Siria – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sat, 06 Oct 2018 13:20:58 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Siria – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Perché l’Unicef vuole minare Ethereum https://www.datamanager.it/2018/02/perche-lunicef-vuole-minare-ethereum/ Mon, 05 Feb 2018 19:00:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140332 Si chiama Game Chaingers il progetto con cui l’organizzazione chiede a tanti ragazzi di usare il proprio computer per creare criptomoneta a favore dei bambini in Siria Unicef ha lanciato un nuovo progetto di fund-raising completamente basato sulla blockchain. Si chiama Game Chaingers ed è l’iniziativa con cui l’organizzazione in difesa dei diritti dei più […]

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Si chiama Game Chaingers il progetto con cui l’organizzazione chiede a tanti ragazzi di usare il proprio computer per creare criptomoneta a favore dei bambini in Siria

Unicef ha lanciato un nuovo progetto di fund-raising completamente basato sulla blockchain. Si chiama Game Chaingers ed è l’iniziativa con cui l’organizzazione in difesa dei diritti dei più piccoli intende minare una montagna di monete Ethereum da destinare ai bambini siriani. In pratica, alle classiche donazioni a cui ognuno può dar seguito per le diverse esigenze del gruppo ora si affiancano quelle di criptocurrency, che non richiedono sforzo economico diretto ma solo una percentuale di energia del proprio computer, necessaria al processo di mining. Game Chaingers funziona così: collegandosi a questa pagina, si installa il software di calcolo che userà la scheda grafica per ottenere valuta digitale in Ethereum. Questa andrà a finire direttamente sull’account di Unicef, che lo userà a scopo umanitario e in particolare a favore dei minori che si trovano nella Siria dilaniata dalla guerra.

Non consuma come i Bitcoin

A qualcuno potrebbe sorgere il dubbio che, per sostenere l’attività, si finisca con il peggiorare la situazione ambientale del mondo, per via dell’energia spesa durante i processi di minazione. La stessa Unicef ha anticipato i critici, spiegando come i computer, durante l’utilizzo di Game Chaingers, continuano a usare la stessa elettricità di sempre, visto che qui non si tratta di spendere la potenza di calcolo per far crescere i Bitcoin nel proprio portafoglio. In poche parole è come se si creasse una server farm composta da migliaia (Unicef spera milioni) di persone, che dedicano solo una parte del consumo grafico al progetto; nel gergo del mining il termine esatto è POOL.

L’iniziativa poi non andrà avanti per sempre ed è comunque limitata a chi soddisfa i requisiti minimi di sistema: ambiente Windows o Linux e scheda grafica Nvidia o AMD di fascia medio-alta. Chiunque volesse supportare l’azione ma non potesse per le capacità ridotte del PC può comunque inviare fondi all’indirizzo hash di Unicef su Ethereum: 0x29165d4a5eE555b3B47FA7d4772f35FE41dB2769.

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Tornano i Syrian Electronic Army https://www.datamanager.it/2014/11/tornano-i-syrian-electronic-army/ Fri, 28 Nov 2014 14:31:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65835 Nella notte tra giovedì e venerdì, un’azione di hacking ha permesso di reindirizzare il traffico diretto a diversi siti internazionali, tra cui quello di Repubblica C’è chi ha provato a controllare le ultime news su Repubblica, Forbes e il Boston Globe e si è ritrovato davanti una pagina con la scritta “Sei stato hackerato”. Presi […]

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Nella notte tra giovedì e venerdì, un’azione di hacking ha permesso di reindirizzare il traffico diretto a diversi siti internazionali, tra cui quello di Repubblica

C’è chi ha provato a controllare le ultime news su Repubblica, Forbes e il Boston Globe e si è ritrovato davanti una pagina con la scritta “Sei stato hackerato”. Presi dal panico, gli utenti pensavano si trattasse di un attacco nei loro confronti e non a giganti del mondo dell’informazione. Qualche minuto dopo, arriva la spiegazione via Twitter. “Buon giorno del Ringraziamento”, firmato Syrian Electronic Army. Quella che hanno compiuto i ragazzini siriani è l’ennesima prova di forza contro un mondo fin troppo dipendente dal web. Solo nell’aprile del 2013 un falso tweet inviato dall’account hackerato della AP aveva fatto cadere per qualche minuto il Dow Jones, riportando la notizia di un attacco terrorista alla Casa Bianca e conseguente ferimento di Barack Obama. Questa volta le conseguenze sono state di certo minori, ma non prive di alcuni interrogativi.

