R1 – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 31 Mar 2022 13:52:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png R1 – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Provincia di Pavia, digitalizzazione per lo smartworking grazie a VMware e R1Group https://www.datamanager.it/2022/03/provincia-di-pavia-digitalizzazione-per-lo-smartworking-grazie-a-vmware-e-r1group/ Thu, 31 Mar 2022 13:52:00 +0000 https://www.datamanager.it/?p=217889 Sono 120 i dipendenti a cui l’Ente ha dato la possibilità di lavorare da casa grazie al progetto, che migliora la produttività e l’equilibrio tra vita privata e vita professionale, riducendo per molti il lungo tempo di percorrenza casa-ufficio Riuscire a mantenere un alto standard di produttività ed efficienza attraverso il lavoro da remoto durante […]

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Sono 120 i dipendenti a cui l’Ente ha dato la possibilità di lavorare da casa grazie al progetto, che migliora la produttività e l’equilibrio tra vita privata e vita professionale, riducendo per molti il lungo tempo di percorrenza casa-ufficio

Riuscire a mantenere un alto standard di produttività ed efficienza attraverso il lavoro da remoto durante la pandemia: questo è l’obiettivo raggiunto dalla Provincia di Pavia che, attraverso la consulenza di R1 Group e le soluzioni VMware, è riuscita a permettere a 120 dipendenti di lavorare da casa, in smartworking o in telelavoro svincolati dalla localizzazione per lo svolgimento della propria professione. Oggi opera su una piattaforma di lavoro flessibile e intelligente, è più agile, più efficiente e più produttiva, in grado di accelerare la sua trasformazione digitale e di confermarsi tra gli Enti più innovativi d’Italia.

La Direzone ITC della Provincia aveva la necessità di trovare una soluzione che permettesse l’utilizzo da remoto delle workstation CAD presenti nell’ufficio tecnico e una soluzione VDI in grado di offrire un desktop virtuale a tutti i dipendenti, in modo da garantirne la continuità lavorativa. Si è affidata a R1 Group, che è partner di VMware da molti anni, che offre una combinazione di servizi di consulenza, integrazione di sistemi, servizi gestiti e servizi cloud.

R1 Group ha messo a disposizione della Provincia di Pavia la propria esperienza nell’integrazione di sistemi e i propri servizi di consulenza e progettazione per ripensare le modalità di lavoro e, attraverso l’esperienza agile, ha garantito la produttiva lavorativa, la collaborazione tra team remoti e la business continuity.

Un singolo spazio di lavoro digitale

La soluzione perfetta per rispondere alle esigenze della Provincia è stata identificata nella piattaforma VMware Horizon 7, che consente di distribuire in modo sicuro desktop e applicazioni virtuali attraverso una singola VDI e mediante una piattaforma di virtualizzazione delle applicazioni che i lavoratori possono utilizzare ovunque.

È stato creato un cluster dedicato composto da 4 nodi VxRail E Series Node che ha consentito un alto livello di affidabilità dell’hardware anche in caso di guasto di un intero nodo del cluster, non solo in termini di continuità operativa ma anche di efficienza. La soluzione VMware Horizon ha permesso, inoltre, una profilatura delle scrivanie virtuali, con la creazione di diverse golden image dipendenti dal dipartimento di riferimento.

La soluzione scelta ha consentito al team IT di Provincia di Pavia di migliorare la qualità del lavoro del personale e di introdurre un accesso in mobilità al sistema.

“Grazie a questa soluzione di digital workspace abbiamo risposto a tre esigenze fondamentali: facilità di accesso, scalabilità e sicurezza” ha affermato Andrea Buscaglia, Responsabile IT della Provincia di Pavia, che ha aggiunto “è possibile accedere a tutte le risorse dell’ente come in ufficio”.

La Vicepresidente della Provincia di Pavia, Daniela Bio, ha sottolineato che il progetto “rappresenta un passo in avanti a cui sicuramente non possiamo più rinunciare. Il nostro obiettivo è il futuro e quindi diventare sempre più performanti, migliorando le nostre capacità e i nostri sistemi”.

Grazie a questo progetto, Provincia di Pavia è un esempio perché  si distingue fra gli enti locali nel settore pubblico e determina un generale ripensamento delle modalità di lavoro, che va oltre la necessità del periodo emergenziale dovuto a Covid-19. Il lavoro intelligente sta avendo un impatto importante sui tempi di trasferimento da e verso il luogo di lavoro e sta garantendo una qualità di vita migliore ai collaboratori.

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Smartworking nella PA romana grazie a VMware e R1 Group https://www.datamanager.it/2020/04/smartworking-nella-pa-romana-grazie-a-vmware-e-r1-group/ Tue, 07 Apr 2020 08:44:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=198049 Attraverso l’implementazione di VMware Horizon 7 da parte di R1 Group e VMware, Città metropolitana di Roma Capitale ha creato un regolamento intelligente per le procedure operative, che consente al personale di lavorare da casa una volta alla settimana Città metropolitana di Roma Capitale deve amministrare un’ampia area territoriale, composta da 121 comuni e 4,5 […]

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Attraverso l’implementazione di VMware Horizon 7 da parte di R1 Group e VMware, Città metropolitana di Roma Capitale ha creato un regolamento intelligente per le procedure operative, che consente al personale di lavorare da casa una volta alla settimana

Città metropolitana di Roma Capitale deve amministrare un’ampia area territoriale, composta da 121 comuni e 4,5 milioni di cittadini, gestendo, tra le tante, istituti scolastici, trasporti, biblioteche e parchi. Diverse attività sono ancora associate a processi burocratici basati su supporti cartacei. Il sistema è inoltre soggetto a costanti pressioni relative a questioni di budget.

Un compito non facile, che ha posto Città metropolitana di Roma Capitale di fronte all’esigenza di avviare un percorso di trasformazione digitale, non senza dover affrontare sfide complesse. Per farlo aveva bisogno di trasformare alcune prassi burocratiche datate e rigide e di aprirsi anche alla creazione di nuove modalità di lavoro agile. La sfida è stata tanto culturale quanto tecnica. Molti dipendenti che ricoprono posizioni dirigenziali lavorano nell’azienda da dieci o venti anni, motivo per cui i cambiamenti possono richiedere tempo per realizzarsi. Era importante quindi che qualunque soluzione implementata fosse semplice da adottare per tutti gli utenti.

L’esigenza di un percorso di trasformazione digitale

Per questo ambizioso progetto, Città metropolitana di Roma Capitale si è affidata a R1 Group, che è partner di VMware da molti anni, che offre una combinazione di servizi di consulenza, integrazione di sistemi, servizi gestiti e servizi cloud.

Insieme a VMware e R1 Group, Città metropolitana di Roma Capitale ha ripensato le modalità di lavoro e, con l’esperienza agile, ha migliorato l’equilibrio tra vita lavorativa e vita personale, incoraggiando la collaborazione tra team remoti, migliorando l’efficienza e riducendo l’impatto verso l’infrastruttura di trasporto della città.

Alla guida del programma di trasformazione digitale con il progetto “Soft mobility, smart working” c’è Stefano Iacobucci, CIO di Città metropolitana di Roma Capitale. “Abbiamo analizzato il mercato alla ricerca della soluzione migliore, valutando svariate opzioni e identificando in VMware Horizon 7 quella migliore per le nostre esigenze. All’interno dell’azienda ritenevamo di essere già in possesso delle capacità necessarie per utilizzare la soluzione di VMware”, spiega Iacobucci. “Assieme al nostro partner,  R1 Group, abbiamo creato l’infrastruttura e le necessarie personalizzazioni”.

Un singolo spazio di lavoro digitale

VMware Horizon 7, la piattaforma leader per desktop e applicazioni virtuali, fornisce agli utenti tutti i desktop virtuali, le applicazioni e i servizi online attraverso un singolo spazio di lavoro digitale. La soluzione scelta consente al team IT di Iacobucci di implementare desktop virtuali o remoti, con le relative applicazioni, attraverso una singola VDI e mediante una piattaforma di virtualizzazione delle applicazioni.

Ciò contribuisce a ottimizzare la gestione del progetto, permettendo al contempo a Città metropolitana di Roma Capitale di aggiungere nuovi utenti con la massima semplicità. Inoltre, consente di allocare le risorse in maniera dinamica, in termini di storage virtuale, potenza di elaborazione virtuale e servizi di rete virtuali e semplificare i processi di gestione e ridurre i costi.

L’ente capitolino sta adottando un approccio per fasi. Adottando l’infrastruttura desktop virtuale è stato possibile creare un ambiente di smart working, con la migrazione di 200 membri del personale nella prima fase del progetto e altri 200 nell’anno successivo, per arrivare ad avere entro un anno tutto il team di 1.200 persone su VMware Horizon 7.

Un cambiamento di prospettiva nell’organizzazione del lavoro

Grazie a questo progetto, Città metropolitana di Roma Capitale svolge un ruolo di modello positivo che influenza le attività di lavoro intelligente nel settore pubblico, soprattutto in un momento che, a causa dell’emergenza Covid-19, impone un generale ripensamento delle modalità di lavoro. Il lavoro intelligente sta avendo un impatto importante sui tempi di trasferimento da e verso il luogo di lavoro. Un maggior numero di dipendenti che lavorano da casa si traduce in meno volumi di traffico sulle strade. Iacobucci afferma che una volta che tutti i 1.200 dipendenti saranno migrati sulla piattaforma Horizon 7, sarà possibile notare un’ulteriore differenza in termini di riduzione del congestionamento del traffico.

Iacobucci conclude: “Il successo conseguito dalla piattaforma di lavoro agile dimostra la capacità di Città metropolitana di Roma di intraprendere programmi IT di ampia portata. Ciò accresce il livello di fiducia di aziende e utenti nei progetti futuri. Sono lieto di aver implementato un progetto che ha notevole rilevanza sotto il profilo sociale e della produttività, e che offre al contempo anche un ritorno economico. Una migliore gestione e maggiore efficienza si traducono anche in riduzione dei costi. Il successo dei progetti di lavoro intelligente costituisce la base per dare una spinta al più ampio progetto di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione italiana”.

