oppure scaricare un pacchetto che contiene i sottotitoli delle singole puntate. Sul web ci sono forum a iosa che rimandano a database del genere, molto richiesti dai fan ma anche da spettatori occasionali, che magari decidono di scaricare (illegalmente) la stagione di un nuovo programma prima di attenderne la disponibilità nel nostro paese. Ma non solo: ci sono persone che proprio non amano il parlato nostrano, spesso doppiato in malo modo e con un trasporto degno delle peggior soap opera sudamericane e dunque optano per un film in lingua originale e conversazioni testuali in italiano anche se si tratta di opere vecchie e diffuse già da anni. Da qualunque punto lo guardiate, lo scaricare sottotitoli sta diventando parecchio pericoloso, almeno per Check Point.

Cosa succede

Stando a una ricerca della compagnia di sicurezza, gli hacker hanno inserito un malware che colpisce Windows in molti degli archivi che contengono sottotitoli da scaricare online. La minaccia sfrutterebbe una falla individuata nei software di visione e streaming più famosi, come VLC, Popcorn Time, Kodi e Stremio, con circa 200 milioni di utenti totali, così da assicurarsi un ponte di passaggio nel sistema, bypassando la sicurezza di firewall e antivirus. Nascondendosi nei piccoli file testuali infatti, il malware ha vita facile nel computer, dove arriva a controllarne processi e operazioni principali, con un accesso diretto a cartelle e informazioni personali. Ciò che rende difficile interrompere la diffusione è che attualmente esistono 25 diversi formati di sottotitoli, per cui una volta preso piede, prima dell’alert di Check Point, il virus ha causato un bel po’ di infezioni.

I player interessati hanno già assicurato i loro programmi e piattaforme con una riscrittura del codice e presto rilasceranno gli aggiornamenti specifici. Nel caso siate utilizzatori di qualcuno di questi, conviene dare un occhio alle pagine di supporto dei relativi siti.

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Facebook Live si affida a VIP e media https://www.datamanager.it/2016/06/facebook-live-si-affida-vip-media/ Thu, 23 Jun 2016 13:48:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=104125 Facebook ha investito 50 milioni di dollari per spingere celebrità e media a utilizzare regolarmente Facebook Live Facebook Live non vuole smettere di crescere e per farlo scommette sui contenuti realizzati dalle celebrità. Il social network di Menlo Park ha invitato media e VIP a condividere le loro dirette tramite la propria piattaforma di streaming […]

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Facebook ha investito 50 milioni di dollari per spingere celebrità e media a utilizzare regolarmente Facebook Live

Facebook Live non vuole smettere di crescere e per farlo scommette sui contenuti realizzati dalle celebrità. Il social network di Menlo Park ha invitato media e VIP a condividere le loro dirette tramite la propria piattaforma di streaming e molti avrebbero accettato. Il Wall Street Journal afferma che Mark Zuckerberg, che utilizza metodi piuttosto grezzi per difendersi dagli hacker, ha sborsato più di 50 milioni di dollari per sottoscrivere 140 contratti con personaggi famosi, opinion leader e grandi editori. Questi dovranno condividere un numero variabile di dirette video a cadenza regolare in modo da aumentare l’engagement degli utenti e di conseguenza le views. Il passo successivo sarà quello di inserire messaggi pubblicitari all’interno delle sessioni.

Tra i partner di Facebook Live riportati dal WSJ figurano la CNN, il New York Times, il giocatore di football Russel Wilson, l’attore Keniv Hart, lo chef Gordon Ramsay e il guru Deepak Chopra. Nell’elenco troviamo anche celebri youtuber e organizzazioni come l’America Museum of Natural History di New York. Il partner più pagato risulta essere Buzzfeed con un contratto da 3.1 milioni di dollari. “Abbiamo invitato dei partner per ricevere indicazioni da varie parti su quello che funziona e quello che non funziona” all’interno di Facebook Live, ha afferma Justin Osofsky, vice presidente dell’azienda per le operazioni globali e le partnership con i media.

