New York Times – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:59:17 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png New York Times – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Apple News diventa un vero portale di notizie https://www.datamanager.it/2017/05/apple-news-diventa-un-vero-portale-notizie/ Mon, 29 May 2017 13:49:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=125680 Da aggregatore a produttore di contenuti: la piattaforma della Mela accoglie Lauren Kern, ex del New York Times Nell’estate del 2015 Apple lanciava News, la sua piattaforma di aggregazione notizie. Il progetto non è mai decollato del tutto, anche perché continua a latitare in certi paesi, Italia compresa. Inoltre, soffre la concorrenza di app simili, […]

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Da aggregatore a produttore di contenuti: la piattaforma della Mela accoglie Lauren Kern, ex del New York Times

Nell’estate del 2015 Apple lanciava News, la sua piattaforma di aggregazione notizie. Il progetto non è mai decollato del tutto, anche perché continua a latitare in certi paesi, Italia compresa. Inoltre, soffre la concorrenza di app simili, come Flipboard, che in tempi non sospetti si era lanciata nel mondo delle notizie ad-hoc per gli utenti, integrando la lettura pure con i social network. Apple News è però ancora una realtà su cui la compagnia punta parecchio. Per questo si è assicurata Lauren Kern, ex di lusso del New York Times, che dal 2 giugno si metterà al servizio dei progetti editoriali di Cupertino. “Non sono felice per la sua partenza – ha detto Adam Moss, direttore del magazine – ma sono convinto che saprà portare in Apple tutto il suo vigore giornalistico e una spiccata dote di intelligenza operativa”.

Come un giornale

Sin dal suo arrivo, Apple New si è posto come sistema per mettere assieme le fonti preferite e presentarle in una maniera ottimizzata per il cellulare. Quello che potrà cambiare con Kern sarà non solo l’organizzazione stessa dei contenuti e la loro scelta ma anche la produzione. Ad oggi non esiste un team editoriale dedicato di Cupertino ma aver puntato sull’ex del Times potrebbe rappresentare il primo passo verso una struttura del genere, più vicina alle logiche di una redazione che a quelle di una compagnia hi-tech. Il principale concorrente della Mela, Samsung, ha dato vita proprio a un progetto simile con Upday, che mette assieme fonti conosciute con articoli originali, prodotti da un team interno. Si tratta di una piattaforma integrata che si lega sia alle preferenze delle persone che all’uso del cellulare. Apple potrebbe intraprendere una stessa strada, senza troppe difficoltà.

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New York Times e Google insieme per la realtà virtuale https://www.datamanager.it/2015/10/new-york-times-e-google-insieme-per-la-realta-virtuale/ Thu, 22 Oct 2015 17:29:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=86556 Il New York Times trasmetterà documentari in realtà virtuale che potranno essere visionati tramite gli occhialini Cardboards di Google Il mondo dell’editoria sta vivendo una crisi globale da cui sembra difficile uscire e per gli addetti ai lavori è arrivato il momento di offrire qualcosa di nuovo ai propri lettori. Il New York Times ha […]

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Il New York Times trasmetterà documentari in realtà virtuale che potranno essere visionati tramite gli occhialini Cardboards di Google

Il mondo dell’editoria sta vivendo una crisi globale da cui sembra difficile uscire e per gli addetti ai lavori è arrivato il momento di offrire qualcosa di nuovo ai propri lettori. Il New York Times ha oggi stretto una partnership con Google per fornire contenuti in realtà virtuale. In particolare il quotidiano statunitense consentirà la visione di video 3D sul proprio smartphone grazie a Cardboard, il visore low cost in cartone sviluppato a Mountain View. Gli abbonati riceveranno gratuitamente gli occhialini di Google e all’inizio di novembre verrà lanciata un’app dedicata chiamata NYT VR. Il quotidiano della Grande Mela ha già stretto accordi con Google e Twitter per la condivisione rapida dei propri contenuti e partecipa al progetto Instant Articles di Facebook.

Nello specifico, il New York Times sfrutterà la tecnologia di Google per trasmettere documentari in realtà virtuale. Il primo filmato, realizzato in collaborazione Vrse, si chiama “Gli sfollati” e racconta il viaggio compiuto da tre bambini del Sudan per raggiungere l’Ucraina orientale e sfuggire da fame e guerra. “Abbiamo creato il primo, serio pezzo di giornalismo usando la realtà virtuale, per far luce su una delle crisi umanitarie più terribili dei nostri tempi”, ha dichiarato Dean Baquet, premio Pulitzer e direttore del New York Times.