Come hanno fatto

Invece di intrufolarsi nei server delle singole testate, pare che gli hacker abbiano sfruttato un codice vulnerabile presente in un widget di terze parti utilizzato dai diversi siti. Da qui sono riusciti ad entrare in una console di controllo di GoDaddy, famoso registar internazionale, da cui hanno poi modificato i DNS di Gigya, una piattaforma che gestisce le credenziali telematiche di numerosi clienti, tra cui le testate menzionate. La conseguenza è stato l’apparire di un popup all’apertura delle pagine dei clienti di Gigya. L’obiettivo è dichiarato: puntare a rafforzare la guerra contro l’ISIS. Cosa c’entrano loro? I Syrian Electronic Army sono da sempre filo-Assad, quindi governativi. La Siria, ben prima dell’Occidente, combatte contro i terroristi dell’ISIS e quindi gli hacker del SEA si sentono il diritto di agire a modo loro per far capire al mondo che bisogna combattere con ogni mezzo i tagliagola. Una posizione un po’ diversa da quanto espresso in passato da Anonymous che in più di un’occasione ha prodotto immagini di solidarietà all’ISIS. Guerra totale, anche sul web.

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Ahmad Abousamra: ecco il webmaster dell’Isis https://www.datamanager.it/2014/09/ahmad-abousamra-webmaster-dellisis/ Fri, 05 Sep 2014 10:43:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60240 Dietro ai macabri video della decapitazione di due giornalisti da parte dell’Isis potrebbe nascondersi un cittadino americano, tale Ahmad Abousamra Ahmad Abousamra potrebbe essere la mente dietro alla campagne web dell’Isis, l’esercito dello Stato Islamico che sta devastando il Medio Oriente. L’uomo, sulla cui testa pende una taglia di 50mila dollari, è nato in Francia nel […]

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Dietro ai macabri video della decapitazione di due giornalisti da parte dell’Isis potrebbe nascondersi un cittadino americano, tale Ahmad Abousamra

Ahmad Abousamra potrebbe essere la mente dietro alla campagne web dell’Isis, l’esercito dello Stato Islamico che sta devastando il Medio Oriente. L’uomo, sulla cui testa pende una taglia di 50mila dollari, è nato in Francia nel 1981 ma è cresciuto negli Stati Uniti e possiede il passaporto siriano e americano. L’Fbi lo ha inserito nella lista dei criminali più ricercati e lo ritiene il regista dei famosi video di propaganda e reclutamento del Califfato.

Ahmad Abousamra: da studente modello a terrorista dell’Isis

Ahmad Abousamra, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, ha passato l’infanzia a Stoughton, vicino Boston. Il futuro terrorista è conosciuto per le suo ottime doti di studente e Il padre, endocrinologo presso il Massachusetts General Hospital, è un membro rispettato della comunità. La svolta verso il fondamentalismo di Ahmad arriva nel 2004 quando, dopo aver ottenuto la laurea, viene indagato dalla magistratura statunitense per alcuni viaggi in Pakistan e Yemen con l’obiettivo di unirsi ad Al Quaeda. Prima del rilascio del mandato di cattura nel 2006 il futuro membro dell’Isis fugge in Siria e con ogni probabilità si nasconde ad Aleppo grazie all’appoggio di alcuni familiari.

Grazie alle sue conoscenze in ambito informatico Ahmad ottiene il ruolo di gestore delle campagne mediatiche via web dell’Isis e viene quindi inserito dall’Fbi nella lista dei “most wanted” nel 2012. Il compito del cittadino statunitense è quello di diffondere la jihad in Rete e di trovare nuovi affiliati. Grazie al suo contributo l’Isis ha potuto fare ampio uso del web per diffondere i suoi messaggi propagandistici anche con sottotitoli in diverse lingue per ampliare il bacino di reclutamento anche ai Paesi dove l’islam non è la religione predominante. Il suo ruolo nei macabri video della decapitazione dei giornalisti James Foley e Steven Sotloff non è ancora stato chiarito.