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Customer experience, la chiave per la ripresa https://www.datamanager.it/2015/12/customer-experience-la-chiave-la-ripresa/ Fri, 11 Dec 2015 13:10:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=90700 Lo scenario economico italiano sta dando finalmente concreti, seppur timidi, segni di ripresa dopo aver vissuto momenti difficili. Il PIL è cresciuto nei primi due trimestri del 2015 e le previsioni per il 2016 annunciano ancora un incremento con la proiezione fino all’1,2%. Gli ultimi dati di Assinform sono chiari nel denotare un’inversione di rotta: […]

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Lo scenario economico italiano sta dando finalmente concreti, seppur timidi, segni di ripresa dopo aver vissuto momenti difficili. Il PIL è cresciuto nei primi due trimestri del 2015 e le previsioni per il 2016 annunciano ancora un incremento con la proiezione fino all’1,2%.

Gli ultimi dati di Assinform sono chiari nel denotare un’inversione di rotta: il mercato digitale è cresciuto dell’1,5% nei primi sei mesi del 2015. Non solo, negli ambiti in cui Colt è maggiormente focalizzata, abbiamo osservato una crescita a doppia cifra, in particolare nel comparto Ethernet, nel settore della voce su IP e nella Colocation. Ci sono quindi opportunità di crescita, ma chi offre soluzioni tecnologiche non può prescindere dal comprendere quali siano le reali necessità dei CIO di oggi. Attualmente, la redditività del business è sempre più correlata alla customer experience, cioè alla capacità dei provider di soddisfare in modo rapido, flessibile e intelligente le aspettative dei clienti.


#CustomerExperience Mimmo Zappi, AD @Colt_IT «La chiave per la ripresa»
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In tal senso, un recente studio di Colt ha evidenziato quali siano i momenti chiave nello sviluppo professionale di oltre 300 CIO in Europa: le conclusioni mostrano che, più che dalla normale attività quotidiana, il successo degli specialisti IT è determinato dalle loro capacità di gestire i momenti “critici” che assumono un’importanza strategica per la loro organizzazione, quali ad esempio la modifica delle infrastrutture (67%), o la capacità di rispondere in real time a nuove richieste da parte del cliente (60%). La capacità di eccellere in questi “Moments that Matter”, i momenti chiave per il business aziendale, è il fattore differenziante, unitamente alla scelta della giusta squadra, tra cui i partner tecnologici in grado di offrire il supporto necessario nei tempi e nelle modalità corrette. Non stupisce quindi che il principale criterio di valutazione per l’acquisto di servizi di telecomunicazioni anche in Italia sia di gran lunga la qualità del servizio (fonte Octopus Group – 2015), che deve essere sempre più su misura, flessibile e scalabile.

In questo contesto si stanno affermando sempre più soluzioni basate sul paradigma del Software Defined Networking (SDN), che consente di usufruire di una rete elastica, on demand, intelligente e capace di “azzerare” i tempi di delivery sulla base di modelli commerciali flessibili. Si tratta di una rivoluzione nell’esperienza di utilizzo da parte degli IT manager, che possono avvalersi di funzionalità “self service”, con portali dedicati, in grado di andare incontro alle loro esigenze specifiche in particolar modo durante i momenti critici per il business.


#SDN La rivoluzione nell’esperienza di utilizzo da parte degli IT manager
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Registriamo un grande interesse da parte dei nostri clienti per la tecnologia SDN, specialmente perché è considerata un driver fondamentale per abilitare quella radicale trasformazione nell’acquisto, nell’utilizzo e nell’erogazione dei servizi di cui hanno bisogno per accelerare il business, plasmando istantaneamente il proprio network e gestendolo in funzione dell’esatta domanda, da qualsiasi luogo.

Dal nostro punto di osservazione, le principali realtà interessate a usufruire di tecnologie così scalabili e flessibili sono gli operatori wholesale, i cloud access provider e le società del settore finanziario e dei media, che veicolano contenuti tra diversi nodi in tempo reale, muovendo massicce quantità di dati con un modello difficilmente prevedibile. In un contesto di mercato in crescita, dove l’efficienza si misura sempre più in termini di qualità e supporto in momenti specifici, chi opera nell’IT ha la possibilità di intercettare la ripresa, a patto che sia in grado di adattarsi al mercato e introdurre soluzioni sempre più flessibili.

