posizionamento – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:00:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png posizionamento – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Ok il prezzo è giusto. Tool automatici per un e-commerce “ragionato” https://www.datamanager.it/2017/04/ok-prezzo-giusto-tool-automatici-un-commerce-ragionato/ Wed, 12 Apr 2017 12:47:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=122902 Nelle vendite online, il posizionamento del prezzo è fondamentale. Ma è possibile monitorare l’offerta dei concorrenti e decidere di conseguenza? Sì, se a pensarci è il software di Co-Guard La marginalità di un venditore online è legata al giusto posizionamento dei prezzi. Spesso pochi centesimi di euro possono fare la differenza in una piazza densa […]

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Nelle vendite online, il posizionamento del prezzo è fondamentale. Ma è possibile monitorare l’offerta dei concorrenti e decidere di conseguenza? Sì, se a pensarci è il software di Co-Guard

La marginalità di un venditore online è legata al giusto posizionamento dei prezzi. Spesso pochi centesimi di euro possono fare la differenza in una piazza densa di concorrenti e dove le distanze geografiche contano poco. Disporre di informazioni aggiornate sui prezzi praticati nel mondo reale è fondamentale anche per verificare che le politiche di distribuzione e rivendita di un determinato produttore siano rispettate. Ma come fare per procurarsi dati attendibili e soprattutto aggiornati se questi dati arrivano da una moltitudine disordinata di soggetti, che per di più pubblicano le informazioni di pricing senza seguire particolari regole o formati? A fronte dell’oggettiva difficoltà di mettersi a monitorare il comportamento di tutti i concorrenti sul mercato, una startup di Vimercate, nell’area metropolitana milanese, ha messo a punto un servizio B2B che gestisce questo monitoraggio in modo totalmente automatico, aggiungendo una ulteriore funzione innovativa: la possibilità di impostare un controllo dinamico altrettanto automatico dei propri prezzi, per restare allineati anche a fronte di cambiamenti molto repentini. Il servizio Co-Guard è stato ideato da Maurizio Romeo e da Marco Leone Ornago, per entrambi una solida esperienza di sviluppo web in ambito e-commerce, come liberi professionisti e partner di altre strutture. Co-Guard, racconta Ornago, un architetto prestato alla progettazione di siti, «nasce da una specifica esigenza di uno dei clienti con cui stavamo lavorando anni fa, proprietario di un sito di vendite online. C’è voluto tutto l’impegno del mio co-founder, la mente ingegneristica di Co-Guard, per mettere a punto un sistema che funziona in modo totalmente automatico, con enorme risparmio di tempo e risorse e con la possibilità di fotografare praticamente in tempo reale una situazione».

Monitoraggio e posizionamento

Perché è così importante conoscere i prezzi praticati dalla concorrenza e utilizzare questa informazione per posizionare i propri in modo corretto? «Per chi vende ci sono due obiettivi primari» – risponde Ornago. «Da un lato per ottimizzare le proprie vendite, quando ci si può permettere un prezzo un po’ più aggressivo. Ma vale anche l’esempio opposto: per massimizzare i margini, quando capita che il proprio posizionamento sia troppo basso. Tempo fa, un nostro cliente nel settore enologico, grazie a Co-Guard, ha scoperto che una sua etichetta aveva un prezzo medio inferiore del 16% rispetto alla concorrenza. Ha ritoccato il prezzo riducendo il gap al 6% e ha mantenuto la propria competitività con una marginalità superiore». L’idea originaria è talmente convincente da indurre i due neo-imprenditori a lanciarlo in modo autonomo sul mercato. Co-Guard nasce nel 2013 e un anno dopo, Smau seleziona la piccola società di Vimercate tra i candidati del concorso per le startup più innovative. Man mano che il sistema, erogato ovviamente “as a Service”, diventa più smart, veloce e affidabile, saltano fuori altri motivi per ricorrere al servizio di monitoraggio offerto da Ornago e Romeo. Uno è per esempio la sorveglianza sulla rete di distribuzione e rivendita di un vendor. Oltre a posizionarsi sul giusto livello di pricing, è molto importante verificare che il rivenditore rispetti i prezzi di listino o i prezzi suggeriti. In altre parole che non ci siano politiche di dumping, svendendo sottocosto, o margini troppo elevati dovuti a prezzi “fuori mercato”. Ci sono anche esigenze più marketing-oriented, sottolinea Ornago. «Per chiudere la panoramica sui possibili impieghi di questo servizio, tra i nostri clienti ci sono anche agenzie web che sviluppano campagne promozionali online. Quando si esce con questo tipo di iniziative, bisogna avere una fotografia molto dettagliata del mercato perché se un prodotto in offerta ha concorrenti molto aggressivi sarà difficile che la campagna abbia successo». Il monitoraggio con Co-Guard a volte fornisce indicazioni “in negativo”. «Ci sono stati casi di prodotti che sono stati definitivamente tolti dal catalogo perché non era possibile un posizionamento corretto».