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Coronavirus, la risposta di R1 Group per contrastare il liquidity crunch: garantiti crediti e continuità contratti https://www.datamanager.it/2020/04/coronavirus-la-risposta-di-r1-group-per-contrastare-il-liquidity-crunch-garantiti-crediti-e-continuita-contratti/ Wed, 01 Apr 2020 15:05:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=197906 R1 Group risponde all’appello di Camere di Commercio, Ordini professionali, associazioni di categoria. Stoppaccioli: “Vogliamo sostenere chi nel tempo ci ha aiutati nel nostro lavoro” R1 Group esprime vicinanza a tutti i suoi fornitori e, grazie a risorse proprie ed alla sua capacità produttiva, garantisce la piena continuità aziendale anche in questo momento di emergenza […]

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R1 Group risponde all’appello di Camere di Commercio, Ordini professionali, associazioni di categoria. Stoppaccioli: “Vogliamo sostenere chi nel tempo ci ha aiutati nel nostro lavoro”

R1 Group esprime vicinanza a tutti i suoi fornitori e, grazie a risorse proprie ed alla sua capacità produttiva, garantisce la piena continuità aziendale anche in questo momento di emergenza nazionale.

Tutti i fornitori di R1 S.p.A. e delle società del Gruppo (R1 S.p.A. ,Eurome, gway, Cyber-Bee, R1 Lease e Trice) saranno pagati nei tempi e tutti i contratti in essere saranno regolarmente onorati nel rispetto delle date di scadenza, al fine di contrastare i rischi del liquidity crunch.

“Siamo tutti storditi dall’emergenza sanitaria e preoccupati dalle ripercussioni economiche – afferma Giancarlo Stoppaccioli, Presidente di R1 Group – ma è proprio ora che vogliamo e dobbiamo essere, ancora una volta, responsabili e fare la nostra parte per evitare che il sistema finanziario arrivi al collasso. Vogliamo sostenere chi nel tempo ci ha aiutati nel nostro lavoro, per garantire quella liquidità che consentirà di rispettare a loro volta scadenze e impegni”

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gway accelera la digital transformation https://www.datamanager.it/2020/03/gway-accelera-la-digital-transformation/ Mon, 09 Mar 2020 10:11:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=197031 Consulenza IT, applicativi e governance dei sistemi. La software factory di R1 Group affianca imprese e PA nella definizione delle strategie di crescita e di sviluppo Quando si parla di innovazione, considerata come opportunità concreta e professionale con la quale far evolvere il business, R1 Group è in prima linea. Il modus operandi che il gruppo […]

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Consulenza IT, applicativi e governance dei sistemi. La software factory di R1 Group affianca imprese e PA nella definizione delle strategie di crescita e di sviluppo

Quando si parla di innovazione, considerata come opportunità concreta e professionale con la quale far evolvere il business, R1 Group è in prima linea. Il modus operandi che il gruppo utilizza per approcciare nuovi mercati, quello della “crescita” interna di competenze per una sorta di incubatore in-house, sta ripagando certamente lo sforzo. La famiglia di R1 si è allargata nel tempo proprio tramite una fioritura verticale di skill integrate, tale da semplificare il passaggio del know-how tra le varie industry servite.

gway è la società del gruppo dedicata alla consulenza, al mondo applicativo e alla governance dei sistemi in esercizio. Affianca imprese, enti e pubbliche amministrazioni nella definizione delle strategie di crescita e di sviluppo di nuovi modelli di business, con prodotti e servizi permeati fortemente di innovazione. Si va da consulenza & compliance IT a formazione e training on the job, fino a sviluppo applicativo, business intelligence, big data, CRM, database administration e system operations governance. gway gestisce anche il Centro di competenza, che si trova nella sede di Perugia ma che lavora con tutto il gruppo. Riunisce esperti di prodotto, analisti funzionali, sviluppatori software, esperti d’infrastruttura. E’ il polo di R1 Group, centralizzato a livello nazionale per la tecnologia, che ha creato Smart Services Management, il primo software R1 sulla gestione centralizzata del Facility Management.

L’INNOVAZIONE SECONDO GWAY

Come ci spiega Giovanni Dell’Amura, amministratore di gway, il lavoro della società si divide in tre macro aree: governance dei sistemi, sviluppo applicativo, compliance IT. Tutte sono legate da un unico filo conduttore, la continua ricerca strategica che permette di modernizzare i processi di business dei clienti, dall’infrastruttura all’adozione del software. «Seguiamo con attenzione il trend che riguarda i microservizi» – ci racconta Dell’Amura. «In un panorama tecnologico che guarda sempre più all’indipendenza del singolo applicativo, offrire un approccio che sia distaccato da quello monolitico tradizionale è essenziale. Ci entusiasmano analytics, big data, algoritmi predittivi, IA e machine learning. Il nostro obiettivo è valorizzare il vasto patrimonio di dati che le aziende hanno già in casa, troppo spesso sottostimato o comunque non sfruttato a dovere. La forza di questi dati non di rado è nascosta perché chi ne dispone non sempre ha modo di ricavarne una visione che sia completa nella sua essenza ma anche particolare in quanto a concretezza». gway ha un alto interesse per l’open source in funzione della data governance: prende in carico i servizi dei clienti, gestendoli dall’hardware all’ultima interfaccia. «Lavoriamo con sistemi di System Monitoring Open Source snelli e altamente configurabili, per meglio adattarli all’infrastruttura dei nostri interlocutori. Il nostro team è in grado di progettare e di sviluppare soluzioni applicative su piattaforme proprietarie e aperte, per rispondere alle diverse esigenze che ci vengono presentate».


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VALORE A 360 GRADI

gway va anche oltre, verso quei contesti che dopo un primo clamore sembrano stare un po’ in ombra e invece si sono già consolidati in certi flussi di lavoro. Per questo, per esempio, ha al suo interno una business unit dedicata ai progetti blockchain, che ha realizzato i primi applicativi, soluzioni proprietarie che nell’offerta di servizi si affiancano alle proposte esistenti. Il vantaggio – che risuona spesso nelle parole di Giovanni Dell’Amura – è il poter contare su un insieme di esperti che si ritrovano a lavorare in modalità cross, coprendo di fatto quasi a 360 gradi i bisogni del settore IT moderno.

«C’è bisogno di una formazione periodica. Non possiamo pensare di poter affrontare i progetti senza essere continuamente informati e aggiornati. Il primo passo per consigliare il cliente, e poi abilitarlo alla trasformazione, è la conoscenza, che consente di individuare strade alternative, migliori soluzioni, anche su un percorso già avviato. Facciamo un vero lavoro di scouting tecnologico, per far sì che il cliente abbia a disposizione il meglio che il mercato offre, per le sue necessità. Sono i progetti che poi fanno crescere tutto il gruppo».

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Nuova partnership tra Scratch&Screen e Trice di R1 Group https://www.datamanager.it/2020/01/nuova-partnership-tra-scratchscreen-e-trice-di-r1-group/ Mon, 13 Jan 2020 11:35:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=195024 Scratch&Screen, la piattaforma che trasforma il divertimento dei consumatori in dati, sceglie Trice, la company di R1 Group che si occupa di trovare soluzioni, tecnologie ed idee all’avanguardia per la comunicazione e la trasformazione digitale delle imprese Offrire al mercato la migliore soluzione di lead generation, drive to store e sales growth per il mercato […]

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Scratch&Screen, la piattaforma che trasforma il divertimento dei consumatori in dati, sceglie Trice, la company di R1 Group che si occupa di trovare soluzioni, tecnologie ed idee all’avanguardia per la comunicazione e la trasformazione digitale delle imprese

Offrire al mercato la migliore soluzione di lead generation, drive to store e sales growth per il mercato retail. È questo l’obiettivo di Scratch&Screen, che sceglie Trice per sviluppare ulteriormente l’offerta e la penetrazione sul mercato di S&S. Il mercato è profondamente cambiato e con la Digital Transformation coinvolge quasi tutta la popolazione dei consumatori, dai Post-Millennials ai Boomers. Serve una bussola per orientarsi, comprendere a fondo i propri target e comunicare con loro in modo efficace ed efficiente. S&S nasce con lo scopo di trasformare in dati il divertimento dei consumatori per aumentare la presenza nei punti vendita e le vendite dei produttori di beni di largo consumo e dei retailer.

“La scelta di campo di Scratch&Screen è coltivare partnership con aziende prestigiose come Trice per permettere alle aziende del marcato retail – siano essi centri commerciali, catene in franchising o produttori di beni e servizi di largo consumo – di sfruttare tutta la potenza della nostra piattaforma personalizzabile grazie alla consulenza e alle capacità di integrazione che, aziende come Trice, possono offrire” afferma Mariacarla Millone, Business Development Manager di Scratch&Screen.

SCRATCH&SCREEN PIONIERE NEL MERCATO DELLE PIATTAFORME DIGITALI

L’impegno di Scratch&Screen nel mercato delle piattaforme digitali non è nuovo. La società è attiva dal 2016 ed ha già raccolto importanti successi nel mercato. Così entrambe le parti si impegnano a collaborare al fine di continuare questo percorso di valorizzazione, promuovendo la partnership. Attraverso questa intesa, la società intende raggiungere l’ambizioso obiettivo di superare le 50 aziende gestite sulla piattaforma entro la fine del 2020.

“Abbiamo potuto testare la piattaforma di Scratch&Screen apprezzandone la flessibilità e la potenza, in poche ore si possono creare demo che permettono ai nostri clienti di capire perfettamente come saranno le campagne di marketing che creeremo per loro e di testarne l’efficacia” spiega Andrea Insardi, Amministratore di Trice – “Il mercato ha bisogno di piattaforme come Scratch&Screen che permettono una personalizzazione “sartoriale” declinata con scalabilità e costi industriali”.

