Didattica+tecnologia=Finger Talks

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Le app per bambini autistici e con disturbi specifici di apprendimento ispirate a una visione inclusiva dell’innovazione. Ne parliamo con Giovanni Storti, testimonial di Aritmeticando

La tecnologia può venire in aiuto delle persone anche e soprattutto quando si tratta di migliorare la vita di chi ha bisogni speciali. Tra gli esempi più significativi a questo riguardo ci sono le soluzioni di Finger Talks pensate per i soggetti autistici (specialmente bambini) come Immaginario, o per supportare nella sfera dei DSA – Disturbi Specifici di Apprendimento – nella matematica, come Aritmeticando.

Videointervista a Giovanni Storti

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Immaginario, quando comunicare è condividere

Finger Talks nasce nel 2012 e utilizza le potenzialità comunicative degli smartphone e dei tablet in relazione a queste esigenze. La società è partecipata dall’azienda di tecnologia Vidiemme Consulting, che ha realizzato le applicazioni. “Presente sul mercato dal 2013, Immaginario è frutto della collaborazione con un team di esperti che comprende le figure del logopedista, dell’educatore e del neuropsichiatra infantile”, spiega Luca Valsecchi, CEO di Vidiemme. L’app ricorre proprio alle immagini delle attività quotidiane (mangiare, andare a scuola o dall’educatore, fare i compiti ecc.), espresse nella forma di disegni o fotografie su carte virtuali visualizzate sul device, per superare le difficoltà di comprensione verbale tipiche dell’autismo e veicolare l’idea di priorità temporale di un’attività rispetto all’altra. “Immaginario è l’applicazione che permette agli adulti, sia genitori che educatori, di comunicare meglio e con più efficacia con i soggetti autistici perché offre la possibilità di condividere i significati. Vogliamo sottolineare questo aspetto perché è un punto centrale quando si parla di autismo” spiegano le logopediste di Parole Tue Maria Montuschi e Valentina Crippa, che hanno collaborato con Finger Talks, insieme alla logopedista Silvia Cattaneo, per creare l’app. “L’idea innovativa non è tanto l’utilizzo di carte ma la digitalizzazione per abilitare comunicazioni real-time molto più dinamiche e flessibili rispetto a prima verso la persona con autismo”, evidenziano le esperte. “Immaginario è a oggi la prima e unica soluzione di questo tipo. L’app è stata pensata ed è scaricabile gratuitamente per una prova dall’App Store per l’iPhone, ed è riadattabile per l’uso su tablet”, prosegue Valsecchi. Disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco, commercializzata sui mercati esteri con il nome di Words in Pictures, per il futuro si pensa di ottimizzarla proprio per tablet e Android.

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Aritmeticando

Aritmeticando, per imparare divertendosi

Rita Bartole e Marco Quaglino, già rispettivamente insegnante di matematica e dirigente scolastico della Civica Scuola Media “A. Manzoni” di Milano, sono invece gli ideatori di Aritmeticando, nata da un’esperienza ventennale di lavoro a stretto contatto con ragazzi con DSA. “L’app è focalizzata sulle frazioni, uno degli argomenti più impegnativi per chi soffre di questi problemi”, spiega Quaglino. I disturbi specifici di apprendimento comprendono un’area vasta di problemi: dislessia e discalculia, disgrafia, fino alla cosiddetta “disnomia” o difficoltà di ricordare i nomi. La app cerca di superare le difficoltà di apprendimento offrendo funzionalità che permettono ad esempio di ascoltare da una voce narrante le spiegazioni e le regole, evitando di dover leggere un testo, e che visualizzano i concetti matematici con disegni animati di situazioni quotidiane, in modo da rendere “concreti” e comprensibili concetti altrimenti difficili da padroneggiare per la mente dei bambini. “La didattica di Aritmeticando affronta i temi della divisibilità – Massimo Comun Divisore e minimo comune multiplo – , le frazioni e le operazioni tra frazioni, coprendo il programma del primo anno delle medie che riguarda anche il termine delle elementari”, spiega Bartole. A supporto dell’apprendimento, anche la Ri-tabella per scomporre i numeri in fattori primi, la calcolatrice parlante e la tavola pitagorica. Il testimonial d’eccezione dell’app, che ha prestato la sua voce anche alle animazioni del software, è l’attore e comico Giovanni Storti, del trio Aldo Giovanni e Giacomo. “Il problema dell’apprendimento non riguarda i ragazzi, ma il modo in cui viene insegnata la materia. Comunicarla in modo vivace e interattivo è secondo noi la chiave del successo. Siamo grati a Giovanni, che conosciamo da tempo, per aver voluto promuovere e sostenere questo progetto”, sottolinea Quaglino. “Nella nostra vision, la tecnologia può svolgere un ruolo importante in ottica compensativa e inclusiva, supportando un utilizzo umanizzato degli strumenti dell’innovazione”, conclude Valsecchi.

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Giovanni Storti presenta l’App “ARITMETICANDO” di Finger Talks

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Giovanni Storti fa parte, insieme ad Aldo Baglio e Giacomo Poretti, del “trio delle meraviglie”, protagonista di spettacoli teatrali, televisivi e cinematografici di grandissimo successo. Dopo aver iniziato carriere separate nel mondo dello spettacolo (Aldo insieme a Giovanni, mentre Giacomo lavora con Marina Massironi), nel 1991 i tre artisti si incontrano e l’anno successivo adottano il nome d’arte di “Aldo, Giovanni e Giacomo”. Tra i numerosissimi, eclatanti successi del trio, che nel 1994 inizia la partecipazione a “Mai dire gol” su Italia 1, ci sono lo spettacolo “I corti”, con la regia di Arturo Brachetti, “Tel chi el telùn” e i film “Tre uomini e una gamba”, “Anplagghed al cinema”, “Ammutta muddica” e “Il ricco, il povero e il maggiordomo”.

Per saperne di più: http://agidi.it/artisti/aldo-giovanni-e-giacomo