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Nobel per la Pace: candidati Snowden, Papa Francesco e…Putin https://www.datamanager.it/news/nobel-la-pace-candidati-snowden-papa-francesco-eputin-54359.html Thu, 06 Mar 2014 18:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/nobel-per-la-pace-candidati-snowden-papa-francesco-e-putin/ Tra i candidati al premio Nobel per la Pace figurano Edward Snowden, Papa Francesco e, anche se può sembrare assurdo, Vladimir Putin

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Tra i candidati al premio Nobel per la Pace figurano Edward Snowden, Papa Francesco e, anche se può sembrare assurdo, Vladimir Putin

Il prossimo 10 ottobre a Oslo sarà annunciato il vincitore del premio Nobel per la Pace 2014. In attesa che la fondazione che gestisce l’evento smisti le 278 candidature pervenute, alcuni dei partecipanti alla competizione sono già stati rivelati. Tra i personaggi proposti per la vittoria del Nobel per la Pace figurano Edward Snowden, il whistleblower del caso Datagate che racconterà la sua verità in una intervista online alla South by Southwest, e Papa Francesco, che presto potrebbe aprire un account su Facebook. La candidatura che però ha fatto storcere il naso a molti è quella del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

Putin premio Nobel per la Pace?

Ad annunciare la candidatura di Putin è stato Geir Lundestad, direttore dell’istituto Nobel. A proporre il Presidente russo per l’assegnazione del premio, nonostante i venti di guerra in Ucraina, è stata la sedicente “Accademia internazionale dell’unità spirituale e della cooperazione tra nazioni del mondo” lo scorso ottobre. “Putin ha fatto tutti gli sforzi per garantire una soluzione pacifica del conflitto siriano. Usando il suo esempio personale, ha dimostrato il suo impegno per la pace nei fatti, non solo a parole”, ha affermato Beslan Kobakhiya, vicepresidente dell’Accademia.

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Save The Children: un VIDEO ci mostra la guerra dagli occhi dei bambini https://www.datamanager.it/news/save-children-un-video-ci-mostra-la-guerra-dagli-occhi-dei-bambini-54377.html Thu, 06 Mar 2014 15:04:20 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/save-the-children-un-video-ci-mostra-la-guerra-dagli-occhi-dei-bambini/ Save The Children ha caricato su YouTube un video per dimostrare che gli orrori della guerra in Siria colpiscono tutti

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Save The Children ha caricato su YouTube un video per dimostrare che gli orrori della guerra in Siria colpiscono tutti

“Solo perché non sta succedendo qui, non vuol dire che non succeda”. Questo è slogan della nuova campagna di Save The Children per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle violenze subite dalle famiglie e dai bambini siriani a tre anni dallo scoppio del conflitto. Nel video “Most Shocking Second a Day” viene mostrata la giornata tipo di una bambina britannica, intenta a giocare e a festeggiare il compleanno. In un istante la sua vita cambia a seguito dei bombardamenti e degli orrori della guerra. La gioia sparisce e viene sostituita dalla sofferenza, il sorriso diventa pianto. L’obiettivo del video, che ha ottenuto quasi 4 milioni di visualizzazioni, è ovviamente quello di dimostrare che la violenza non ha Paese e tutti dovremmo impegnarci perché si plachino le armi.

Most Shocking Second a Day

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Le antiche rotte siriane su Google Earth https://www.datamanager.it/news/le-antiche-rotte-siriane-su-google-earth-52620.html Wed, 08 Jan 2014 15:01:56 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/le-antiche-rotte-siriane-su-google-earth/ Indizi storici, vecchi libri e una mappa interattiva. Così si ricostruisce la Storia

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Indizi storici, vecchi libri e una mappa interattiva. Così si ricostruisce la Storia

L’utilità del servizio di mappe realizzato da Google, per orientarsi nel mondo e scoprire nuovi posti, è indubbia. Pochi sanno però che è possibile utilizzare il software di Big Ga anche per studiare la storia e i movimenti, politico-commerciali, delle nazioni antiche. E’ il caso di Kristina Neumann, dottoranda all’Università di Cincinnati nell’Ohio che ha utilizzato Google Earth per monitorare il commercio e l’economica della città di Antiochia.

Le mappe parlano (anche se non sembra)

Attraverso lo studio di libri e documenti antichi, Neumann ha posizionato diversi fermaposto su una classica visuale di Google Earth realizzando, con sorpresa, un preciso percorso del commercio siriano durante l’Impero Romano dal 64 A.C. Neumann ha utilizzato le scoperte territoriali di monete antiche per capire come i siriani si spostavano nei loro affari economici. Succedeva così che anche nazioni prevalentemente ostili potevano accettare commercianti esteri e le loro monete, come prima forma di “conversione” di valuta. Utilizzando Google Earth la studiosa è stata in grado di tracciare il flusso di monete in diversi periodi storici, creando una rappresentazione visiva della portata politica di Antiochia.

