Google patteggia con il Fisco UK un maxirisarcimento

Google patteggia con il Fisco UK un maxirisarcimento

Google risarcirà il Fisco britannico con 172 milioni di euro. L’accordo potrebbe costringere altre aziende USA a scendere a patti con l’erario europeo

I colossi del web statunitensi sono da anni sotto attacco da parte dei governi europei per la tassazione agevolata di cui godono. Nel Regno Unito, Google e il Fisco locale hanno stipulato un accordo che potrebbe creare un effetto a catena anche sulle altre grandi società del settore tecnologico. Big G, che pare  offra ad Apple buona parte dei ricavi pubblicitari su iOS per mantenere lo status di motore di ricerca predefinito su iPhone, pagherà circa 172 milioni di euro di tasse arretrate fin dal 2005 attraverso una parte delle entrate derivanti dalle quote degli inserzionisti britannici. Stando a un rapporto del Parlamento, Google ha pagato solamente 20 milioni di sterline di tasse nel 2013 a fronte di introiti per ben 6 miliardi di dollari nel Regno Unito, che rappresenta per Big G il secondo mercato dopo gli USA. Il ministro delle Finanze, George Osborne, ha definito l’accordo “una vittoria” per il Governo della Gran Bretagna, anche se alcuni membri dell’esecutivo l’hanno criticato perché non mette in discussione la tassazione imposta a Google nel Paese. L’azienda di Mountain View possiede infatti solo una divisione sul suolo britannico che fa riferimento alla sede centrale europea in Irlanda, nazione celebre per il regime fiscale agevolato nei confronti delle aziende dell’hitech.

La prima nazione a muoversi nei confronti dei big della Silicon Valley è stata la Spagna, che ha imposto a Google una tassa sugli aggregatori di contenuti. In Italia si è molto discusso sulla cosiddetta Google Tax, che in passato il Premier Matteo Renzi ha assicurato diventerà legge nel 2017, ma la vera vittoria per il Fisco nostrano è arrivata con l’accordo raggiunto con Apple. La Mela pagherà 318 milioni di euro per porre fine alle accuse di evasione fiscale per 879 milioni di euro. La stessa Google è attualmente sotto indagine in Italia da parte della procura di Milano con l’accusa di aver evaso quasi 1 miliardo di dollari.

Ora che anche Big G è stata costretta a scendere a patti con l’erario britannico, anche altre nazioni potrebbero prendere provvedimenti dello stesso tipo. L’Unione Europea in settimana proporrà una proposta per rivedere le normative che consentono ai big dell’hitech di usufruire di un regime fiscale agevolato e per Amazon, Google, Facebook, Apple e molte altre si prevedono grossi guai nel Vecchio Continente.

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