torrent – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 13:25:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png torrent – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 I migliori siti di Torrent? Google li mette in bella mostra https://www.datamanager.it/2017/07/migliori-siti-torrent-google-li-mette-bella-mostra/ Wed, 12 Jul 2017 14:22:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=128547 Sulla versione americana di Google, i siti di Torrent più famosi appaiono in evidenza nonostante siano pirata Google in questi anni ha cercato di combattere la pirateria online con vari strumenti ma a quanto pare il suo algoritmo non sembra essere molto d’accordo con questa politica. Il sito Torrent Freak ha segnalato che nella versione […]

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Sulla versione americana di Google, i siti di Torrent più famosi appaiono in evidenza nonostante siano pirata

Google in questi anni ha cercato di combattere la pirateria online con vari strumenti ma a quanto pare il suo algoritmo non sembra essere molto d’accordo con questa politica. Il sito Torrent Freak ha segnalato che nella versione statunitense del celebre motore di ricerca basta digitare “migliori siti Torrent” per vedere apparire una lista di siti pirata nella parte alta dei risultati. Portali come Torrent Project, YourBittorrent e The Pirate Bay, che è stato ritenuto responsabile dall’Ue per i contenuti in esso caricati dagli utenti, sono organizzati in piccole schede accompagnate dalla dicitura “Popular on the web”.

E’ evidente che mettere in bella vista piattaforme che distribuiscono contenuti illegali non può trattarsi di un errore umano. L’algoritmo che gestisce il motore di ricerca pone in evidenza i siti più cercati dagli utenti (i Torrent sono tra questi) ma in questo caso non ha fatto distinzione tra quelli legali e quelli pirata. La dimostrazione viene dal fatto che cercando “streaming sites” troviamo accanto a Hulu e Crackle anche servizi pirata come Putlocker. Data la sensibilità sul tema da parte di Google è probabile che le schede incriminate presto scompariranno dai risultati di ricerca anche se forse non è un caso che Big G non abbia partecipato all’Alliance for Creativity and Entertainment, associazione che raccoglie i big dello streaming e dell’intrattenimento online per combattere la pirateria.

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Il co-fondatore di Pirate Bay contro Facebook, big data e Internet https://www.datamanager.it/2017/06/co-fondatore-pirate-bay-facebook-big-data-internet/ Tue, 13 Jun 2017 10:30:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126556 Peter Sunde, co-fondatore di Pirate Bay, ritiene che Internet si stia centralizzando nelle mani di pochi che controllano le attività digitali (e non) di miliardi di persone A quanto pare Internet non è come dovrebbe essere e sono in molti a dirlo. Pochi giorni fa il co-fondatore di Twitter, Evan Williams, ha affermato che il […]

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Peter Sunde, co-fondatore di Pirate Bay, ritiene che Internet si stia centralizzando nelle mani di pochi che controllano le attività digitali (e non) di miliardi di persone

A quanto pare Internet non è come dovrebbe essere e sono in molti a dirlo. Pochi giorni fa il co-fondatore di Twitter, Evan Williams, ha affermato che il web non funziona in quanto “favorisce gli estremi”, ovvero è diventato il luogo privilegiato di espressione di violenti, razzisti e bufale. Oggi il co-creatore di The Pirate Bay, Peter Sunde, ha espresso più o meno lo stesso concetto in una intervista a The Next Web e in particolare si è scagliato contro Facebook e l’uso poco responsabile dei big data.

Sunde ritiene che il “Il punto non è quello che accadrà in futuro, ma quello che sta succedendo adesso”. Internet non è lo spazio libero pensato all’origine ma una piattaforma nella mani di pochi. “Abbiamo centralizzato tutti i nostri dati a un ragazzo chiamato Mark Zuckerberg, che è fondamentalmente il più grande dittatore del mondo, visto che non è stato eletto da nessuno”, ha detto Sunde parlando di Facebook. Inoltre, il CEO del social network sarebbe anche colluso con la politica. “Trump ha di fatto il controllo sui dati in possesso di Zuckerberg, quindi ci siamo già”, spiega l’informatico.

