Securities and Exchange Commission – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 09:02:55 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Securities and Exchange Commission – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Twitter entra in Borsa: obiettivo un miliardo di dollari https://www.datamanager.it/news/twitter-entra-borsa-obiettivo-un-miliardo-di-dollari-50198.html Fri, 04 Oct 2013 18:00:20 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/twitter-entra-in-borsa-obiettivo-un-miliardo-di-dollari/ Twitter ha consegnato i documenti relativi alle Ipo. Il primo obiettivo è la raccolta di un miliardo di dollari in attesa di decidere su quale listino quotarsi

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Twitter ha consegnato i documenti relativi alle Ipo. Il primo obiettivo è la raccolta di un miliardo di dollari in attesa di decidere su quale listino quotarsi

Twitter ha fatto il primo passo verso il suo ingresso in Borsa. Il sito di microblogging ha presentato a settembre i primi documenti alla Securities and Exchange Commission (SEC) in merito alle Ipo. Come molti supponevano, la società creata da Jack Dorsey potrebbe sbarcare a Wall Street già dal 2014. Intanto, per la prima volta il suo bilancio è diventato di dominio pubblico.

Sarà un flop come Facebook?

Nel 2012 Twitter ha registrato ricavi per 316,9 milioni di dollari mentre nei primi sei mesi del 2013 ne ha ottenuti per 253,6 milioni ma con una perdita di 69,3 milioni di dollari. I numeri sono in linea con quelli stimati dagli analisti ma i possibili azionisti temono di dover affrontare un flop come quello di Facebook. Twitter infatti dipende fortemente dalla pubblicità, che ha rappresentato l’87% dei ricavi del social network nella prima metà di quest’anno. Comunque attualmente il valore di Twitter è stimato attorno ai 15 miliardi di euro.  

Primo obiettivo: raccogliere un miliardo di dollari

Ora Twitter come primo passo dovrà raggiungere la cifra di un miliardo di dollari come deposito iniziale. Se la valutazione della SEC dovesse essere positiva, il social network potrebbe fare il suo ingresso in Borsa già a novembre, anche se non è ancora chiaro se i suoi titoli saranno scambiati al Nasdaq o al New York Stock Exchange.

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I Bitcoin arrivano in Borsa, ci pensano i Winklevoss https://www.datamanager.it/news/i-bitcoin-arrivano-borsa-ci-pensano-i-winklevoss-48544.html Wed, 03 Jul 2013 09:35:05 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/07/i-bitcoin-arrivano-in-borsa-ci-pensano-i-winklevoss/ I due gemelli che si attribuivano la paternità di Facebook sembrano decisi a creare un fondo di Bitcoin per scambiarli nel tradizionale mercato azionario

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I due gemelli che si attribuivano la paternità di Facebook sembrano decisi a creare un fondo di Bitcoin per scambiarli nel tradizionale mercato azionario

Le potenzialità della moneta digitale Bitcoin sono state colte da molti imprenditori. Kim Dotcom accetta i pagamenti con questo tipo di valuta per Mega e Amazon ha lanciato i propri “Coins” per favorire gli acquisti online. I guadagni derivanti dai Bitcoin hanno attirato l’attenzione anche dei gemelli Winklevoss, famosi per la disputa sulla paternità di Facebook, che presto diverrà un vero e proprio giornale, con Mark Zuckerberg. I due ex studenti di Harvard, Cameron e Tyler, hanno infatti deciso di portare la valuta digitale nella Borsa tradizionale.

Winklevoss Bitcoin Trust

I due gemelli hanno chiesto alla Securities and Exchange Commission (SEC), la stessa istituzione che ha permesso l’uso dei social network per le comunicazioni ufficiali delle aziende, di poter aprire un fondo di Bitcoin chiamato “Winklevoss Bitcoin Trust” e di quotarlo in Borsa così come succede per i fondi Etf. Ad ogni azione corrisponderà un certo quantitativo di valuta digitale. Nei piani dei Winklevoss, il primo giorno di contrattazioni saranno messi in vendita 1 milione di titoli. Gli stessi gemelli però mettono in guardia i possibili stakeholder dai pericoli connessi alla valuta digitale, in particolare quelli legati a violazioni informatiche.

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Apple emetterà obbligazioni, non succedeva dal 1996 https://www.datamanager.it/news/apple-emetter-obbligazioni-non-succedeva-dal-1996-46459.html Tue, 30 Apr 2013 16:24:11 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/apple-emettera-obbligazioni-non-succedeva-dal-1996/ Apple ha comunicato alla Sec che emetterà un numero ancora imprecisato di bond per raccogliere abbastanza liquidità da coprire una parte dei 100 miliardi di dollari da restituire agli azionisti

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Apple ha comunicato alla Sec che emetterà un numero ancora imprecisato di bond per raccogliere abbastanza liquidità da coprire una parte dei 100 miliardi di dollari da restituire agli azionisti

Apple comincia a sentire aria di crisi e, complici anche i risultati finanziari decisamente poco soddisfacenti, ha comunicato alla Securities and Exchange Commission (Sec), l’equivalente della nostra Consob, che emetterà obbligazioni per recuperare una parte dei 100 miliardi di dollari che dovrà restituire agli azionisti entro il 2015.

