Qualcuno spia le comunicazioni di Washington

Attacco alle comunicazioni della Casa Bianca: cosa è successo

Il Dipartimento di Sicurezza Nazionale USA ha scoperto una forma di sorveglianza elettronica ai danni dei dispositivi installati negli uffici della capitale

Il quartier generale della Casa Bianca è circondato da varie antenne e torri, a prima vista molto simili a quelle cellulari presenti un po’ ovunque. Eppure tra queste ve ne sono alcune destinate all’intercettazione delle comunicazioni che avvengono nelle stanze del potere, da inviare poi a qualche server nemico. Questo è quanto scoperto dal Dipartimento di Sicurezza Nazionale, che ha individuato vari rilevatori di segnale (i cosiddetti IMSI catcher) dei quali solo indagini ulteriori potranno spiegare obiettivi e mandanti. Il Dipartimento, il 26 marzo, avrebbe confermato l’esistenza delle cimici, osservando attività anomale di monitoraggio, chissà oramai da quanto.

Cosa succede

Come ha spiegato Christopher Krebs, ufficiale del Dipartimento di Sicurezza Nazionale: “L’NPPD (il National Protection and Programs Directorate) è concorde sull’individuazione dei catcher e del loro probabile utilizzo da parte dei governi stranieri a scopo di spionaggio”. Ora quello che c’è da capire, ed è quanto dovranno fare FBI e agenzie connesse, è se rilevatori simili sono presenti in altri stati, per scovare le comunicazioni tra politici e amministratori per varie finalità. In generale, l’uso di strumenti come i sensori IMSI, seppur datati, pare ancora molto in voga tra gli hacker terrestri.

La stessa FBI, all’interno del programma Stingray, sfrutta aggeggi comparabili, che consistono in valigette mobili capaci di raccogliere le comunicazioni su una vasta scala, anche un intero quartiere. Già lo scorso novembre il senatore Wyden aveva chiesto alla NPPD di investigare sulla possibile installazione dei catcher negli uffici pubblici, probabilmente dopo aver ottenuto il sentore di qualche operazione sottobosco, ai danni della privacy degli Stati Uniti.

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