Così Qualcomm ha vietato gli iPhone in Germania

Così Qualcomm ha vietato gli iPhone in Germania

La compagnia ha depositato un’obbligazione di 1,34 miliardi di dollari come garanzia per il blocco di iPhone 7 e 8 nel paese tedesco

Apple è stata costretta a ritirare dal mercato tedesco gli iPhone 7, iPhone 7 Plus, iPhone 8 e iPhone 8 Plus. La mossa si è resa necessaria dopo che Qualcomm ha depositato 1,34 miliardi di dollari come obbligazioni in garanzia per far partire l’ingiunzione preliminare contro i sopracitati modelli della Mela. Giudicata come colpevole di aver utilizzato un brevetto di Qualcomm per il risparmio energetico dei telefonini, Apple ha per ora dato seguito alla sentenza, seppur lo stop alle vendite sia stato eseguito, da parte di Cupertino solo per metà. Stando alla compagnia infatti, l’ordine del tribunale di Monaco si riferiva solo ai quindici rivenditori ufficiali nel paese e non a tutti i negozi e le catene che vendono iPhone, dove gli esemplari sono ancora nei negozi.

Cosa succederà

Difficile dire cosa succederà ma in una dichiarazione Qualcomm ha confermato che il divieto deve essere esteso ai rivenditori di terze parti, nonostante le affermazioni della Mela: “Ad Apple è stato ordinato di cessare la vendita e l’importazione di tutti gli iPhone in Germania. La corte ha ordinato di richiamare anche quelli presso i rivenditori”. Lo scorso giovedì, la big di Cupertino ha ribadito quanto precedentemente detto, cioè che la causa di Qualcomm è “un tentativo disperato di distrarre dalle vere questioni le nostre aziende. Le tattiche, nei tribunali e nell’attività quotidiana, stanno danneggiando l’innovazione e i consumatori. Qualcomm insiste sull’addebitare commissioni esorbitanti in base ad un lavoro mai fatto, tanto da essere indagata per tale comportamento in giro per il mondo”.

Il divieto di vendita tedesco arriva dopo che Qualcomm a dicembre ha vinto un’ingiunzione preliminare che vieta l’importazione e la vendita di quasi tutti i modelli di iPhone in Cina. Il Tribunale del Popolo di Fuzhou si è schierato a favore della chipmaker, secondo cui i dispostivi in commercio violano i brevetti relativi al ridimensionamento delle immagini e all’utilizzo delle app di navigazione, basate sul touch.

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