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Il NYT attacca Steve Jobs: “Se fosse vivo meriterebbe il carcere?” https://www.datamanager.it/news/il-nyt-attacca-steve-jobs-se-fosse-vivo-meriterebbe-il-carcere-56020.html Mon, 05 May 2014 12:49:04 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/il-nyt-attacca-steve-jobs-se-fosse-vivo-meriterebbe-il-carcere/ Il New York Times si è chiesto se un redivivo Steve Jobs avrebbe potuto rischiare il carcere a causa dell’accordo per non rubarsi i dipendenti siglato dai big della Silicon Valley Il New York Times lancia un’accusa non troppo velata a Steve Jobs, il co-fondatore di Apple che aveva intenzione di iniziare una “guerra santa” […]

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Il New York Times si è chiesto se un redivivo Steve Jobs avrebbe potuto rischiare il carcere a causa dell’accordo per non rubarsi i dipendenti siglato dai big della Silicon Valley

Il New York Times lancia un’accusa non troppo velata a Steve Jobs, il co-fondatore di Apple che aveva intenzione di iniziare una “guerra santa” contro Android. Il quotidiano statunitense si è chiesto se la notizia di un accordo tra i big della Silicon Valley per mantenere bassi gli stipendi, promosso pare proprio da Jobs, non avrebbe potuto costargli il carcere se fosse ancora in vita.

Steve Jobs in manette

Il NYD ha sttolineato come il decreto Sherman Antitrust Act affermi che è illegale ogni “cospirazione” per limitare il commercio. Se l’Antitrust USA avesse voluto incriminare Jobs, che potrebbe essere interpretato da Leonardo di Caprio in un nuovo biopic, ciò avrebbe potuto significare “una multa o la reclusione non superiore ai 3 anni” per il luminare di Cupertino. Il quotidiano statunitense afferma anche che Jobs non era certamente un santarellino. Nel 2013 una sua e-mail aveva infatti confermato l’esistenza di un cartello degli e-book creato da Apple. In quell’occasione, la Mela aveva stretto accordi con alcune case editrici per mantenere alti i prezzi dei libri digitali ed escludere Amazon dal mercato.

“Ha sempre creduto che le regole che si applicavano alla gente comune non si applicavano a lui. – ha spiegato al NYT l’autore della biografia “Steve Jobs”, Walter Isaacson – Quello era il genio di Steve, ma anche la sua stranezza. Egli credeva di poter piegare le leggi della fisica e distorcere la realtà. Questo gli ha permesso di fare alcune cose incredibili, ma anche lui ha superato dei limiti”.

La maggior parte dei giuristi è comunque convinta che Jobs, che riteneva la Apple TV un pessimo affare, non sarebbe stato incriminato in quanto l’Antitrust si muove solo per casi veramente “eclatanti”.

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Negli USA i dottori googlano i pazienti https://www.datamanager.it/news/negli-usa-i-dottori-googlano-i-pazienti-52663.html Thu, 09 Jan 2014 18:00:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/negli-usa-i-dottori-googlano-i-pazienti/ Un medico statunitense ha confermato che è pratica comune fra i dottori ricercare tramite i motori di ricerca le informazioni sui pazienti che possono servire alla loro cura

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Un medico statunitense ha confermato che è pratica comune fra i dottori ricercare tramite i motori di ricerca le informazioni sui pazienti che possono servire alla loro cura

Nell’era di Internet i pazienti spesso preferiscono i consigli della Rete a quelli dei medici ma anche quest’ultimi non disdegnano il web per aiutarli nel proprio lavoro. La conferma arriva da Haider Javed Warraich, dottore del Beth Israel Deaconess medical center di Boston, che in un’intervista al New York Times ha affermato che spesso lui e i suoi colleghi utilizzano Google per cercare informazioni sui pazienti e individuare le diagnosi corrette.

I medici googlano i pazienti

La pratica di cercare in Rete le informazioni che i malati scelgono di non rivelare è piuttosto comune. “Lo fa la maggior parte dei medici che conosco”, ha spiegato Warraich. “Usare i motori di ricerca è naturale per la nostra generazione. Nel mio stato – ha continuato il dottore – i medici possono anche utilizzare un database specializzato per avere traccia di ogni farmacia dove un paziente ha preso i farmaci. Si tratta di uno strumento particolarmente utile quando si sospetta l’abuso di droghe”.

L’obiettivo delle ricerche è ovviamente quello di aiutare i pazienti nelle cure non certo violare la loro privacy. “Se l’unica ragione per cui un medico fa ricerche online è quella di raccogliere informazioni personali che i pazienti non vogliono condividere, allora è assolutamente la cosa sbagliata da fare”, ha concluso Warraich.