“Tutto ciò che potrebbe andare storto è già andato storto e non credo che ci sia un modo per arginarlo”, ammette con una certa amarezza. La conferma che Internet è sempre più centralizzato starebbe nel fatto che negli ultimi 10 anni la maggior parte delle tecnologie emergenti è stata acquisita dai 5 maggiori player del web (Amazon, Google, Apple, Microsoft e Facebook). Inoltre il modello di business basato sul prodotto sarebbe stato sostituito da servizi totalmente virtuali come quelli offerti da Airbnb, Uber e Alibaba. “Chi possiede le informazioni su dove possiamo o non possiamo andare?”, si chiede Sude.

“L’unico modo in cui possiamo fare qualsiasi differenza è limitare i poteri di queste società, – afferma il co-fondatore di Pirate Bay – ma purtroppo l’UE o gli Stati Uniti non sembrano avere alcun interesse a farlo”. I governi dovrebbero quindi fare di più per limitare il potere delle aziende del web e dovrebbero spingere per un uso etico dei big data. “I big data e le grandi multinazionali del tabacco sono simili, in un certo senso. – spiega l’informatico – Prima non ci siamo resi conto di quanto fosse pericoloso il tabacco, ma ora sappiamo che provoca il cancro. Non sapevamo che i big data avrebbero potuto diventare così importanti, ma ora lo sappiamo. Allo stesso modo, abbiamo basato le nostre vite sui big data, e ora non possiamo smettere”.

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Mozilla rilascerà a giugno Servo https://www.datamanager.it/2016/03/mozilla-rilascera-giugno-servo/ Wed, 16 Mar 2016 19:30:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=96931 Il nuovo browser della Foundation sarà pronto a breve e debutterà in estate in versione alpha Se qualcuno di voi non ne ha mai sentito parlare non si preoccupi. Servo è il nome dato dalla Mozilla Foundation al suo nuovo browser, un progetto innovativo che mira a rivoluzionare l’utilizzo che facciamo oggi dei software per […]

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Il nuovo browser della Foundation sarà pronto a breve e debutterà in estate in versione alpha

Se qualcuno di voi non ne ha mai sentito parlare non si preoccupi. Servo è il nome dato dalla Mozilla Foundation al suo nuovo browser, un progetto innovativo che mira a rivoluzionare l’utilizzo che facciamo oggi dei software per navigare in rete. A differenza di altri competitor, tra cui lo stesso Firefox, Servo è un programma modulare, ovvero da costruire da zero con gli add-on e le integrazioni che più servono ad ogni utente. Questo lo rende estremamente veloce e flessibile, oltre che privo di alcune funzionalità che non useremo mai.

Come permette di fare

Inoltre alla base del suo sviluppo vi è il concetto che un browser debba non solo aprire le porte al mondo della rete ma anche permettere di svolgere funzioni più avanzate, come il rendering delle pagine o il parsing HTML, così da supportare il processore e la GPU in alcuni compiti finora separati. Siamo davvero agli inizi e per questo non bisogna credere che già da giugno Servo sarà un prodotto fatto e finito. “Per essere chiari, siamo ad una release davvero iniziale (in gergo Mozilla “Nightly Build”). Ciò vuol dire che non potrete ancora usare Servo per sostituire il vostro browser di fiducia, c’è ancora molto lavoro da fare. L’obiettivo è rendere più semplice per le persone testare il programma e i suoi bug” – ha detto un ingegnere di Mozilla. Oltre a Servo, un altro progetto interessante in ambito browser è Project Maelstrom, nato dal team di Bit Torrent, che permette di utilizzare i torrent per velocizzare il flusso di navigazione e bypassare la censura attiva in alcuni paesi.