Mimmo Zappi, AD di Colt Italia

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Twitter a VIP ed editori: “Usate Periscope non Meerkat” https://www.datamanager.it/2015/04/twitter-a-vip-ed-editori-usate-periscope-non-meerkat/ Mon, 13 Apr 2015 13:26:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=73060 Secondo TechCrunch, Twitter avrebbe consigliato a personaggi famosi e aziende leader del settore media di utilizzare Periscope e non Meerkat Settimana scorsa Twitter ha annunciato l’acquisizione di Periscope, un’app che permette di trasmettere video in streaming live. Il social network sta spingendo forte sul nuovo servizio e ora vorrebbe imporsi nel settore sbaragliando la concorrenza. […]

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Secondo TechCrunch, Twitter avrebbe consigliato a personaggi famosi e aziende leader del settore media di utilizzare Periscope e non Meerkat

Settimana scorsa Twitter ha annunciato l’acquisizione di Periscope, un’app che permette di trasmettere video in streaming live. Il social network sta spingendo forte sul nuovo servizio e ora vorrebbe imporsi nel settore sbaragliando la concorrenza. In particolare, pare che il sito di microblogging abbia contattato editori e VIP per invitarli a utilizzare Periscope e non la rivale Meerkat, che è nata appena qualche mese prima rispetto alla startup acquisita da Twitter.

Twitter consiglia Periscope a VIP ed editori

Secondo quanto riferisce TechCrunch, Twitter avrebbe chiesto ai suoi utilizzatori più famosi e alle maggiori aziende nell’ambito media di utilizzare Periscope e non Meerkat, descritta come un’app ormai in declino e che non garantisce lo stesso livello di copertura del suo servizio. Il sito di microblogging, che ora offre maggiore spazio ai commenti nei retweet, avrebbe addirittura minacciato alcuni editori di estrometterli da Amplify, una piattaforma per creare video tweet sponsorizzati, nel caso avessero continuato ad utilizzare il servizio rivale. Al momento gli unici difetti di Periscope riguardano la possibilità di eccessivo spam, che potrebbe essere stata risolta con il nuovo aggiornamento dell’app, e la disponibilità limitata ai prodotti Apple. Gli utenti Android possono però consolarsi con Streamago Social, l’app di Tiscali che permette lo streaming live integrato con Facebook.

Non è comunque la prima volta che Twitter utilizza un comportamento aggressivo nei confronti dei competitor o effettua questo tipo di pressioni. Si vocifera che in passato il sito di microblogging abbia chiesto ai suoi utenti VIP di utilizzare gli strumenti interni alla piattaforma per caricare le proprie foto e non Instagram.

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Censis: “I media dopo la grande trasformazione” https://www.datamanager.it/2015/03/censis-i-media-dopo-la-grande-trasformazione/ Thu, 26 Mar 2015 10:52:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=72184 Presentato il 12° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione “I media dopo la grande trasformazione”. I consumi mediatici nel 2015: su internet il 71% degli italiani (ma solo il 5,2% si connette con banda ultralarga), tra i giovani under 30 è boom di smartphone (li usa l’85,7%) e tablet (36,6%). La tv è ancora la regina dei […]

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Presentato il 12° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione “I media dopo la grande trasformazione”. I consumi mediatici nel 2015: su internet il 71% degli italiani (ma solo il 5,2% si connette con banda ultralarga), tra i giovani under 30 è boom di smartphone (li usa l’85,7%) e tablet (36,6%). La tv è ancora la regina dei media, ma sul web si cercano informazioni, si fanno acquisti, si sbrigano pratiche. Così decolla l’economia della disintermediazione digitale, che sposta valore dalle filiere produttive e occupazionali tradizionali

Su internet il 71% degli italiani, crescono ancora i social network

Nel 2015 gli utenti di internet aumentano ancora (+7,4% rispetto al 2013) e arrivano alla quota record del 70,9% della popolazione italiana. Ma solo il 5,2% di essi si connette con banda ultralarga. E continua la forte diffusione dei social network. È iscritto a Facebook il 50,3% dell’intera popolazione (il 77,4% dei giovani under 30), YouTube raggiunge il 42% di utenti (il 72,5% tra i giovani) e il 10,1% degli italiani usa Twitter. È quanto emerge dal 12° Rapporto Censis sulla comunicazione, che fa il bilancio della «grande trasformazione» dei media dell’ultimo decennio.

