studenti – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:05:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png studenti – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Dopo il cane antidroga arriva quello anti-hacker https://www.datamanager.it/2018/06/dopo-il-cane-antidroga-arriva-quello-anti-hacker/ Wed, 13 Jun 2018 10:20:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149519 Si chiama Doug, il “data dog” addestrato a “sniffare” chiavette elettroniche, che ha permesso di catturare lo studente californiano, accusato di aver violato il sistema informatico della scuola I fotogrammi di “Wargames”, mitica pellicola del lontano 1983, vanno finalmente in pensione. O almeno tocca in sorte, alla sequenza in cui il giovane protagonista si fa […]

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Si chiama Doug, il “data dog” addestrato a “sniffare” chiavette elettroniche, che ha permesso di catturare lo studente californiano, accusato di aver violato il sistema informatico della scuola

I fotogrammi di “Wargames”, mitica pellicola del lontano 1983, vanno finalmente in pensione. O almeno tocca in sorte, alla sequenza in cui il giovane protagonista si fa spedire dal preside per l’eccessiva turbolenza in classe e ne approfitta per sbirciare nell’ufficio della segreteria i codici di accesso al sistema informatico in cui venivano registrati i voti meritati in interrogazioni e compiti in classe. Chi ha i capelli bianchi (e chi non li ha più nemmeno d’argento) non fatica a ricordare che lo studente David J. Lightman (interpretato da Matthew Broderick) si collega da casa al computer della scuola, utilizzando un ormai romantico “accoppiatore acustico” e – per farsi bello con la fidanzatina – approfitta dell’accesso indebito da remoto per “rimediare” un’insufficienza che poteva compromettere la futura pagella.

L’encomiabile (si fa per dire) avventuroso percorso del ragazzotto (che poi si cimenta in ben più perigliose inerpicate telematiche fino a portare il mondo sull’orlo di un “conflitto termonucleare globale”) – oggi – è stato definitivamente dichiarato obsoleto e inutile. La sua condotta ha ispirato mille tentativi di imitazione e qualche volta è capitato di leggere sui giornali di qualche liceale che è riuscito a modificare i registri scolastici, ma nessuno avrebbe mai pensato che la situazione potesse evolvere come invece è accaduto a Concord, in California, all’inizio di maggio.

Un sedicenne – di cui non è dato conoscere il nome per l’ovvia ragione che si tratta di un minorenne – è stato arrestato dalla polizia con ben quattordici capi di accusa. L’imponente massa di imputazioni, in un’epoca in cui college e altri plessi analoghi sono teatro di sparatorie e di altre manifestazioni cruente di follia, potrebbe portare immediatamente a pensare a un serial killer o a una strage al culmine di un raptus di follia. Niente di tutto questo. Chiarito che il teenager non ha strangolato il bidello per farsi dare la chiave dell’archivio, né ha accoltellato il responsabile informatico per ottenere le credenziali del database scolastico, è lecito domandarsi perché sul caso ci sia stata necessità di avviare una operazione congiunta che ha visto impegnati tutti gli sbirri della Contea di Contra Costa e persino gli 007 dello United States Secret Service.


#cybersecurity Dopo il cane antidroga, arriva quello anti-hacker – @Umberto_Rapetto
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Tutto è cominciato quando l’intera comunità didattica del distretto unificato di Mount Diablo si è trovata sommersa da una torrenziale pioggia di messaggi in posta elettronica che già a prima vista si prospettavano come sospetti. L’intera zona si è trovata al centro di una perturbazione non metereologica, ma telematica: le mail erano tutte caratterizzate dalla presenza di un link che collegava a un finto portale identico a quello ufficiale delle scuole di quell’area territoriale. Se un qualunque professore avesse mai fatto click su quel collegamento fraudolento piazzato ad arte nella corrispondenza ricevuta, il malcapitato sarebbe stato indotto a inserire il proprio account e la rispettiva password: quei due elementi, finiti in un archivio posticcio predisposto ad hoc, avrebbero garantito allo studente le chiavi per accedere in modo sistematico e duraturo al sistema informatico della scuola. La trappola ha funzionato e almeno un docente ha abboccato all’amo di questo primo caso di phishing che mirava a pescare insegnanti al posto dei soliti correntisti online.