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Siria: tagliati internet e telefoni https://www.datamanager.it/news/siria-tagliati-internet-e-telefoni-52136.html Mon, 09 Dec 2013 16:37:12 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/siria-tagliati-internet-e-telefoni/ Come durante la primavera araba, Damasco è rimasta per tre ore fuori dal mondo. Dubbi sulla reale causa del black-out

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Come durante la primavera araba, Damasco è rimasta per tre ore fuori dal mondo. Dubbi sulla reale causa del black-out

La televisione di stato siriana afferma come le linee telefoniche locali e internazionali del paese, così come la rete internet, siano fuori uso “per problemi tecnici”. L’emittente afferma come i tecnici stiano lavorano per risolvere il problema, intervenendo sui cavi in fibra ottica in tutta la Siria. Resta il dubbio sulla reale causa del black-out: vero danno tecnico o intervento esterno?

Il taglio…

La società di monitoraggio canadese BGPmon ha affermato oggi come la Siria sia stata colpita dall’interruzione in maniera praticamente unitaria. Il 90% del paese non ha telefefono e connessione al web, facendo rivivere alla popolazione il blackout avvenuto nel marzo del 2011 quando il governo dittatoriale di Bashar al-Assad tagliò di fatto le vie di comunicazione per impedire ai ribelli di comunicare con il resto del mondo e internamente. 

…e il ripristino

A quanto pare dopo tre ore di blackout, le linee telefoniche e telematiche in Siria sarebbero state ripristinate. A rivelarlo è sempre la tv di stato che ha spiegato come: “Internet e le comunicazioni telefoniche sono stati gradualmente ripristinati dopo la riparazione del cavo in fibra ottica” attraverso il ministro delle telecomunicazioni siriano.

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Cresce l’allarme poliomielite ma l’Italia è fuori pericolo https://www.datamanager.it/news/cresce-lallarme-poliomielite-ma-litalia-fuori-pericolo-51144.html Fri, 08 Nov 2013 18:00:12 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/cresce-lallarme-poliomielite-ma-litalia-e-fuori-pericolo/ La Siti conferma che il 95% della popolazione italiana è vaccinata contro la poliomielite ma i nuovi focolai della malattia in Siria destano preoccupazione

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La Siti conferma che il 95% della popolazione italiana è vaccinata contro la poliomielite ma i nuovi focolai della malattia in Siria destano preoccupazione

L’Oms qualche tempo fa aveva lanciato l’allarme su numerosi casi di poliomielite in Kenia, Somalia e Israele. Ora, dopo la notizia di nuovi focolai del morbo in Siria, l’allarme è salito al massimo grado anche in Italia a causa dell’immigrazione clandestina.  La Società Italiana Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (Siti), la stessa agenzia che ha espresso la sua preoccupazione sull’aumento di casi di influenza a causa del calo delle vaccinazioni, ha comunque confermato che almeno per il nostro Paese il pericolo non è così elevato. “La copertura vaccinale antipolio in Italia è ottima, oltre il 95% della popolazione”, ha dichiarato all’AGI il vicepresidente della Siti Carlo Signorelli.

Poliomielite: rischio basso ma manteniamo alta l’allerta

“L’Europa è da dieci anni un continente polio-free – ha continuato Signorelli – ma la vicinanza geografica con la Siria, gli interscambi e la accresciuta immigrazione clandestina a causa della guerra fanno sì che ci sia più attenzione rispetto ai focolai che periodicamente vengono segnalati ad esempio in Afghanistan o in Africa”.

L’esperto comunque sottolinea come il pericolo sia sempre in agguato, nonostante la quasi totalità della popolazione italiana, in particolare quella infantile, sia vaccinata contro la poliomielite. “Il ministero della Salute dovrebbe inviare alle Asl qualche dettaglio in più per rendere tutti preparati a ogni eventualità, qualche caso è possibile che arrivi anche da noi”, ha concluso Signorelli.

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La più grande città della Siria fuori da Internet https://www.datamanager.it/news/la-pi-grande-citt-della-siria-fuori-da-internet-49301.html Mon, 02 Sep 2013 13:24:10 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/la-piu-grande-citta-della-siria-fuori-da-internet/ Chi vive ad Aleppo non può connettersi al web dal 29 agosto. Ecco perché

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Chi vive ad Aleppo non può connettersi al web dal 29 agosto. Ecco perché

Mentre il governo degli Stati Uniti continua a pesare l’intervento militare in Siria, sembra che la città più grande della regione, Aleppo, sia stata tagliata fuori dal web. La città a nord del paese, che è stata a lungo luogo di intensi combattimenti tra le forze ribelli e il regime di Assad, pare non abbia più connettività internet da ieri sera. Il Washington Post ha ricevuto una soffiata informando come la connessione internet fosse assente in alcune zone del nord della Siria e, facendo seguito ai rumors delle ultime ore, la testata americana ha contattato la società Renesys che si occupa di Intelligence sul web per avere maggiori informazioni a riguardo.