#eCommerce verso il dynamic pricing con #CoGuard
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Che stanno facendo i tuoi competitor?

Nonostante l’apparente semplicità del concetto, la tecnologia alla base di Co-Guard è tutt’altro che banale. L’algoritmo di estrazione dei prezzi può essere adattato a qualsiasi pagina Web e nel tempo il motore si arricchisce di nuove funzionalità, come la possibilità di calcolare prezzi e costi di spedizione dei prodotti. Anche l’architettura cloud su cui è sviluppato Co-Guard è complessa, perché la mole di informazioni acquisite e ridistribuite tra i clienti, in tempo reale, non è trascurabile. «Non si deve pensare al classico servizio B2C di comparazione dei prezzi» – avverte Ornago. «In giro ce ne sono moltissimi e sono basati su modelli pubblicitari completamente diversi: i prezzi non sono per niente aggiornati». Co-Guard nasce in un contesto tipicamente B2B con un obiettivo che è anche culturale. Il sistema può essere adattato al monitoraggio di siti internazionali, in diverse lingue, ma il piccolo team guidato da Ornago e Romeo ha scelto di focalizzarsi sul mercato italiano perché il potenziale di crescita è più rilevante. «In Italia, l’e-commerce è ancora molto in ritardo rispetto ad altre nazioni. Altrove, strumenti come il nostro sono molto utilizzati. Il modello che abbiamo adottato permette anche agli operatori più piccoli di apprezzare i vantaggi della ottimizzazione del prezzo». La formula entry level consente per esempio di sorvegliare 250 URL con una spesa mensile di 49 euro, equivalenti per esempio al monitoraggio di venticinque prodotti su dieci siti concorrenti. «Un campione – assicura Ornago – che consente di avere una percezione molto reale di ciò che stanno facendo i competitor».

Verso il dynamic pricing

Co-Guard vanta anche nel dominio “business to business” alcuni elementi di unicità. Secondo Ornago esistono diversi servizi simili, ma solo il sistema made in Vimercate introduce il fattore dinamicità, consentendo per esempio di fissare degli “alert” sul superamento di determinate soglie di prezzo, associandoli alla variazione da apportare al prezzo nel catalogo dell’utilizzatore. Un primo passo verso il dynamic pricing applicato dai grandi nomi dell’e-commerce. Per il momento, conclude il co-fondatore di Co-Guard, le ambizioni di crescita della società, che finora è sempre riuscita a fare a meno di capitali esterni, restano confinate al mercato interno, dove peraltro c’è ancora parecchio lavoro da fare sul piano dell’evangelizzazione di determinati approcci tecnologici. È inevitabile però che la crescita della dimensione digitale del settore retail metta sempre più in evidenza il valore che certi strumenti possono rappresentare.

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Nuove accuse per Google: “Favorisce i suoi prodotti nelle ricerche” https://www.datamanager.it/2015/07/nuove-accuse-per-google-favorisce-i-suoi-prodotti-nelle-ricerche/ Wed, 01 Jul 2015 08:20:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=79804 Uno studio sponsorizzato da Yelp accusa Google di manipolare i risultati di ricerca per favorire i suoi prodotti. Big G risponde che lo studio è viziato Google da diversi anni è in conflitto con l’Unione Europea, che in più occasioni l’ha accusata di manipolare i risultati delle ricerche online per favorire i suoi prodotti a […]

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Uno studio sponsorizzato da Yelp accusa Google di manipolare i risultati di ricerca per favorire i suoi prodotti. Big G risponde che lo studio è viziato

Google da diversi anni è in conflitto con l’Unione Europea, che in più occasioni l’ha accusata di manipolare i risultati delle ricerche online per favorire i suoi prodotti a discapito di quelle dei concorrenti. Oggi, una ricerca sponsorizzata da Yelp e condotta da due ricercatori statunitensi, è arrivata alle stesse conclusione. Google sta coscientemente favorendo i suoi prodotti ponendoli nelle prime posizioni del suo motore di ricerca. In questo modo, afferma lo studio, gli utenti ottengono “risultati di qualità inferiore”.