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Cina: Shanghai aperta a Facebook e Twitter https://www.datamanager.it/news/cina-shanghai-aperta-facebook-e-twitter-49929.html Tue, 26 Nov 2013 11:10:44 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/cina-shanghai-aperta-a-facebook-e-twitter/ La Cina permetterà l'accesso a Facebook, Twitter e New York Times nell'area di libero scambio di Shanghai dopo anni di blocco

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La Cina permetterà l’accesso a Facebook, Twitter e New York Times nell’area di libero scambio di Shanghai dopo anni di blocco

Il quotidiano South China Morning Post rivela che la Cina, che negli ultimi tempi stava sperimentando nuovi blocchi alla Rete, ha deciso di aprirsi ulteriormente all’Occidente permettendo l’accesso a piattaforme e portali stranieri nell’area di libero scambio di Shanghai. In una regione di 28,78 km2 nella regione di Pudong si potrà quindi accede a Facebook, Twitter e New York Times. La “Grande muraglia di fuoco” rimarrà comunque attiva nel resto del Paese.

Un’opportunità di espansione

La Cina ha sempre cercato di limitare l’ingresso di realtà straniere nel proprio mercato per favorire la crescita di prodotti autoctoni come Weibo. Ora però si apre una enorme possibilità di espansione per aziende come Twitter e Facebook, anche limitata in una zona specifica ma comunque ricca del Paese, che possono ora avvicinarsi ad un’utenza potenziale di 246 milioni di smartphone e tablet.  

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Aggiunte nuove funzioni ai Google Glass https://www.datamanager.it/news/aggiunte-nuove-funzioni-ai-google-glass-45032.html Tue, 12 Mar 2013 12:00:10 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/aggiunte-nuove-funzioni-ai-google-glass/ Gli occhiali hitech di Google avranno quotidiani integrati con lettura automatica e potranno condividere contenuti sui social network e ricevere notifiche. L’idea è di portare più app possibili su questo device

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Gli occhiali hitech di Google avranno quotidiani integrati con lettura automatica e potranno condividere contenuti sui social network e ricevere notifiche. L’idea è di portare più app possibili su questo device

Sergey Brin, co-fondatore di Google con Larry Page, considera gli smartphone già superati: il futuro sono i Google Glass. Ieri al SXSW, dove è stato presentato il prototipo delle smart shoes di Big G, sono state anche mostrate le nuove funzioni disponibili sugli occhiali per la realtà aumentata di Mountain View, che potranno essere acquistati per 1.500 dollari dai fortunati vincitori di un concorso negli USA.

Le nuove funzioni

I Google Glass, il cui sviluppo è in continuo divenire, potranno riconoscere le persone dai vestiti che indossano e permetteranno di leggere e-mail, ovviamente con account Google. Sulle lenti saranno visibili la foto del mittente del messaggio di posta e l’oggetto e si potrà rispondere dettando il testo. Si potranno condividere contenuti sui social network e ricevere notifiche grazie a Path. Il New York Times, recentemente attaccato da hacker cinesi, sarà integrato negli occhiali. Con un movimento del capo si potranno visualizzare le ultime news che potranno essere lette direttamente dai Google Glass. Infine, non ci sarà lo streaming video ma l’idea è quella di portare sugli smart glasses tutte le app preferite dagli utenti.

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L’Herald Tribune cambia nome e diventa International New York Times https://www.datamanager.it/news/lherald-tribune-cambia-nome-e-diventa-international-new-york-times-44641.html Tue, 26 Feb 2013 16:23:04 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/lherald-tribune-cambia-nome-e-diventa-international-new-york-times/ La New York Times Company, proprietaria del quotidiano, ha deciso di cambiare il nome della testata in "International New York Times". L'obiettivo è espandersi al di fuori degli USA con nuove sedi sparse per il mondo

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La New York Times Company, proprietaria del quotidiano, ha deciso di cambiare il nome della testata in “International New York Times”. L’obiettivo è espandersi al di fuori degli USA con nuove sedi sparse per il mondo

Dopo 125 anni il quotidiano International Herald Tribune cambierà nome e diverrà International New York Times. La New York Times Company, proprietaria unica del giornale dal 2003, ha deciso il cambiamento per dare un respiro più internazionale alla testata. 

