L’IT e il coraggio di cambiare

L’IT e il coraggio di cambiare

L’innovazione fa parte della ricetta di Olitalia, che da oltre trent’anni si occupa di due prodotti che caratterizzano lo stile italiano in tavola come l’olio e l’aceto. In più di 120 paesi nel mondo, produciamo, vendiamo e distribuiamo oli extra vergini, monocultivar, oli regionali DOP e IGP, oli di oliva, di semi e aromatizzati, aceti balsamici e di vino, glasse balsamiche. Sette linee di produzione e una capacità totale di più di 60mila bottiglie all’ora.

Sono entrato in azienda quindici anni fa, occupandomi del controllo di gestione. I processi erano frammentati e la cultura del dato tutta da costruire. Oggi, mi trovo a gestire la divisione IT e l’evoluzione continua. Disciplina, integrità e tanto lavoro ci hanno permesso di ottenere ottimi risultati, passando da una logica a silos sui gestionali a una visione più olistica dell’IT. Per migliorare l’efficienza della gestione delle scorte, della produzione e del livello di servizio al cliente, abbiamo introdotto nuovi moduli nell’ERP. Negli anni, abbiamo coperto quasi tutta l’area applicativa e ci siamo dedicati anche alla parte di produzione e di BI in un’ottica di gestione avanzata e di workflow. La componente logistico-produttiva è molto complicata. Cambiare modalità e soprattutto abitudini può essere rischioso. E non è detto che si faccia centro alla prima volta.

Siamo passati dall’impostazione della linea produttiva basata su gerarchie rigide di prodotto a un approccio analitico basato su indicatori di performance. In questo modo, non solo abbiamo migliorato la produttività, la gestione delle scorte e del magazzino, ma siamo più liberi di intervenire su tutte le linee e di conoscere in anticipo l’impatto di business, lasciandoci alle spalle procedure manuali e saldi algebrici. La nostra organizzazione si basa sulla fiducia. e la fiducia si conquista con i fatti. Nel tempo, abbiamo fatto scelte basate sui piccoli passi, imparando dai nostri stessi errori, investendo su piccoli progetti, sperimentando e arrivando a un prototipo in tempi brevi e costi contenuti. Questo ci ha permesso di non fare mai il passo più lungo della gamba e di essere il vero motore dell’innovazione in azienda. Serve grande elasticità a livello organizzativo. Dal punto di vista dell’infrastruttura, siamo passati dall’AS/400 alla virtualizzazione. Ci siamo cloudizzati, prima che questa parola diventasse di moda, e dopo una prima esperienza, siamo tornati a essere on-premises, optando per una infrastruttura proprietaria e ridondata con data center di backup nel nostro stabilimento di Modena. Oggi, si lavora in mobilità e la sicurezza è uno dei temi che ci preoccupa di più e non solo dal punto di vista dell’enterprise mobility management.

Infatti, l’IoT rappresenta una grande opportunità per aziende come la nostra, ma ogni sensore si può trasformare in una porta di accesso all’azienda. In questo modo, il perimetro attaccabile si allarga e diventa più complesso e costoso difendersi. La sicurezza detterà molte delle strategie di organizzazione come la BI ha ridefinito le logiche dell’ERP classico. Il tema Big Data sarà quello più rilevante sul fronte applicativo. Chi sarà bravo a utilizzare questa tecnologia farà un passo in avanti. Invece, chi penserà che Big Data sia solo una parola inventata per fare vendere software, continuerà a fare le sue strategie di business guidando nella nebbia, e qualche vota colpirà qualcosa, ma senza capire cosa. Come CIO, non dobbiamo restare ancorati alle veccie logiche, ma abbracciare il cambiamento. Senza azzardi, ma valutando bene il rischio. E se c’è da fare qualcosa di nuovo, proviamoci. Dobbiamo essere il motore di vantaggio competitivo per le imprese e non l’interruttore che accende la luce.

Alberto Fenati, IT manager di Olitalia

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Categorie: Cio