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Alessia Monteleone, R1 Lease. I vantaggi del noleggio operativo nell’era dell’as a service https://www.datamanager.it/2019/12/alessia-monteleone-r1-lease/ Wed, 11 Dec 2019 16:00:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=194252 Il leasing dell’IT può essere un’opportunità concreta di crescita che coniuga ottimizzazione delle risorse e contenimento dei costi R1 Lease è figlia della strategia globale di R1 Group, che tende a formare al suo interno le realtà che andranno a intercettare i nuovi settori di business. E lo fa con un approccio verticale, a differenza di […]

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Il leasing dell’IT può essere un’opportunità concreta di crescita che coniuga ottimizzazione delle risorse e contenimento dei costi

R1 Lease è figlia della strategia globale di R1 Group, che tende a formare al suo interno le realtà che andranno a intercettare i nuovi settori di business. E lo fa con un approccio verticale, a differenza di quanto accade per altre aziende che in molti casi procedono con l’acquisizione di startup o piccole imprese per inserirsi nei segmenti di mercato emergenti. In questo modo – come ci spiega Alessia Monteleone, nuovo amministratore unico di R1 Lease – la “grande famiglia” di R1 è cresciuta negli anni. Ha cominciato come system integrator e ha acquisito progressivamente, in 25 anni di attività, sempre nuove specializzazioni per diventare il Digital Partner di oggi. R1 è l’evoluzione dell’integrazione: una rete di 6 società, un ecosistema strategico di competenze e 4 sedi a Roma, Milano, Napoli e Perugia.

R1 Lease si occupa di noleggio operativo. L’azienda opera sul mercato senza legami con i produttori, al fine di poter garantire ai propri clienti un unico interlocutore, affidabile e competente, con il quale intrattenere rapporti commerciali. «Oggi, possiamo affermare che R1 Lease ha raggiunto una posizione consolidata nel mercato, con numeri che spiegano molto del successo ottenuto con professionalità e dedizione dal 2010. Il capitale sociale è quintuplicato a settembre 2019, dandoci così ancora maggiore forza di intervento: 500mila euro sono la garanzia per il lavoro che facciamo sui clienti, vivendo insieme con loro il cambiamento tecnologico e accompagnandoli verso percorsi di innovazione specifici e non di generica trasformazione».

R1 Lease eredita il lavoro della società che prima si chiamava R1 Property. Alessia Monteleone, alla guida da qualche mese della company, tiene a fare subito una precisazione. «C’è differenza tra leasing finanziario e noleggio operativo. Il primo prevede, alla fine dell’accordo, l’acquisto definitivo del bene con un riscatto. Il noleggio operativo, che noi trattiamo, risponde alle attuali esigenze di un mondo IT sempre più “liquido”. È un’operazione a medio termine, scelta da aziende e liberi professionisti che, per risolvere le problematiche relative all’acquisto di prodotti IT a elevata obsolescenza, decidono di pagare per il solo utilizzo e non il possesso. In questo modo, possono usufruire di un prodotto aggiornato, beneficiando di un pacchetto tutto incluso. Al termine del contratto, si può restituire il bene, prorogare il noleggio oppure rinnovare l’accordo con un prodotto nuovo».

Per l’esperienza di R1 Lease, il target più ricettivo a questo tipo di opportunità sono le medie imprese. La società lavora in settori molto diversi: finance, trasporti, fashion, GDO, a dimostrazione di quanto le aziende abbiano bisogno ovunque di cambiare modelli di procurement per cogliere nuove opportunità di sviluppo del business.

Ma quali sono i prodotti più “noleggiati”? Come sottolinea Monteleone: «Quelli che hanno una obsolescenza più veloce, come PC, tablet, smartphone e anche server ma in realtà il concetto si può applicare a molto altro, a seconda delle esigenze del cliente». Per questo serve anche una distinzione delle tempistiche di noleggio che, di norma, vanno dai 12 ai 60 mesi. «Ma possiamo adattare la durata ai singoli bisogni, sempre nell’ottica di favorire l’ottimizzazione dei costi inerenti alla tecnologia».

Attraverso il noleggio operativo, R1 Lease vuole porsi come facilitatore di innovazione, per cogliere i trend dell’evoluzione tecnologica e renderla disponibile ai clienti in modalità di utilizzo e non di proprietà.  «L’obsolescenza non dovrebbe più esistere come freno al cambiamento, perché aziende e professionisti necessitano di strumenti evoluti per affrontare le nuove sfide del business. Il noleggio è una soluzione flessibile e agile che permette una pianificazione dal punto di vista economico e tecnologico, e al tempo stesso la possibilità di scegliere la tecnologia più adatta a esigenze specifiche, a fronte di un canone accessibile, chiaro e trasparente».

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R1 Group, la nuova regia dell’IT https://www.datamanager.it/2019/07/r1-group-la-nuova-regia-dellit/ Tue, 23 Jul 2019 09:20:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=189213 R1 Group, l’evoluzione dell’integrazione: un ecosistema strategico di competenze e una rete di 6 società con 4 sedi a Roma, Milano, Napoli e Perugia, 250 dipendenti, 100 milioni di fatturato consolidato nel 2018 e più di 400 clienti in Italia e all’estero Le aziende italiane trovano nella tecnologia computazionale un alleato molto potente, ma il […]

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R1 Group, l’evoluzione dell’integrazione: un ecosistema strategico di competenze e una rete di 6 società con 4 sedi a Roma, Milano, Napoli e Perugia, 250 dipendenti, 100 milioni di fatturato consolidato nel 2018 e più di 400 clienti in Italia e all’estero

Le aziende italiane trovano nella tecnologia computazionale un alleato molto potente, ma il governo delle infrastrutture informatiche e delle applicazioni che si reggono su tali installazioni richiede competenze e specializzazioni che solo in pochi casi possono essere coltivate internamente. I provider dei servizi di sviluppo e integrazione, che supportano queste realtà industriali nei settori più disparati, devono potersi muovere in una modalità sempre più strategica, secondo una logica di ecosistema. L’agilità richiesta per un approccio sempre più evoluto alle soluzioni è a misura di R1, il digital partner che risponde con riconosciuta flessibilità alle esigenze delle aziende.

ECOSISTEMA DI COMPETENZE

Per raggiungere questo obiettivo, R1 Group ha scelto il modello della complementarietà, costruendo intorno al nucleo originario di R1 Spa – il system integrator romano che celebra quest’anno i 25 anni di attività in Italia – una rete di aziende autonome, capaci di giocare nei loro ruoli specifici e soprattutto di “fare squadra” quando la complessità dei progetti lo richiede. R1 Group mette infatti a disposizione di un portafoglio clienti estremamente diversificato (sono più di quattrocento, molti dei quali presenti in Italia e all’estero) diverse specializzazioni. Lo fa con sei realtà indipendenti: R1 Spa come capofila per l’integrazione; Eurome per tutte le necessità che riguardano il workplace e le modalità di lavoro; gway per la consulenza e i servizi in campo applicativo; Cyber-Bee per la sicurezza informatica; e infine la più recente, Trice, orientata alla comunicazione e al marketing digitale, più in generale al digital e mobile business. Con quattro sedi in Italia, a Roma, Milano, Napoli e Perugia, queste realtà sono un “cast” di 250 talenti che – come racconta a Data Manager il fondatore e presidente Giancarlo Stoppaccioli – può essere ulteriormente modulato e arricchito in funzione delle diverse necessità, sfruttando le strette relazioni che R1 può vantare con i propri partner tecnologici. Alle realtà – focalizzate sulla consulenza informatica, lo sviluppo, la gestione infrastrutturale, la sicurezza e il marketing digitale – si unisce R1 Property, una vera e propria finanziaria, indipendente dalle istituzioni bancarie, pensata una decina d’anni fa per venire incontro alle problematiche di investimento determinate da una crisi purtroppo ancora molto attuale per i consumatori professionali di informatica.

Giancarlo Stoppaccioli presidente di R1 Group – Giulio Morandini amministratore delegato di R1 Group e R1 Spa

«Un fattore di successo del Gruppo – racconta Giancarlo Stoppaccioli – è la solidità delle nostre aziende, che continuano a reinvestire gli utili per finanziare il loro capitale». Una misura di solidità economica è anche la capacità di ridurre il rischio di impresa attraverso una base di clienti molto ampia e diversificata. Il Gruppo ha superato la soglia dei 100 milioni di fatturato consolidato nel 2018, con un ulteriore aumento delle marginalità lorde. «Anche per questo possiamo permetterci di rimanere in Italia e di continuare ad assumere» – afferma Stoppaccioli. «Invece di delocalizzare i nostri servizi all’estero, preferiamo seguire l’espansione internazionale di alcuni dei nostri clienti e accompagnarli nel loro sviluppo sui nuovi mercati».

LAVORO DI SQUADRA

Il vero punto di forza del team – creato nel tempo da Stoppaccioli e da Giulio Morandini, amministratore delegato sia di R1 Group che di R1 Spa – resta il connubio tra preparazione tecnologica e fattore umano: due ingredienti che sono alla base del successo di R1 ma che non bastano a spiegarlo. «L’asset più importante rimane la capacità di operare sui clienti come un pool di aziende, ciascuna in grado di procurare nuove opportunità alle altre company. Ma com’è il futuro, visto da una base di partenza così solida? Stoppaccioli risponde che non intende certo rinunciare all’identità che R1 ha costruito in un quarto di secolo. «Vogliamo però continuare a far evolvere la nostra offerta sempre con nuove verticalizzazioni per anticipare la domanda del mercato». Il target preferenziale del Gruppo è l’impresa italiana medio-grande. R1 Group lavora per settori molto diversi: finance, assicurativo, trasporti, fashion, GDO. È molto presente anche nelle telco. Collabora con i principali brand mondiali della tecnologia per portare anche in Italia soluzioni e prodotti innovativi. «Molti CIO dei principali brand della tecnologia – sottolinea Stoppaccioli con comprensibile soddisfazione – tutte le volte che vengono in Italia non mancano mai di incontrarci. Ogni anno, seguiamo un fitto calendario di incontri specializzati anche all’estero».


