Il mondo data-driven di HPE guarda al 2018

Il mondo data-driven di HPE guarda al 2018
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Gli obiettivi per il prossimo anno partono dagli annunci di Discover Madrid centralizzati su intelligent edge, cloud e sicurezza delle reti

Hewlett Packard Enterprise è tra le prime compagnie al mondo nel settore dei supercomputer. Il punto, come spiegato da Stefano Venturi, Corporate Vice President e Amministratore Delegato, Hewlett Packard Enterprise Italia, non è spingere sempre più avanti la tecnologia ma umanizzarla, cioè renderla capace di risolvere problemi complessi, distinguendo il contesto dalle informazioni. Il panorama dell’elaborazione di dati non è dunque incentrato solo sulle CPU più innovative ma su tutto quello che c’è intorno: IoT, piattaforme di correlazione, ambienti smart, capacità specifiche dei team.

“Siamo stati i primi a coniare alcuni concetti che oggi sono oramai utilizzati su vasta scala – spiega Venturi – pensiamo al cloud ibrido e alla intelligent edge (intelligenza della periferia), temi sempre più presenti nelle aziende che, dopo essersi ritrovate con decine di strumenti informatici di nuova generazione, si sono ritrovate sommerse da elementi destrutturati dai quali non è così semplice trarre valore. Ed è qui che arriviamo noi, con l’obiettivo di qualificare le sorgenti informative dei clienti tramite un vasto portafoglio di partner che possono canalizzare singole necessità verso le strade concrete della digitalizzazione in ambito enterprise.

La sfida della digital trasformation è stata in parte vinta ma di certo non si conclude tutto con l’adozione di software e sensori che si integrano con la produzione interna. I dati collezionati devono essere raccolti in modo sicuro, economicamente sostenibile e immediatamente utili, altrimenti quale sarebbe il vantaggio rispetto alle tecniche tradizionali? Stando ad HPE è la logica di base che deve cambiare, cioè l’utilizzo di tool rivoluzionari deve procedere di pari passo con la considerazione di un nuovo paradigma applicativo, che per forza di cose finisce col rompere le linee classiche, poco inclini a sfruttare soluzioni tecnologiche dirompenti.

Ma qual è l’idea di smart enteprise di HPE? A spiegarlo è Mauro Colombo, Hybrid IT Sales and PreSales Manager, Hewlett Packard Enterprise Italia: “La strategia data-driven di HPE, già svelata durante Discover Madrid, parte dal concetto espresso dal nostro AD, quello di intelligent edge. Con questo intendiamo la capacità di portare le nuove tecnologie anche nelle aree periferiche di un sistema, per connettere ogni settore e migliorare la comunicazione con le centrali, aumentando allo stesso tempo la loro sicurezza. Il tema della cybersecurity è fondamentale, soprattutto quando i tentativi di violazione procedono oramai indistintamente verso target privati (consumer) e server di multinazionali, con minacce più potenti e specifiche, semplificate anche dal basso costo di sviluppo e le alte possibilità di guadagno”.

 

Per Hewlett Packard Enterprise l’approccio da seguire è quello che considera tutto il flusso dati che entra ed esce da un network aziendale. La necessità è quindi di affidarsi a una piattaforma completa ma anche facile da usare. La risposta è HPE Introspect, un software avanzato che  analizza i comportamenti di una rete, automatizzando l’accesso e l’uscita delle informazioni a seconda dei profili validati che entrano in gioco.

Nata come compagnia specializzata in certi campi dell’IT, HPE seguirà anche nel 2018 dei focus specifici, tra cui: cloud, soluzioni memory-driven, software defined, computing & HPC, Intelligenza Artificiale. “Di certo abbiamo in ballo un bel po’ di progetti che non ci faranno annoiare – prosegue Colombo – insieme ai partner siamo convinti di poter spostare ancora più in avanti i limiti del possibile, trainando la crescita dei clienti attraverso un’innovazione che duri nel tempo e che si ponga come asset principale del cambiamento”.


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Categorie: Cloud Computing
Tags: fact, hoot, HPE