sistema operativo – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 17 Dec 2019 09:31:10 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png sistema operativo – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 I giganti tech cinesi assieme per l’OS di stato https://www.datamanager.it/2019/12/i-giganti-tech-cinesi-assieme-per-los-di-stato/ Mon, 16 Dec 2019 15:35:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=194465 CS2C e TKC realizzeranno NeoKylin, il sistema operativo che mira a togliere di mezzo la concorrenza di Windows (nonostante Tencent) Due conglomerati che fanno parte del panorama tecnologico cinese stanno unendo le forze per creare un nuovo sistema operativo volto a mettersi dietro le spalle le attuali offerte occidentali globali. China Standard Software (CS2C) e […]

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CS2C e TKC realizzeranno NeoKylin, il sistema operativo che mira a togliere di mezzo la concorrenza di Windows (nonostante Tencent)

Due conglomerati che fanno parte del panorama tecnologico cinese stanno unendo le forze per creare un nuovo sistema operativo volto a mettersi dietro le spalle le attuali offerte occidentali globali. China Standard Software (CS2C) e Tianjin Kylin Information (TKC) sono entrambe legate al potere centrale di Pechino ed è dunque lecito pensare che il progetto sia tutta una messa in scena per calare un maggiore controllo sui cittadini del paese.

CS2C e TKC sono le stesse precedentemente al lavoro su Kylin OS basato su Linux, che era l’originale sistema operativo voluto dalla Cina. Adesso, NeoKylin sarà il successore di tale iniziativa, di cui non si conosce davvero molto. Sappiamo che le compagnie suddette formeranno una società comune per realizzare il nuovo Kylin, che si lascerà dietro le rimanenze del primordiale software datato 2001, per abbracciare design e fluidità degni del 2020.

Cosa farà la Cina

Conosciamo anche l’idea di Pechino di togliere da ogni possibile computer del paese Windows e derivati. In passato i locali parlavano infatti di un processo di “Dewindowsifying” del mercato, senza lasciare ulteriori dubbi a riguardo. Nonostante ciò, la joint venture stipulata tra Microsoft con Tencent negli anni scorsi aveva permesso di dare il via libera ad una versione personalizzata di Windows, che esiste ancora oggi. Nonostante ciò, Kylin è tornato prepotentemente alla ribalta e, a questo punto, dovrebbe davvero realizzarsi.

Pare che sia stato messo insieme attraverso grossi pezzi di codice FreeBSD, in un wrapper Linux ed è probabile che il nuovo sistema operativo sarà una sorta di Linux puro, con qualche backdoor a corredo (ma non lo abbiamo mai detto). Eppure la mossa era attesa: con il continuo conflitto commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, e la corda tesa sulla testa di Huawei, era in un certo senso inevitabile che una simile situazione venisse a crearsi. Del resto, la Cina ha annunciato l’intenzione di eliminare i computer con tecnologia straniera da tutti gli uffici pubblici e governativi entro il 2023; uno dei più grandi switch della storia, se mai si verificherà.

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Android Oreo passa il 10% di adozione a livello globale https://www.datamanager.it/2018/07/android-oreo-passa-il-10-di-adozione-a-livello-globale/ Thu, 26 Jul 2018 18:00:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152127 Continua, seppur a rilento, la crescita dell’ultima versione del sistema operativo di Google, che potrebbe sparire con Fuchsia OS Sono passati dieci mesi dall’arrivo sul mercato di Oreo 8 che, dopo tutto questo tempo, giunge a un’adozione globale del 10,1%. Sembrerà poco ma, nell’ordine dei milioni di dispositivi Android attivati al mondo, la cifra è […]

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Continua, seppur a rilento, la crescita dell’ultima versione del sistema operativo di Google, che potrebbe sparire con Fuchsia OS

Sono passati dieci mesi dall’arrivo sul mercato di Oreo 8 che, dopo tutto questo tempo, giunge a un’adozione globale del 10,1%. Sembrerà poco ma, nell’ordine dei milioni di dispositivi Android attivati al mondo, la cifra è di una certa importanza, seppur minima rispetto alla fetta totale delle versioni attualmente disponibili del robottino verde (insieme a Oreo 8.1 giunge al 12,1%).