Il birbaccione ha cambiato i voti non solo suoi ma anche di oltre una decina di compagni di studi. La cosa divertente è stato il criterio discriminatorio della manipolazione dei registri: gli amici hanno visto positivamente lievitare le proprie votazioni, mentre chi era antipatico al malfattore si è ritrovato un imprevisto abbassamento della media scolastica. Il climax della vicenda è la perquisizione domiciliare. Il protagonista del colpo di scena non è stato un “cyber-cop”, ma un elemento della squadra cinofila: è stato il cane poliziotto “Doug” a trovare la chiavetta USB con le prove del misfatto. Altro che software spia per catturare hacker e criminali.

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LetsApp 2018: boom di iscrizioni in tutta Italia https://www.datamanager.it/2018/05/letsapp-2018-boom-di-iscrizioni-in-tutta-italia/ Thu, 17 May 2018 13:49:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147758 La seconda edizione del progetto di Samsung e MIUR rivolto agli studenti delle scuole secondarie italiane sta ottenendo un eccezionale riscontro. La Puglia è la regione che primeggia nel numero di iscrizioni, seguita da Campania e Lombardia A poco più di un mese dal lancio della seconda edizione, LetsApp 2018 sta riscuotendo un enorme successo in […]

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La seconda edizione del progetto di Samsung e MIUR rivolto agli studenti delle scuole secondarie italiane sta ottenendo un eccezionale riscontro. La Puglia è la regione che primeggia nel numero di iscrizioni, seguita da Campania e Lombardia

A poco più di un mese dal lancio della seconda edizione, LetsApp 2018 sta riscuotendo un enorme successo in termini di iscrizioni. Sono, infatti, oltre 15.000 gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado italiane che si sono registrati all’iniziativa di Samsung e MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) pensata per avvicinare i ragazzi al mondo digitale, attraverso un corso di formazione online che offre la possibilità di acquisire capacità nello sviluppo di applicazioni Android.

Le regioni più attive in termini di iscrizioni alla piattaforma sono del Sud Italia: la Puglia si posiziona al comando della classifica con 2.567 ragazzi che hanno già aderito all’iniziativa, seguita a stretto giro dalla Campania con 2.299 iscritti.  Il terzo gradino del podio è occupato, invece, dalla Lombardia (2.175 iscritti), mentre in quarta posizione si trova il Piemonte (1.835 registrazioni). A seguire nella top ten, al quinto posto si colloca la Sicilia (1.658 iscritti), in sesta posizione il Lazio (1.535 iscritti), l’Emilia Romagna è settima (609 registrazioni), poi ci sono le Marche (596 registrazioni), il Veneto (510 iscrizioni) e la Calabria in decima piazza con 384 iscritti.

Rispetto alle ragazze, sono i ragazzi ad avere un maggiore interesse per l’ambito informatico: infatti, il 76% degli studenti maschi delle scuole ha finora intrapreso il percorso proposto dalla piattaforma di e-learning, rispetto al 24% delle compagne di classe. Tra le regioni con più presenza femminile si registrano il Trentino Alto Adige (46%), le Marche (33%) e il Lazio (32%).

Annunciato ad aprile, LetsApp si concretizza in un programma di mentoring e avvicinamento alle nuove tecnologie dedicato agli studenti italiani i quali, attraverso una piattaforma di e-learning, hanno la possibilità di acquisire competenze di base sulla programmazione, facendo leva sull’ambiente di sviluppo MIT App Inventor 2 con l’obiettivo, alla fine del percorso, di realizzare un’applicazione per smartphone su piattaforma Android.  LetsApp si propone di stimolare gli studenti a confrontarsi con le proprie capacità di programmazione e di problem-solving offrendo, anche a coloro che non hanno familiarità con i linguaggi e le nozioni di programmazione, di cimentarsi in una sfida creativa e in un contesto stimolante e altamente qualificante.