Google altera le ricerche online?

Lo studio condotto da Tim Wu della Columbia Law School e da Michael Luca della Harward Business School, ha riguardato 2.690 volontari intenti ad effettuare ricerche online sulla piattaforma di Google. Il campione è stato diviso in due. Al primo gruppo sono stati mostrati i risultati forniti da Big G mentre al secondo è stata sottoposta una lista di servizi che comprendeva anche quelli di Yelp e di altri competitor come Expedia e TripAdvisor. Il risultato è stato che il 45% del campione era più propenso a cliccare i link con una scelta più variegata.

Google risponde a Yelp

La risposta di Mountain View alle accuse non si è fatta attendere. Big G ritiene che i ricercatori si siano basati su una “metodologia viziata” che ha tenuto conto di un numero di risultati poco rilevante. “Negli ultimi 5 anni – si legge in una nota di un portavoce di Google riportata dal New York Times – Yelp ha sottoposto queste discussioni alle autorità di regolamentazione e ha chiesto un suo migliore piazzamento tra i risultati delle ricerche. Quest’ultimo studio si basa su una metodologia viziata che si concentra sui risultati per appena una manciata di ricerche”.

Nel frattempo, il colosso del web è in attesa del responso dell’indagine dell’antitrust Ue per abuso di posizione dominante. Ad aprile Bruxelles ha infatti ufficializzato l’apertura di un’inchiesta in merito al posizionamento sul motore di ricerca di Mountain View. Google, per bocca del suo Senior Vice President per Google Search, Amit Singhal, si era difesa affermando che “le persone possono accedere alle informazioni in modi molto diversi ed è provato che le pretese ai danni dei consumatori e ai concorrenti non centrano il bersaglio”.

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Apple acquisisce Coherent Navigation per migliorare Maps https://www.datamanager.it/2015/05/apple-acquisisce-coherent-navigation-per-migliorare-maps/ Mon, 18 May 2015 15:01:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74987 Apple ha acquisito Coherent Navigation, startup che sfrutta un sistema GPS innovativo e più accurato Apple da anni sta cercando di colmare il gap nei confronti di Google in materia di mappe e geolocalizzazione. Maps è molto meno accurato ed affidabile di Google Maps e l’azienda di Cupertino ha quindi proceduto ad una serie di […]

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Apple ha acquisito Coherent Navigation, startup che sfrutta un sistema GPS innovativo e più accurato

Apple da anni sta cercando di colmare il gap nei confronti di Google in materia di mappe e geolocalizzazione. Maps è molto meno accurato ed affidabile di Google Maps e l’azienda di Cupertino ha quindi proceduto ad una serie di acquisizioni per migliorarlo. L’ultima in ordine di tempo è quella di Coherent Navigation, startup californiana che lavora nell’ambito delle tecnologie GPS. L’operazione comunque non esclude un possibile acquisto da parte della Mela delle mappe HERE di Nokia, che hanno già raccolto un discreto numero di acquirenti.

Apple sfrutterà Coherent Navigation per le Apple Car?

Coherent Navigation sfrutta un sistema chiamato iGPS per combinare i normali segnali GPS con quelli del sistema satellitare a bassa quota Iridium. Questa tecnologia offre una minore sensibilità alle interferenze e un’accuratezza nelle rilevazioni nell’ordine dei centimetri. Apple in realtà collabora con Coherent Navigation già da diverso tempo. Il sito della startup è offline da mesi e alcune sue figure chiave già partecipano ai progetti di Cupertino. Il CEO Paul Lego è entrato nel team di sviluppo di Maps mentre i co-fondatori William Bencze e Brett Ledvina lavorano come ingegneri nel divisione per localizzazione e posizionamento.

