3 pilastri tecnologici per il 2019

Come il retail può guadagnare quote di mercato grazie alla trasformazione digitale?
Paolo Pelloni, marketing and communication manager di Axians Sirecom

Come il retail può guadagnare quote di mercato grazie alla trasformazione digitale?

2019…e la trasformazione digitale è in pieno fermento! Alcuni trend sono innegabili: viviamo nell’era del “dato” quale punto di partenza e di arrivo per ogni strategia aziendale. La sua importanza cresce perché aumentano velocemente sia la capacità di elaborarlo
che la capacità di raccoglierlo. Questa spinta innovativa è talmente forte da impattare l’organizzazione del lavoro e più in generale la cultura aziendale. La sfida consiste nel seguire questo vortice senza esserne travolti. Per il mondo del retail cambiano i processi, il modo di fare brand, di attrarre la clientela e interagire con essa; allo stesso tempo si trasformano i prodotti, la loro concezione, la distribuzione e la loro fruizione.

Tanti cambiamenti, tante decisioni, e quando alcune di queste sono sbagliate…cambiano
anche gli attori del mercato! I dati aiutano a prendere decisioni consone, ecco perché sono così centrali. Ci sono tre pilastri tecnologici che portano i dati al centro: l’intelligenza artificiale, gli analytics e l’Internet of Things. L’IA (o AI all’inglese) è già una realtà nel
mondo retail. Suggerire al cliente un prodotto o un accessorio complementare non è più limitato all’online, ciò avviene già nel camerino e nel negozio. Queste raccomandazioni possono essere personalizzate per il singolo se identificato, o generiche per cluster, basandosi su parametri come l’età e il sesso.

L’IA non è usata solo a beneficio diretto del consumatore, può essere il motore che aiuta
gli assistenti alla vendita a fornire un servizio migliore e aiutarli nella formazione, specie
quando l’offerta cambia velocemente o il turnover delle persone è elevato. L’efficacia dell’IA si deve soprattutto alla grande mole di dati oggi disponibile e della quale essa si ciba (dataset). Per poterla mettere in atto ci vogliono grandi quantità di dati. Tali informazioni sono alla base delle decisioni strategiche che un retailer deve prendere sulla definizione della propriaofferta, su quando presentarla e con quale esperienza di acquisto proporla al cliente. Se è vero che on-line è molto facile tracciare ciò che viene cliccato (e anche non cliccato!), è altresì vero che il comportamento fisico dei clienti in negozio è sempre più misurabile.

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Le infrastrutture del punto vendita diventano quindi una fonte di dati preziosi a complemento di quelli raccolti nel mondo digital (sito e app). Chi dispone di queste metriche può valutare meglio l’efficacia di certe scelte o la reazione a un determinato prodotto, con la conseguente capacità di allinearsi meglio e più velocemente alle esigenze della propria clientela. L’IoT sarà una delle fonti principali da cui ricavare i Big Data di cui abbiamo appena parlato. In questo caso l’offerta tecnologica è assai ampia e il mercato è in così rapida evoluzione che è difficile capire quali saranno le tecnologie che si imporranno nel medio termine. Un esempio su tutti è il tracciamento dei capi attraverso l’RFID, tecnologia con cui i retailer possono tracciare i propri prodotti quando vengono spostati nei magazzini o all’interno dei loro negozi e, volendo, anche quando dopo essere stati acquistati dai clienti lasciano il punto vendita.