Uber torna a lavorare a Londra (per ora)

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Uber ha riottenuto la licenza per poter operare a Londra ma potrà farlo solo per i prossimi 15 mesi. L’app prende tempo per poter raggiungere un accordo con le autorità cittadine

Uber è l’app di ride sharing più utilizzata al mondo ma l’azienda di San Francisco non è particolarmente ben voluta né da tassisti, che la vedono come un nemico che sfrutta mezzi illegali, né da molti governi. In Italia ad esempio non è possibile accedere alla piattaforma UberPop mentre a Londra teoricamente non sarebbe possibile nemmeno prenotare le eleganti auto nere. Lo scorso settembre l’autorità per i trasporti della capitale della Gran Bretagna non ha rinnovato a Uber la licenza perché preoccupata dalla sua poca trasparenza in termini di trattamento dei dati degli utenti e per la sicurezza dei viaggiatori. L’app ha presentato ricorso e ha continuato a fornire il suo servizio in attesa della decisione dei giudici.

Il tribunale ha deciso di concedere a Uber una licenza di prova per la durata di appena 15 mesi contro i 4 anni di quelle dei servizi taxi classici. Il colosso del ride sharing, che sta testando una soluzione per abbassare le tariffe di viaggio, ha dovuto provvedere a dei cambiamenti per ottenere questo risultato. L’intero management della sede di Londra dovrà essere sostituito e inoltre dovrà essere nominata una commissione indipendente il cui compito sarà quello di monitorare le attività dei rider in città. Quest’ultimi, che in alcuni casi sono stati anche accusati di molestie e abusi ai danni dei passeggeri, subiranno controlli più serrati per evitare che guidino stanchi. Inoltre, l’app ha accettato di condividere con le autorità i dati sugli spostamenti delle sue vetture.

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