L’acquisizione di Coherent Navigation è sicuramente indirizzata al miglioramento delle mappe ma potrebbe anche servire allo sviluppo del software di comando delle Apple Car. La Mela sta progettando una propria vettura senza conducente in alcuni laboratori segreti e in questi giorni ha incontrato il presidente di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, per discutere del futuro del settore automotive.

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Microsoft premia su Bing i siti mobile friendly https://www.datamanager.it/2015/05/microsoft-premia-su-bing-i-siti-mobile-friendly/ Fri, 15 May 2015 17:29:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74918 Microsoft segue le orme di Google e premia su Bing i siti ottimizzati per il mobile con una migliore posizione nei risultati Nel corso degli anni il mobile ha assunto un’importanza vitale per le aziende del web. Il numero di connessioni da smartphone e tablet è infatti cresciuto esponenzialmente mentre il mercato desktop vive una […]

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Microsoft segue le orme di Google e premia su Bing i siti ottimizzati per il mobile con una migliore posizione nei risultati

Nel corso degli anni il mobile ha assunto un’importanza vitale per le aziende del web. Il numero di connessioni da smartphone e tablet è infatti cresciuto esponenzialmente mentre il mercato desktop vive una crisi che sembra non avere fine. Alla luce di questo trend, Microsoft ha modificato l’algoritmo di posizionamento sul proprio motore di ricerca Bing per premiare i siti mobile friendly.

Microsoft dà maggiore visibilità ai siti mobile friendly

Microsoft, il cui sistema operativo Windows 10 non sarà l’ultimo ad essere rilasciato, metterà nelle prime posizioni fra i risultati di Bing i portali che dimostreranno di essere ottimizzati per il mobile. Al contrario, i siti che non sono adatti ad una lettura su smartphone e tablet avranno minore visibilità. L’azienda di Redmond comunque sottolinea che i risultati più rilevanti saranno nelle migliori posizioni anche nel caso rimandino a siti non ottimizzati. La novità diverrà effettiva “nei prossimi mesi” ma già oggi Bing contrassegna i siti mobile friendly con la scritta “compatibile con dispositivi mobili”.

Con queste iniziativa Microsoft ha seguito la guida già da tracciata da Google, che dal 21 aprile premia i siti ottimizzati per il mobile sul proprio motore di ricerca. La mosse di Big G, che ha diffuso i dati sul diritto d’oblio ad un anno dalla sentenza Ue, è la naturale reazione alle ultime statistiche sul traffico web. Qualche giorno fa infatti le ricerche online su mobile hanno superato quelle da PC in diversi Paesi chiave.

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Procede la realizzazione di Galileo, il GPS europeo https://www.datamanager.it/2015/03/procede-la-realizzazione-di-galileo-il-gps-europeo/ Mon, 30 Mar 2015 14:05:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=72402 L’Esa ha spedito con successo nello spazio due nuovi satelliti appartenenti al sistema di navigazione e posizionamento europeo Galileo Molto presto l’Europa avrà un proprio sistema di posizionamento e navigazione satellitare e potrà staccarsi dal GPS statunitense e dal Glonass russo. L’Esa ha lanciato con successo due nuovi satelliti appartenenti alla rete di comunicazione Galileo, […]

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L’Esa ha spedito con successo nello spazio due nuovi satelliti appartenenti al sistema di navigazione e posizionamento europeo Galileo

Molto presto l’Europa avrà un proprio sistema di posizionamento e navigazione satellitare e potrà staccarsi dal GPS statunitense e dal Glonass russo. L’Esa ha lanciato con successo due nuovi satelliti appartenenti alla rete di comunicazione Galileo, attualmente composta da 6 unità. L’intero sistema dovrebbe essere completato nel 2020 con 24 satelliti funzionanti e 6 di riserva ma la Commissione europea conta di dare il via ai primi servizi già a partire dal 2016. Il progetto Galileo ha visto un’elevata partecipazione italiana con diverse aziende di Finmeccanica. Ad esempio, Thales Alenia Space, che ha presentato a Torino il primo vettore dell’Agenzia spaziale europea,  ha il ruolo di supportare dal punto di vista industriale la progettazione, l’integrazione e la validazione del sistema. “Questo lancio ci porta un passo più vicino ad un sistema di navigazione satellitare globale europeo” ha commentato il commissario Ue all’Industria Elzbieta Bienkowska.

