Safari – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 25 Feb 2020 13:25:17 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Safari – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Safari rifiuterà qualsiasi certificato HTTPS valido per più di 13 mesi https://www.datamanager.it/2020/02/safari-rifiutera-qualsiasi-certificato-https-valido-per-piu-di-13-mesi/ Tue, 25 Feb 2020 13:25:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=196594 Per abbreviare il tempo di validità e richiedere dunque nuovi controlli, Apple Safari mostrerà avvisi di privacy ai siti con certificati ritenuti non più attendibili La scorsa settimana, al 49esimo CA Browser Forum, un consorzio che riunisce le principali autorità di certificazione web, Apple ha annunciato che smetterà di autorizzare i certificati HTTPS su Safari con […]

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Per abbreviare il tempo di validità e richiedere dunque nuovi controlli, Apple Safari mostrerà avvisi di privacy ai siti con certificati ritenuti non più attendibili

La scorsa settimana, al 49esimo CA Browser Forum, un consorzio che riunisce le principali autorità di certificazione web, Apple ha annunciato che smetterà di autorizzare i certificati HTTPS su Safari con oltre 13 mesi di validità, entro la fine dell’anno. I certificati HTTPS, basati sugli ultimi  standard di crittografia TLS, assicurano che la connessione a un determinato sito sia sicura e protetta. Qualsiasi certificato emesso dopo il 1 settembre, con oltre 398 giorni di validità, verrà rifiutato dal browser della Mela. Ciò significa che quando si visita un portale provvisto di tale certificazione, si vedrà un avviso sulla privacy. Tuttavia, come sviluppatore, se il certificato è stato emesso prima del 1 settembre, non sarà interessato.

Cosa succede ai siti con HTTPS

Per effetto di ciò, siti come GitHub che dispongono di certificati con validità di due anni, saranno rifiutati da Safari se otterranno un altro certificato biennale dopo agosto. In precedenza, le autorità di certificazione erano solite emettere certificati con più di cinque anni di validità. Nel 2017, il limite massimo di validità è stato ridotto a 825 giorni.

Per gli utenti finali, ciò significa che i siti con i più recenti standard di crittografia e sicurezza manterranno i dati privati. Michal Špaček, uno sviluppatore, ha notato sul suo blog che spesso i browser omettono i controlli di certificazione online per accelerare i tempi di caricamento di un sito. Quindi, limitare la validità di un certificato è una buona mossa. Detto questo, alcune autorità di certificazione di terze parti come Let’s Encrypt forniscono certificati pluriennali con strumenti di rinnovo automatico.

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Firefox, Chrome ed Edge dicono addio alle password https://www.datamanager.it/2018/04/firefox-chrome-ed-edge-dicono-addio-alle-password/ Thu, 12 Apr 2018 09:29:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145539 Lo standard WebAuthn è pronto a rivoluzionare il modo di gestire gli accessi personali a siti web e app Sviluppato dal World Wide Web Consortium (W3C) e dalla FIDO Alliance, WebAuthn è una piattaforma API che consente agli sviluppatori di implementare meglio il nuovo standard di accesso sicuro FIDO2, che usa metodi di autenticazione come […]

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Lo standard WebAuthn è pronto a rivoluzionare il modo di gestire gli accessi personali a siti web e app

Sviluppato dal World Wide Web Consortium (W3C) e dalla FIDO Alliance, WebAuthn è una piattaforma API che consente agli sviluppatori di implementare meglio il nuovo standard di accesso sicuro FIDO2, che usa metodi di autenticazione come la biometria e token USB facendo dimenticare per sempre le classiche password. A livello browser, oggi il sistema è supportato dal solo Firefox ma presto arriverà su Chrome e Microsoft Edge. Nessuna speranza invece di vederlo sul Safari di Apple, visto che la compagnia statunitense non permette ad API esterne di funzionare durante la navigazione, sebbene la Mela sia tra le compagnie che hanno lavorato allo standard.

Come funziona

Tutti conosciamo la comodità di token hardware per l’accesso sicuro ai servizi aziendali. Alcuni siti e app, tra cui quelle di Google, supportano la tecnologia tramite le chiavi di vari produttori, che abilitano una doppia autenticazione forse più macchinosa della sola password alfanumerica ma di certo più sicura. Con l’arrivo di WebAuthn le cose cambiano perché il codice è basato su un sistema aperto la cui libreria può essere integrata da chiunque nei propri progetti. Con un solo token dunque si potrà accedere a varie piattaforme, peraltro con modalità sempre più interessanti.