#CoverStory @R1Group l’evoluzione dell’integrazione: 250 dipendenti e 100 milioni di fatturato nel 2018
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UN PASSO AVANTI

Questa articolata rete di relazioni comporta una diversità di tematiche tecnologiche e di soluzioni che il personale tecnico di R1 Group deve conoscere e padroneggiare. Il lavoro di questi ultimi anni – spiega Stoppaccioli – è concentrato molto sul cloud ibrido e in particolare sulle infrastrutture iperconvergenti. «Siamo chiamati a fare molto anche in ambito cybersecurity e unified communication, che generano interessanti opportunità per Cyber-Bee nel primo caso e nel secondo per Eurome, le cui specializzazioni vertono anche sulla gestione e sulla diffusione di contenuti audiovisivi dinamici. Pensiamo ai sistemi di videoconferenza o alle control room realizzate dalla società. Oppure pensiamo a business intelligence e Big Data per l’impiego di gway». Lo sviluppo verticale di nuove specializzazioni – ribadisce anche Giulio Morandini, amministratore delegato di R1 Spa – è al centro della strategia del Gruppo, per rispondere puntualmente alle richieste del mercato. Per questo R1 è il digital partner che sta sempre un passo avanti rispetto alla normale offerta di integrazione tecnologica. «Su un punto, R1 cerca di non essere troppo verticale: nella scelta delle sue alleanze con i partner tecnologici. «Attraverso la collaborazione con tutti i principali brand, vogliamo che il mercato ci percepisca come specialista super partes. Il nostro obiettivo è offrire la soluzione più adatta alle esigenze del cliente».

Giovanni Dell’Amura amministratore unico di gway

Il ruolo di registi dell’innovazione è sempre più critico nell’ambito della trasformazione digitale dell’impresa. «Oggi il segreto – osserva Morandini – è lavorare di anticipo. Data center, infrastruttura e attività afferenti come back-up o governance del dato sono il nostro focus e costituiscono il fondamento di ogni progettualità e delle soluzioni applicative realizzate dalle company del Gruppo». Il data center – continua inoltre Morandini – è una definizione che non riguarda più, come un tempo, l’infrastruttura di proprietà del cliente, la cosiddetta informatica “on premises”. Non a caso, il gruppo informatico che nella seconda metà degli anni 90 gettava le fondamenta del suo futuro successo sui server fisici e sulle reti locali, oggi sviluppa una significativa quota del suo volume d’affari sui sistemi iperconvergenti. «È un segmento in forte crescita e fino a pochi anni fa non esisteva neppure» – spiega Morandini. «Abbiamo iniziato a lavorarci quando questa tematica era ancora agli albori. Come tutte le soluzioni IT, è interessata da cambiamenti del mercato sempre più crescenti e veloci, che richiedono al Gruppo un frequente e rapido riadeguamento dell’offerta agli scenari che cambiano».

IL MEGLIO DELL’IPERCONVERGENZA

Quando si parla di iperconvergenza e cloud questi scenari di mercato mutano davvero nel giro di poco tempo. Secondo Morandini ci vuole una formidabile capacità di adattamento per offrire al cliente la soluzione più adeguata. «La nostra strategia, superando l’idea tradizionale di data center interno di proprietà, ha puntato tutto sulla virtualizzazione e sull’acquisizione di competenze rivolte in particolare alle architetture ibride. Un approccio che si è rivelato vincente. Anche dal punto di vista del cliente, che sa di poter essere validamente supportato qualunque sia la propria scelta infrastrutturale».

Una visione il più possibile agnostica – conclude Morandini – riguarda anche le scelte applicative della software factory del gruppo, gway – «che si occupa di valorizzazione del dato, IoT, mobility lavorando in tutti i principali ambienti di sviluppo enterprise, da Oracle a Microsoft fino al mondo open source». Indipendentemente dalla complessità, dalle dimensioni di un progetto, dalle aziende verticali chiamate a partecipare alla realizzazione, il cliente vede il gruppo tecnologico romano come un punto di riferimento coeso e affidabile. L’attenzione alla qualità dell’offerta traspare immediatamente dal racconto di Giovanni Dell’Amura, amministratore unico di gway, l’azienda del Gruppo specializzata in sviluppo applicativo e Governance dei sistemi in esercizio. Al suo interno, è strutturata a sua volta come una piccola azienda-rete. «Siamo organizzati per business unit» – spiega Dell’Amura. «Una si occupa dei servizi erogati, un’altra della system governance e un’altra ancora di consulenza direzionale e di processo. Ad arricchire la società c’è il Competence Center di Perugia» – la struttura che, sotto il controllo di gway ma a vantaggio di tutte le company del Gruppo, segue in modo specifico tutte le necessità di sviluppo applicativo.

Giorgio Marinelli amministratore unico di Eurome

A PROVA DI FUTURO

«Nei progetti di gestione dei servizi IT per conto dei nostri clienti, in settori come il fashion, la GDO, il manifatturiero, l’energy e molti altri – continua Dell’Amura – la nostra azione va oltre la governance e la verifica dei flussi lavorativi, la corretta operatività e il rendimento h24 dei sistemi informativi, perché vogliamo porci come integratori anche dal punto di vista evolutivo. Siamo “future proof” per guidare il cliente nelle scelte tecnologiche più innovative e appetibili sul mercato». Il Competence Center di Perugia impegna una squadra di cinquanta esperti sotto la guida di Andrea Mignini che – insieme con Stefano Villari per la parte consulenziale e Giuseppe Barberio per la service governance – costituiscono il team di management capitanato da Dell’Amura.

All’interno del Centro, è forte la cultura dello sviluppo basato su piattaforma Oracle, di cui R1 è uno dei maggiori ISV italiani. Il centro di competenza è stato premiato Oracle Excellence Awards nel 2017 e nel 2019. «Ma non è – avverte Dell’Amura – la cultura dominante. Da anni, siamo per esempio un partner di rilievo della galassia Red Hat e siamo molto presenti nelle sue iniziative. A fine giungo, siamo rientrati da Praga, dove abbiamo partecipato all’EMEA Partner Conference». L’amministratore di gway conferma la particolare vocazione del suo team nel settore strategico della gestione del dato, dalle applicazioni di database più tradizionali fino ai fronti più avanzati della business intelligence, dell’analisi predittiva e della visualizzazione dell’informazione.


#CoverStory @R1Group, un ecosistema di competenze e una rete di 6 società specializzate
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A dare ancora maggiore impulso all’azione della società, ci sono diversi tool che ha sviluppato internamente per mettere a servizio dei diversi progetti. Tra questi c’è la soluzione proprietaria Smart Service Management (SSM), la piattaforma di facility management che permette di gestire l’intera gamma dei servizi non-core (manutenzione, pulizie, ristorazione e così via) che automatizza tutti i singoli step, dalla gara alla fornitura. «La cura dei percorsi formativi delle persone all’interno di gway e del Competence Center è quasi maniacale» – afferma Dell’Amura. «Un’azienda come questa non può prescindere dall’obbligo della formazione permanente. Ci vincola il mercato per cui il termine “obsolescenza” ha una accelerazione tutta sua».

Luca Gabrielli amministratore unico di Cyber-Bee

CAPACITÀ DI ADATTAMENTO

La storia della stessa Eurome, che quindici anni fa è stata la seconda società a nascere dopo R1 Spa, rivela una grande capacità di adattamento ai cambiamenti subiti dalla tecnologia. «La mission storica – racconta Giorgio Marinelli, amministratore unico – consiste nell’offerta di informatica distribuita, o meglio di tutte le tecnologie che ruotano intorno alla postazione di lavoro». Partendo da questo nucleo iniziale – spiega Marinelli – l’offering si è evoluto in due direzioni. «Se la classica fornitura rappresenta ancora parte del core business, non potevamo rimanere insensibili verso le strategie di workplace optimization. Oggi, la postazione di lavoro va ben oltre il classico desktop. Gli end-point coinvolti sono sempre di più, soprattutto in ambito mobile (smartphone e tablet). Di conseguenza, aumentano i servizi che l’IT deve erogare, garantendo sempre un alto livello di produttività». Proprio per questo motivo, grazie al suo team, Eurome è in grado di fornire servizi a 360 gradi per snellire il lavoro, integrando anche soluzioni di dematerializzazione e firma elettronica avanzate. Oltre alle tecnologie mobile, è in continua crescita la possibilità di poter condividere ed elaborare contenuti da diversi punti di accesso. Per soddisfare questa esigenza, la società ha creato una struttura dedicata alle tecnologie di unified communication, nello specifico nei sistemi Audio/Video Pro, per attrezzare sale multimediali, sale conferenze, sistemi di Videoconferenza e per fornire arredi tecnici. La ricerca continua di soluzioni tecnologiche è ciò che contraddistingue Eurome, costantemente impegnata a soddisfare le necessità di un mercato in costante evoluzione.

LA TRASVERSALITÀ DELLA SICUREZZA

Se Eurome vanta una sorta di diritto di primogenitura tra le verticalizzazioni societarie del gruppo, Cyber-Bee, amministrata da Luca Gabrielli è l’iniziativa più recente. Anche se, molte delle risorse che la compongono lavorano da oltre dieci anni per R1. La trasversalità del tema cybersecurity e l’opportunità rappresentata dall’introduzione di normative come la GDPR hanno reso urgente la creazione di un’offerta specifica. «La sinergia di gruppo è comunque il nostro principale obiettivo» – afferma Gabrielli. «Lavoriamo su una offerta correlata per rivolgerci al mercato con una proposta quanto più possibile ricca di soluzioni, sempre sfruttando anche le nostre competenze interne». L’approccio di Cyber-Bee è studiare una serie di soluzioni ingegnerizzate, che possano andare incontro alle esigenze di aziende sempre più preoccupate dal moltiplicarsi di nuove modalità di attacco ai loro asset informativi.