In passato l’avanzare dei lavori di realizzazione del progetto Galileo non è sempre andato liscio come l’Esa sperava. In agosto il missile Soyuz che doveva trasportare due satelliti è esploso poco dopo aver la lasciato la rampa di lancio distruggendo il suo carico.

(Photo Credits Esa)

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Il Parlamento Ue vota sì allo scorporo di Google https://www.datamanager.it/2014/11/parlamento-ue-vota-si-scorporo-google/ Thu, 27 Nov 2014 19:00:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65811 Il Parlamento Ue approva la risoluzione non vincolante per dividere le ricerche di Google dalla pubblicità. La palla passa alla Commissione Da Bruxelles arriva un duro colpo al modello commerciale di Google in Europa. Big G è da anni in conflitto con l’Unione Europea e gli editori, che lo accusano di abuso di posizione dominante […]

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Il Parlamento Ue approva la risoluzione non vincolante per dividere le ricerche di Google dalla pubblicità. La palla passa alla Commissione

Da Bruxelles arriva un duro colpo al modello commerciale di Google in Europa. Big G è da anni in conflitto con l’Unione Europea e gli editori, che lo accusano di abuso di posizione dominante in materia di ricerche online in quanto favorirebbe i suoi servizi a discapito della concorrenza. In passato l’ex commissario Antitrust Joaquin Almunia aveva tentanto di raggiungere un accordo con l’azienda di Mountain View ma alla fine aveva ceduto alle pressioni esterne e aveva minacciato il colosso del web di gravi sanzioni.

Negli Stati Uniti, un giudice ha confermato che Google possa scegliere senza particolari limitazioni come effettuare il posizionamento dei link ma oggi il Parlamento Ue ha votato con larga maggioranza una risoluzione non vincolante per ridurre lo spazio di manovra di Big G in materia di ricerche online.

Parlamento Ue: “Motore di ricerca e pubblicità vanno separati”

La risoluzione votata dal Parlamento Ue prevede lo scorporo dell’attività di motore di ricerca di Google da quelle commerciali, in particolare la pubblicità. Nonostante le pressioni provenienti dagli Stati Uniti, il documento è stato approvato con 384 voti favorevoli, 176 contrari e 56 astenuti. Il provvedimento, se otterrà il benestare della commissione Antitrust, metterà a serio rischio le attività di Google in Europa. In sostanza il motore di ricerca non potrà più utilizzare i dati raccolti dagli utenti a scopo pubblicitario.

Dopo il voto, il Parlamento Ue ha chiesto alla Commissione di “considerare di fare proposte per la separazione dei motori di ricerca da altri servizi commerciali” e “di fare in modo da impedire ogni abuso nel marketing di servizi correlati da parte di operatori di motori di ricerca”. “L’indicizzazione, la valutazione, la presentazione e il ranking da parte dei motori di ricerca  – continua l’esecutivo europeo  – devono essere imparziali e trasparenti”.

Antitrust Ue: “La decisione su Google non sarà influenzata dalla politica”

Nonostante le pressioni del Parlamento Ue il nuovo commissario Antitrust, Margrethe Vestager, ha confermato tramite il suo portavoce ufficiale che la decisione sulla questione non sarà influenzata dalla politica: “È importante notare che l’applicazione della legge dell’Antitrust Ue deve restare indipendente dalla politica. Inoltre è obbligo della Commissione rispettare i diritti di tutte le parti e restare neutrale e giusta: questi sono valori cruciali della legge sulla Concorrenza”.

La Verstager, ha continuato il portavoce, “crede che l’indagine dell’Antitrust debba restare limitata a quelle che possono essere chiaramente identificate come questioni che riguardano la concorrenza” e “ha già detto al Parlamento europeo che per portare avanti questa indagine ha bisogno di tempo per formare il proprio punto di vista e decidere i passi successivi”.