Diviso in 4 fasi, il corso è strutturato in 10 diversi moduli – per una durata totale di circa 25 ore – che alternano nozioni teoriche a demo pratiche; ogni modulo si conclude con un test. LetsApp 2018 propone agli studenti di progettare applicazioni utili sul tema della sicurezza e, più nello specifico, che abbiano la potenzialità di prevenire i rischi in determinati ambienti e situazioni. Parte integrante della formazione sono le cosiddette “Soft Skills”, competenze trasversali essenziali per un inserimento efficace nel mondo del lavoro, sempre più apprezzate e richieste perché consentono alle aziende di avere risorse in grado di adattarsi con flessibilità e velocità ai cambiamenti del mercato. Obiettivo non secondario del progetto è quello di fornire agli studenti delle conoscenze di base sull’imprenditorialità, sul marketing e sulla comunicazione e di offrire una panoramica su come la tecnologia produca innovazione creativa.

La piattaforma LetsApp è disponibile al seguente link: www.letsapp.it . Fino al prossimo 13 giugno la partecipazione è aperta a tutti gli studenti iscritti a una scuola secondaria di secondo grado di qualsiasi tipologia e indirizzo, previa registrazione sul sito Internet dove occorre indicare la scuola di appartenenza, il nome del dirigente scolastico e i dati della Carta dello Studente.

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Scuola, quasi 3 alunni su 100 hanno un disturbo dell’apprendimento https://www.datamanager.it/2018/05/scuola-quasi-3-alunni-su-100-hanno-un-disturbo-dellapprendimento/ Mon, 14 May 2018 12:37:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147472 La dislessia è il disturbo specifico più diffuso tra gli oltre 250.000 studenti con problemi di apprendimento Sono in tutto 254.614 nell’anno scolastico 2016-2017 gli studenti delle scuole italiane con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), quasi un alunno su 100. E’ quanto emerge dalla pubblicazione diffusa dal Miur e curata dall’Ufficio Statistica e Studi, che rivela […]

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La dislessia è il disturbo specifico più diffuso tra gli oltre 250.000 studenti con problemi di apprendimento

Sono in tutto 254.614 nell’anno scolastico 2016-2017 gli studenti delle scuole italiane con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), quasi un alunno su 100.

E’ quanto emerge dalla pubblicazione diffusa dal Miur e curata dall’Ufficio Statistica e Studi, che rivela come la percentuale più alta di alunne e alunni con DSA riguardi la scuola secondaria di primo grado: si tratta del 5,40% dei frequentanti, contro il 4,03% della secondaria di II grado e l’1,95% della primaria. Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia si tratta di un numero ridotto, 774 bambine e bambini nel 2016-2017, pari allo 0,05% del totale dei frequentanti.

Corpo docente più preparato e attento

Parlando di disturbi specifici, quello mediamente più diffuso è la dislessia (42,5% delle certificazioni),una patologia funzionale di possibili origini genetiche (recentemente sono state individuate le aree del cervello interessate dalla dislessia acquisita). Può capitare però che più disturbi coesistano in una stessa persona. Seguono poi la disortografia (20,8%), il disturbo della discalculia (19,3%) e la disgrafia (17,4%). Rispetto all’anno 2010-2011, nel 2016-2017 si osserva una notevole crescita delle certificazioni di DSA dovuta all’introduzione della legge 170 del 2010, che ha portato la scuola ad assumere un ruolo di maggiore responsabilità nei confronti degli studenti con questi disturbi e a formare in modo specifico il corpo docente, aumentando anche la capacità di individuare casi sospetti.

Come si curano i disturbi dell’apprendimento?

“Questi disturbi non si correggono con la terapia, ma con strumenti compensativi, facendo usare ai bambini disgrafici il computer dove trovano la tastiera con le lettere già pronte senza impegnare la loro energia per scriverle, audiolibri per i dislessici, la calcolatrice per i discalculici, per fare solo alcuni esempi”, spiega Stefano Vicari, responsabile dell’Unità operativa complessa di neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma.
Recentemente un grafico ex editore ha studiato un font specifico per supportare i dislessici nella lettura, per aiutarli a superare gli ostacoli creati dal loro cervello. 
Un altra ricerca ha rivelato invece come l’uso di particolari videogiochi velocizzerebbe la capacità di lettura nei bambini dislessici.

Negli ultimi anni sono state sperimentate diverse terapie innovative per curare disturbi come la dislessia, come all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dove viene curata con mini scosse elettriche al cervello, a bassissima intensità, per migliorare le capacità di lettura dei bambini dislessici in breve tempo.