Certe chiavette infatti sono già dotate di lettore di impronte, così da velocizzare i processi di autenticazione tramite biometria e rendere il passaggio a un mondo senza password meno indolore. Il punto di partenza sono i browser ma è evidente che la tecnica coinvolge tutti, persino i big della rete, come Facebook, che da una novità del genere non potrebbe che trarre beneficio, al netto di Cambridge Analytica.

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Cortana arriva su iPad https://www.datamanager.it/2018/02/cortana-arriva-ipad/ Fri, 09 Feb 2018 19:00:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140811 Dopo oltre due anni dal porting per iPhone l’assistente vocale di Microsoft approda sul tablet di Apple, con una nuova veste grafica Microsoft ha reso disponibile l’app di Cortana per iPad, espandendo la sua presenza nell’universo Apple. Sul finire del 2015, la compagnia di Redmond lanciava l’assistente vocale sullo smartphone della concorrenza, l’iPhone, cercando di […]

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Dopo oltre due anni dal porting per iPhone l’assistente vocale di Microsoft approda sul tablet di Apple, con una nuova veste grafica

Microsoft ha reso disponibile l’app di Cortana per iPad, espandendo la sua presenza nell’universo Apple. Sul finire del 2015, la compagnia di Redmond lanciava l’assistente vocale sullo smartphone della concorrenza, l’iPhone, cercando di cogliere l’interesse degli utenti della Mela vogliosi di capire come fosse il mondo al di fuori di Siri. Ebbene, ora anche chi ha un iPad può beneficiare delle attività di machine learning della sensuale voce, che con il tempo è cresciuta, imparando a fare dell’altro, oltre che raccontare qualche barzelletta e dire chi è Bill Gates. Cortana approda su iPad con una nuova interfaccia grafica, che è più adatta ai display da 7,9 (Mini), 9,7, 10,5 e 12,9 pollici (Pro) delle diverse varianti del device di Cupertino, potendo così sfruttare una porzione di schermo interessante per la visualizzazioni delle informazioni mostrate di volta in volta.

Mai di default

Tutti i pregi di una AI che risponde in maniera umana alle richieste delle persone, cadono dinanzi all’impossibilità di porre l’assistente come supporto di default del tablet. A differenza di quanto avviene su Android, dove praticamente si può modificare tutto con tutto nelle impostazioni, Apple non permette di sostituire le app predefinite con quelle di terze parti. Così Chrome non prevarrà mai su Safari, Maps su Mappe e Cortana non sarà mai regina su Siri.

Detto ciò, per usare ogni volta l’AI bisogna aprire fisicamente l’applicazione, senza poterla attivare con la sola voce; una necessità scomoda ma al momento invalicabile. Microsoft sta lavorando per ampliare i paesi che supportano il suo software. Ad oggi Cortana è presente in 13 nazioni mentre Siri in 36, sebbene non con un idioma specifico per ogni lingua.

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Siri ha preferito Google a Bing di Microsoft https://www.datamanager.it/2017/09/siri-preferito-google-bing-microsoft/ Tue, 26 Sep 2017 17:30:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131723 Apple ha deciso che Google sostituirà Bing come motore di ricerca di riferimento di Siri per link e video Fino ad oggi Siri ha utilizzato Bing di Microsoft per le sue ricerche online ma le cose sono cambiate. Ora l’assistente vocale di Apple ha deciso di affidarsi a Google per questa operazione su iOS e […]

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Apple ha deciso che Google sostituirà Bing come motore di ricerca di riferimento di Siri per link e video

Fino ad oggi Siri ha utilizzato Bing di Microsoft per le sue ricerche online ma le cose sono cambiate. Ora l’assistente vocale di Apple ha deciso di affidarsi a Google per questa operazione su iOS e Spotlight su Mac. Da anni l’azienda di Mountain View paga profumatamente la Mela per rimanere il motore di ricerca preinstallato su Safari sia su mobile sia su fisso. Per Microsoft si tratta di un problema non da poco visto che il suo software, che ha integrato un nuovo sistema per identificare le fake news, non ha ancora colmato il profondo gap con la concorrenza.

Google ora si occuperà per Siri di qualsiasi richiesta da parte dell’utente compresi link e video. All’interno dei risultati non saranno presenti nessuna delle inserzioni comunemente mostrate nelle SERP. Inoltre, la crittografia proteggerà la privacy degli utenti e le informazioni da loro cercate. “Passare a Google come provider per le ricerche web di Siri, per la ricerca di iOS e per Spotlight su Mac consentirà a questi servizi di avere un’esperienza coerente con quella default di Safari. – afferma un portavoce di Apple a TechCrunch – Abbiamo solide partnership con Google e Microsoft e continueremo a impegnarci per fornire agli utenti la migliore esperienza possibile”.