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Popcorn Time non muore mai https://www.datamanager.it/2016/02/popcorn-time-non-muore-mai/ Thu, 04 Feb 2016 11:42:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=93848 Popcorn Time torna online come puglin per browser e supporta i dispositivi per il trasferimento dello streaming verso la TV Il terrore dei produttori cinematografici è tornato, Popcorn Time riappare online sotto forma di plugin per browser. Il cosiddetto “Netflix pirata” consente di vedere gratuitamente film e serie TV in streaming e funziona come un […]

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Popcorn Time torna online come puglin per browser e supporta i dispositivi per il trasferimento dello streaming verso la TV

Il terrore dei produttori cinematografici è tornato, Popcorn Time riappare online sotto forma di plugin per browser. Il cosiddetto “Netflix pirata” consente di vedere gratuitamente film e serie TV in streaming e funziona come un aggregatore di file Torrent. Dalla nascita, il servizio è stato chiuso a più riprese fino a quando è arrivata una massiccia azione legale da parte della MPAA (Motion Picture Association of America), l’associazione che raccoglie le major cinematografiche statunitensi, che sembrava avesse messo la parola fine al progetto.

Popcorn Time è tornato sotto una diversa forma e da programma da installare è diventato un plugin supportato dai maggiori browser per Windows e OS X (tranne Safari al momento). Questa volta sarà più difficile eliminare il servizio in quanto il codice è stato reso pubblico alla comunità degli sviluppatori, che con una certa facilità potranno crearne decine di migliaia di copie. Popcorn Time torna anche con una interessante novità. Ora è anche possibile trasferire i contenuti in streaming sul proprio televisore con Chromecast, AirPlay e DLNA.

Ora non resta che aspettare la reazione di Netflix, che dopo l’espansione in tutto il mondo sta cercando invano di bloccare la visione dei contenuti con connessione VPN.

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Popcorn Time ha chiuso, addio al Netflix pirata https://www.datamanager.it/2015/10/popcorn-time-ha-chiuso-addio-al-netflix-pirata/ Mon, 26 Oct 2015 18:29:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=86767 Popcorn Time, il celebre sito fornitore di file Torrent, è ormai inutilizzabile e molto probabilmente chiuderà per sempre Popcorn Time, il sito contenitore di file Torrent che alcuni hanno battezzato il Netflix pirata, ha fatto tremare le case cinematografiche ma alla fine è stato costretto a chiudere. Il portale forniva l’accesso a film e serie […]

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Popcorn Time, il celebre sito fornitore di file Torrent, è ormai inutilizzabile e molto probabilmente chiuderà per sempre

Popcorn Time, il sito contenitore di file Torrent che alcuni hanno battezzato il Netflix pirata, ha fatto tremare le case cinematografiche ma alla fine è stato costretto a chiudere. Il portale forniva l’accesso a film e serie TV gratuitamente e non conservava i file coperti da diritto d’autore all’interno dei suoi server ma il timore di cause legali milionarie ha spinto molti dei suoi sviluppatori ad abbandonare il progetto.

Popcorn Time era già stato chiuso nella sua prima forma ed era ritornato con un nuovo dominio. Lunedì scorso però diversi developer storici della piattaforma hanno deciso di lasciare per dedicarsi ad un nuovo progetto chiamato “Butter”, che secondo alcuni fornirà un servizio molto simile a Popcorn Time ma legale. Giovedì il portale ha cercato di cambiare dominio a causa dei disservizi occorsi durante la settimana ma non c’è stato nulla da fare. “Negli ultimi giorni qualcuno ha manomesso la nostra infrastruttura, nello specifico il servizio DNS, e non siamo riusciti a convincere il nostro provider Gandi.net che eravamo noi e volevamo stare online”, ha dichiarato il team di Popcorn Time. Attualmente il servizio non consente né di scaricare il programma né di vedere alcun contenuto in streaming. “Ho chiuso tutti i server, non c’è più niente che possa fare. Ho cancellato ogni log che potrebbe essere pericoloso per qualsiasi altro sviluppatore”, ha dichiarato Wally, sviluppatore di PopcornTime.io.