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Nel mondo del futuro non ci sarà spazio per gli insegnanti https://www.datamanager.it/2017/09/nel-mondo-del-futuro-non-ci-sara-spazio-gli-insegnanti/ Wed, 13 Sep 2017 14:15:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=130678 Entro 10 anni la maggior parte dei professori potrebbe essere sostituita dai computer. La scioccante verità del Wellington College Anthony Sheldon è un insegnante del Wellington College, istituto che potrebbe dare il via all’avanzata delle macchine dietro le cattedre. Stando al professore, tra circa 10 anni sarà normale vedere in classe automi o robot al […]

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Entro 10 anni la maggior parte dei professori potrebbe essere sostituita dai computer. La scioccante verità del Wellington College

Anthony Sheldon è un insegnante del Wellington College, istituto che potrebbe dare il via all’avanzata delle macchine dietro le cattedre. Stando al professore, tra circa 10 anni sarà normale vedere in classe automi o robot al posto degli esseri umani durante i normali orari di lezione. Esagerato? Forse ma il potenziale dell’Intelligenza Artificiale è tale da porre in dubbio molte delle critiche che oggi circondano il mondo dell’istruzione. Non per ultimo i costi da sostenere per individui specializzate in materie singole che, con il senno di poi, potrebbero essere sostituiti da un solo computer, depositario di tutto il sapere dell’umanità. E cosa accadrebbe allora in una stanza piena di 15 o 20 alunni nel pieno dello sviluppo ormonale? Come potrebbe un oggetto poco più che statico mantenere l’ordine? Semplice, proprio con il supporto dei maestri attuali.

Cosa succede

Nell’ottica di Sheldon, i professori perderanno il loro ruolo primario, diventando una sorta di assistenti delle AI, adibiti al controllo della classe. Una mansione decisamente inferiore di quanto ci si aspetterebbe da persone laureate e formate per fare dell’altro ma questa è una faccia della medaglia dell’innovazione scolastica più estrema. Del resto già oggi sempre più istituti delegano a dispositivi elettronici il compito di correggere gli esercizi a casa, limitando di fatto il potere interpretativo degli insegnanti. Antohny non la vede nemmeno così male: “Un panorama del genere cambierà di certo la vita dell’uomo, almeno per come la intendiamo oggi.

Aprirà a possibilità educative per tutti visto che ogni ragazzo potrà avere l’istruzione che si merita con un tutor personale e un percorso su misura. Oggi un professore deve seguire un andamento che tenga conto delle velocità di apprendimento di ognuno mentre un software potrà muoversi in maniera indipendente da alunno ad alunno, viaggiando a ritmi diversi e non per forza costanti”. Il vantaggio? Dare a tutti l’opportunità di arrivare alla fine del programma, magari col fiatone, ma senza più argomenti lasciati indietro per mancanza di tempo.

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Olivetti partecipa all’innovativo programma sperimentale Websport 3.60 https://www.datamanager.it/2017/02/olivetti-partecipa-allinnovativo-programma-sperimentale-websport-3-60/ Thu, 09 Feb 2017 15:05:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=118915 Il progetto prevede l’utilizzo della piattaforma di e-learning Scuolabook Network sviluppata da Alfabook Olivetti partecipa all’innovativo programma sperimentale Websport 3.60 che permetterà agli studenti-atleti di conciliare gli impegni scolastici con quelli agonistici. L’iniziativa, presentata oggi  presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è promossa dal MIUR in collaborazione con Coni, Lega Serie A e […]

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Il progetto prevede l’utilizzo della piattaforma di e-learning Scuolabook Network sviluppata da Alfabook

Olivetti partecipa all’innovativo programma sperimentale Websport 3.60 che permetterà agli studenti-atleti di conciliare gli impegni scolastici con quelli agonistici. L’iniziativa, presentata oggi  presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è promossa dal MIUR in collaborazione con Coni, Lega Serie A e CIP insieme ad Alfabook, società di Olivetti – Gruppo TIM, e coinvolgerà gli studenti degli istituti secondari di secondo grado che praticano attività sportiva agonistica di alto livello. La sperimentazione punta ad arginare l’elevato tasso di dispersione scolastica che colpisce questa categoria di giovani, utilizzando forme di flessibilità didattica in applicazione del  D.M. 935/2015.

