Savino Solution, la fatturazione elettronica B2B come motore di innovazione

Fatturazione elettronica B2B, pensare digitale per innovare
Ecco perché conviene implementare la fatturazione elettronica in tempo, evitando di adottare soluzioni last minute

E-invoice 7, la piattaforma modulare di Savino Solution per la fatturazione elettronica disponibile in cloud e on premise. Ma prima di tutto serve ripensare i processi amministrativo-contabili per trasformare l’obbligo normativo in una spinta all’innovazione

L’impresa italiana e la fatturazione elettronica B2B. «Il sentimento prevalente è di cautela e smarrimento» – ci dice Nicola Savino, CEO di Savino Solution. Sentimenti confermati dai dati del Sistema di Interscambio (SdI). Secondo i dati del sistema informatico gestito dall’Agenzia delle Entrate su cui transitano tutte le fatture elettroniche, nei primi cinque mesi dell’anno gli invii tra privati sono stati inferiori al 2% del totale, con una media di poco superiore ai 40mila invii al mese. «La percezione, in parte anche a ragione, è che si tratti dell’ennesimo obbligo normativo» – spiega Nicola Savino. «Gli imprenditori poi sono inondati da informazioni spesso in contraddizione. Anche per colpa di chi semplifica troppo la fatturazione elettronica, spacciandola per qualcosa di semplice e veloce da affrontare». Proviamo allora a fornire qualche elemento che possa fare maggiore chiarezza. «A fronte di una normativa molto ampia, i dubbi in materia sono spesso in balia di interpretazioni. Molti sono convinti che per mettersi a posto, basti comperare un software. Serve sì, una piattaforma, ma serve prima di tutto ripensare i propri processi amministrativo-contabili» – afferma Savino. Mettere cioè in piedi un sistema capace di gestire i file che prenderanno il posto delle vecchie fatture cartacee. Fondendo carta e digitale.

RIPENSARE I PROCESSI

«Se l’ordine è cartaceo e la fattura è un file, dovrò gestire lo stesso processo in due punti diversi dell’azienda. Il file XML sulla soluzione del gestionale e l’ordine cartaceo da qualche altra parte. Perciò il processo va ripensato. In modo che entrambe viaggino sullo stesso binario digitale». Nella pratica come implementare questo passaggio? «Tutto deve essere governato da una reingegnerizzazione del processo» – premette Savino. Attraverso un piano di digitalizzazione in grado di prevedere l’analisi di tutti i flussi aziendali collegati al processo di fatturazione. «Con l’ausilio di piattaforme dotate al loro interno di un motore documentale capace di organizzare tutto l’impianto collegato alla fattura elettronica». Il vantaggio sarà quello di avere una gestione documentale estesa a tutto l’impianto collegato alla fattura elettronica, ordini, documenti di trasporto, contratti e quant’altro. «Oltre a garantire ai documenti la fruibilità a terzi che oggi non è garantita, e proiettando così l’azienda verso una dimensione allo stesso tempo più sicura e compliant rispetto alle normative». Un passaggio che dovrebbe portare all’acquisizione di competenze nuove. A patto di essere supportati da un partner tecnologico all’altezza. «Che non sia soltanto un system integrator o un venditore di software» – precisa Savino. «Ma che abbia competenze tecnologiche, normative e di processo».

SPINTA ALL’INNOVAZIONE

Ma in che misura i costi di implementazione rappresentano un freno per le aziende? «In sé la fatturazione incide per qualche centesimo di euro. Il processo per riorganizzare i processi documentali, digitalizzarli, renderli efficienti, sicuri e a norma, ovviamente, ha un costo diverso. Con un ritorno economico e di innovazione molto alto» – afferma Savino. «Al quale occorre aggiungere il vantaggio di avere meno spese per carta, toner e scaffali. Anche i tempi di lavorazione si riducono in maniera drastica. Inoltre l’azienda ha la possibilità di liberare risorse e competenze su attività diverse». Dopo le voci insistenti dei mesi scorsi di esentare talune categorie di aziende dagli obblighi normativi – attualmente – l’uso della fattura elettronica non è obbligatorio per i contribuenti “minimi” detti anche “di vantaggio”. E per i “forfettari”, è scontato chiedersi se la scadenza del primo gennaio sarà rispettata. «Il governo va in questa direzione» – afferma Savino. «Quasi ogni giorno, l’Agenzia delle Entrate produce interpretazioni e provvedimenti. L’attuale ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria ha confermato che si partirà dal primo gennaio. Potrebbe però esserci una proroga per alcune categorie» – concede Savino. «Se la ratio è quella di ribadire che il procedimento per taluni soggetti va affrontato in maniera graduale andrebbe bene lo stesso. Diverso sarebbe invece se si trattasse soltanto di un escamotage per spostare più avanti nel tempo un passaggio così importante verso la digitalizzazione».

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