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La Gdf blocca il Netflix pirata Popcorn Time https://www.datamanager.it/2015/09/la-gdf-blocca-il-netflix-pirata-popcorn-time/ Tue, 01 Sep 2015 12:07:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=82460 La Guardia di Finanza ha bloccato l’accesso a diversi siti che permettevano il download del Netflix pirata Popcorn Time Qualche tempo fa ha suscitato grande scalpore il lancio di Popcorn Time, una piattaforma di streaming video che mette a disposizione link a file della rete BitTorrent già disponibili in Rete. La particolarità del programma sta […]

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La Guardia di Finanza ha bloccato l’accesso a diversi siti che permettevano il download del Netflix pirata Popcorn Time

Qualche tempo fa ha suscitato grande scalpore il lancio di Popcorn Time, una piattaforma di streaming video che mette a disposizione link a file della rete BitTorrent già disponibili in Rete. La particolarità del programma sta nel fatto che film e serie TV sono immediatamente visibili senza attendere la fine del download. Il servizio è stato molto criticato in quanto, anche se indirettamente, viola il diritto d’autore dei contenuti che mette a disposizione dei suoi utenti. Popcorn Time è stato infatti chiuso poco tempo dopo il lancio ma è ritornato sotto nuove spoglie con grande felicità dei fan dello streaming online.

Ieri però la procura di Genova ha dato mandato alla Guardia di Finanza di eseguire un provvedimento di sequestro nei confronti del programma bloccando l’accesso ai siti che permettevano di scaricarlo. L’iniziativa riguarda al momento i domini “.io” e “.se” e la versione beta italiana disponibile su www.popcorntimeitalia.com. Gli utenti che lo hanno scaricato prima dell’intervento della Gdf potranno comunque continuare ad utilizzarlo in tutta tranquillità. Nonostante ci siano state denunce dei produttori di film nei confronti di alcuni utenti in Norvegia e USA, l’Italia è stata la prima ad emettere un’ordinanza di sequestro nei confronti di Popcorn Time e dimostra ancora una volta la sua politica aggressiva nei confronti della pirateria online dopo la chiusura di numerosi siti per il download illegale di contenuti coperti da copyright. Gli utenti del Belpaese, invece, continuano a pensare che la pirateria online sia un male minore.

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The Pirate Bay risorge e torna online https://www.datamanager.it/2015/02/the-pirate-bay-risorge-torna-online/ Tue, 03 Feb 2015 14:25:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68873 Il celebre sito per il download di file Torrent, The Pirate Bay, è tornato online. Come simbolo della piattaforma è stata scelta la fenice Il dicembre scorso Pirate Bay, la celebre piattaforma svedese per il download di file Torrent, è stato chiuso a seguito di un raid della polizia. Dopo pochi giorni dall’intervento delle forze […]

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Il celebre sito per il download di file Torrent, The Pirate Bay, è tornato online. Come simbolo della piattaforma è stata scelta la fenice

Il dicembre scorso Pirate Bay, la celebre piattaforma svedese per il download di file Torrent, è stato chiuso a seguito di un raid della polizia. Dopo pochi giorni dall’intervento delle forze dell’ordine e vari tentativi di imitazione, i pirati hanno annunciato un futuro ritorno del servizio e come da programma ciò è avvenuto. Da ieri ThePirateBay.se è tornato online e come simbolo non ha più la classica bandiera pirata ma l’araba fenice che risorge dalle proprie ceneri.

Nel frattempo, Apple sta cercando di trovare una via legale al peer to peer per scambiarsi musica fra amici.