In particolare, gli  istituti avranno a disposizione un programma sperimentale completo che prevede una didattica flessibile e personalizzata, supportata dalla collaborazione del tutor scolastico e di quello sportivo, e integrata dall’utilizzo di strumenti digitali quali la piattaforma di e-learning Scuolabook Network, fornita da Alfabook.

Scuolabook Network, nella versione specificamente personalizzata per il progetto,  consentirà di realizzare una scuola virtuale in cui gli studenti-atleti potranno seguire parte del percorso scolastico anche a distanza e acquisire le competenze previste dai rispettivi piani di studio.

Piattaforma di riferimento  sul mercato italiano, Scuolabook Network è accessibile tramite Web e consente differenti modalità d’impiego da parte degli insegnanti. Le principali funzioni sono l’integrazione dei libri di testo digitali; la creazione e condivisione di materiale, corsi, quiz e assegnazione dei compiti; la creazione di gruppi di lavoro in logica collaborativa e di condivisione; la mappatura e valutazione delle competenze. Il risultato è un ambiente di apprendimento che mette a disposizione dei docenti tutti gli strumenti necessari per la progettazione e la valutazione.

Come sottolineato da Roberto Murgia, AD di Alfabook, il progetto Scuolabook “nasce con l’obiettivo di agevolare la didattica, portandola ovunque si trovino gli studenti. Siamo quindi entusiasti di mettere al servizio dei giovani campioni di domani, e dei loro insegnanti, la nostra piattaforma. La partecipazione al progetto conferma l’impegno del Gruppo TIM nello sviluppo e nella diffusione di soluzioni tecnologiche innovative  a supporto dei processi di digitalizzazione della scuola”.

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La dieta dello studente, il segreto è tutto nel ferro https://www.datamanager.it/2017/01/la-dieta-dello-studente-segreto-nel-ferro/ Tue, 31 Jan 2017 14:19:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=118195 Uno studio americano rivela l’alimentazione ideale per concentrarsi nello studio Qual è la dieta amica di una buona riuscita scolastica? Se la voglia di studiare è scritta nel Dna, mangiare alcuni alimenti aiuta a restare concentrati: più verdura a foglia verde e legumi, in particolare cereali, frutta secca come pistacchi e noci, cioccolato fondente e […]

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Uno studio americano rivela l’alimentazione ideale per concentrarsi nello studio

Qual è la dieta amica di una buona riuscita scolastica? Se la voglia di studiare è scritta nel Dna, mangiare alcuni alimenti aiuta a restare concentrati: più verdura a foglia verde e legumi, in particolare cereali, frutta secca come pistacchi e noci, cioccolato fondente e poi la carne, quella rossa ma anche il pollame. Il denominatore comune di queste scelte alimentari è uno: il ferro, elemento fondamentale per l’organismo che, insieme a un’attività fisica regolare, migliora le prestazioni scolastiche.

A rivelarlo è uno studio della University of Nebraska-Lincoln e della Pennsylvania State University, pubblicato su The Journal of Nutrition. Gli studiosi hanno preso in esame 105 ragazze e donne che frequentavano l’Università, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, tendendo conto della media dei voti e del livello di attività fisica. Ne è è emerso che quelle con i più alti livelli di ferro assunto attraverso l’alimentazione ottenevano i voti migliori e coloro che erano più in forma e avevano adeguate riserve di ferro risultavano avere voti superiori rispetto a chi era meno in forma e con riserve di ferro inferiori.

10 mg di ferro al dì

“Una buona forma fisica può essere importante per il successo a scuola, idealmente dovremmo fare in modo che anche la dieta sia adeguata per prevenire carenze nutrizionali. Le dosi giornaliere raccomandate per l’assunzione di ferro attraverso la dieta sono di 10 milligrammi al giorno, conclude Karsten Koehler autore della ricerca  .

Il ferro è un elemento fondamentale per la formazione dell’emoglobina e la sua attività. Ecco perché la carenza di ferro, di cui secondo OMS soffrono circa 700 milioni di persone in tutto il mondo a causa di una cattiva alimentazione, è un problema importante per la salute. La corretta quantità di ferro da introdurre sarebbe  giornalmente fino a 10 mg. Spesso ci si nutre male e in modo squilibrato, privilegiando cibi poveri di ferro.I motivi della carenza di questo elemento sono, oltre alla cattiva alimentazione, alterazioni gastro-intestinali, l’abuso di lassativi, flusso mestruale abbondante, gravidanza e allattamento.