Andrea Insardi amministratore unico di Trice

Per adattarsi più facilmente agli attuali stili di implementazione delle strategie aziendali di sicurezza, Cyber-Bee si è strutturata in tre aree distinte. Sono stati così identificati il segmento dei servizi professionali e di consulenza, molto orientati alla valutazione delle vulnerabilità del cliente. Quello della formazione e dell’awareness, che mette al centro i rischi legati al fattore umano anche con veri e propri corsi di training specializzato per il personale dei clienti. «Una terza area – conclude Gabrielli – è quella dello scouting tecnologico, in continuità con il lavoro che R1 ha sempre svolto nel campo della sicurezza informatica. Accanto ai diversi brand blasonati, identifichiamo apposta anche soluzioni di nicchia, meno note ma più funzionali su alcuni aspetti specifici». Secondo l’amministratore, questo approccio consulenziale e progettuale sta cominciando a fare breccia sui clienti che si rivolgono a Cyber-Bee e a R1 non più – come poteva avvenire in passato – solo nella loro veste di fornitori di tecnologie. «La nostra missione è diventare un vero e proprio security advisor – ribadisce Gabrielli – e proprio per questo cerchiamo di accelerare un percorso di avvicinamento ai managed services per la sicurezza “gestita”, attraverso la costituzione di un Security Operation Center». Il futuro si presenta del resto roseo se nel primo anno di attività Cyber-Bee è già riuscita a far propria una sessantina di clienti diretti, con diversi progetti di governance e messa in sicurezza dei dati, vulnerability assessment e formazione. Sono lavori avviati in aziende di logistica, nonché nella pubblica amministrazione e nella sanità, un segmento, quest’ultimo, molto promettente per il business della security secondo Gabrielli. E soprattutto, se la società ha già fatturato più di tre milioni di euro, con la previsione per il 2019 di raddoppiare il risultato.


#CoverStory @R1Group guida le aziende nella complessità della #DigitalTransformation
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FAI CONOSCERE IL TUO E-BUSINESS

Trice è la società di R1 Group specializzata nella creazione di strategie digitali integrate, guidata da Andrea Insardi e impegnata sul fronte della comunicazione digitale e dell’e-business. «La mia nomina è recente» – riferisce l’amministratore unico di Trice. «La società è nata nel 2015 ed è entrata a far parte del Gruppo solo a dicembre 2018. Si occupa di brand awareness e digital marketing, comunicando attraverso tecnologie innovative e media digitali i valori e la mission dei brand. L’obiettivo è ottimizzare il posizionamento dei clienti nei mercati di riferimento per supportare le attività del business».

«Gestiamo i loro canali social e le relative campagne marketing, sviluppiamo siti istituzionali, app per le attività di e-commerce e naturalmente curiamo la visibilità sui motori di ricerca» – precisa Insardi. Sul piano organizzativo, l’azienda è strutturata in diverse Business Unit. Cinzia Mingiardi è responsabile dell’area strategica con forte verticalità sui social network. Insardi, oltre a svolgere una funzione di coordinamento generale, è il referente per lo sviluppo e il design di siti e applicazioni, l’ottimizzazione SEO e il mondo dell’intelligenza artificiale, declinato negli innovativi assistenti digitali (chatbot) basati sugli algoritmi di machine learning e sull’uso del linguaggio naturale.

I clienti di Trice appartengono a diversi settori che spaziano dalla PA alla GDO, passando anche per il mercato retail. Vogliamo andare sempre più a fondo delle esigenze di comunicazione dei clienti, anticipando i prossimi trend tecnologici su cui concentrarci» – spiega Insardi. «Oggi, per esempio, un terzo delle keyword su Google viene pronunciato a voce. L’uso delle tecnologie sta cambiando e noi intendiamo costruire nuove proposte per consentire ai clienti di cogliere tutte le opportunità». Che poi è l’obiettivo comune a tutte le aziende di un system integrator che, sulla sapiente regia delle sue diversificate competenze, ha costruito un successo fatto di solidità economica, forza della collaborazione e agilità dei processi.

Foto di Gabriele Sandrini

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R1, il robot dell’IIT che ti aiuta nella quotidianità https://www.datamanager.it/2016/07/r1-robot-delliit-ti-aiuta-nella-quotidianita/ Wed, 20 Jul 2016 10:48:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=106359 R1 è un robot dell’Istituto Italiano di Tecnologia che aiuterà le persone a svolgere le proprie faccende quotidiane in ambito domestico Il Giappone è la patria dei robot ma anche in Italia ci sono delle eccellenze per quanto riguarda questa tecnologia. Ieri l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ha presentato R1 “Your Personal Humanoid”, il primo […]

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R1 è un robot dell’Istituto Italiano di Tecnologia che aiuterà le persone a svolgere le proprie faccende quotidiane in ambito domestico

Il Giappone è la patria dei robot ma anche in Italia ci sono delle eccellenze per quanto riguarda questa tecnologia. Ieri l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ha presentato R1 “Your Personal Humanoid”, il primo robot commerciale Made in Italy che nel prossimo futuro aiuterà l’uomo a svolgere le proprie faccende quotidiane.

R1 si sposta su due ruote ed è dotato di 28 motori che gli consentono di muovere la parte alta del busto, la testa e soprattutto le sue braccia allungabili. Queste, a differenza del robot Pepper, sono dotate di mani sensibili con pelle artificiale e sono in grado di raccogliere e manipolare gli oggetti. R1 è inoltre dotato di numerosi sensori e interagisce con l’uomo tramite una comunicazione non verbale basata sulle espressioni, che possono essere visualizzate su un display Led a colori. R1 si distingue da altre soluzioni come iCub per una intelligenza artificiale sviluppata insieme al corpo.

“A differenza della maggior parte dei team che conducono studi sull’intelligenza artificiale noi sviluppiamo le capacità del robot lavorando direttamente sul prototipo. È questa la cosiddetta “cognizione incorporata” cioè l’idea, supportata dalle evidenze neuroscientifiche, che la cognizione, anche la più astratta e simbolica, non sia indipendente dal corpo che la implementa”, ha spiegato il vicedirettore dell’IIT, Giorgio Metta.

Per realizzare R1 sono stati necessari fondi per 1 milione di euro e un team di 22 scienziati e tecnici dell’IIT che hanno lavorato per 16 mesi. Il prossimo passo sarà implementare il software del robot in modo da consentirgli di svolgere funzioni di supporto e assistenza all’uomo. Al momento il prototipo di R1 costa 50mila euro ma entro 18 mesi potrà essere commercializzato su larga scala, cosa ne abbasserà il prezzo intorno ai 3mila euro. Entro 15 anni l’IIT è convinto che robot come il suo diverranno la normalità nelle case di tutto il mondo.

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Giancarlo Stoppaccioli (R1), verso un periodo di cambiamenti https://www.datamanager.it/2016/07/giancarlo-stoppaccioli-r1-verso-un-periodo-cambiamenti/ Tue, 19 Jul 2016 15:18:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105669 Come essere smart e rapidi nelle decisioni? Vendor, system integrator e CIO di fronte alla digital transformation. Nuovi ruoli per sfide sempre più complesse L’accelerazione è un elemento chiave dello scenario IT di oggi, secondo Giancarlo Stoppaccioli, presidente del Gruppo R1, system integrator di solide tradizioni che ha al suo attivo oltre 20 anni di […]

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Come essere smart e rapidi nelle decisioni? Vendor, system integrator e CIO di fronte alla digital transformation. Nuovi ruoli per sfide sempre più complesse

L’accelerazione è un elemento chiave dello scenario IT di oggi, secondo Giancarlo Stoppaccioli, presidente del Gruppo R1, system integrator di solide tradizioni che ha al suo attivo oltre 20 anni di storia: «A differenza del passato, le trasformazioni sono sempre più veloci e la chiave del successo sta nella capacità di anticipare il cambiamento. Questo periodo di mutamenti comporterà grandi novità per le aziende, le organizzazioni IT e il modo in cui le persone utilizzano le tecnologie, implicando un’evoluzione dei tradizionali approcci alle attività di business».

Un CIO diverso da quello tradizionale

Di conseguenza, si evolve sia il ruolo dei CIO sia dei system integrator: «Il CIO deve essere sempre più vicino agli executive, in quanto oltre a seguire i tradizionali sistemi IT deve essere orientato al business, individuando e proponendo soluzioni che contribuiscano allo sviluppo della propria realtà aziendale» – prosegue Stoppaccioli, rilevando che «quello attuale è un CIO diverso da quello tradizionale, che guarda non più solo ai clienti interni ma anche a quelli esterni all’azienda. L’imperativo dei CIO è di acquisire competenze relazionali e finanziarie, mettendo a disposizione in tempi brevi soluzioni innovative in grado di produrre un ROI garantito».


#siamoforty Giancarlo Stoppaccioli @R1spa Un CIO diverso da quello tradizionale
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Tecnologia e innovazione

Per quanto invece riguarda il ruolo dei system integrator, l’analisi del presidente di R1 è chiara: «La dinamicità dei mercati e le elevate esigenze di qualità richieste impongono un nuovo approccio delle aziende IT che dovranno sempre più essere orientate ai servizi, alla progettazione, all’implementazione e al monitoraggio della qualità delle risorse e dei processi. E proprio la complessità del panorama tecnologico porta sempre più gli interlocutori dei system integrator a scegliere un partner che non si limiti a individuare una tecnologia da integrare all’interno della propria infrastruttura». Ecco perché uno dei nuovi compiti fondamentali dei system integrator è di «far comprendere al CIO i vantaggi tecnologici e competitivi delle soluzioni proposte anche a fronte di un investimento maggiore. Siamo presenti sul mercato per supportare il CIO nella sua evoluzione e per contribuire allo sviluppo del business dei nostri clienti attraverso l’utilizzo della tecnologia e dell’innovazione».