L’azienda di Redmond, che sta progettando nuovi cavi sottomarini insieme a Facebook, può comunque consolarsi con il fatto che Bing rimarrà il motore di ricerca principale per immagini. “Diamo valore alla nostra partnership con Apple e guardiamo avanti per proseguire la collaborazione in molti modi, inclusa la ricerca delle immagini su Bing in Siri, per offrire la migliore esperienza possibile ai nostri clienti”, afferma l’azienda in una nota. Microsoft ha inoltre sottolineato che tramite il suo software passano un terzo delle ricerche su PC negli USA e ha rimarcato le partnership con Yahoo!, AOL, Amazon e Twitter.

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Chrome batte tutti i browser, Microsoft crolla https://www.datamanager.it/2016/11/chrome-batte-tutti-browser-microsoft-crolla/ Tue, 08 Nov 2016 11:17:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113069 Chrome detiene la metà delle quote del mercato browser su desktop grazie al calo di Edge ed Explorer di Microsoft Chrome si conferma il re dei browser secondo gli analisti di Net Application. Il software per la navigazione di Google ha rosicchiato quote di mercato ai servizi di Microsoft, che hanno perso il 18% dall’inizio […]

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Chrome detiene la metà delle quote del mercato browser su desktop grazie al calo di Edge ed Explorer di Microsoft

Chrome si conferma il re dei browser secondo gli analisti di Net Application. Il software per la navigazione di Google ha rosicchiato quote di mercato ai servizi di Microsoft, che hanno perso il 18% dall’inizio dell’anno. In ambito desktop Chrome è passato dal 35% del gennaio scorso al 55% nell’arco di 10 mesi. La piattaforma di Big G ha beneficiato del vistoso calo di Explorer (- 20,7%) e alla crescita ridotta di Edge (+ 2,2%). Insieme i due browser hanno perso circa 331 milioni di utenti in tutto il mondo. Firefox di Mozilla rimane stabile all’11% mentre Safari di Apple si ferma al 3,7% facendosi superare da Edge, che attualmente risulta essere il browser più sicuro.

Chrome mantiene la prima posizione anche in abito mobile. Il navigatore di Google cresce dal 41,6 al 54,2% rispetto all’inizio dell’anno mentre Safari passa dal 34,1 al 26,6%. Al terzo posto si piazza il browser di Android (9,1%), Opera Mini (6%) e Internet Explorer (1,5%).

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Apple disattiverà Flash e altri plugin su Safari https://www.datamanager.it/2016/06/apple-disattivera-flash-altri-plugin-safari/ Wed, 15 Jun 2016 15:00:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=103541 Il prossimo macOS Sierra integrerà una funzione di auto-spegnimento dei moduli interattivi considerati ancora pericolosi La salvezza del web, o almeno di parte di esso, è nell’HTML5. Quando il protocollo verrà adottato definitivamente e su larga scala potremmo dire addio per sempre a Flash e altri codici usati ancora oggi per sviluppare contenuti interattivi. Non […]

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Il prossimo macOS Sierra integrerà una funzione di auto-spegnimento dei moduli interattivi considerati ancora pericolosi

La salvezza del web, o almeno di parte di esso, è nell’HTML5. Quando il protocollo verrà adottato definitivamente e su larga scala potremmo dire addio per sempre a Flash e altri codici usati ancora oggi per sviluppare contenuti interattivi. Non è un segreto che Apple non abbia mai accettato di buon grado l’esistenza di Flash. Non a caso a bordo di iPhone e iPad potete dimenticarvi di far partire un video che sfrutta tale linguaggio; si tratta di una scelta molto contestata in passato ma che, a distanza di anni, sta dando i suoi frutti.

Qual è il problema

Sappiamo infatti quanti pericoli possano nascondersi dietro i moduli flash: prima di tutto malware e virus, eseguiti in automatico dai computer. Come spiegato dallo sviluppatore della Mela, Ricky Mondello, sul prossimo macOS Sierra, Safari disattiverà in automatico i contenuti in Flash, preferendo le implementazioni in HTML5. Se un sito richiede il prodotto Adobe, l’utente potrà scegliere di attivarlo con un click, così come avviene già su Chrome. “Molti dei portali che richiedono Flash e non offrono un’alternativa in HTML5 richiederanno la necessità di installare un modulo aggiuntivo. Non tutti però vorrebbero visualizzare contenuti del genere su Safari ed è per questo che, con un solo click, si potrà disattivare per sempre la richiesta. Con una modalità simile verranno gestiti altri plugin comuni” – ha spiegato Apple.