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Se sei studente, Apple Music costa la metà https://www.datamanager.it/2016/11/studente-apple-music-costa-la-meta/ Wed, 30 Nov 2016 10:35:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=114898 Gli studenti italiani possono usufruire di uno sconto del 50% sull’abbonamento ad Apple Music Apple ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli studenti con iniziative dedicate alla formazione o a migliorare la loro esperienza scolastica. Pensiamo per esempio all’Ora del Codice, un evento dedicato ai più piccoli in cui imparare le basi della […]

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Gli studenti italiani possono usufruire di uno sconto del 50% sull’abbonamento ad Apple Music

Apple ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli studenti con iniziative dedicate alla formazione o a migliorare la loro esperienza scolastica. Pensiamo per esempio all’Ora del Codice, un evento dedicato ai più piccoli in cui imparare le basi della programmazione. Questa volta la Mela ha lanciato un’offerta sempre dedicata agli studenti ma che c’entra poco con la scuola o l’università.

Anche i ragazzi italiani potranno usufruire di uno sconto del 50% sul costo di Apple Music, la celebre piattaforma di streaming musicale di Cupertino. Il servizio costerà 4,99 euro per 4 anni ma si dovrà dimostrare di essere iscritti a un istituto scolastico. Sarà UNiDAYS a farsi carico di controllare che l’utente sia effettivamente ancora uno studente. In caso contrario, o alla scadenza dei 48 mesi, l’abbonamento verrà automaticamente convertito a quello individuale (9,99 euro).

In poco tempo Apple Music è riuscito a ritagliarsi il suo spazio nel super competitivo mondo dello streaming. Il servizio della Mela conta oltre 11 milioni di utenti paganti e recentemente si è rinnovato non solo dal punto di vista del design ma anche delle funzioni. Ad esempio, Apple ha introdotto l’integrazione automatica di iTunes Match. Rispetto a piattaforme come Spotify, che mantiene saldamente il comando del settore, Apple Music presenta alcune differenze. Il servizio non prevede pubblicità ma nemmeno un’offerta gratuita. L’azienda di Cupertino offre però selezioni musicali curate da esperti di grande fama e con Beats1 propone una web radio con contenuti esclusivi.

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Le migliori app università per ogni esigenza dello studente https://www.datamanager.it/2015/05/le-migliori-app-universita-per-ogni-esigenza-dello-studente/ Mon, 18 May 2015 11:51:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74947 Gli studenti universitari trovano difficile gestire le proprie attività ma lo smartphone può aiutarli. Ecco le migliori app università Lo smartphone può essere un valido aiuto per gli universitari. Le app per dispositivi mobili sono infatti in grado di soddisfare numerose necessità degli studenti e rendere il percorso accademico più agevole. Oggi quasi tutti gli […]

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Gli studenti universitari trovano difficile gestire le proprie attività ma lo smartphone può aiutarli. Ecco le migliori app università

Lo smartphone può essere un valido aiuto per gli universitari. Le app per dispositivi mobili sono infatti in grado di soddisfare numerose necessità degli studenti e rendere il percorso accademico più agevole. Oggi quasi tutti gli atenei italiani possiedono una propria app dedicata ma spesso non considerano alcuni bisogni primari dei futuri dottori. Di seguito una lista delle migliori app università divise per categorie.

Le migliori app università a seconda delle necessità

Scegliere la facoltà

almaorientati app università

Il primo scoglio per le future matricole è quello di scegliere il percorso di studi più adatto alle proprie esigenze. AlmaOrièntati (iOS, Android) di AlmaLaurea offre un valido aiuto in questo senso grazie a studi sugli atenei e le esperienze concrete degli studenti. L’app valuta i punti di forza dell’utente, illustra il sistema universitario e il mercato del lavoro e  individua il corso di laurea più adatto in base ai suoi interessi e alle sue aspirazioni lavorative. Oriento#UniTO (iOS, Android) permette invece di visualizzare corsi, materie, professori e attività dell’Università degli Studi di Torino per poter scegliere consapevolmente il proprio percorso di studi presso l’ateneo piemontese.