Tv regina dei media, boom di smartphone e tablet

La televisione continua ad avere una quota di telespettatori che coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione (il 96,7%), con un rafforzamento però del pubblico delle nuove televisioni: la web tv è arrivata a una utenza del 23,7% (+1,6% rispetto al 2013), la mobile tv all’11,6% (+4,8%), mentre le tv satellitari si attestano a una utenza complessiva del 42,4% e ormai il 10% degli italiani usa la smart tv connessa in rete. Anche per la radio si conferma una larghissima diffusione di massa (l’utenza complessiva corrisponde all’83,9% degli italiani), con l’ascolto per mezzo dei telefoni cellulari (+2%) e via internet (+2%) ancora in ascesa. L’uso degli smartphone continua ad aumentare vertiginosamente (+12,9%) e ora vengono impiegati regolarmente da oltre la metà degli italiani (il 52,8%), mentre i tablet praticamente raddoppiano la loro diffusione nel giro di un biennio e oggi si trovano tra le mani di più di un quarto degli italiani (il 26,6%).

Ciclo negativo per la carta stampata, solo un italiano su due legge i libri

Non si inverte il ciclo negativo per la carta stampata: -1,6% i lettori dei quotidiani rispetto al 2013, tengono i settimanali e i mensili, mentre sono in crescita i contatti dei quotidiani online (+2,6%) e degli altri portali web di informazione (+4,9%). Dopo la grave flessione degli anni passati, non si segnala una ripresa dei libri (-0,7%): gli italiani che ne hanno letto almeno uno nell’ultimo anno sono solo il 51,4% del totale, e gli e-book contano su una utenza ancora limitata all’8,9% della popolazione (+3,7%).

Le distanze abissali tra giovani e anziani

Spiccano le distanze tra i consumi mediatici giovanili e quelli degli anziani. Tra i giovani la quota di utenti della rete arriva al 91,9%, mentre è ferma al 27,8% tra gli anziani; l’85,7% dei primi usa telefoni smartphone, ma lo fa solo il 13,2% dei secondi; il 77,4% degli under 30 è iscritto a Facebook, contro appena il 14,3% degli over 65; il 72,5% dei giovani usa YouTube, come fa solo il 6,6% degli ultrasessantacinquenni; i giovani che guardano la web tv (il 40,7%) sono molti di più degli anziani che fanno altrettanto (il 7,1%); il 40,3% dei primi ascolta la radio attraverso il telefono cellulare, dieci volte di più dei secondi (4,1%); e mentre un giovane su tre (il 36,6%) ha un tablet, solo il 6% degli anziani lo usa. Al contrario, l’utenza giovanile dei quotidiani (il 27,5%) è ampiamente inferiore a quella degli ultrasessantacinquenni (il 54,3%).

Il crescente primato dell’informazione personalizzata

Oggi le prime cinque fonti di informazione usate dagli italiani sono: i telegiornali (utilizzati dal 76,5% per informarsi), i giornali radio (52%), i motori di ricerca su internet come Google (51,4%), le tv all news (50,9%) e Facebook (43,7%). Aumento record dell’utenza delle tv all news, in crescita del 34,6% rispetto al 2011, Facebook +16,9%, le app per smartphone +16,7%, YouTube +10,9% e i motori di ricerca guadagnano il 10% dell’utenza di informazione. Ma tra i più giovani la gerarchia delle fonti cambia: al primo posto si colloca Facebook come strumento per informarsi (71,1%), al secondo posto Google (68,7%) e solo al terzo posto compaiono i telegiornali (68,5%), con YouTube che non si posiziona a una grande distanza (53,6%) e comunque viene prima dei giornali radio (48,8%), tallonati a loro volta dalle app per smartphone (46,8%).