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Apple rilascia iOS 9.3.1 per risolvere il bug di Safari https://www.datamanager.it/2016/04/apple-rilascia-ios-9-3-1-risolvere-bug-safari/ Fri, 01 Apr 2016 13:13:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=98205 iOS 9.3.1 ha risolto il bug legato ai link di Safari che provocavano il crash di alcune app Apple ha reso disponibile un nuovo aggiornamento del suo sistema operativo per correggere alcuni bug che lo hanno funestato a pochi giorni dal rilascio ufficiale. iOS 9.3.1 ha eliminato il problema legato ai link di Safari, Mail, Messaggi […]

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iOS 9.3.1 ha risolto il bug legato ai link di Safari che provocavano il crash di alcune app

Apple ha reso disponibile un nuovo aggiornamento del suo sistema operativo per correggere alcuni bug che lo hanno funestato a pochi giorni dal rilascio ufficiale. iOS 9.3.1 ha eliminato il problema legato ai link di Safari, Mail, Messaggi e browser di terze parti. Molti utenti avevano infatti segnalato il blocco delle app quando si cliccava su alcuni url. Precedentemente, Apple aveva rilasciato un altro aggiornamento di iOS 9.3 per permettere ad alcuni possessori di modelli di iPhone e iPad più vecchi di evitare il crash del sistema dopo aver scaricato la main release. Nonostante i problemi riscontrati iOS 9.3 rimane il sistema operativo più stabile sul mercato con il 2,2% di casi di crash riscontrati contro il 2,6% di Android. L’analisi è stata effettuata da Apteligent.

iOS 9.3.1 può essere scaricato tramite iTunes o in automatico per iPhone 4 e successivi, iPad 2 e successivi e iPod Touch di 4° e 5° generazione.

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Microsoft Edge guadagna (poco) terreno tra i browser https://www.datamanager.it/2016/03/microsoft-edge-guadagna-poco-terreno-browser/ Wed, 02 Mar 2016 17:59:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=95917 Microsoft Edge aumenta la sua quota di mercato nel settore browser ma è molto lontano da Chrome e Safari Microsoft ha chiuso l’era di Explorer con l’arrivo di Windows 10. Il nuovo sistema operativo infatti integra al suo interno il browser Edge, precedentemente conosciuto come Spartan. Purtroppo per l’azienda di Redmond l’adozione del suo navigatore […]

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Microsoft Edge aumenta la sua quota di mercato nel settore browser ma è molto lontano da Chrome e Safari

Microsoft ha chiuso l’era di Explorer con l’arrivo di Windows 10. Il nuovo sistema operativo infatti integra al suo interno il browser Edge, precedentemente conosciuto come Spartan. Purtroppo per l’azienda di Redmond l’adozione del suo navigatore web non corre di pari passo con quella del suo OS, che non renderà disponibili le app Android salvo ripensamenti.

NetMarketShare ha diffuso i dati sulle quote di mercato dei browser per il mese di febbraio ed Edge ha guadagnato qualcosa rispetto al mese precedente attestandosi al 3-4% di market share. La soluzione di Microsoft, che lancerà i suoi HoloLens il 30 marzo, ha alcuni limiti rispetto alla concorrenza. Innanzitutto è disponibile solo su Windows 10 ed è un prodotto piuttosto recente che manca di quelle funzioni che più interessano agli utenti come le estensioni. Al primo posto in classifica troviamo Internet Explorer 11 (23,16%) seguito da Chrome 48.0 (22,10%) e Internet Explorer 8 (8,16%). Firefox 44 di Mozilla, il cui sistema operativo Firefox OS sarà utilizzato in progetti per l’Internet of Things, si ferma in quarta posizione (5,41%).