Il problema è sempre lo stesso: l’estrema frammentazione dell’ecosistema che oggi vede in cima alla lista ancora Nougat, rilasciato ben due anni fa e installato sul 30,8% degli smartphone e tablet a livello internazionale. Dopo di lui Marshmallow, al 23,5 e Lollipop, al 20,4%. Proprio quest’ultimo è vecchio oramai di quattro anni ma dimostra di poter dire ancora la sua, soprattutto a bordo dei terminali più vecchi, per i quali non ci sono più update rilasciati dai produttori.

Rischio crescente

E il rischio è quello di popolare il mondo di dispositivi non aggiornati. In quel caso, è molto più semplice per gli hacker approfittare di falle e bug del sistema per lanciare attacchi e intrufolarsi nei profili personali. Risolvere la questione non è semplice perché nemmeno le big, dopo anni dalla vendita di modelli precedenti, hanno più interesse nel ricevere i firmware da Google e personalizzarli per i loro prodotti, a scapito dei nuovi esemplari sul mercato.

Una risposta a tale frammentazione potrebbe arrivare proprio da Google, che pare intenzionata a sviluppare un sistema operativo proprietario, Fuchsia, capace di rimpiazzare Android nel giro di cinque anni. A quel punto, la strada da seguire sarebbe quella di Apple, cioè di un solo OS da aggiornare per tutti i device compatibili, lasciando che gli altri cadano, a poco a poco, in un’obsolescenza programmata e, in un certo senso, inevitabile.

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Microsoft al lavoro su un sistema operativo sicuro https://www.datamanager.it/2018/07/microsoft-al-lavoro-su-un-sistema-operativo-sicuro/ Fri, 13 Jul 2018 18:30:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151312 Per Synaptics, Redmond starebbe sviluppando un OS di nuova generazione, con un focus particolare sulla cyber security I passi in avanti fatti da Microsoft con il suo Windows sono stati notevoli. L’ultima iterazione di OS 10 è decisamente un ecosistema funzionale e trasparente, pronto a fornire indicazioni basilari sulle problematiche di sicurezza che mirano a […]

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Per Synaptics, Redmond starebbe sviluppando un OS di nuova generazione, con un focus particolare sulla cyber security

I passi in avanti fatti da Microsoft con il suo Windows sono stati notevoli. L’ultima iterazione di OS 10 è decisamente un ecosistema funzionale e trasparente, pronto a fornire indicazioni basilari sulle problematiche di sicurezza che mirano a utenti di ogni genere. Tuttavia il gigante di Redmond vorrebbe fornire al mondo enterprise un ambiente di lavoro migliore, dal punto di vista della cyber security, ed è per questo che starebbe lavorando a un sistema operativo standalone, focalizzato proprio sulla protezione.

Niente di ufficiale ma un’indiscrezione che arriva da una fonte attendibile e non qualche utente di Twitter con nomi stravaganti. Synaptics, azienda che realizza anche soluzioni biometriche per oggetti di consumo (come il sensore sotto schermo del Vivo Nex S), si è detta sicura che Microsoft stia portando alcune delle funzionalità di Windows 10, quelle incentrate sulla sicurezza, su un software indipendente, da presentare nel corso dei prossimi mesi.

Cosa sappiamo

Windows Central, sito web che ha intercettato la notizia, ipotizza che l’OS in questione potrebbe riferirsi al progetto con cui Microsoft mira a creare una piattaforma modulare, denominata Polaris. Ciò avrebbe senso in termini di volontà di render disponibile, a determinati tipi di pubblico prettamente professionale, un ambiente più snello e magari scarno ma dedito nel mettere al sicuro le operazioni.

Cosa c’entra Synaptics in tutto questo? Beh, finora Microsoft ha permesso ai suoi clienti di usare la biometria tramite Windows Hello, che mixa sensori di impronte e riconoscimento facciale. Le prossime novità del produttore già al fianco di Vivo per Nex S potrebbero concentrarsi sullo sviluppo di un hardware di validazione maggiormente integrato con un ipotetico Polaris ma anche con il resto della dotazione della macchina.

La tecnologia Match-in-Sensor FS7600 di Synaptics, non a caso, poggia su un microprocessore in-sensor che esegue funzioni di sicurezza all’interno del SoC, fornendo una protezione di livello ulteriore, perché isolata dal sistema operativo principale. Una combinazione del porterebbe davvero a un grado di difesa eccelso, utile per le aziende ma non solo.

