La fabbrica “smart”

flavio bernocchi comau

Fondata nel 1973 e forte di una presenza a livello globale, Comau rappresenta l’eccellenza del manufacturing e dell’automazione made in Italy. Lo scenario tecnologico in completa trasformazione sta creando grandi opportunità di business nel settore manifatturiero. La reingegnerizzazione e la standardizzazione dei processi sono fondamentali per un’azienda internazionale.

Tuttavia, i nostri clienti sia interni e sia esterni premono per avere processi più snelli e accedere alle informazioni più velocemente. L’IoT, per esempio, sta cambiando il modello dei servizi di manutenzione. I nuovi modelli di controllo software e la programmazione uniforme di ogni componente della linea – robot compresi – garantiscono un approccio olistico nella gestione delle operations, della diagnostica e della manutenzione. Anche il cloud come modello di delivery dell’IT e la collaboration hanno un impatto sempre più strategico in termini di agilità. Ogni scelta deve essere però adattata al contesto aziendale. Non ci sono ricette buone per tutti. Anche se i dati e lo scambio delle informazioni permettono un nuovo modo di concepire il lavoro, la nostra impresa rimane sostanzialmente una fabbrica “pesante” anche se sempre più ”pensante” e open.

Le persone restano il cuore dell’azienda. L’open space riguarda solo gli uffici, da dove la carta tende a sparire a vantaggio di sistemi di distribuzione dell’informazione web. Certo, è impossibile lavorare come prima. E l’esigenza di comunicare e condividere le informazioni è sempre più forte. Nella fabbrica del futuro, i processi di automazione coinvolgeranno l’organizzazione del lavoro e tutti i processi. L’automazione industriale del futuro non sarà solo una sfida ingegneristica, ma anche organizzativa. Allo stato attuale, è più facile parlare di smart working in un’azienda di servizi. Anche se, l’evoluzione verso la “servitization” porterà alla trasformazione del rapporto tra il produttore di beni strumentali e l’azienda utilizzatrice, passando dalla mera fornitura di macchine operatrici alla messa a disposizione di processi di servizio end-to-end. La trasformazione del lavoro in fabbrica pone una sfida tecnologica, culturale e di sicurezza più “hard”.

In questa trasformazione, assisteremo al passaggio dalla visione tradizionale del ciclo di vita del prodotto, dove il nucleo del valore è il prodotto manifatturiero, a un modello dove il cliente stesso è attore di nuove soluzioni. In tema di smart working, l’esperienza di Comau è tipica del settore manufacturing: desktop virtuali e virtual room per agevolare il lavoro a distanza su diversi progetti e in diverse aree geografiche e sotto la spinta che arriva anche dai clienti. Entrambi rappresentano i punti della strategia per la collaboration di Comau sia dal punto di vista delle soluzioni di unified communication sia della distribuzione e la costruzione del valore sul dato. Le spinte che ci inducono a cambiare sono due. I tempi del ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione alla messa sul mercato, si sono dimezzati.

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L’era dell’organizzazione del lavoro di stampo taylorista è tramontata da un pezzo. Dalla divisione del lavoro e la frammentazione delle competenze siamo passati alla collaborazione e alla condivisione delle risorse materiali e immateriali. Questo impone anche un ripensamento della fabbrica dal punto di vista delle infrastrutture tecnologiche e della gestione del dato. Comau ha stabilimenti in 15 paesi e il lavoro a distanza rappresenta una grande opportunità. Siamo una fabbrica “pesante” sia per il tipo di prodotti che produciamo sia perché i nostri dati di ingegneria non sono facilmente distribuibili. A livello di progettazione, la distribuzione del lavoro via web o in cloud è una pratica sempre più adottata, ma richiede un forte coordinamento, soprattutto dal punto di vista della sicurezza e della protezione dei dati. Il dato è sempre più dinamico, ma portare il modello “social” in fabbrica resta una sfida ancora tutta da giocare.

Flavio Bernocchi, CIO di Comau