Una scelta “obbligata”

Era dal 1996 che l’azienda di Cupertino ora guidata da Tim Cook, che potrebbe essere presto sostituito, non emetteva titolo di debito. La quantità e il prezzo di questi cosiddetti “iBond” non sono stati ancora definiti, ma si sa che a curare l’operazione saranno Goldman Sachs e Deutsche. Il provvedimento eviterà ad Apple di dover far rientrare negli USA la liquidità detenuta all’estero per pagare gli azionisti.

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Mark Zuckerberg si riduce lo stipendio da due milioni a un dollaro https://www.datamanager.it/news/mark-zuckerberg-si-riduce-lo-stipendio-da-due-milioni-un-dollaro-46375.html Mon, 29 Apr 2013 09:31:19 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/mark-zuckerberg-si-riduce-lo-stipendio-da-due-milioni-a-un-dollaro/ Con un patrimonio di 13 miliardi di dollari, il fondatore di Facebook quest'anno riceverà una paga simbolica di 1 dollaro 

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Con un patrimonio di 13 miliardi di dollari, il fondatore di Facebook quest’anno riceverà una paga simbolica di 1 dollaro 

Il futuro politico Mark Zuckerberg ha deciso di ridursi lo stipendio per il 2013 a un dollaro per reinvestire i soldi risparmiati in un rilancio del suo prodotto. Il patron di Facebook, che deve 1,1 miliardi di dollari al Fisco per le Ipo, ha guadagnato nel 2012, secondo la Securities and Exchange Commission, 2 milioni di dollari. La maggior parte del suo compenso è comunque servito a pagare i suoi viaggi in aereo privato che sono tutti spesati dall’azienda.

Una cifra simbolica

Non è la prima volta che un leader di una grande azienda decide di ridursi lo stipendio a una cifra simbolica. Il primo è stato Steve Jobs nel 1998, a cui sono seguiti Sergey Brin, che preferisce i Google Glass agli smartphone, e Eric Schmidt, portavoce nel mondo di un Web più libero, nel 2005. Al di là dei problemi in Borsa di Facebook, Zuckerberg non piange certo miseria visto che il suo patrimonio personale è stimato attorno ai 13 miliardi di dollari più un cospicuo numero di azioni.

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Via libera della SEC, le aziende parlano social https://www.datamanager.it/news/libera-della-sec-le-aziende-parlano-social-45637.html Wed, 03 Apr 2013 12:57:47 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/via-libera-della-sec-le-aziende-parlano-social/ La Securities and Exchange Commission permette alle aziende di utilizzare Facebook e Twitter per le comunicazioni societarie purché gli investitori siano avvertiti su quale canale utilizzano

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La Securities and Exchange Commission permette alle aziende di utilizzare Facebook e Twitter per le comunicazioni societarie purché gli investitori siano avvertiti su quale canale utilizzano

Le aziende diventano sempre più social. La Securities and Exchange Commission (SEC) ha dato il via libera per l’utilizzo dei social media come Twitter, che porterà la musica su iOS con un’app, e Facebook, che permette di commentare i commenti, per la divulgazione di comunicazioni societarie.

Gli investitori devono essere informati

“La maggiore parte dei social media sono perfettamente idonei per comunicare con gli investitori, ma non se il loro accesso e’ limitato o se gli investitori non sanno dove dover andare per avere le ultime informazioni”, riferisce la Consob americana. Gli investitori dovranno quindi essere avvertiti del canale che l’azienda ha deciso di utilizzare. E’ un passo importante e in linea con i tempi quello deciso dalla Sec. Al giorno d’oggi infatti i profili social dei manager sono più seguiti dei canali tradizionali per la diffusione di informazioni sulle aziende.

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Il Nasdaq rischia 5 milioni di multa dal Sec per l’Ipo di Facebook https://www.datamanager.it/news/il-nasdaq-rischia-5-milioni-di-multa-dal-sec-l-ipo-di-facebook-44061.html Wed, 06 Feb 2013 12:04:56 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/il-nasdaq-rischia-5-milioni-di-multa-dal-sec-per-lipo-di-facebook/ L’indice dei titoli tecnologici sta trattando con la Securities and Exchange Commission per non pagare una multa di 5 milioni di dollari a causa del flop dell’entrata in Borsa di Facebook

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L’indice dei titoli tecnologici sta trattando con la Securities and Exchange Commission per non pagare una multa di 5 milioni di dollari a causa del flop dell’entrata in Borsa di Facebook

All’inizio c’era chi pensava che la valutazione delle Ipo di Facebook da parte del Nasdaq, 38 dollari a titolo, fosse molto inferiore al valore reale. Ora anche i più accaniti fan del social si sono dovuti ricredere. Il Wall Street Journal, che ha subito recentemente un attacco informatico, fa sapere che il Sec, l’ente statunitense che vigila sui titoli borsistici, vuole multare di 5 milioni di dollari il Nasdaq per il flop di Facebook in Borsa. Il social network ha recentemente aumentato i prori ricavi ma a Wall Street le cose non vanno come Zuckerberg sperava. Oggi le azioni di Facebook hanno chiuso a 28,64 dollari.

“Stiamo lavorando a stretto contatto con la SEC per risolvere i problemi emersi dagli eventi il 18 maggio” ha affermato Joseph Christinat, portavoce di Nasdaq OMX. Nel frattempo la “borsa dell’hitech” ha fatto sapere di aver stanziato 62 milioni di dollari per risarcire gli investitori che hanno perso denaro dalla sopravvalutazione dei titoli di Facebook, che negli USA ha lanciato la sua gift card.

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