Accenture – Una nuova Strategy per l’azienda agile

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La tecnologia non è più un semplice fattore abilitante. Bisogna conoscerla e metabolizzarla per innovare anche il modo di fare business

Nell’impresa digitale non si possono separare in maniera netta le funzioni e i processi aziendali da quelli tecnologici. La convergenza tra IT e business è un dato di fatto. Nell’era attuale, la tecnologia è sempre più presente nei processi e nelle funzioni aziendali e non può più essere considerata unicamente un fattore abilitante, con compiti prettamente esecutivi. «Lo scenario è cambiato completamente: oggi la tecnologia è uno degli elementi della strategia di business». Parola di Marco Morchio, managing director per l’area IGEM (Italia, Grecia, Europa dell’est, Russia e Medio Oriente) di Accenture Strategy, la nuova piattaforma di business lanciata dal gruppo di consulenza e system integration nell’ambito di una riorganizzazione globale che ha visto anche il concomitante decollo delle aree Accenture Digital, Accenture Technology e Accenture Operations.

Geneticamente agili

Il termine “strategy” farebbe pensare a un concetto ormai consolidato, dopotutto la consulenza strategica esiste da sempre. Dov’è la novità? «Il vero elemento innovativo sta nella combinazione delle componenti consulenziali rivolte al business, che da oggi sono di fatto unite alla consulenza tecnologica, portando un cambio di passo in un mercato abituato a vedere la tecnologia come mero fattore abilitante». Una risposta convergente che innanzitutto viene incontro alle richieste di un mercato in forte evoluzione, ma che – come Morchio giustamente sottolinea – «nasce anche dalla relazione di grande naturalezza che Accenture ha nei confronti della tecnologia». Sul tema dell’agilità e della dinamicità, aggiunge il responsabile italiano di Strategy, il brand Accenture gode di una credibilità straordinaria. «Oltre a essere geneticamente agili, abbiamo operato molti cambiamenti e non ci occupiamo solo di consulenza».

Innovazione dirompente

Quello che conta per Accenture è il grado di innovazione o di disruption che le tecnologie hanno introdotto anche in modelli di business tradizionali o consolidati. «Ci sono esempi molto recenti» – spiega Morchio. «Prendiamo il caso di Netflix, o il caso borsistico dell’anno negli Stati Uniti, rappresentato dalla quotazione di Alibaba. Ma prima ancora Amazon, la cui forza sta nel modello logistico e distributivo, che mette insieme l’innovazione tecnologica dell’e-commerce e un business molto tradizionale, spazzando completamente via vecchie logiche». Secondo Morchio, la storia di questi brand ci insegna anche che l’elemento dirompente non deve per forza essere una tecnologia ben precisa, ma la capacità di far leva in modo efficace sullo stato dell’arte, adattandolo alle proprie esigenze e anticipando le richieste di innovazione dei consumatori. «Netflix ha saputo adattarsi molto bene. Partita dai film su dvd, ha rivoluzionato il mercato del videonoleggio e poi gradualmente è passata alla banda larga come canale distributivo». Analoghi casi di innovazione dirompente vengono da Google Android, che ha saputo partire da una tecnologia pura – un sistema operativo per smartphone – e ha scatenato un modello di adozione che ha colto completamente di sorpresa un’azienda come Nokia, l’innovatore (le origini del gruppo finlandese risalivano all’industria della carta) che aveva dominato il mercato della prima generazione dei telefonini digitali.

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«La conferma del meccanismo viene anche da un altro caso della cronaca recente, la piattaforma di car service Uber che non utilizza tecnologie particolarmente innovative, ma le applica a un mindset diverso, mettendo in connessione domanda e offerta sul tema della mobilità e coinvolgendo singoli individui, con un modello che trasforma la fisicità dell’automobile in servizio». Tutte tematiche e applicazioni innovative, sottolinea Morchio, che richiedono un’accurata definizione strategica per avere successo, ed è da questa consapevolezza e competenza specifica che deriva la rinnovata attenzione di Accenture verso formule consulenziali più integrate e una visione ancora più olistica del business. In questo senso, come si distinguerà la linea d’azione di Accenture Strategy dalla filosofia operativa della piattaforma Digital, anch’essa frutto della recente organizzazione e orientata al supporto delle digital company? «L’attività di Strategy sarà diversa da quella realizzativa, implementativa che Digital mette in campo» – risponde Morchio. «Diversa ma continuamente integrabile, tant’è vero che Strategy può disporre delle competenze del gruppo di esperti di Digital, e viceversa, o ancora di Technology o di Operations. È questo il lato distintivo di un system integrator come Accenture, che mette in campo oltre agli aspetti teorici, anche un’esperienza pratica di concreta execution».