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Gli USA difendono Google: “L’Ue lasci fuori la politica” https://www.datamanager.it/2014/11/gli-usa-difendono-google-lue-lasci-fuori-politica/ Wed, 26 Nov 2014 14:39:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65727 Gli Stati Uniti chiedono che la politica sia lasciata fuori dal voto sulla proposta di scorporo di Google avanzata dal Parlamento europeo Da anni l’Unione Europea è ai ferri corti con Google. Il colosso di Mountain View è stato in più occasioni accusato di abuso di posizione dominante nell’ambito delle ricerche perché favorirebbe i suoi […]

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Gli Stati Uniti chiedono che la politica sia lasciata fuori dal voto sulla proposta di scorporo di Google avanzata dal Parlamento europeo

Da anni l’Unione Europea è ai ferri corti con Google. Il colosso di Mountain View è stato in più occasioni accusato di abuso di posizione dominante nell’ambito delle ricerche perché favorirebbe i suoi servizi a discapito di quelli dei concorrenti. L’ex commissario antitrust, Joaquin Almunia, aveva minacciato sanzioni nei confronti di Big G se non avesse cambiato i suoi criteri di posizionamento dei link e ora il Parlamento Ue chiede lo scorporo delle sue attività di advertising e di ricerca. Oltreoceano la proposta di Bruxelles non è stata accolta con favore.

USA: “La decisione su Google non diventi politica”

La missione USA in Europa ha espresso la sua preoccupazione sulla proposta di risoluzione che spinge per la separazione di Google Search dalle altre attività commerciali di Mountain View. “È importante che il processo per l’identificazione di danni competitivi e rimedi possibili sia basato su fatti oggettivi e imparziali e non sia politicizzato”, sostengono i funzionari statunitensi.

Il voto finale sulla questione arriverà giovedì ma il Financial Times rivela che il nuovo commissario europeo per l’economia e la società digitali, Günther Oettinger, pare sia restio ad accettare la proposta del Parlamento Ue nonostante non approvi la politica di Google in Europa. Senza il parere favorevole della Commissione la proposta non potrà diventare legge.

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Il Parlamento Ue punta a scorporare Google https://www.datamanager.it/2014/11/parlamento-ue-punta-scorporare-google/ Mon, 24 Nov 2014 17:59:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65511 Il Parlamento europeo propone di imporre la separazione fra Google e l’attività di ricerche online per ridare concorrenza al settore Con una mossa clamorosa, il Parlamento europeo potrebbe concludere la diatriba fra Google e gli organi continentali. Big G è stato accusato di abuso di posizione dominante nell’ambito delle ricerche perché favorirebbe i proprio servizi […]

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Il Parlamento europeo propone di imporre la separazione fra Google e l’attività di ricerche online per ridare concorrenza al settore

Con una mossa clamorosa, il Parlamento europeo potrebbe concludere la diatriba fra Google e gli organi continentali. Big G è stato accusato di abuso di posizione dominante nell’ambito delle ricerche perché favorirebbe i proprio servizi a discapito di quelli dei concorrenti. L’azienda di Mountain View, che in Spagna è costretta a subire una legge costruita per limitarne l’azione, aveva quindi spedito a Bruxelles una proposta per risolvere la situazione ma questa non sembrava aver convinto l’ex commissario Antitrust Joaquin Almunia, che aveva minacciato dure sanzioni nei confronti del colosso del web.

Secondo quanto riporta il Financial Times, il Parlamento europeo ha preparato un bozza in cui propone la divisione fra il settore advertising e Google Search per salvaguardare la concorrenza del mercato.

Il Parlamento Ue vuole indebolire Google

Nella bozza di risoluzione, il Parlamento Ue esprime l’intenzione di creare “un pacchetto di diversi motori di ricerca” a livello nazionale per far sì che colossi internazionali come Google, che non viene mai menzionato direttamente nel documento, possano approfittare del loro stato “apolide”. L’idea è di separare l’aspetto pubblicitario da quello delle ricerche online o di imporre lo scorporo dell’azienda in diverse filiali autonome a livello di nazione.

Negli USA un giudice ha stabilito che sulla base del primo emendamento, che sancisce la libertà di parola nella Costituzione statunitense, Google ha piena libertà in merito al posizionamento dei link all’interno del proprio motore di ricerca. In Europa sono invece nate diverse correnti, supportate dagli editori, che vogliono indebolire il monopolio di Google. Ora pare che il Parlamento Ue (Partito Popolare e Socialista) e diversi governi, in particolare Germania e Francia, stiano facendo pressioni sul nuovo commissario digitale, Günther Oettinger, affinché trovi un escamotage per imporre a Google un regime fiscale molto meno agevolato. Senza il parere positivo della Commissione, che regola le norme legislative a livello continentale, il Parlamento non può infatti imporre la separazione fra l’attività commerciale di Big G e le ricerche. Il voto finale sulla questione dovrebbe arrivare il prossimo 27 novembre.