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Huawei al lavoro su un proprio OS https://www.datamanager.it/2018/05/huawei-al-lavoro-su-un-proprio-os/ Wed, 02 May 2018 13:58:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146744 La cinese potrebbe lanciare un sistema operativo alternativo ad Android per seguire l’esempio di Apple Non deve essere semplice guidare di questi tempi le operazioni di business di Huawei. La potenza cinese, con sede a Shenzen, vive un pesante embargo da parte degli Stati Uniti. Il governo di Washington ha prima invitato gli operatori mobili […]

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La cinese potrebbe lanciare un sistema operativo alternativo ad Android per seguire l’esempio di Apple

Non deve essere semplice guidare di questi tempi le operazioni di business di Huawei. La potenza cinese, con sede a Shenzen, vive un pesante embargo da parte degli Stati Uniti. Il governo di Washington ha prima invitato gli operatori mobili nazionali a escludere dai propri cataloghi il Mateo 10 Pro, per paura che servisse a spiare gli americani e poi ha avviato delle procedure sanzionatorie in merito alla violazione di alcuni accordi per l’esportazione di hardware prodotto negli USA verso paesi ostili, come l’Iran. A fare da cornice a tutto ciò. il coinvolgimento di ZTE, che con Huawei condivide solo il paese di origine, la Cina appunto.

Cosa succede

A seguito di questi eventi, pare che il gruppo stia pensando di licenziare diverse migliaia di dipendenti sul suolo statunitense e di concentrare il proprio lavoro altrove. Non sembrerà strano dunque che dalla madrepatria giungano alcune voci interessanti su come la compagnia deciderà di proseguire le operazioni commerciali all’estero. Pare infatti, che tra gli obiettivi ci sia anche lo sviluppo di un sistema operativo casalingo, così da essere meno dipendenti dall’americanissimo Android e di decidere senza condizionamenti esterni le strategie mobili.

A conti fatti, si tratta più o meno della stessa strada seguita da Apple sin dall’inizio della sua storia quando, sul primo iPhone, ha piazzato un OS fatto in casa, di cui oggi controlla praticamente tutto, dalle API allo store. In questo modo Huawei non solo riporterebbe dentro molti dei ricavi che ora vanno a finire nelle casse di Google, per via dell’utilizzo del software e delle app, ma potrebbe contare anche su un ecosistema più ampio, con cui popolare molti altri oggetti hi-tech, dai wearable a set-top-box audiovisivi, ponendosi così come la Mela dell’Oriente.

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iOS 11 sale al 76% di adozione https://www.datamanager.it/2018/04/ios-11-sale-al-76-di-adozione/ Fri, 27 Apr 2018 18:00:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146642 Facciamo un rapido confronto tra le ultime versioni dei due sistemi operativi più usati al mondo. Android pecca ancora di frammentazione Android è il sistema operativo più diffuso a livello globale, con oltre l’80% di attivazioni rispetto agli smartphone utilizzati in tutto il pianeta. Google è riuscita a ottenere tale vantaggio partendo dal basso, cioè […]

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Facciamo un rapido confronto tra le ultime versioni dei due sistemi operativi più usati al mondo. Android pecca ancora di frammentazione

Android è il sistema operativo più diffuso a livello globale, con oltre l’80% di attivazioni rispetto agli smartphone utilizzati in tutto il pianeta. Google è riuscita a ottenere tale vantaggio partendo dal basso, cioè dai dispositivi entry-level e popolando poi la fascia alta del mercato. Oggi è possibile comprare un telefonino Android anche a meno di 100 euro, per assicurarsi di poter utilizzare le funzioni basilari come quelle smart, compresa la pletora di app del Play Store.

A tale contesto fa eco una continua e sempreverde frammentazione, che non riesce a creare uno standard condiviso all’interno del vasto panorama. Il risultato ultimo è che le più recenti versioni del software faticano sempre a farsi spazio tra le maglie dell’offerta a disposizione, anche mettendo a rischio la sicurezza degli utenti nel caso di assenza di patch correttive e di sicurezza.

Cosa accade

Ed è per questo che Android Oreo è ancora fermo al 4,6% di adozione, decisamente meno di chi ha Marshmallow, Nougat e addirittura Lollipop, sistemi che risalgono anche a tre anni fa. Di contro, il più recente iOS 11 è già sul 76% di iPhone usati al mondo, un balzo in avanti netto rispetto al 19% di iOS 10 e al 5% delle uscite precedenti. Se già questi sintetici dati dimostrano ancora una volta la frammentazione in atto nell’universo Android, bisogna considerare che iOS 11 ha pure avuto un certo rallentamento nel rate di installazione, dovuto a piccoli problemi funzionali che hanno richiesto l’intervento di Apple e il rilascio di minor update seguenti. A giugno, durante la WWDC Conference 2018, la Mela svelerà le novità di iOS 12, che verrà rilasciato probabilmente a settembre, in concomitanza con l’arrivo nei negozi dei nuovi iPhone.