Libretto universitario

universitapp app università

Per gli studenti può essere utile avere sempre sott’occhio la propria media accademica e tenere conto degli esami ancora da superare. Libretto Universitario (Android) e UniversitApp (Android) permettono di calcolare la media ponderata ed aritmetica e il voto base di laurea, codividere la carriera, pianificare gli esami, registrare gli orari dei corsi e visualizzare statistiche e grafici. Chi invece possiede un terminale Apple può utilizzare Libretto Universitario di weLaika (iOS) e UniMedia Free (iOS), due app che offrono lo stesso tipo di servizio.

Appunti e produttività

timetable app università

La difficoltà maggiore degli studenti universitari è quella di organizzare i propri impegni accademici e mettere ordine nei propri appunti. Timetable (iOS, Android) è l’app ideale per annotare gli orari di corsi, lezioni, attività e scadenze mentre inClass (iOS) permette di gestire in toto la propria vita universitaria grazie ai reminder. Any.do (iOS, Android) consente di organizzare le proprie attività e di condividerle con altre. Per quanto riguarda gli appunti, esistono diverse app che permettono di scriverli, passarli ai colleghi di corso e modificarli. Simplenote (iOS, Android, Amazon Kindle) offre una piattaforma per salvare e ritrovare facilmente le proprie note grazie ai tag. Wunderlist (iOS, Android) invece permette di realizzare e condividere i propri appunti e di allegare foto, file PDF e presentazioni. iAnnotate (9.99 dollari per iPad e Android) consente non solo di gestire le note ma anche di sottolineare i passaggi chiave di elaborare annotazioni sotto forma di pop-up. Dragon Dictation (iOS) è l’app indicata per chi preferisce la dettatura vocale alla normale scrittura mentre con AudioMemos (iOS, Android) è possibile registrare direttamente la lezione e di riascoltarla comodamente a casa.

Altri strumenti utili agli studenti sono le app per la produttività personale come Documenti Google (iOS, Android) e Microsoft Office (iOS, Android, Windows Phone). I file realizzati possono poi essere sincronizzati su più dispositivi con Evernote (iOS, Android) o salvati nel cloud con OneDrive (iOS, Android, Windows Phone), Google Drive (iOS, Android) e Dropbox (iOS, Android, Amazon Kindle, BlackBerry).

Infine, per ogni studente può essere utile avere sottomano un catalago completo di nozioni. WolframAlpha (iOS, Android, Amazon Kindle, Windows Phone) è un’app dedicata agli iscritti a facoltà ad indirizzo scientifico. Il software offre risposte a moltissimi quesiti, comprese le tanto odiate equazioni. L’app di Wikipedia (iOS, Android), invece, mette a disposizione un’enciclopedia completa per qualsiasi argomento.

WolframAlpha app universitari

Raggiungere la facoltà

Per gli studenti fuorisede può essere un problema trovare il modo di raggiungere la propria facoltà. Per chi preferisce i mezzi pubblici, Moovit (Android, iOS, Windows Phone) permette di organizzare il proprio tragitto verso l’ateneo con orari di arrivo e partenza e fermate di bus, tram, treni e metropolitana. Inoltre, grazie ai feedback degli utenti si rimarrà sempre aggiornata su ritardi, scioperi o cambi di itinerario. BlaBlaCar (iOS, Android) è invece l’app ideale per chi deve tornare a casa o nella città dove studia. Il servizio permette di trovare un passaggio in auto o di offrilo in cambio di compagnia e un piccolo risparmio su benzina e pedaggio. Per muoversi in città le due app di car sharing di Enjoy (iOS, Android, Windows Phone), che ha esteso la prenotazione a 90 minuti, e Car2Go (iOS, Android) sono le più utilizzate. I due servizi consento di noleggiare una vettura via smartphone a tariffe competitive.  Le ormai celebri Fiat 500 rosse e le Smart bianche sono disponibili a Torino, Roma, Milano e Firenze.