Pirate Bay risorge come la fenice

Il ritorno di Pirate Bay, di cui un co-fondatore è recentemente finito in carcere, è stato accompagnato da un grande successo di pubblico, tanto che il sito ha alcuni problemi a gestire l’enorme mole di ricerche effettuate dagli utenti. Il portale è ospitato su server posti in Moldavia e si appoggia ai servizi di CDN Cloudflare. Il ritorno del sito di Torrent più famoso del web è stato inoltre accompagnato da una piccola rivoluzione interna. I vecchi admin, che per anni hanno visionato e moderato i contenuti caricati sulla piattaforma, sono stati esclusi dal progetto e pare che per ripicca vogliano fondare un servizio concorrente che porti di nuovi i veri valori dei pirati del copyright.

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Tutti i numeri di The Interview https://www.datamanager.it/2014/12/tutti-i-numeri-the-interview/ Wed, 31 Dec 2014 11:29:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67386 Il film beffa sul leader nordcoreano batte ogni record diventando la pellicola di Sony più vista di tutti i tempi in rete. Anche sui torrent The Interview ha fatto già storia. Il film che racconta le vicende di due giornalisti americani assunti dalla CIA per uccidere il leader nordcoreano Kim Jong Un passerà alle cronache più […]

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Il film beffa sul leader nordcoreano batte ogni record diventando la pellicola di Sony più vista di tutti i tempi in rete. Anche sui torrent

The Interview ha fatto già storia. Il film che racconta le vicende di due giornalisti americani assunti dalla CIA per uccidere il leader nordcoreano Kim Jong Un passerà alle cronache più per le vicende collaterali da cui è stato circondato che per il suo reale valore. I più disfattisti parlano addirittura del film come della causa scatenante la terza guerra mondiale, quella che si combatterà prettamente online. Anche se la cyberwar non è del tutto cominciata, Sony può celebrare The Interview come uno dei suoi più grandi successi, considerando che si tratta tra l’altro di una pellicola che non è mai stata trasmessa nelle sale cinematografiche. Le stime parlano di un ritorno economico, durante i primi giorni di diffusione in rete, pari a 15 milioni di dollari, cifra che arriva dagli incassi di noleggio e acquisto sulle principali piattaforme che lo hanno reso disponibile, tra cui Google Play Movies, Xbox Video e YouTube.

Successo pirata

Grazie al fatto di essere un film osteggiato da un’intera nazione, The Interview ha suscitato l’interesse di molte persone, spingendo alla visione anche chi non lo aveva affatto preso in considerazione. Oltre a far segnare record sugli store digitali, il lavoro di Evan Goldberg e Seth Rogen è un successo anche sui siti pirata. Torrent Freak riporta come la pellicola sia stata scaricata illegalmente almeno 1,5 milioni di volte a distanza di una settimana dal lancio. Ci si chiede ora cosa potrebbe succedere se Sony riuscisse a portare il film anche nei cinema di tutto il mondo. A quel punto potrebbe diventare davvero un successo globale, Nord Corea esclusa naturalmente.

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Una copia di Pirate Bay appare su Isohunt https://www.datamanager.it/2014/12/copia-pirate-bay-appare-isohunt/ Tue, 16 Dec 2014 09:04:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66875 Dopo la chiusura da parte delle autorità svedesi, il sito di P2P ricompare grazie all’amico Isohunt. Ma per quanto? I pirati non si danno per vinti. E’ passata solo una settimana dalla sentenza della corte di Stoccolma che dichiarava come la piattaforma The Pirate Bay dovesse chiudere per sempre, dopo anni di infrazione a tutti […]

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Dopo la chiusura da parte delle autorità svedesi, il sito di P2P ricompare grazie all’amico Isohunt. Ma per quanto?