Decolla l’economia della disintermediazione digitale

La funzione pratica di internet maggiormente sfruttata nella vita quotidiana è la ricerca di strade e località (lo fa il 60,4% degli utenti del web). Segue la ricerca di informazioni su aziende, prodotti, servizi (56%). Poi viene l’home banking (46,2%) e un’attività ludica come l’ascolto della musica (43,9%, percentuale che sale al 69,9% nel caso dei più giovani). Fa acquisti sul web ormai il 43,5% degli utenti di internet, ovvero 15 milioni di italiani. Guardare film (25,9%, percentuale che si impenna al 46% tra i più giovani), cercare lavoro (18,4%), telefonare tramite Skype o altri servizi voip (16,2%) sono altre attività diffuse tra gli utenti di internet. Sbrigare pratiche con uffici pubblici è invece un’attività ancora limitata al 17,1% degli internauti. Gli utenti si servono sempre di più di piattaforme telematiche e di provider che li mettono a diretto contatto con i loro interlocutori o con i servizi di loro interesse, evitando l’intermediazione di altri soggetti. Si sta sviluppando così una economia della disintermediazione digitale che sposta la creazione di valore da filiere produttive e occupazionali tradizionali in nuovi ambiti. Negli anni della crisi la diminuzione delle disponibilità finanziarie ha costretto gli italiani a tagliare su tutto. Ma non sui media digitali connessi in rete, perché grazie ad essi hanno aumentato il loro potere individuale di disintermediazione, che ha comportato un risparmio netto finale nel bilancio familiare. Usare internet per informarsi, per acquistare prodotti e servizi, per prenotare viaggi e vacanze, per guardare film o seguire partite di calcio, per svolgere operazioni bancarie o entrare in contatto con le amministrazioni pubbliche, ha significato spendere meno soldi o anche solo sprecare meno tempo: in ogni caso, guadagnare qualcosa.

Questi sono i principali risultati del 12° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, promosso da Mediaset, Rai e Telecom Italia, presentato oggi a Roma presso la Sala Zuccari del Senato da Massimiliano Valerii, Responsabile del settore Comunicazione del Censis, e discusso da Andrea Melodia, Presidente dell’Ucsi, Stefano Selli, Direttore Relazioni istituzionali di Mediaset, Antonio Marano, Vicedirettore Generale per il Coordinamento dell’offerta televisiva della Rai, Roberto Loiola, Presidente e Amministratore Delegato di Alcatel-Lucent Italia, Giovanna Maggioni, Direttore Generale dell’Upa, Carlo Freccero, autore televisivo e saggista, e Giuseppe De Rita, Presidente del Censis.

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I media francesi sono sotto attacco hacker? https://www.datamanager.it/2015/01/blackout-per-i-media-francesi-centrano-gli-hacker/ Fri, 16 Jan 2015 15:31:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67984 Diversi siti di media francesi, tra cui Le Parisien, sono al momento non disponibili. Gli esperti temono si tratti di un attacco DDoS Attualmente diversi siti d’informazione francesi non sono raggiungibili. I portali di Express, Le Parisien, France Inter e Mediapart non sono più disponibili e gli esperti temono che si tratti di un attacco […]

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Diversi siti di media francesi, tra cui Le Parisien, sono al momento non disponibili. Gli esperti temono si tratti di un attacco DDoS

Attualmente diversi siti d’informazione francesi non sono raggiungibili. I portali di Express, Le Parisien, France Inter e Mediapart non sono più disponibili e gli esperti temono che si tratti di un attacco hacker in risposta all’uccisione di Amedy Coulibaly e dei suoi compagni terroristi. Tutti i siti in questione si appoggiano alla piattaforma di web hosting Oxalide, che su Twitter ha confermato il disservizio senza specificarne la causa.

tweet Oxalide

 

I media francesi bloccati da un attacco DDoS

Stando a quanto riferisce Le Figaro, altri siti d’informazione che non hanno rapporti con Oxalide sono non raggiungibili. E’ possibile accedere alla homepage di questi portali ma link e rubriche sono inutilizzabili. Gli esperti sono convinti che il blackout sia stato causato da un attacco DDoS, utilizzato per sovraccaricare i server fino a bloccare il sito. Dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo e la morte di Coulibaly, il timore è che si tratti di hacker legati alla causa del terrorismo islamico.

