Canon, la digital transformation si affronta in più step

Canon, la digital transformation si affronta in più step

Digitale e analogico coesistono ancora. Per questo la trasformazione digitale deve procedere con gradualità. Vanno analizzati i processi in atto e le competenze disponibili, comprendendo dove si è arrivati e individuando le aree su cui intervenire

Anche se l’argomento “digital transformation” è sulla bocca di tutti, non tutte le imprese ne hanno compreso fino in fondo l’efficacia. Di conseguenza, come evidenzia IDC, circa il 70% dei processi di trasformazione digitale rischia di fallire. Questo dato, però, non deve allarmare. Infatti, se si è in grado di valutare attentamente l’efficacia del processo, è possibile fare della digital transformation un percorso vincente. «La trasformazione digitale è un processo, non un fine e come tale deve essere approcciata» – spiega Teresa Esposito, marketing & sales excellence director business group di Canon Italia. «È un percorso da affrontare in più step, che deve tener conto del fatto che quello in cui viviamo è un ambiente ibrido». Oggi siamo in un mondo in cui coesistono digitale e analogico. Come per ogni strategia di cambiamento, anche per la digitalizzazione è fondamentale valutare le caratteristiche dei processi in corso e le competenze delle persone. «Se si vuole avere successo, si deve capire a che punto è l’impresa, individuando le aree chiave su cui intervenire» – dice Teresa Esposito. «Importante è anche il cambiamento culturale correlato a questi processi e comprendere come sarà vissuto dall’organizzazione». Uno studio di PWC rileva che, anche dal punto di vista finanziario, le imprese che meglio valorizzano il cambiamento sono quelle che ne comprendono l’impatto sulle persone.

QUATTRO AREE DI INNOVAZIONE

«Secondo McKinsey, le innovazioni tecnologiche più interessanti che possono aiutare le aziende a fare trasformazione digitale si possono raggruppare in quattro aree» – afferma Esposito. La prima riguarda l’uso dell’enorme mole di dati prodotti, la potenza di calcolo aumentata, la connettività, con big data, open data, IoT, machine to machine e cloud computing. La seconda area coinvolge gli analytics, ovvero la capacità di estrarre informazioni significative da enormi quantità di dati a sostegno di decisioni strategiche. La tecnologia più rappresentativa di questi due punti è il machine learning. Un altro ambito interessante è l’interazione uomo-macchina, con l’uso di interfacce touch e realtà aumentata. L’ultimo è la manifattura additiva, in cui convergono le tecnologie legate al passaggio dal digitale al reale. In ogni area non va trascurato il tema della sicurezza, elemento sempre fondamentale.

TECNOLOGIE APPLICATE

«Molto interessante è il machine learning applicato ai dipartimenti HR, area spesso poco digitalizzata, ma in cui l’apporto tecnologico può fare la differenza nell’ottimizzazione dei processi» – spiega Teresa Esposito. «L’automazione generata da questa tecnologia riduce i tempi di elaborazione e gestione documentale, consentendo alle persone e ai dipartimenti di focalizzarsi su attività a maggior valore. A ciò si aggiungono il mobile e il cloud computing, due strumenti capaci di abilitare lo smart working. Un tema su cui le aziende prestano sempre più attenzione e incrementano progressivamente gli investimenti, sebbene non sia ancora presente una normativa chiara atta a regolamentarlo. Questo nuovo modello di lavoro offre enormi benefici, come maggiore flessibilità e aumento della produttività». Le nuove tecnologie stanno cambiando le modalità di comunicazione all’interno e all’esterno dell’azienda; infatti agevolano e semplificano la condivisione di dati, informazioni e immagini favorendo la collaborazione fra i diversi dipartimenti. Nei processi produttivi, ad esempio, l’immagine può migliorare la gestione delle infrastrutture e contribuire a risolvere problemi di assistenza e monitoraggio anche da remoto. «Canon sta contribuendo molto in quest’area – conclude Esposito – ed è un’azienda estremamente diversificata, in grado di rispondere alle esigenze dell’attuale mondo ibrido coniugando sia gli aspetti fisici sia quelli digitali».

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