Business di nuova generazione

È dunque un business di nuova generazione quello che Accenture vuole supportare in chiave strategica. «Ci sono almeno tre componenti fondamentali» – spiega Morchio. «Innanzitutto, la forte connessione del business di oggi con la conoscenza tecnologica. In secondo luogo, l’azienda deve per sua natura essere molto più agile, saper affrontare i punti di discontinuità, i confini che cambiano e i nuovi modelli di business che ne conseguono. Prendiamo il tema della connected car, con il sistema Uconnect su cui abbiamo collaborato con Fiat-Chrysler: è una piattaforma per servizi di infotainment destinati a chi guida, a chi siede al volante di un’automobile ma non è più solo un automobilista. Scenari come questi, per pensare e realizzare l’innovazione, richiedono processi decisionali più fluidi, governati in modo diverso. Un terzo punto, infine riguarda la vicinanza tra strategia e risultati conseguenti ai primi due. Il ritorno sugli investimenti deve essere misurato in tempi sempre più brevi».

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Evoluzione culturale

Marco Morchio non nasconde le difficoltà che ostacolano la diffusione di questi nuovi paradigmi nel sistema produttivo italiano. C’è una certa riluttanza nel nostro mondo imprenditoriale, ammette il responsabile della piattaforma Accenture. «La riluttanza è però legata a una certa mancanza di conoscenza. Spesso è difficile raccogliere il consenso in azienda. Per questo è così importante riuscire a legare la trasformazione al risultato».

Il segreto per raggiungere questo livello di compenetrazione tra i processi aziendali e la performance finale consiste, secondo Morchio, nell’accorciare molto i tempi dei vari processi, abbandonando il tradizionale modello sequenziale e portando avanti più azioni parallele, in modo da arrivare il prima possibile alla verifica del mercato e alle eventuali correzioni di rotta. «è quindi necessario adottare un approccio agile: ovvero una flessibilità che richiede anche un diverso dialogo tra le funzioni aziendali».

Scuola di trasformazione

Accenture Strategy punta in un certo senso a diventare una scuola di trasformazione, supportando la digital enterprise nel gestire cambiamenti ormai necessari, sviluppare nuove linee di business, modificare il sistema di controllo sul piano finanziario e agire sulle competenze individuali. Cambiano anche le regole di ingaggio tra consulente e fruitore dei suoi servizi? «Dipende molto dalla tipologia del cliente – dice Morchio – alcuni sono più aperti e si possono immaginare modalità anch’esse innovative. È importantissimo il confronto tra i diversi settori e per questo Accenture organizza dei veri e propri workshop sull’innovazione, dove le aziende possono venire a contatto con l’innovazione e le best practice di altre industry. I nostri Innovation Center – con sedi in tutto il mondo e anche a Milano, Roma e Torino – diventano un nuovo canale di posizionamento della nostra offerta».

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Il riassetto, avviato all’inizio dell’anno, è stato completato e Accenture Strategy lavora già a pieno regime. Secondo Morchio, la società è anche molto attiva sul fronte delle assunzioni. «Stiamo lavorando sul tema dell’adozione della multicanalità nella relazione con il cliente in diversi settori come banking, assicurazioni e automotive. Siamo anche convinti che le tecnologie digitali applicate all’industria manifatturiera siano un formidabile acceleratore della crescita». Accenture ha pubblicato quest’anno, per European Business Summit, lo studio “Accelerating Europe’s Comeback” che analizza il tema della crescita economica in Europa e il ruolo che avranno le tecnologie digitali nel determinare la ripresa. Lo studio evidenzia che, nonostante il FMI abbia previsto che nel 2014 la crescita nell’Unione europea sarà la metà rispetto a quella delle economie in via di sviluppo, i business leader europei sono ottimisti sulle prospettive di crescita e individuano proprio nelle tecnologie digitali l’elemento chiave per aumentare la competitività e rilanciare la crescita.