Indipendenza a garanzia della credibilità

Ampliando il discorso anche ai vendor, Stoppaccioli evidenzia che in 23 anni di attività, «il loro ruolo si è molto modificato, evolvendosi verso una proposizione di soluzioni integrate. E nello stesso modo, alcuni system integrator, con l’acquisizione di startup, specializzano la propria offerta, puntando a diventare vendor». Secondo il presidente del Gruppo R1, chi avrà determinate caratteristiche potrà accrescere le proprie competenze e raggiungere interessanti obiettivi. «Il “must” sarà essere smart e rapidi nelle decisioni, indipendenti da determinate tecnologie e credibili nelle proposte tecnologiche con l’obiettivo di offrire soluzioni “tailor made” per le aziende che affidano ad R1 la propria infrastruttura, permettendole così di contribuire alla crescita del proprio business attraverso l’utilizzo della tecnologia».

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Tutti per R1 https://www.datamanager.it/2016/02/tutti-per-r1/ Wed, 17 Feb 2016 13:58:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=94846 Una crescita organica e sempre attenta alla solidità finanziaria. Una forte capacità di innovazione “partecipata” dai clienti. Il system integrator nazionale consolida così la sua affermazione. All’insegna di un’informatica concreta Quando Data Manager l’aveva presentato in occasione del ventennale dell’azienda, il ritratto del Gruppo R1, anche per l’ambientazione fotografica di quella prima cover story, era […]

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Una crescita organica e sempre attenta alla solidità finanziaria. Una forte capacità di innovazione “partecipata” dai clienti. Il system integrator nazionale consolida così la sua affermazione. All’insegna di un’informatica concreta

Quando Data Manager l’aveva presentato in occasione del ventennale dell’azienda, il ritratto del Gruppo R1, anche per l’ambientazione fotografica di quella prima cover story, era immerso in una piacevole atmosfera romana. L’headquarter in un quartiere residenziale della capitale, un fondatore e presidente che prima ancora delle attività di vendita e implementazione di soluzioni informatiche aveva assolto il servizio militare nel primo centro nazionale di calcolo dell’esercito e conosciuto la leale combattività di uno sport, Tae Kwon Do, praticato ad alto livello. Lo spirito, la cura e meticolosità, con cui R1 pilota la propria stabile crescita, sono rimaste immutate in questi due anni. Dopo la lunga e interessante tornata di interviste nella filiale milanese di R1, emerge una realtà che si è totalmente consolidata al Nord. Con il traguardo dei 100 milioni di giro d’affari ormai in vista, (il 2015 si è chiuso con un volume di ordinativi intorno agli 80 milioni e i trend di crescita sono quanto mai stabili, intorno al 15%), e una squadra, anch’essa in crescita, di oltre 200 persone, R1 è entrato a pieno titolo nel ristretto novero di system integrator di dimensioni medio-grandi che si collocano a ridosso delle grandi società multinazionali con un’offerta di servizi e soluzioni di ampio respiro, ritagliata su misura per la voglia di trasformazione digitale delle imprese italiane, anche per progetti che riguardano le attività di quest’ultime all’estero.


#R1 La nuova formula dell’IT con @R1spa tra i system integrator di dimensioni medio-grandi
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Un partner solido

Lo specialista romano si è rafforzato in misura notevole soprattutto nel Nord Italia, grazie a un superbo +45% fatto registrare, secondo il team leader, Gaetano Calleri, dagli ordinativi che afferiscono alla clientela della sede di Milano. Giulio Morandini, l’AD del Gruppo R1, ribadisce questa crescita con giustificato orgoglio. «Sì, il 2015 è stato decisamente positivo e siamo convinti che il mercato italiano richieda aziende solide come la nostra e di dimensioni importanti. Al tempo stesso, R1 sta continuando una sua via alla specializzazione. Non vogliamo essere “tuttologi”, ma crescere attraverso una sempre maggiore verticalizzazione in diversi ambiti di competenza».

Il gruppo – che comprende tre società partecipate e controllate anche se completamente autonome, Eurome, Gway e R1 Property (ma entro quest’anno si aggiungerà un quarto brand, quello dello specialista in digital marketing Trice) – conserva inoltre una caratteristica che la distingue in modo rilevante in un settore dove spesso la crescita dei volumi si accompagna a una maggiore propensione al rischio e alla volatilità: fin dai suoi esordi, R1 ha puntato sulla carta della solidità finanziaria. Un rigore che continua a praticare. «È un aspetto che portiamo avanti da vent’anni» – sottolinea Morandini. «L’anno scorso è stato aumentato il capitale sociale portando il Gruppo a oltre 4 milioni di euro». Ma perché una simile attenzione in un’azienda che opera in ambito tecnologico? «Perché – risponde Morandini – una delle capacità di R1 consiste nel riuscire ad affiancare i clienti anche quando si trovano, come è successo in questi anni difficili per tutti, in una fase di momentanea difficoltà».

Giulio Morandini amministratore delegato del Gruppo R1

Affiancamento tecnologico e non solo

Per questo, aggiunge l’AD, è stata costituita una società come R1 Property, che attraverso le sue formule di locazione operativa consente di fare business innovativo anche quando le condizioni economiche di sistema non sono incoraggianti. Oltre al suo know-how, R1 è in grado di supportare i clienti nell’affrontare un percorso di trasformazione spesso fondamentale per la ripartenza. Per Morandini è una visione etica, oltre che tecnologica, che connota lo spirito con cui R1 e le aziende del gruppo affrontano il loro lavoro. «Vogliamo crescere insieme al mercato» – spiega Morandini. Come si articola l’azione di queste entità, su quali livelli di competenza? «La capogruppo R1 – risponde l’AD – opera come il puro system integrator, realizzando soluzioni di infrastruttura, applicazioni sicurezza, rete, strategie di outsourcing in partnership con i grandi vendor del settore. Eurome si focalizza invece sull’office automation, la multimedialità, la dematerializzazione, con tutti i servizi associati. Parliamo di asset e facility management, ma anche di document processing, un’attività per cui Eurome può far leva su una valida soluzione proprietaria. Poi c’è Gway, che si occupa di tutta la parte consulenziale e di sviluppo applicativo, gestione di processo, compliance, legal IT. Gli obiettivi sono sempre molto concreti. «Vogliamo davvero incidere sulla produttività delle aziende che si rivolgono a noi, per ottimizzare e snellire i loro processi, riducendone i costi».


#R1 Moltiplicata per 4 la forza del gruppo con #Eurome #Gway #R1Property e #Trice
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Un mercato eterogeneo

Forte della sua capillare capacità di presidio territoriale, R1 si rivolge a una gamma eterogenea di imprese. Se per Calleri, la sede milanese si concentra inevitabilmente in segmenti come il finanziario assicurativo, le telecomunicazioni, l’editoria e tutto il terziario, a livello nazionale la società vanta casi di successo in comparti molto diversificati. Tra i suoi clienti troviamo per esempio il Senato della Repubblica, che a R1 ha affidato il rifacimento e il mantenimento dei suoi due data center e il Politecnico di Milano per conto del quale il Gruppo gestisce parte dello sviluppo applicativo. Nel ramo assicurativo, troviamo Helvetia, per la gestione relativa a parte dell’infrastruttura e allo sviluppo dell’immagine web. R1 ha in carico anche l’esercizio dell’infrastruttura di ALD Automotive, una delle prime realtà in un mercato in grande espansione come il nolo e la gestione delle flotte di veicoli aziendali. Lo stesso vale per un big del settore utility come GSE, che ha scelto le aziende di R1 per lo sviluppo dei suoi portali strategici. Morandini non intende allentare questa spinta di graduale espansione, convinto che «in Italia, soprattutto nel segmento di imprese medie e medio-grandi verso cui ci rivolgiamo, c’è ancora tanto lavoro da fare. Cresceremo fidelizzando nuovi clienti, certamente, ma anche rafforzando ulteriormente la collaborazione con gli interlocutori attuali e promuovendo attività di cross selling per supportare le altre funzioni aziendali dei nostri clienti». Il responsabile dell’azienda R1 è molto fiducioso sulle potenzialità del gruppo per questo 2016. «Oggi, gli integratori sono chiamati a dedicarsi sempre di più al business del cliente, capirne i funzionamenti interni, lavorando a stretto contatto con chi ha la vision dell’azienda stessa. Il nostro tradizionale referente, il CIO, si sta affrancando da una cultura che vedeva l’informatica come voce di costo, per diventare sempre più un centro di produzione. Gli stessi budget legati all’IT diventano più autonomi e connessi alle funzioni di business. Noi cerchiamo di incoraggiare il mercato ad assecondare questo cambiamento e a viverlo anche in termini di nuove tecnologie e nuove opportunità». In questo, R1 non sembra porsi limiti particolari, almeno in termini di competenze e capacità di verticalizzarsi sui diversi aspetti della digital transformation verso un business innovativo e ispirato ai criteri mobile e social della cosiddetta Terza Piattaforma. Morandini lascia intendere che R1 potrebbe prendere per la prima volta in considerazione una strategia di crescita per acquisizione, «anche se scelte di questo tipo devono essere soppesate con grande attenzione per essere certi di metabolizzare al meglio le nuove competenze acquisite».

Giorgio Marinelli amministratore unico di Eurome
Giorgio Marinelli amministratore unico di Eurome

Per il momento, il modello di crescita organica adottato fin dagli esordi ha funzionato bene. Non fa eccezione la nuova realtà, Trice, che in questi ultimi dodici mesi R1 ha incubato al proprio interno, in base a un concetto di spin-off, un gruppo di lavoro focalizzato su uno specifico know-how (nel suo caso, la comunicazione multimediale e il social marketing). Come è avvenuto in passato con le altre aziende del Gruppo, il nuovo brand nel 2016 diventerà a tutti gli effetti parte della “rete” R1. «Trice ha dimostrato di avere qualità e competenze che integrano molto bene le nostre capacità attuali. La sua formale acquisizione consentirà al gruppo di valorizzare ulteriormente tali competenze» – spiega Morandini. «Con l’inserimento di una realtà giovane e dinamica, che ha già una forte dimestichezza con tecnologie “business oriented”, disponiamo di tutti gli elementi necessari per portare avanti il nostro piano di crescita, per questo nuovo anno e non solo».