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Android ha le ore contate https://www.datamanager.it/2018/02/android-le-ore-contate/ Thu, 15 Feb 2018 10:19:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141161 Google Fuchsia è il sistema operativo che unirà smartphone, tablet e computer, realizzando l’idea già promossa con Windows 10 C’è un po’ di Microsoft dentro Google. Nel senso che l’idea di un sistema operativo unico potrebbe trovare compimento con Fuchsia. Se Redmond si è ritrovata senza un pubblico interessato a Windows Phone, che pure doveva […]

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Google Fuchsia è il sistema operativo che unirà smartphone, tablet e computer, realizzando l’idea già promossa con Windows 10

C’è un po’ di Microsoft dentro Google. Nel senso che l’idea di un sistema operativo unico potrebbe trovare compimento con Fuchsia. Se Redmond si è ritrovata senza un pubblico interessato a Windows Phone, che pure doveva prima o poi incontrarsi sullo stesso cammino di Windows 10, Big G sembra avere le carte in regola per realizzare un OS davvero interoperabile, basato sullo stesso codice e multiforme. L’obiettivo è questo: convogliare Android e Chrome OS dentro un solo software, che potenzi smartphone, tablet e computer portatili. Da un paio di anni si parla di Andromeda come nome del corposo progetto, che ha ha cambiato denominazione in Fuchsia.

Come sarà

Sappiamo ancora poco sulla piattaforma che è in una fase primordiale di sviluppo. Eppure, chi ha un Chromebook Pixel ha potuto saggiarne degli spezzoni, con una versione limitata che aiuta a comprendere dove andranno a parare gli ingegneri di Mountain View. Se nel futuro di Android c’è un passaggio diretto a Fuchsia questo è molto probabile. Del resto il kernel sarà simile e non mancheranno tutta la pletora di Google Apps oggi disponibili a bordo dei telefonini col robottino verde.

Meno prevedibile il successo che la declinazione computer potrà ottenere ma se anche qui l’idea è di soppiantare Chrome OS, allora ci sono già un bel po’ di dispositivi pronti ad accoglierlo, più di quanti MacBook ci siano negli USA. Al momento si sa che le due parti di cui Fuchsia è composto hanno il nome di Armadillo, per quella mobile, e Capybara per la UI desktop. A maggio ci sarà l’evento per sviluppatori Google I/O 2018 e non è escluso che il team sveli per l’occasione qualcosa in più sul progetto.

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Android P 9: quello che sappiamo https://www.datamanager.it/2018/02/android-p-9-quello-sappiamo/ Thu, 01 Feb 2018 19:00:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140085 L’8 maggio Google presenterà ufficialmente Pie, il suo prossimo sistema operativo per smartphone e tablet Questa volta c’è poco da fantasticare sul nome. Android ha scelto Pie come termine che accompagnerà tutta la storia della nona edizione del sistema operativo per smartphone e tablet più diffuso al mondo. Si sa ancora relativamente poco circa le […]

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L’8 maggio Google presenterà ufficialmente Pie, il suo prossimo sistema operativo per smartphone e tablet

Questa volta c’è poco da fantasticare sul nome. Android ha scelto Pie come termine che accompagnerà tutta la storia della nona edizione del sistema operativo per smartphone e tablet più diffuso al mondo. Si sa ancora relativamente poco circa le novità e le funzioni esclusive presenti anche se è lecito aspettarsi qualche indiscrezione da qui al prossimo 8 maggio, quando partirà l’edizione 2018 del Google I/O, la conferenza per sviluppatori che farà da teatro al lancio del major update. Prima di allora, alcuni tester potranno già provare l’OS grazie al rilascio della versione DP1, costruita tramite l’Android Open Source Project, meglio conosciuto come AOSP.

Come sarà

Molto probabilmente Android 8 Pie non sarà una rivoluzione dal punto di vista grafico. I cambiamenti giunti con Nougat e Oreo, figli della logica del Material Design, sono già significativi e passibili di un mantenimento pressoché totale. Questo non vuol dire che l’aggiornamento non porterà migliore e altri orpelli visivi ma nulla in confronto a passaggi molto più evidenti avuti nel corso degli anni.