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WhatsApp, occhio al destinatario: prof manda selfie hard ai suoi alunni https://www.datamanager.it/2015/01/whatsapp-occhio-destinatario-prof-manda-selfie-hard-suoi-alunni/ Fri, 23 Jan 2015 11:05:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68343 Si difende dicendo di aver commesso un errore di destinatario, la professoressa dell’Istituto Casale di Vigevano che durante le vacanze di Natale ha inviato tramite WhatsApp ai suoi alunni un selfie hard che la ritrae nuda La donna dichiara di aver inviato per sbaglio la foto al gruppo di suoi studenti che aveva creato su WhatsApp, […]

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Si difende dicendo di aver commesso un errore di destinatario, la professoressa dell’Istituto Casale di Vigevano che durante le vacanze di Natale ha inviato tramite WhatsApp ai suoi alunni un selfie hard che la ritrae nuda

La donna dichiara di aver inviato per sbaglio la foto al gruppo di suoi studenti che aveva creato su WhatsApp, che ora si può usare anche tramite Pc, con lo scopo di facilitare lo scambio di materiali didattici: in realtà lo scatto incriminato, che ha suscitato un vespaio di polemiche, era diretto al suo compagno. Lo scandalo è montato in fretta e ne dà notizia la versione online della Provincia Pavese: dal momento del suo invio, la foto è stata rimbalzata da un cellulare all’altro, diffondendosi rapidamente anche ad altri ragazzi della scuola e arrivando anche ad alcuni docenti. Nell’era in cui la chat istantanea ha soppiantato quasi completamente l’uso degli sms, si dovrebbe quindi prestare più attenzione ai destinatari delle nostre comunicazioni. Soprattutto perché spesso il gesto di scattarci un selfie e inviarlo tramite WhatsApp è diventato un automatismo e il fatto tenere molte conversazioni simultaneamente certo non aiuta.

Gli studenti pensavano a un fotomontaggio

Gli alunni, che hanno ricevuto la foto hard durante le vacanze natalizie, al momento erano increduli ed alcuni avevano pensato ad un fotomontaggio. Una volta tornati a scuola però la professoressa ha ammesso lo sbaglio, scusandosi con la classe.

«La situazione è molto delicata- ha detto sulla «Provincia» Stefania Pigorini, dirigente scolastica dell’istituto- Io sto cercando di ricostruire l’intera vicenda, solo dopo potrò valutare se e quali provvedimenti adottare».

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Google aggiorna Classroom: cosa cambia https://www.datamanager.it/2014/10/google-aggiorna-classroom-cambia/ Wed, 15 Oct 2014 13:21:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=63039 Studenti e insegnanti potranno utilizzare delle funzioni aggiuntive messe a disposizione da Big G all’interno della suite Google Apps for Education Qualche mese fa (in estate) Google aveva lanciato Classroom, un progetto nato per supportare il lavoro degli insegnanti e il metodo di apprendimento degli studenti, attraverso una serie di strumenti digitali per digitalizzare i […]

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Studenti e insegnanti potranno utilizzare delle funzioni aggiuntive messe a disposizione da Big G all’interno della suite Google Apps for Education

Qualche mese fa (in estate) Google aveva lanciato Classroom, un progetto nato per supportare il lavoro degli insegnanti e il metodo di apprendimento degli studenti, attraverso una serie di strumenti digitali per digitalizzare i compiti. All’interno della suite, disponibile per chiunque dispone di Google Apps for Education, permette di sviluppare in maniera certamente più moderna le attività svolte a casa dai ragazzi, con il dovuto incipit dei professori. Un esempio? Il maestro può correggere sul computer i compiti in classe degli alunni e creare, in automatico, una copia da inviare per email, con le correzioni effettuate e le spiegazioni; allo stesso modo può creare cartelle sul cloud di Google, Drive, per ciascuno studente, conservando al loro interno tutti i documenti e i compiti svolti durante l’anno.

Compiti digitali, voto reale

Si tratta di un progetto importante più dal punto di vista etico che tecnologico. La possibilità di rendere più digitale l’insegnamento non è più solo un trend ma una vera e propria necessità. Se i ragazzi utilizzano già Drive o Dropbox per conservare i contenuti preferiti (come foto, video e musica) verrà naturale utilizzare la nuvola anche per scopi più professionali, oggi scolastici e domani lavorativi. Grazie all’ultimo aggiornamento introdotto da Google, oggi con Classroom si possono creare gruppi per facilitare la comunicazione e discussione sulla piattaforma, monitorare lo svolgimento dei compiti attraverso il completamento di task e, in generale, una più completa gestione della classe “virtuale”, come ad esempio l’esportazione dei dati in un formato idoneo a quello usato dal registro di classe digitale, ove presente.

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