Cambia il nome ma non solo quello

Per portare a compimento il progetto di espansione al di fuori degli Stati Uniti, la NYT Company creerà un sito web più adatto ai lettori stranieri e affiancherà alla storica sede di Parigi tre nuove redazioni a Hong Kong, Londra e New York. “Il NYT e la sua edizione internazionale, l’International Herald Tribune, sono da sempre conosciuti per la loro accuratezza. Il prossimo passo logico è stato avvicinare ancora di più questi grandi quotidiani” ha dichiarato oggi Arthur Sulzberger, presidente ed editore del New York Times, recentemente colpito da un attacco informatico.

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Hacker cinesi attaccano il Wall Street Journal dopo il NYT https://www.datamanager.it/news/hacker-cinesi-attaccano-il-wall-street-journal-dopo-il-nyt-43975.html Fri, 01 Feb 2013 19:45:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/hacker-cinesi-attaccano-il-wall-street-journal-dopo-il-nyt/ Il quotidiano economico statunitense ha subito un attacco informatico che sembra essere partito dalla Cina. E’ il secondo tentativo di hackeraggio a un giornale USA in pochi giorni, ma sembra sia una consuetudine

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Il quotidiano economico statunitense ha subito un attacco informatico che sembra essere partito dalla Cina. E’ il secondo tentativo di hackeraggio a un giornale USA in pochi giorni, ma sembra sia una consuetudine

Come se non bastasse l’attacco al New York Times, gli hacker cinesi hanno colpito anche il Wall Street Journal per poter controllare le notizie di carattere politico ed economico trattate dal quotidiano sull’area asiatica. Anche Bloomberg e Thomson Reuters hanno subito alcune offensive informatiche che però non sono andate a buon fine, almeno per gli hacker.

“Non ci sono prove”

I vertici politici cinesi, da sempre ostili a un web libero, affermano che non ci siano prove del coinvolgimento del loro Paese negli attacchi. “È da irresponsabili avanzare queste accuse senza prove solide – ha spiegato l’ambasciatore cinese negli USA Geng Shuang – Il governo cinese proibisce gli attacchi informatici e ha fatto tutto il possibile per combattere simili attività nel rispetto delle leggi nazionali”. Con toni più pacati, il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Hong Lei, ha ribadito il concetto: “È molto difficile presumere l’origine di un attacco informatico. Soprattutto è da irresponsabili farlo sulla base di semplici indiscrezioni”. Anche la Cina in effetti è stata colpita da attacchi informatici non meglio identificati e quindi pone l’accento sul fatto che prove vere e proprie che l’attacco sia opera di hacker al soldo del Governo non ce ne sono.

I giornalisti USA sanno di essere controllati

Dal 2008 negli Stati Uniti sono stati colpiti oltre 30 giornalisti, che ormai si sono rassegnati al fatto che la loro posta elettronica e le telefonate siano controllate da soggetti non meglio identificati. Peter Ford, presidente dell’Associazione stampa estera in Cina, ha spiegato: “Sono incidenti continui. Negli ultimi due anni, diversi dei nostri membri hanno denunciato ripetuti tentativi d’installare malware nei loro computer”.

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Hacker cinesi attaccano il New York Times per articolo su Wen Jiabao https://www.datamanager.it/news/hacker-cinesi-attaccano-il-new-york-times-articolo-su-wen-jiabao-43924.html Thu, 31 Jan 2013 11:07:10 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/hacker-cinesi-attaccano-il-new-york-times-per-articolo-su-wen-jiabao/ Dopo l’articolo del New York Times sul premier cinese Wen Jiabao è stato violato il sistema informatico del quotidiano. Gli autori dovrebbero essere hacker al soldo del Governo

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Dopo l’articolo del New York Times sul premier cinese Wen Jiabao è stato violato il sistema informatico del quotidiano. Gli autori dovrebbero essere hacker al soldo del Governo

Il sistema informatico del New York Times è sotto attacco da circa 4 mesi. Gli hacker, che si sospetta siano cinesi, hanno rubato numerose password.

Reazione all’articolo su Wen Jiabao

Il quotidiano riferisce che gli attacchi sono partiti nel periodo immediatamente successivo al 25 ottobre, giorno il cui era stato pubblicato un articolo che parlava delle indagini per corruzione riguardanti il premier cinese Wen Jiabao e alcuni suoi parenti, cosa che ha avvalorato la tesi che gli autori dell’attacco siano in effetti hacker prezzolati dal Governo di Pechino.

Il NYT si difende

Per sventare ulteriori attacchi, il quotidiano ha contattato alcuni esperti informatici per rendere più sicuro il proprio sistema. “Gli hacker cinesi hanno utilizzato dei metodi che i nostri consulenti hanno associato a quelli utilizzati dai militari cinesi, in passato, per penetrare nella rete del Times”, riferisce un portavoce del giornale statunitense.

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