Qual è la strada ottimale per l’adozione del Cloud in azienda?

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Ha cercato di dare una risposta a questa domanda l’incontro-tavola rotonda organizzato a Milano di recente da HP e Intel in collaborazione con IDC, che ha visto la partecipazione di un pubblico interessato e partecipativo

Tutti ne parlano, ognuno ha quella che sembra la ricetta migliore e definitiva per adottarlo, ma chi ha la responsabilità degli investimenti IT in azienda ha bisogno di risposte concrete e confermate da dati attendibili. Stiamo parlando del Cloud, uno dei paradigmi dell’Information technology del Terzo Millennio. Per cercare di dare una risposta ai dubbi e alle perplessità dei responsabili IT e dei decisori aziendali, Hewlett Packard e Intel in collaborazione con IDC hanno organizzato un incontro-tavola rotonda per chiarire quali “metodologie, best practice e tecnologie” adottare per implementare un modello di Cloud in grado di rispondere alle esigenze attuali di un’azienda.  Ne è risultato un evento interessante e interattivo, in cui, sotto la guida di Fabio Rizzotto, senior research & consulting director di IDC Italia, i partecipanti hanno espresso il proprio parere in un clima particolarmente collaborativo. È stato appunto Rizzotto ad aprire la mattinata, con un intervento che ha spiegato quale sia la situazione attuale di adozione delle innovazioni IT e, in particolare, del Cloud in Europa e in Italia e quali le principali tendenze per il prossimo futuro.

«Circa il 70% delle aziende italiane ha avviato grandi progetti di rinnovamento dell’IT -, ha spiegato Rizzotto -, e molte hanno progetti di sviluppo di nuove strutture dedicate all’innovazione». In particolare, nell’adozione del Cloud, uno dei temi fondamentali resta quello della sicurezza. «Chi ha già optato per il Cloud oggi è soddisfatto più dello scorso anno (su una scala da 1 a 5 l’indice medio è stato 4,2 rispetto a 3,5 del 2014), anche se cambiano i modelli anche di erogazione dei servizi IT e le responsabilità dei decisori aziendali». Infatti, fino a oggi molte aziende hanno deciso di adottare il Cloud pensando principalmente a un risparmio, «ma se da una parte cala il Capex (cioè le spese in conto capitale, ndr), dall’altra aumenta l’Opex (cioè le spese operative, ndr)». Qual è la strada migliore da seguire allora? «Un aiuto da parte dei partner tecnologici delle aziende per consentire loro di ottenere il meglio dai nuovi ambienti e ambiti, con una necessità da parte dei decisori di realizzare un forte coordinamento strategico e operativo».

Videointervista ad Alessandro Gabrieli, Cloud Computing Director di Hewlett-Packard

alessandro gabrieli hp

Il parere dei vendor

«Il concetto è quello di trasformare l’IT in un broker di servizi, per poter offrire al business “Everything-as-a-Service” -, ha affermato Alessandro Gabrieli, Cloud Computing Director di Hewlett-Packard -. HP è in grado di offrire un catalogo di servizi Cloud che garantiscono integrazione e operano quando servono». L’IT deve poter gestire tutti gli aspetti del Cloud, per cui HP aiuta il cliente facendo “atterrare” il workload dove serve, in base alle sue esigenze: Private Cloud, Public Cloud, modello ibrido.

Infine Romeo Merli, Business development manager South Region di Intel, ha confermato l’importanza sempre crescente del Cloud: «Secondo ricerche recenti, nel 2020 oltre il 40% dei dati sarà immagazzinato nel Cloud, mentre sarà del 65% già nel 2015 la percentuale di grandi aziende che adotteranno Cloud pubblico». Questo implica anche un importante cambiamento nelle infrastrutture IT. «Ci sarà un pool di risorse flessibili e dinamiche attivabili su richiesta: in altri termini, una Software Defined Architecture, sempre più flessibile e più agile».


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