Milano esponenziale

L’azione di R1 nella sua sede di Milano – che si appresta a celebrare il decimo anniversario – non è avulsa dalle specificità di un contesto «diverso per tradizione e cultura da quello romano» – riconosce Gaetano Calleri. «In tutte le organizzazioni articolate su più sedi – aggiunge il responsabile del team milanese – è del tutto normale operare lasciandosi in parte influenzare anche da fattori per così dire “ambientali”. «Ma le linee generali restano quelle fissate dal presidente di R1, Giancarlo Stoppaccioli e dal suo board. Noi abbiamo sposato completamente le linee commerciali del gruppo e infatti risultiamo vincenti, a Roma come a Milano, dove abbiamo registrato una crescita esponenziale nel 2015». Calleri attribuisce il successo di R1 a Milano anche al messaggio che l’azienda è riuscita a dare all’esterno. «Il terreno qui è sicuramente fertile, ma anche noi siamo stati capaci di presentarci come una realtà ben strutturata». All’inizio – sorride Calleri – «eravamo percepiti quasi come una startup». E qual è il segreto di questa maturazione? «Quello che distingue tutto il gruppo» – risponde Calleri. «Siamo una vera squadra. C’è sempre una grande sinergia, nessuna competizione interna. Altrove, mi sembra di vedere un forte individualismo. Qui in R1, c’è lo spirito opposto: nessun “fenomeno”, solo un grande lavoro di formazione, coinvolgimento dei giovani, ricerca di soluzioni nuove».

Questo spirito, secondo Calleri, consente a R1 di ottenere una buona replicabilità delle soluzioni tecnologiche messe a punto a beneficio del cliente, perché tutto si basa su una costante messa a fattor comune del lavoro svolto. Al tempo stesso, la capacità di immedesimarsi nelle situazioni dei clienti permette di rivestire ogni soluzione dei necessari elementi di specificità e personalizzazione “su misura”. Insieme a “stabilità”,  “condivisione”, è un’altra delle parole chiave che identifica in modo efficace il ruolo di R1 sul mercato dell’innovazione. Anticipando le parole di Alessandra Bossi, marketing coordinator negli uffici di Milano, Calleri si sofferma su un aspetto particolare della già citata capacità di “messa a fattor comune”. «È raro – afferma per esempio il responsabile di Milano – incontrare system integrator impegnati nel favorire uno scambio continuo di informazioni e know-how tra i decisori dello stesso settore, utilizzando strumenti come eventi partecipati, tavole rotonde e laboratori con una frequenza elevata. È un discorso che va oltre la semplice competizione tra aziende: lo scopo è parlare di soluzioni, far capire come un progetto implementato per un cliente possa essere vantaggioso per qualcun altro».


#R1 Morandini AD @R1spa «Vogliamo incidere sulla produttività delle aziende italiane»
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Capacità di progetto

Pur avendo a che fare con un mercato ampio e diversificato, l’offerta verso l’area del Nord Italia è molto omogenea. Certo, come si è già visto, le caratteristiche dell’imprenditoria settentrionale, la forza di un settore finanziario che tra l’altro Calleri considera come un precursore ideale quando si tratta di innovazione, si sentono tutte. «Ed è un bene che sia così, il mondo bancario è pur sempre la base dell’economia. Vale anche per l’information technology, in tutte le sue articolazioni, dalla sicurezza al marketing: una grande scuola per tutti i settori». Un altro fattore è la vicinanza logistica con tutti i vendor e i partner tecnologici, che permette lo sviluppo di nuove opportunità di business in modo «più smart», come dice Calleri. «Dopo gli ottimi risultati del 2015, l’obiettivo entro i prossimi due anni è quello di raggiungere una sostanziale parità di volume d’affari tra Milano e Roma. Il raggio d’azione sarà posizionato sempre sul territorio lombardo, in quanto ci permette di garantire una presenza fisica ai nostri interlocutori». Per centrare i suoi obiettivi a breve termine, R1 intende però rafforzare la sua squadra anche a Milano. «Presto si aggiungeranno molte nuove risorse. Stiamo pensando di sviluppare uno specifico segmento rivolto alle gare di appalto, acquisendo nuove competenze in materia di project e legal management».

Felice Leone amministratore unico di Gway
Felice Leone amministratore unico di Gway

Con Giorgio Marinelli e Felice Leone il nostro racconto entra nel dettaglio delle attività di Eurome e Gway, le due società indipendenti di cui i due manager sono amministratori unici. Per certi versi, Eurome eredita quelle che erano le originarie funzioni di R1 nel settore della commercializzazione di sistemi informatici distribuiti. «Continuiamo a fornire ai nostri clienti tutto ciò che va dallo smartphone alla workstation, cercando ogni volta di individuare le soluzioni giuste» – esordisce Marinelli. «Ma non ci limitiamo a questo: Eurome gestisce soprattutto la parte di governo, supporto e gestione di queste infrastrutture, abbinando le soluzioni che permettono al cliente di semplificare e snellire i propri processi interni». Oggi, secondo il responsabile di Eurome, è importante guardare anche agli aspetti di un’attrezzatura informatica che un tempo forse era più neutra rispetto agli obiettivi per cui l’hardware veniva acquistato. «In confronto ai player più tradizionali, ci differenzia la capacità di seguire da vicino l’evoluzione dei sistemi e di offrire contestualmente le soluzioni che modificano e rendono più efficiente il lavoro in ufficio». Marinelli si riferisce all’ampio catalogo Eurome di soluzioni, il facility o il project management, i sistemi per la gestione “geografica” delle informazioni, l’archiviazione documentale, l’energy management, ma anche la gestione delle SIM nei telefoni aziendali, la comunicazione multimediale e il workflow management.


#R1 Morandini AD @R1spa «Non vogliamo essere “tuttologi” ma crescere in competenza»
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Eurome, tutto per il workplace

Un altro punto di forza dell’azienda, aggiunge l’amministratore di Eurome, è l’esteso ecosistema di partner di cui l’azienda può avvalersi per assicurare ai suoi clienti la necessaria prossimità nella fase di progettazione e implementazione delle soluzioni. «Una rete, in costante contatto con una squadra commerciale di oltre trenta persone che Eurome condivide con le altre società del Gruppo». Visti i dati di crescita – che secondo Marinelli sono in linea con quelli che caratterizzano l’azione di R1 nel suo insieme – Eurome scommette su un 2016 altrettanto positivo. Anche qui lo spettro della clientela è molto ampio, con alcune punte di rilievo in settori come il finance, il lusso, l’industria manifatturiera e la sanità. In funzione delle ultime indicazioni di mercato – che dopo gli anni di grande successo delle soluzioni centrate sui terminali mobili e i tablet vedono un buon ritorno di attenzione nei confronti dei terminali per il posto di lavoro – conclude Marinelli – Eurome intende potenziare l’offerta nel segmento workplace management sia on-premises sia in modalità SaaS. «Workplace e facility management – tra i nostri clienti abbiamo per esempio il ramo assicurativo di Poste Italiane, Poste Vita – sono soluzioni che ci consentono di integrarci bene rispetto ad altre offerte del Gruppo. Per questo, continueremo a investire sulle nostre soluzioni e sulla formazione delle risorse che rappresentano il front-end verso i clienti finali, anche tenendo conto delle diversità che caratterizzano quest’ultimo a livello geografico». Felice Leone ha una definizione stringata ed efficace della mission di Gway, la società amministrata dal giovane manager. «Il nostro obiettivo è semplice, vogliamo rendere produttivi e compliant i dati e le informazioni generati dalle aziende che si affidano ai nostri sviluppatori e consulenti». Per essere ancora più efficace, Gway ha scelto di strutturarsi al proprio interno in base a cinque business unit centrate sulle aree di sviluppo applicativo, compliance legale e sicurezza, gestione del database, formazione e progettazione e realizzazione di sistemi gestionali.

La Gway che porta alla trasformazione

«Nella sua azione, Gway non ha mai voluto focalizzarsi in modo univoco su specifiche piattaforme e ambienti» – sottolinea ancora Leone. «Qui convivono felicemente anime molto diverse. Riusciamo per esempio a coniugare l’expertise accumulata sul middleware Oracle con un’approfondita conoscenza in materia di Microsoft Dynamics e degli ambienti open. Naturalmente, l’idea è di affiancare in misura crescente a un’offerta che oggi può essere definita tradizionale, soluzioni realizzate secondo i modelli IaaS e SaaS tipici del cloud computing, che si sta finalmente affermando anche in Italia». Queste modalità, osserva Leone, vengono pienamente incontro all’esigenza – avvertita dalle aziende di tutti i settori – «di accorciare molto il ciclo di sviluppo e implementazione delle soluzioni, riducendo al tempo stesso la dipendenza da investimenti in risorse di calcolo troppo rigide».

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Gaetano Calleri team leader Milano

Tra i suoi fattori differenzianti, Gway annovera – a giudizio del suo amministratore – una marcata capacità di definire percorsi multidisciplinari alla risoluzione delle problematiche dei clienti. «Riusciamo a coordinare in modo molto efficace i diversi ambiti consulenziali, come la sicurezza e il legal, intorno alle nostre competenze verticali. L’approccio realmente olistico al dato è sempre stato una realtà, anche grazie alla nostra solidità sul piano metodologico attraverso la rigorosa adozione di criteri ITIL, per esempio». E Leone dice di intravedere «un futuro roseo» per Gway insieme a tutto il gruppo R1, «se questa saprà essere l’azienda d’avanguardia che stiamo progettando, anche attraverso un nuovo piano di assunzioni orientate soprattutto a coprire le aree del project management e dello sviluppo applicativo». Gli obiettivi di espansione sono in linea con quelli di gruppo, forse addirittura più ambiziosi per una realtà che articola i propri piani attraverso le singole business unit, ciascuna responsabile di un preciso obiettivo di fatturato.