Le modifiche sostanziali dovrebbero essere sotto il guscio, nel cuore stesso di Android. Parliamo delle API, dell’incremento dell Instant App, del supporto nativo alla realtà virtuale, oggi relegato a pochi dispositivi Oreo compatibili con la piattaforma Daydream. La prima build sarà rilasciata a metà marzo, sotto forma di Developer Preview DP1 che, sebbene indirizzati ai soli sviluppatori, si potrà facilmente reperire online, ad esempio sul forum di XDA.

Considerando quello che è stato il recente passato dei major update, anche a seguito della presentazione al Google I/O passeranno mesi prima di poter installare un firmware completo a bordo degli smartphone. Si partirà, come di consueto, sui Nexus e Pixel mentre tutti gli altri, Samsung, LG, Huawei e così via, saranno pronti più in là, non prima del 2019.

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Google usa PixelBook per testare il suo OS Fuchsia https://www.datamanager.it/2018/01/google-usa-pixelbook-testare-suo-os-fuchsia/ Tue, 02 Jan 2018 15:45:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=138233 Google sta ottimizzando il suo nuovo sistema operativo Fuchsia su dispositivi di fascia alta tra cui i PixelBook. E’ finita l’era di ChromeOS? Google da un po’ di tempo a questa parte sta lavorando ad un misterioso progetto chiamato Fuchsia. Nello specifico si tratta di un sistema operativo pensato per qualsiasi formato di schermo (smartphone, […]

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Google sta ottimizzando il suo nuovo sistema operativo Fuchsia su dispositivi di fascia alta tra cui i PixelBook. E’ finita l’era di ChromeOS?

Google da un po’ di tempo a questa parte sta lavorando ad un misterioso progetto chiamato Fuchsia. Nello specifico si tratta di un sistema operativo pensato per qualsiasi formato di schermo (smartphone, tablet e PC). Big G non ne ha mai parlato pubblicamente sebbene il software sia disponibile in formato open source. Qualche informazione è comunque trapelata e in molti hanno pensato che in futuro Fuchsia andrà a sostituire uno tra Android e ChromeOS o addirittura entrambe.

Al momento sappiamo comunque molto poco riguardo a Fuchsia. L’azienda di Mountain View ha lasciato intendere che questo sistema operativo e la sua piattaforma mobile ampiamente diffusa in tutto il mondo siano progetti indipendenti l’uno dall’altro. Inoltre sono arrivate conferme che Google stia lavorando al supporto al linguaggio di programmazione Swift di Apple. Spulciando nella documentazione di Fuchsia si è poi scoperto che i laptop Switch Alpha 2 di Acer e NUC di Intel sono indicati come “supported target devices”. Ciò significa che i tecnici di Big G hanno sfruttato questi dispositivi per testare la stabilità del software. In questi giorni è però comparsa una nuova pagina in cui viene descritto il procedimento per installare Fuchsia su PixelBook in modalità sviluppatore e avviarlo tramite classica chiavetta USB. Google sta quindi effettuando test su prodotti della fascia più alta tra cui il suo ultimo modello di laptop, che in futuro potrebbe disporre di un sistema a cerniera meccanica. Questo indizio potrebbe essere un’ulteriore conferma che Fuchsia sia effettivamente l’erede di Chrome OS ma la verità è che avremo la certezza definitiva solo quando Google deciderà di parlare ufficialmente dei suoi piani.

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Google rilascia Android 8.1 per Nexus e Pixel https://www.datamanager.it/2017/12/google-rilascia-android-8-1-nexus-pixel/ Mon, 11 Dec 2017 14:14:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137062 Insieme alla versione Go, dedicata agli smartphone di fascia bassa, Big G ha rivelato le migliorie del minor update destinato al resto degli Android nel 2018 Il mondo dei sistemi operativi è vasto ed eterogeneo. Abbiamo già scoperto come, a fine 2017, sia ancora Windows il più utilizzato a livello globale, considerando tutto il calderone […]

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Insieme alla versione Go, dedicata agli smartphone di fascia bassa, Big G ha rivelato le migliorie del minor update destinato al resto degli Android nel 2018

Il mondo dei sistemi operativi è vasto ed eterogeneo. Abbiamo già scoperto come, a fine 2017, sia ancora Windows il più utilizzato a livello globale, considerando tutto il calderone di dispositivi hi-tech attualmente in circolazione. Android è poco dietro, un risultato unico e francamente impossibile sei o sette anni fa, quando il software basato su Linux muoveva i primi passi. Oggi l’OS in questione occupa oltre l’85% della pletora di smartphone attivi, seppur soffra di un’eccessiva frammentazione che spesso induce nel dubbio anche gli addetti ai lavori. Ad esempio: quali terminali si potranno aggiornare a Oreo? Quali lo sono già e che modelli saranno esclusi? Una domanda a cui si può rispondere sommariamente visto che i soggetti coinvolti sono più di uno tra la stessa Google (che fornisce Android), i produttori e i partner.

