4 imprenditori da tenere d’occhio

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Joshua Kushner, Alex Mittal, Chamath Palihapitiya e Sam Altman hanno già pronte nuove idee per la prossima stagione del capitale di rischio

Che siano giorni, settimane o mesi, il cambiamento è sempre pronto a ripartire. Anche quando non siamo ancora in grado di sentirlo, di percepirlo sulla nostra pelle, in realtà è già pronto a soffiare un nuovo vento di brezza destinato a rimescolare le carte in gioco, a scuotere le acque e a risvegliare gli animi intorpiditi.

Ebbene, non si può non ricordare come più di dieci anni fa abbiamo assistito a una crescita nel mercato del capitale di rischio del tutto inaspettata e a dir poco sorprendente. Un vero e proprio boom! Un’esplosione che ha certamente contribuito a disegnare i confini della situazione attuale sul mercato e senza la quale forse non vi sarebbe stato il panorama odierno. I primi protagonisti degni di essere ricordati sono sicuramente Union Square Ventures e First Round Capital. Entrambe società di venture capital destinate a intervenire nella fase degli investimenti early stage, fondate rispettivamente nel 2003 e nel 2004. è bastato poco tempo perché i ruoli cambiassero di nuovo. Pochi anni dopo, infatti, nel 2009, abbiamo visto il potenziale di Andreessen Horowitz emergere, combattendo il duro e consolidato nocciolo di Kleiner Perkins e Sequoia Capital, e conquistando un ruolo di protagonista indiscusso nel mercato del capitale di rischio.

E adesso cosa ha in serbo quest’estate per il mondo dei venture capital? Sembra che le vacanze siano ancora una meta lontana. Infatti, quel che sta succedendo è che la storia vuole ripetersi. E ci si sta dirigendo verso un nuovo sovvertimento dei ruoli. Non si sta parlando di qualcosa di astratto o ideale, si tratta di persone reali che vogliono operare un cambiamento concreto.

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Quattro imprenditori hanno infatti deciso di affrontare la sfida di cambiare il mondo dei venture capital. E l’intento non è solo quello di cambiare rotta ma anche di apportare dei miglioramenti. Innovare migliorando quel che di buono già esiste nel mondo del capitale di rischio e sopperendo a tutte le varie deficienze del sistema.

Thrive Capital

In cima alla lista, non si può non menzionare Joshua Kushner, managing partner di Thrive Capital. Fondata lo stesso anno di Andreessen Horowitz, Thrive Capital ha sempre cercato di focalizzare la propria attenzione sui media e sugli investimenti di Internet, ed è riuscita nell’obiettivo di portare avanti una piccola quantità di soci interessati a compiere investimenti ultra settoriali. Kushner ha anche il merito di aver fondato la più grande società di giochi online in Brasile (Vostu), di gestire una grande società di investimento immobiliare e di essere il cofondatore di Oscar, una società di assicurazione sanitaria dirompente. Oltre a rappresentare il suo unicorno personale, Thrive è stato anche il mezzo per effettuare investimenti intelligenti, come per esempio in GroupMe (acquisita da Skype), Kickstarter nel 2011, e Instagram (prima del loro acquisto da parte di Facebook), per non menzionare Twitch, Slack e Warby Parker.

FundersClub

Un altro imprenditore da non sottovalutare per il percorso di innovazione che sta compiendo è Alex Mittal. La società FundersClub di Mittal, fondata nel 2012, erroneamente viene spesso confusa con altre società quali AngelList o altre piattaforme di crowdfunding che, al contrario, funzionano come società di capitale di rischio online in cui è possibile riuscire a sollevare offerte anche da parte di più di 17mila investitori accreditati. La società, ufficialmente riconosciuta dalla SEC (Security and Exchange Commission), si concentra prevalentemente sulla qualità degli investimenti, sui rendimenti e ha deciso di puntare molto sulla fiducia nei propri investitori, che si mantiene alta nonostante vi siano oggi molte dichiarazioni preoccupanti tra cui quella di Fortune secondo cui “ognuno può diventare un investitore”. Si tratta di una dichiarazione pubblicata subito dopo l’entrata in vigore delle nuove regole stabilite dal titolo III del Jobs Act che attualmente consente a chiunque di raccogliere fino a un milione di dollari attraverso il crowdfunding. Al contrario FundersClub nasce dall’intento di operare come una piattaforma di incontro e agevolazione tra domanda e offerta. La piattaforma è rivolta in particolare alle società che sono alla ricerca di investimenti, e il suo working system procede con il selezionare un numero di startup compreso tra l’uno e il due per cento. Soltanto questa ridotta percentuale gode del privilegio di apparire sulla piattaforma stessa e di avere visibilità presso grandi società di venture capital, come Sequoia e Andreessen Horowitz che arrivano frequentemente a effettuare investimenti di oltre un miliardo di dollari. Tuttavia viene messa anche a disposizione per le startup che non possono avere accesso alla top list dei venture capital una sorta di comunità, consentendo loro di prendere parte ai diversi round di finanziamento destinati a società famose quali Coinbase e ScreenHero.

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Social Capital

Al terzo posto della lista si prosegue con Chamath Palihapitiya, il fondatore e managing partner di Social Capital. Ex vicepresidente dello sviluppo mobile e internazionale di Facebook, Palihapitiya era un angel investor ancor prima di partire, con i soldi in aziende come Palantir e Playdom acquisita da Disney. Nel 2011, ha fondato The Social + Capital Partnership (che divenne in seguito, nel 2015, Social Capital), concentrandosi su aree in passato trascurate dal mercato del capitale di rischio, come la salute, l’istruzione e Fintech. La sua società ha portato a termine un grande anno, avendo investito i suoi 15 milioni di dollari in Yammer che con 17 milioni di dollari è riuscita ad avere un’exit di oltre un miliardo di dollari a seguito dell’acquisizione da parte di Microsoft. Chamath nel corso della sua carriera non ha mai avuto paura di mostrare le contraddittorietà e le ombre presenti nel mondo del mercato del capitale di rischio. Ha sempre tentato di portare avanti il suo percorso di innovazione distruttiva, cercando di colmare le lacune esistenti in tale settore. Egli è anche uno dei fondatori di FWD.us, una lobby di potenti imprenditori della Silicon Valley, focalizzati su molte questioni politiche, come l’immigrazione e la riforma dell’istruzione.

Y Combinator

Da ultimo, ma non ultimo per importanza, occorre menzionare Sam Altman, presidente di Y Combinator. Una storia di un precoce successo grazie all’avvio di Loopt società cofondata da Sam Altman all’età di 19 anni nel 2005 e venduta nel 2012 per 43 milioni di dollari. Anche prima dell’acquisizione, Altman ha operato e opera ancora come un investitore attivo. Infatti, ha partecipato personalmente a investimenti in grandi aziende come Asana, Patreon e Change.org. Come presidente della Y Combinator, Altman ha guadagnato popolarità attraverso una sfumata personalità molto concentrata e meno esuberante di quella di molti fondatori e venture capitalist. Lo stile di Altman si denota per il suo carattere rivoluzionario e poco accondiscendente. Ultimamente per esempio, le startup sulle quali punta sono le società dirette ad abbassare i costi dell’istruzione, degli alloggi e dell’assistenza sanitaria

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