Turk Telekom sotto accusa

In un recente post sul blog l’azienda ha spiegato come le interruzioni nella zona di Aleppo sono fortemente correlate a quelle del servizio di Turk Telekom per le telecomunicazioni. Pare che quando cade il servizio della Turk Telekom ne risenta anche la connessione internet a differenza di altree aree del paese dove è ancora possibile navigare tramite la rete PCCW e Deutsche Telekom.

La guerra uccide internet

Secondo la fonte il servizio della Turk Telekom è cessato alle 17.48 del 29 agosto, ciò suggerisce che da quel momento Aleppo non ha connessione web. L’Osservatorio siriano per i diritti umani, un gruppo critico del regime di Assad, ha sostenuto che i servizi di telefonia mobile e internet sono stati messi ko per volontà del governo. Ma potrebbe anche essere plausibile che le interruzioni del servizio web possano essere correlate ai danni alle infrastrutture locali durante gli scontri degli ultimi tempi.

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La Siria rallenta la connessione web https://www.datamanager.it/news/la-siria-rallenta-la-connessione-web-47110.html Mon, 20 May 2013 14:46:52 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/la-siria-rallenta-la-connessione-web/ Gli utenti in Medio Oriente segnalano continui cali di connessione, l'accusa è che il governo voglia limitare l'accesso alla Rete fino alle elezioni del 14 giugno

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Gli utenti in Medio Oriente segnalano continui cali di connessione, l’accusa è che il governo voglia limitare l’accesso alla Rete fino alle elezioni del 14 giugno

Che succede quando un paese è scontento del proprio governatore? Di solito lo manda a casa appena può, se è in democrazia con le elezioni, altrimenti serve un colpo di tasto. Lungi dal poter scegliere la seconda soluzione, visto l’appoggio che gode dall’esercito di terra e digitale, Assad ha pensato bene di smorzare il dissenso alla base, tagliando il web per i cittadini siriani. Una situazione già conosciuta e che si è verificata in passato, quando solo l’intervento di organismi internazionali e di big del calibro di Google, aveva fatto cambiare idea al dittatore, restituendo ai suoi connazionali il diritto alla Rete.

Ultimatum del 14 giugno

Il prossimo mese in Iran si terranno le elezioni presidenziali. Anche se il governo nega tutto, pare che ci sia stato un drastico taglio alla velocità di connessione internet lungo tutto il Paese. “Internet è in coma” – aveva scritto all’inizio del mese il quotidiano locale Ghanoon, e il web non si è mai totalmente ripreso da quello che sembrava essere solo un guasto tecnico. Un supervisore di rete siriano racconta al portale di Al Jazeera come la sua azienda abbia rilevato un abbassamento della velocità del web, soprattutto verso pagine che utilizzano il protocollo di comunicazione sicura HTTPS. Il problema riguarda anche i siti web che risultano attualmente accessibili. All’inizio di maggio un sito IT iraniano aveva riferito come l’ultimo software che permetteva di aggirare i blocchi immessi dal governo era “diventato praticamente inaccessibile”. 

VPN senza scampo

Si trattava di un programma per accedere alla rete attraverso VPN, il che consente alle persone di eludere i filtri imposti dai siti web. L’utilizzo del VPN è illegale in Iran visto che utilizza protocolli ai server che arrivano da fuori i confini del Paese. Anche se non si hanno notizie riguardo la Siria, Assad potrebbe utilizzare lo stesso metodo iraniano, non solo limitando la velocità di accesso a internet, ma impedendo ai singoli IP di comunicare con i sistemi di antrifiltraggio VPN.

Lo stato della rete in un grafico

In questo grafico, a cura di Arbor Networks, si mostra un aggiornamento sulla situazione del traffico internet in Siria, ripreso circa 8 ore dopo l’azzeramento.

 

Il grafico è stato realizzato grazie ai dati forniti dagli oltre 250 operatori di rete sparsi per il mondo che aderiscono al programma di Arbor denominato ATLAS, un’iniziativa collaborativa che coinvolge gli Internet Service Provider per condividere informazioni anonime e in tempo reale relative a routing, traffico e sicurezza.

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