Arriva la 8.1

Intanto la compagnia di Mountain View va avanti e ha rilasciato di recente Android 8.1, il minor update al momento installabile solo sulla famiglia Nexus e Pixel. Il changelog non è per nulla banale, anzi molto corposo per trattarsi di un aggiornamento di secondo livello. Oltre all’integrazione di Go, che rende la 8.1 compatibile anche con specifiche hardware basilari, vi è l’attivazione delle API per le reti neurali, che saranno sempre più un tema centrale grazie ai processori di nuova generazione, come lo Snapdragon 835 che potenzierà la maggior parte dei flagship nel 2018.

Al fianco di queste API ne arrivano anche delle altre, dedicate alle operazioni di memoria condivisa. Le app, su Oreo 8.1, potranno gestire porzioni di memoria per ottimizzare al meglio le performance, senza creare imbuti prestazionali che finiscono con l’avvantaggiare alcuni software rispetto ad altri. Come detto, l’update è già pronto per i Nexus, Pixel e Pixel 2, anzi, su questi ultimi le Android Camera API acquistano un potere ulteriore: la capacità di scattare foto in modalità HDR+, sia su piattaforme di default a marchio Google che di terze parti.

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2017: ecco i sistemi operativi più popolari al mondo https://www.datamanager.it/2017/12/2017-sistemi-operativi-piu-popolari-al-mondo/ Wed, 06 Dec 2017 19:00:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136942 Tra tutti i dispositivi attualmente in circolazione regna Windows, seguito da Android e iOS ma la sorpresa è Symbian Series 40 Netmarket share ha aggiornato la classifica dei sistemi operativi più usati al ondo, un calderone nel quale sono inseriti OS per computer, smartphone, tablet, smart TV e, in generale, Internet delle Cose. Senza poche […]

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Tra tutti i dispositivi attualmente in circolazione regna Windows, seguito da Android e iOS ma la sorpresa è Symbian Series 40

Netmarket share ha aggiornato la classifica dei sistemi operativi più usati al ondo, un calderone nel quale sono inseriti OS per computer, smartphone, tablet, smart TV e, in generale, Internet delle Cose. Senza poche sorprese, a guidare il ranking è Windows nelle sue diverse declinazioni, con il 42,77% di presenza a livello globale. Più staccato c’è Android con il 34,06% e molto indietro iOS, fermo al 17,13%. I numeri sono una chiara conseguenza di dove sta andando il mondo della produttività, o semplicemente dell’accesso, digitale: buona parte è concentrata sui PC ma con un’avanzata senza sosta dei dispositivi mobili, che prima o poi in un prossimo futuro soppianteranno Microsoft. Non è poi così strano: ad oggi esistono degni sostituti di un notebook con a bordo Android e solo in ambito business la supremazia di Redmond è ancora ben lungi dall’essere messa in discussione. 

Il resto

Confermata la distanza che separa Android da iOS (iPhone e iPad), la classifica di Netmarketshare non ha risparmiato alcuni colpi di scena, soprattutto nelle posizioni meno rilevanti. E’ infatti curioso considerare come un sistema operativo appartenente oramai al passato, come Symbian Series 40, sia ancora in giro, almeno sullo 0,11% dei terminali attivi al globo, mentre un OS più recente, quale Windows Phone, porti a casa solo lo 0,09 di adozione, a ragione di come il software fallimentare di Microsoft sia riconosciuto come tale un po’ ovunque. Ovviamente le percentuali non vanno interpretate solo in quanto riferimenti numerici. Linux, ad esempio, è all’1,09% di installazioni, seppur si tratti di un ambiente privilegiato in molti ambiti produttivi, tra software-house e data center. In tutto sono oltre 360 i programmi presenti sul mercato, all’interno di uno scenario frammentato e ancora vasto.

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