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Market share di tutto rispetto

«È presto per sbilanciarsi, considerando che Gway ha appena varato un piano industriale che si concluderà nel 2018. Ma se la trasformazione in chiave digitale che sta investendo l’Italia, pubblica amministrazione inclusa, troverà conferma, questa è un’azienda che può puntare a un market share importante del valore del comparto software e servizi a livello nazionale». In considerazione di questo potenziale, Leone trova ulteriori motivi di soddisfazione nella costanza con cui Gway ha coltivato le proprie risorse rinunciando a politiche di delocalizzazione e decentramento delle attività di sviluppo. E non si tratta solo di contrastare il fenomeno della fuga dei cervelli. «Rispetto a multinazionali del settore, Gway offre capacità di ascolto ed è più partecipe delle esigenze dei clienti e dei percorsi da condividere con loro, offrendo soluzioni che abbinano un’alta capacità professionale alla creatività tipicamente italiana». Infine, tra i comparti più vivaci, Leone cita sicuramente il finanziario, il retail e, in particolare al Nord, il fashion e la produzione di lusso. «Sono tutti settori dove è forte la consapevolezza che una consulenza tecnologica efficace può stimolare la crescita». Ma Leone osserva parallelamente anche un forte risveglio in tutto il comparto delle soluzioni per la PAC, che contribuisce al suo generale ottimismo. Il compito di tradurre questo ottimismo in affermazione sul mercato è condiviso, oltre che dai reparti che presidiano la progettazione, lo sviluppo e la vendita di soluzione, anche dall’agguerrita squadra incaricata delle strategie di marketing del gruppo.

Alessandra Bossi marketing coordinator
Alessandra Bossi marketing coordinator

«Questo è sempre stato un elemento fondamentale della filosofia di R1» – ribadisce Alessandra Bossi, marketing coordinator. Un’attività, quella della comunicazione, sulla quale R1 investe molto e che fa affidamento, accanto ai tradizionali strumenti, a una policy di vero e proprio coinvolgimento di partner e decisori in una continua rete di scambio di esperienze, esigenze e soluzioni. Per favorire questo dialogo ravvicinato, R1 si avvale soprattutto di eventi, tavole rotonde e laboratori tecnologici in cui mettere in costante confronto l’offerta tecnologica e le concrete esigenze dell’impresa. «Sono iniziative che stiamo cercando di verticalizzare in modo sempre più efficace sui diversi settori, per assicurare un’informazione mirata» – spiega Alessandra Bossi. Da questi incontri, prosegue la coordinatrice marketing, emerge sempre più definito il cambiamento che la figura del responsabile tecnologico assume al centro della sua organizzazione. L’obiettivo è quello di far percepire l’IT come uno strumento abilitante, non come centro di costo. «Oggi, i CIO che partecipano ai nostri incontri ci chiedono espressamente di aiutarli a cambiare la cultura tecnologica aziendale. R1 risponde organizzando anche eventi studiati appositamente per gli amministratori delegati e tutti gli altri manager che partecipano alle decisioni in materia di soluzioni informatiche».


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Benvenuta Trice!

Anche considerando le dimensioni nazionali e l’ampiezza dell’offering del gruppo, l’attività di autentica “formazione” del mercato svolta dal team R1 è sorprendente. «Siamo molto focalizzati sull’organizzazione dei nostri laboratori che vengono gestiti direttamente dai nostri specialist interni, al fine di proporre al mercato le nostre competenze, facendo toccare con mano le ultime tecnologie» – afferma Alessandra Bossi. Nell’anno appena concluso sono state organizzate quasi centoventi iniziative che hanno visto coinvolti decisori, partner e vendor che con R1 condividono una strategia di co-marketing. Se gli eventi hanno lo scopo di presentare la tecnologia in contesti alternativi e coinvolgenti, dove poter coltivare la relazione con il decisionale, R1 è molto presente sui principali canali social – Facebook, Twitter e LinkedIn – e, caso abbastanza unico in questo settore, la comunicazione con il mercato utilizza anche l’inedito strumento dei gruppi WhatsApp. «Lo sappiamo, questi canali partecipati sono molto delicati in termini di effetti positivi e negativi» – riconosce Bossi. Ma continuiamo a coltivare molto il concetto di referenza attiva, anche attraverso un lavoro di elaborazione di case study che stiamo portando avanti, suddividendo i progetti per settore di mercato e per ambito tecnologico, che verranno condivisi sui nostri social con l’obiettivo di farci conoscere dai nostri interlocutori anche attraverso i progetti realizzati. Da questa forte propensione alla comunicazione, nasce anche la nuova esperienza di Trice: un esperimento lanciato alla fine del 2014, con un team relativamente piccolo e un development manager, focalizzati sullo sviluppo di soluzioni di digital marketing, IoT, interaction design e comunicazione digitale. «L’intuizione di Trice deriva da uno studio sulla crescente convergenza tra iniziative IT e marketing. Oggi, le aziende – non solo B2C – ricorrono sempre più alle tecnologie per le loro attività di comunicazione. Da qui, la specialità di Trice in una comunicazione digitale e interattiva» – racconta Alessandra Bossi. E così, al termine del primo anno, Trice ha registrato un fatturato di circa due milioni di euro con case study di restyle web, sviluppo app, digital signage, comunicazione interattiva. Dopo essere stata la protagonista del tradizionale evento natalizio del Gruppo, dove la “startup” è stata presentata ufficialmente, adesso Trice si appresta a diventare il quarto brand di R1 e – secondo Bossi – avrà un ruolo importante nella strategia di ampliamento dell’offerta verso tutte le funzioni delle aziende che hanno scelto o sceglieranno il Gruppo R1 anche come un compagno affidabile e creativo del loro viaggio verso la digital transformation.

Foto di Gabriele Sandrini


 

R1, software e servizi sfiorano quota 30

Il board del Gruppo R1 ribadisce la mission e rivede al rialzo le cifre appena pubblicate dalla Top 100 di Data Manager per il 2014

Ha qualcosa da aggiungere, Giulio Morandini, al termine della lunga intervista per la realizzazione della Cover Story dedicata a R1. L’amministratore delegato del system integrator nazionale vuole chiarire meglio l’impatto che l’assetto societario del Gruppo, con l’evoluzione degli ultimi due anni, influisce sui numeri che esprimono il valore delle attività che l’azienda genera nel comparto software e servizi. «Molti nostri clienti ci hanno fatto i complimenti per l’ingresso nell’ultima classifica di Data Manager con i principali software vendor italiani, ma mi sembra utile fornire qualche dettaglio in più, per spiegare meglio anche alcuni aspetti della nostra struttura e del relativo posizionamento sul mercato». A partire dal 2014, sui valori conseguiti a livello di gruppo per la componente software e servizi – all’incirca 29 milioni di euro per l’anno appena citato – influiscono, secondo Morandini, le decisioni prese dal board della società, in particolare in merito agli assetti delle due aziende controllate da R1, Gway e Eurome. Senza tener conto di questo fattore, sottolinea Morandini, si rischia infatti di sottovalutare il ranking di R1.


#R1 Morandini AD @R1spa rivede al rialzo le cifre della classifica #Top100 per il 2014
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«Nel 2014, R1 ha sicuramente consolidato il suo fatturato alla voce software, crescendo sensibilmente. Ma in questo stesso anno il gruppo ha diversificato molto il suo business, acquisendo il controllo di Gway e sviluppando le attività di servizio erogate da Eurome, la sua azienda di office automation». In questa fase, prosegue Morandini, R1 ha delegato a Gway tutta la parte di sviluppo delle soluzioni da lei integrate, che rappresenta una quota non trascurabile del valore generato. Lo stesso vale per Eurome, che ha preso in mano diverse soluzioni applicative proprietarie del gruppo per alimentare una fase evolutiva che ha dato luogo a una azienda molto diversa rispetto all’originario fornitore di hardware e prodotti ICT. «Se andiamo a consolidare sotto un’unica voce tutto il valore generato così ripartito, si arriva a una cifra più elevata ma anche più realistica – conclude Morandini». Secondo l’AD, è opportuno tenere in considerazione il fatto che R1 si muove sul mercato come un gruppo. «Perché se è vero che Gway e Eurome agiscono come brand indipendenti, il controllo e la direzione strategica sono interamente affidati a R1».

«Nel 2014, R1 è cresciuta e nel successivo 2015 il trend positivo si è ulteriormente accentuato, sempre per la parte che riguarda le soluzioni applicative. Anche perché stiamo potenziando molto l’aspetto dei servizi, senza per questo rinunciare alla vendita di infrastruttura» osserva Giancarlo Stoppaccioli, presidente del Gruppo R1. «Piuttosto, la tendenza è di rivestire il cosiddetto “ferro” con soluzioni e servizi a corredo, spesso partendo da questi ultimi e facendo leva sulla capacità di rinnovamento dei processi per accelerare l’adozione di tecnologie più avanzate». Il valore complessivo di R1, conclude Stoppaccioli, continua a crescere e questo consente al gruppo di reinvestire in nuove competenze, formazione dei collaboratori, iniziative di marketing. «Non abbiamo ancora finalizzato il bilancio ma la cifra che verrà riportata per il 2015 alla voce software e servizi sarà nei dintorni dei 35 milioni, con una ulteriore significativa crescita rispetto al 2014». Il board del Gruppo R1 prosegue la sua azione volta allo sviluppo del business dell’azienda monitorandone tutti i processi interni. Formazione e valorizzazione delle risorse, solidità finanziaria e sviluppo del network costituiscono i cavalli di battaglia della crescita del Gruppo. «La strategia adottata prevede una condivisione delle esigenze di mercato e successiva proposizione di soluzioni tecnologiche all’avanguardia che contribuiscano allo sviluppo del business delle aziende», conclude Stoppaccioli.

L'articolo Tutti per R1 proviene da Data Manager Online.

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