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Safari si chiude senza motivo? Ecco come risolvere il problema https://www.datamanager.it/2016/01/safari-si-chiude-senza-motivo-risolvere-problema/ Thu, 28 Jan 2016 10:39:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=93306 Un problema ai suggerimenti della barra degli indirizzi provoca il crash di Safari su iOS e Mac. Ecco come risolvere il problema in pochi passi Questa mattina diversi utenti Apple hanno avuto problemi con Safari. Il browser va in crash senza nessuna interazione con la barra degli indirizzi e diventa quindi impossibile navigare in Rete. […]

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Un problema ai suggerimenti della barra degli indirizzi provoca il crash di Safari su iOS e Mac. Ecco come risolvere il problema in pochi passi

Questa mattina diversi utenti Apple hanno avuto problemi con Safari. Il browser va in crash senza nessuna interazione con la barra degli indirizzi e diventa quindi impossibile navigare in Rete. Il problema, che è stato riscontrato sia su iOS sia su OS X, sembra risiedere nei server di Cupertino e può essere facilmente risolto in pochi semplici passaggi in attesa di una soluzione ad hoc da parte della Mela. Tutto è nato dalla funzione di suggerimento dei risultati utilizzata dal motore di ricerca predefinito e Safari per aiutare l’utente a completare la digitazione. Durante l’invio dei dati ai server di Apple il sistema pare abbia qualche difficoltà a interpretarli provocando il collasso del software.

Safari crash: ecco come risolvere il problema su iOS e Mac

Per riportare Safari al corretto funzionamento su iOS è sufficiente cliccare su Impostazioni e selezionare la voce Safari. Successivamente basta disattivare l’interruttore “Suggerimenti di Safari” su iPhone e “Suggerimenti Spotlight” su iPad”.

Per Mac, invece, il processo è un po’ più complicato. Cliccando “Preferenze” sotto il menu “Safari” bisogna attivare il pannello “Cerca” e rimuovere la spunta dall’opzione “Includi i suggerimenti del motore di ricerca”. Nel caso il browser abbia ancora problemi, si consiglia di navigare in modalità anonima (File > Nuova Finestra Privata) o di riavviare il software.

Per chi invece avesse problemi con la batteria del proprio iPhone, che non segnala il corretto livello di carica, ecco il procedimento per risolvere il bug.

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Quanto spende Google per rimanere su iOS? https://www.datamanager.it/2016/01/quanto-spende-google-rimanere-ios/ Fri, 22 Jan 2016 09:53:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=92862 Durante il processo fra Google ed Oracle è emerso che Big G pagherebbe ad Apple una percentuale sui guadagni delle ricerche su iOS per rimanere motore di ricerca predefinito In tempi recenti si è parlato della possibilità che Apple abbia deciso di chiudere il suo rapporto con Google come browser predefinito di Safari. Big G […]

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Durante il processo fra Google ed Oracle è emerso che Big G pagherebbe ad Apple una percentuale sui guadagni delle ricerche su iOS per rimanere motore di ricerca predefinito

In tempi recenti si è parlato della possibilità che Apple abbia deciso di chiudere il suo rapporto con Google come browser predefinito di Safari. Big G ha già perso l’esclusiva con Firefox in favore di Yahoo! e non può certamente lasciarsi scappare anche quella con la Mela. E’ risaputo che l’azienda di Mountain View paghi ad Apple un cifra piuttosto elevata per mantenere lo status del suo motore di ricerca su iPhone e iPad (si parla addirittura di 1 miliardo di dollari) ma ora sono trapelate cifre più precise riguardanti l’accordo fra le due società. Bloomberg è entrata in possesso di alcuni documenti relativi al processo fra Google ed Oracle per alcuni diritti d’autore contestati e pare che Big G corrisponda ad Apple una somma davvero ingente.

Google, che presto permetterà di effettuare il download delle app direttamente dal motore di ricerca, pagherebbe alla Mela una percentuale sui guadagni ottenuti dalle ricerche online effettuate dagli utenti iOS. Un testimone avrebbe dichiarato al processo che la percentuale sarebbe del 34% ma lo stesso Bloomberg rivela che questa potrebbe essere la cifra intascata da Big G e non da Apple. Poiché si tratta di un’informazione “estremamente confidenziale” entrambe le aziende hanno chiesto la rimozione della dichiarazione dagli atti ma il giudice non avrebbe dato il suo assenso. La diffusione della somma corrisposta da Google ad Apple potrebbe infatti sfavorire il colosso di Mountain View, i cui partner potrebbero chiedere un ritocco dei contratti alla luce dell’accordo stipulato con l’azienda di Cupertino.

“Ci piacerebbe continuare la nostra partnership con Apple” – aveva dichiarato qualche tempo fa Omid Kordestani, Senior Advisor di Google e ora Presidente Esecutivo di Twitter –  E stiamo facendo del nostro meglio per lavorare con loro. Questo è tutto quello che posso dire per adesso”.

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