I pirati non si danno per vinti. E’ passata solo una settimana dalla sentenza della corte di Stoccolma che dichiarava come la piattaforma The Pirate Bay dovesse chiudere per sempre, dopo anni di infrazione a tutti i possibili codici di regolamentazione del copyright. Dopo aver spento i server in un luogo sconosciuto di Stoccolma (alcuni dicono in cima alle montagne per sfuggire ai primi controlli), ora la baia ritorna grazie a Isohunt, che ne sta ospitando una copia. Il database di quello che dovrebbe essere un concorrente sulla piazza è stato duplicato e reso disponibile da Isohunt solo qualche ora fa e al momento è ancora funzionante. Il motivo, secondo il team del sito che è stato (proprio come The Pirate Bay) bannato dal Regno Unito lo scorso mese è la volontà di “salvare la libertà dell’informazione su internet”.

Libertà di scaricare gratis

A parte qualche forzatura di troppo (condividere file illegalmente è libera informazione?) quello che ocnta è che per il momento The Pirate Bay è vivo e vegeto, alimentato dalla macchina del motore di ricerca di torrent fondato nel gennaio del 2003 dal canadese Gary Fung. Come spiega lo stesso team di Isohunt, qualora i server di The Pirate Bay dovessero tornare a funzionare, il sito clone verrebbe disattivato, dando la precedenza alla versione originale. C’è da capire per quanto la polizia lascerà online il nuovo supporter di The Pirate Bay, prima che anche i server che ospitano Isohunt vengano spenti. Al momento però non ci sono indagini a riguardo e la sensazione è che qualora altre piattaforme dovessero sostenere la causa dei pirati spiaggiati allora la situazione potrebbe farsi davvero complicata per le forze dell’ordine, pur trovandosi dalla parte giusta della barricata.

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Watch Dogs: non scaricate quel torrent https://www.datamanager.it/news/watch-dogs-non-scaricate-quel-torrent-56698.html Mon, 26 May 2014 18:00:13 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/watch-dogs-non-scaricate-quel-torrent/ Con l’uscita del videogioco su console e PC, aumenta il rischio di scaricare dalla rete versioni fasulle che contengono pericoli. Ecco la prima Coloro che stanno cercando di scaricare il gioco Watch Dogs da internet, in maniera illegale, possono incorrere in due grandi rischi. Il primo è incentivare la pirateria informatica, aumentando sempre di più […]

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Con l’uscita del videogioco su console e PC, aumenta il rischio di scaricare dalla rete versioni fasulle che contengono pericoli. Ecco la prima

Coloro che stanno cercando di scaricare il gioco Watch Dogs da internet, in maniera illegale, possono incorrere in due grandi rischi. Il primo è incentivare la pirateria informatica, aumentando sempre di più il divario tra copie illeggittime di un prodotto e il mercato ufficiale; il secondo (con conseguenze ben più dirette) è quello di installare sul computer una minaccia, nello specifico un programa che lavora di nascosto per “minare” Bitcoin. E’ quello che alcuni ricercatori hanno scoperto analizzando dei torrent in rete, che promettono di scaricare la versione completa per PC di Watch Dogs (che esce ufficialmente domani). 

Bitcoin a manetta

Quello che in realtà si nasconde dietro il nome dell’ultimo videogioco di Ubisoft è un file “minatore” di Bitcoin. Si tratta di un programma eseguibile che, una volta installato, consuma buona parte della potenza del computer per “minare” Bitcoin e caricarli su siti terzi. La conseguenza è quella di non accorgersi di ciò che avviene nel computer se non di un eccessivo rallentamento nelle operazioni giornaliere. Secondo gli esperti il programma “winlogin.exe” (che gioca sulla confusione del processo legittimo “winlogon.exe”) riesce a consumare fino al 25% della potenza totale del sistema. In più non sarà possibile rimuovere il “minatore” con i classici anti-virus visto che il file eseguibile non viene riconosciuto come tale. La soluzione? Una formattazione dell’intero hard-disk e qualche remora in più prima di scaricare torrent pirata. 

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