Google promette di fare di più contro il terrorismo

Google promette di fare di più contro il terrorismo

Google aumenterà i suoi sforzi dal punto di vista del personale, etico e tecnologico per sconfiggere la propaganda online dei terroristi

L’ennesimo attentato terroristico che ha colpito Londra, questa volta a danno della comunità musulmana locale, deve aver fatto riflettere Google circa il suo ruolo nella lotta al terrorismo. Esattamente come Facebook, anche il motore di ricerca più utilizzato al mondo è spesso sfruttato dagli jihadisti per trovare materiale utile per realizzare i propri scopi e come veicolo per la propaganda. Big G tramite una nota pubblicata sul suo blog, ha sottolineato di voler “essere parte della soluzione” e che “non dovrebbe esserci spazio per contenuti legali al terrore sui nostri servizi”. Il colosso di Mountain View ha quindi spiegato i 4 pilastri su cui d’ora in poi si baserà la sua battaglia contro la violenza.

“Primo: stiamo aumentando l’uso della tecnologia per aiutarci a identificare video di estremisti e legati al terrorismo”, affermano da Google. L’azienda quindi implementerà i suoi sforzi nella ricerca e sviluppo applicata “alle nostre macchine più avanzate per aiutarci a identificare più velocemente e rimuovere contenuti di estremisti”. Il secondo punto prevede un ampliamento degli esperti indipendenti che si occupano della moderazione dei contenuti ed in particolare dei video su YouTube. “La tecnologia da sola non è una bacchetta magica. – sottolinea Google – Le macchine possono aiutare a identificare i video ma gli esperti umani giocano ancora un ruolo nel decidere la linea di demarcazione fra propaganda violenta e religiosa e libertà di parola”.

Google inoltre ha annunciato un inasprimento dell’atteggiamento nei confronti dei filmati che non violano in modo palese le sue policy. Questi “appariranno con un avvertimento, non saranno raccomandati e non saranno idonei a commenti o prese di posizione”. Infine, YouTube “amplierà i suoi sforzi contro la radicalizzazione” anche colpendo la propaganda jihadista veicolata dalla pubblicità. Chi vedrà contenuti di questo tipo verrà automaticamente spostato su video anti-terrorismo.

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