L’auto da rally, intesa come sinergia tra pilota e navigatore può essere una metafora valida per rappresentare il nuovo rapporto tra IT e Business perché entrambi sono cruciali al fine del raggiungimento degli obiettivi aziendali» – afferma Vittorio Bitteleri, country manager Italia di Commvault. «Così come il rapporto tra driver e navigatore si basa sulla totale fiducia, in ambito IT è fondamentale l’agilità, la pianificazione e la capacità di adattamento delle infrastrutture/servizi secondo i nuovi paradigmi del mercato. Un altro modo di vedere questa similitudine potrebbe essere quello per cui l’IT rappresenta l’automobile, lo strumento grazie al quale il driver (Business) persegue il proprio obiettivo. Le diverse componenti rappresentano un ecosistema che deve essere perfetto per la vittoria finale. Le parole crescita e sviluppo si coniugano con cloud, dati, sicurezza e lavoro. L’architettura sta alla funzione come l’organizzazione alle risorse. «Per le aziende il cloud può rappresentare un’opportunità oppure un problema» – afferma Bitteleri. «È fondamentale dotarsi di strumenti e processi che facilitino la transizione da e verso infrastrutture cloud e che permettano, nel tempo, di avere un controllo totale dei propri dati, che rappresentano un asset fondamentale. Inoltre, lo smart working – e in generale il lavoro in mobilità – rappresenta oggi un tema decisivo per le aziende, che si trovano a dover garantire in ogni caso continuità di servizio e sicurezza dei dati. Il perimetro dell’infrastruttura IT si estende sempre più, oltre i confini aziendali, fino a raggiungere case private o luoghi pubblici. È cruciale per le aziende mettere al sicuro reti e dati sensibili da attacchi quali ransomware o malware, mantenendo il controllo su tutta la base dati e garantendo la compliance con gli ultimi regolamenti in termini di data protection».

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I dati al centro

L’infrastruttura IT diventa fluida e acquisisce una nuova centralità. L’aspetto fondamentale e imprescindibile di questa nuova centralità – secondo Bitteleri – è rappresentato dall’informazione, che rappresenta l’asset strategico di ogni azienda, il vero differenziatore della competition. «L’informazione spesso è un’entità astratta, da ricercare, contenuta, celata all’interno dei dati, ovunque essi siano. Ecco che quindi il dato diventa parte fondamentale della propria strategia di Business, e di conseguenza la sua protezione non può essere un’opzione ma un obiettivo continuo. A prescindere dal segmento di mercato e dal core business, quello che le aziende oggi non possono permettersi è la perdita di dati. Altro aspetto fondamentale è la data analytics, l’estrazione dell’informazione a partire dal dato, sia esso strutturato o meno, vero vantaggio competitivo in uno scenario che tende all’omogeneità». Si parla molto di collaborazione, ma è necessario superare le “divisioni”. La distanza tra IT e Business è effettivamente dovuta a un differente linguaggio. «Il Business è chiaramente focalizzato sulla realizzazione della mission aziendale, mentre l’IT è spesso “a supporto”, in molti casi in una posizione di subordine. La chiave per avvicinare i due mondi credo risieda nella capacità dell’IT di portare valore al Business e questo può avvenire in diversi modi: controllo dei workload in ambienti ibridi, scalabilità on-demand, reporting avanzato e una gestione centralizzata possono sicuramente fare la differenza, creando nuovi servizi innovativi».

Leader del cambiamento

I CIO devono indirizzare la trasformazione digitale senza subire il cambiamento. A quasi vent’anni dal manifesto Agile, quali devono essere i fondamentali per un nuovo Manifesto dell’IT? «Uno dei principi fondamentali del manifesto Agile, valido soprattutto oggi – risponde Bitteleri – credo sia reagire al cambiamento più che seguire pedissequamente un piano: l’agilità oggi rappresenta l’elemento differenziante tra competitor, sia esso in termini di procurement o risposta ai cambiamenti del mercato». L’aspetto economico e l’allocazione dei budget possono essere un forte driver oppure essere un limite alla modernizzazione delle infrastrutture. «È in atto una trasformazione dove gli asset hardware – da componenti critici di un data center – diventano commodity in una logica di “IT as a Service”. Ecco quindi che emergono sempre più modelli di licensing “pay as you go”, “subscription based” o, più in generale, a consumo. L’IT, concepita come servizio, non è differente da altri modelli quali, per esempio, la fornitura di energia: in quel caso ciò che vede l’utente è il costo dell’effettivo consumo, senza l’onere dell’infrastruttura alla base».

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La trasformazione digitale permette di correre più veloce. Ma i CIO sono ossessionati dalla perdita di controllo. «Per affrontare questa paura – spiega Bitteleri – diventano fondamentali l’analisi dei dati e la supervisione della loro dislocazione che permette una gestione unificata e centralizzata, fornendo inoltre una possibile way out, dando il pieno controllo sulla propria infrastruttura. Questo approccio permette inoltre un’agilità nelle scelte di Business – e di conseguenza anche IT – che abilita le aziende a rispondere in maniera rapida ai mutamenti del contesto socio-economico e alle variazioni del mercato». Secondo Bitteleri, ci troviamo di fronte a un cambio anche culturale, simile a quello già vissuto con le rivoluzioni industriali: «L’invenzione del motore a vapore ha profondamente modificato il modo di concepire il lavoro e il tessuto sociale, e certamente non sono mancati gli scettici che vedevano nell’evoluzione l’annullamento del fattore umano. Oggi, possiamo dire che questo non è avvenuto. Anche se è difficile fare previsioni, in questa fase di trasformazione, la sfida per tutti – anche per la pubblica amministrazione centrale e locale – è rilocalizzare le risorse in termini di strategia con una visione di sviluppo più ampia e non semplicemente focalizzata sugli strumenti a suo supporto. Fattore determinante per la PA è la capacità di innovare e semplificare i processi e avvicinarsi al cittadino, le cui esigenze sono in continua mutazione. È necessario rimettere al centro il cittadino, quale driver per realizzare la propria mission: questo significa velocizzare i processi di acquisizione di nuove tecnologie e la creazione di servizi innovativi a valore cercando addirittura di anticipare le necessità del cittadino».

Si parla molto di collaborazione, ma è necessario superare le “divisioni” e colmare la distanza tra IT e Business adottando un linguaggio comune