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Larry Page di Google è il più influente del settore media https://www.datamanager.it/2014/12/larry-page-d-google-influente-settore-media/ Tue, 09 Dec 2014 16:20:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66446 Per il The Guardian, il CEO di Google Larry Page è la persona più influente del settore media davanti a Mark Zuckerberg (Facebook) e Tim Cook (Apple) Il quotidiano britannico The Guardian ha stilato la classifica dei 100 personaggi più influenti nel settore media nel 2014. Le prime posizioni sono ovviamente occupate dai colossi della […]

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Per il The Guardian, il CEO di Google Larry Page è la persona più influente del settore media davanti a Mark Zuckerberg (Facebook) e Tim Cook (Apple)

Il quotidiano britannico The Guardian ha stilato la classifica dei 100 personaggi più influenti nel settore media nel 2014. Le prime posizioni sono ovviamente occupate dai colossi della Silicon Valley. Il CEO di Google Larry Page sale sul gradino più alto del podio seguito da Mark Zuckerberg, co-fondatore di Facebook per la prima volta in classifica, e Tim Cook, il numero uno di Apple che ha accusato alcune aziende rivali di lucrare sulla privacy degli utenti. Il CEO di Amazon Jeff Bezos, che ha rivelato come lavorano i suoi robot magazzinieri, è invece in quinta posizione, seguito dall’amministratore delegato di Twitter Dick Costolo, che ha realizzato uno strumento per scoraggiare la condivisione di tweet molesti. Come sottolinea il The Guardian, sembra che lo scandalo Datagate che ha visto coinvolte molte delle aziende guidate dai manager in classifica non abbia scalfito il loro potere di influenzare il settore.

Per quanto riguarda i media tradizionali, la quarta casella è occupata da Tony Hall, direttore generale della BBC, mentre Rupert Murdock, numero uno del nuovo colosso della televisione europea Sky, è settimo.

La prima donna in classifica è incredibilmente la cantante Taylor Swift (10°).

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La Russia crea “Sputnik”: la voce alternativa all’Occidente https://www.datamanager.it/2014/11/russia-crea-sputnik-voce-alternativa-alloccidente/ Tue, 11 Nov 2014 18:29:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64708 La Russia ha creato Sputnik, una nuova piattaforma media (TV, web e radio) che si pone come voce alternativa alla propaganda occidentale La crisi in Ucraina ha reso più tesi i rapporti fra Russia e Occidente, tanto che la NASA ha sospeso quasi totalmente i rapporti con la sua omologa russa. Ieri il Cremlino, per […]

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La Russia ha creato Sputnik, una nuova piattaforma media (TV, web e radio) che si pone come voce alternativa alla propaganda occidentale

La crisi in Ucraina ha reso più tesi i rapporti fra Russia e Occidente, tanto che la NASA ha sospeso quasi totalmente i rapporti con la sua omologa russa. Ieri il Cremlino, per dare “una voce alternativa” alla propaganda statunitense ed europea, ha lanciato Sputnik, una piattaforma internazionale online e radiofonica dedicata all’informazione. Ad annunciare la novità è stato Dmitri Kisiliov, direttore dell’agenzia Rossia Sivodnia.

Sputnik: “Lottiamo contro la propaganda occidentale”

Sputnik, il cui motto è “Telling the untold” (Parliamo di ciò di cui non si parla), è disponibile per il momento in cinque lingue (arabo, russo, inglese, spagnolo, cinese) ma conta di crescere già a partire dall’anno prossimo. La piattaforma progetta di trasmettere 800 ore al giorno di contenuti radiofonici in 30 lingue diverse da 130 città di 34 Paesi nel mondo. L’obiettivo del nuovo colosso dei media russo, il cui nome riprende quello del primo satellite lanciato dall’URSS nel 1957, è quello di raggiungere i miliardi di persone “stanche della propaganda aggressiva che promuove un mondo unipolare e vuole punti di vista diversi”.

Il lancio di Sputnik è ritenuto da molti una mossa del premier Vladimir Putin per estendere la propaganda governativa anche all’estero. Già da qualche tempo il Cremlino, che ha assicurato che non si disconnetterà da Internet in caso di attacco informatico, sta cercando di creare un conglomerato media per contrastare l’informazione che arriva dall’Occidente.

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