AWS Summit Milano, dopo la disruption spazio ai “builders”

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Spenti i riflettori sull’ AWS Summit di Milano, Amazon è sempre più innovativa, flessibile e visionaria. Anche se spietata. Dopo gli annunci fatti, il mondo dell’IT e la geografia dei vendor non saranno più gli stessi. E non si tratta del solito pesce grosso che mangia il pesce piccolo. Semmai del pesce più veloce che sopravanza quelli lenti. L’anno prossimo la creatura di Jeff Bezos compirà 25 anni.

Quando racconteremo la storia dell’IT, accanto ai nomi più blasonati, dovremo distinguere due ere: quella prima e dopo Amazon. Perché dopo aver inventato il modello di business delle vendite online, la vera potenza di fuoco è la corazzata Amazon Web Services (AWS), che rappresenta non solo uno dei motori del proprio business, ma anche la piattaforma di servizi cloud on demand per il B2B, destinata a rivoluzionare il modo di concepire e distribuire le risorse IT.

Pervasività dell’offerta, capacità di R&D senza precedenti, scalabilità delle soluzioni e costi sono i punti di forza che metteranno alle strette molti competitor. Al momento, AWS si presenta come il paladino della democratizzazione dell’intelligenza artificiale e della crescita delle imprese. Sia quelle alle prese con costose operazioni di re-platforming di ambienti applicativi e infrastrutturali in ottica cloud sia quelle più piccole alle prese con la digital transformation. Certo, ha ragione il country manager AWS Italia Luca Giuratrabocchetta a dire che il fatturato non è tutto: «Il nostro successo sul mercato è il risultato del feedback continuo da parte dei nostri clienti». Ma i rischi – e soprattutto – le tentazioni del monopolista sono dietro l’angolo. Amazon, dopo aver reinventato l’industria dei media, con l’offerta di AWS sta di fatto rivoluzionando quella dell’IT, reinventando l’infrastruttura tecnologica delle imprese di tutti i settori. E per farlo, punta sui “builders”: manager dei dati, developers, CIO, CTO, IT Ops.

Per Marco Argenti, vice president technology di AWS – «siamo tutti builders». L’obiettivo è di «trasformare le imprese dall’interno, scomponendole in piccoli servizi che possono essere scalati senza l’onere dell’infrastruttura». La sicurezza resta «in testa alle priorità ed è compito di tutti». Non bisogna pensare all’infrastruttura AWS come una piattaforma tecnologica, «ma come a una piattaforma competitiva». Oggi, le imprese devono spostare il focus dalla qualità dei processi alla qualità degli algoritmi. «Perché machine learning e artificial intelligence rivoluzioneranno ogni cosa».


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