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Google: il posizionamento è a sua discrezione https://www.datamanager.it/2014/11/google-posizionamento-sua-discrezione/ Wed, 19 Nov 2014 19:00:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65263 Un giudice californiano ha stabilito che la politica di posizionamento di Google è protetta dal primo emendamento e quindi è a sua discrezione Mentre nel Vecchio Continente Google deve affrontare un’infinita battaglia con l’Unione Europea per il posizionamento dei siti sul suo motore di ricerca, negli Stati Uniti un giudice californiano ha sancito che Big G […]

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Un giudice californiano ha stabilito che la politica di posizionamento di Google è protetta dal primo emendamento e quindi è a sua discrezione

Mentre nel Vecchio Continente Google deve affrontare un’infinita battaglia con l’Unione Europea per il posizionamento dei siti sul suo motore di ricerca, negli Stati Uniti un giudice californiano ha sancito che Big G possa decidere senza particolari restrizioni come organizzare i link su Google Search. Il magistrato Ernest H. Goldsmith della San Francisco Superior Court ha stabilito che sulla base del primo emendamento, che regola la libertà di parola nella costituzione americana, l’azienda di Mountain View può scegliere a sua discrezione come mostrare i risultati di ricerca senza alcun abuso di posizione dominante.

Il posizionamento di Google è protetto dalla libertà di parola

La sentenza, datata 13 novembre e riportata dal sito Gigaom.com, nasce dal caso di CoastNews. Il sito di informazione affermava che Google poneva deliberatamente i suoi link in fondo ai risultati di ricerca nonostante su altri motori come Bing e Yahoo!, che ha recentemente acquisito BrightRoll, apparissero nelle prime posizioni. CoastNews era arrivata addirittura a sostenere che Big G tentasse in questo modo di eliminare un potenziale concorrente. Google ha risposto alle accuse con una pratica chiamata “anti-SLAPP”, un’azione giuridica volta a bloccare sul nascere le cause che riguardano la libertà di parola. Il giudice Goldsmith ha accolto l’istanza di Mountain View e ha confermato che le tecniche di posizionamento scelte da Big G sono correlate ad “un’attività costituzionalmente protetta”.

Questa inedita sentenza potrebbe avere effetto anche sulla posizione di Google in Europa, che da anni è accusata dagli editori di privilegiare i suoi servizi nell’ambito delle ricerche.

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Spinger si accorda con Google sui contenuti https://www.datamanager.it/2014/11/spinger-si-accorda-google-sui-contenuti/ Thu, 06 Nov 2014 15:05:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64432 Springer, l’ultimo degli editori che chiedeva a Google di essere pagato per apparire sul motore di ricerca, si accorda con Big G Come è successo agli editori francesi anche quelli tedeschi alla fine si sono arresi a Google. I media teutonici si erano ribellati a Big G chiedendo all’Ue di non accettare la proposta sul […]

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Springer, l’ultimo degli editori che chiedeva a Google di essere pagato per apparire sul motore di ricerca, si accorda con Big G

Come è successo agli editori francesi anche quelli tedeschi alla fine si sono arresi a Google. I media teutonici si erano ribellati a Big G chiedendo all’Ue di non accettare la proposta sul nuovo sistema di posizionamento dei siti da parte di Mountain View. Inoltre, gli editori pretendevano di essere pagati per apparire nelle ricerche di Google Search. Dopo un lungo tira e molla, anche l’ultimo dei ribelli si è arreso a Google.

Gli editori si arrendono a Google

Google nelle scorse settimane aveva ridotto sommari, stralci dei testi ed eventuali immagini di presentazione di 170 siti di quotidiani tedeschi per spingerli a cercare un accordo. La prova di forza dell’azienda di Mountain View ha avuto un effetto devastante sugli affari degli editori ribelli, che sono stati quindi costretti a scendere a patti. Spinger, che cura la pubblicazione di testate importanti come Bild e Weldt, ha confermato di aver avuto un calo degli accessi da Google Search pari al 40% e addirittura dell’80% da Google News.

L’ultimo in ordine di tempo a capitolare è stato proprio Spinger, che alla fine ha concesso a Google la possibilità di ripubblicare i suoi contenuti online gratuitamente.

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