Olimpiadi di Robotica 2020, ecco i nomi degli alfieri della sostenibilità

Olimpiadi di Robotica 2020, ecco i nomi degli alfieri della sostenibilità
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Robot al servizio Pianeta. I team di Bari, Pordenone e Vibo Valentia si aggiudicano il podio più alto nelle categorie Terra, Acqua e Aria

Le Olimpiadi di Robotica 2020 si chiudono nel segno della sostenibilità ambientale. Ecco i team vincitori della sesta edizione, la prima in diretta streaming.

Nella categoria “Terra”, conquista il podio più alto il team ATP dell’lS “A. Scacchi” di Bari. La squadra è composta da: Paolo Ginefra, Antonio Manuel Marulli e Gianluigi Stefano.

Il team SENSO dell’ITST “J.F. Kennedy” di Pordenone si aggiudica il primo posto nella categoria “Acqua”.

La squadra è composta da: Leonardo Borsatti, Anatoliy Karpushkin e Davide Nadin.

E il team Green Bot dell’IIS ITI E ITG di Vibo Valentia guadagna la cima della classifica nella categoria “Aria”. La squadra è composta da: Lorenzo Grillo, Valerio Grillo e Mattia Taccon.

Al team ATP dell’lS “A. Scacchi” di Bari va anche il premio speciale OMRON, insieme al team Sorobot dell’IS “A. Sobrero” di Casale Monferrato per l’automazione intelligente per l’integrazione tra tecnologia autocostruita e scheda di sviluppo fornita, la flessibilità del software e l’utilizzo del concetto di machine learning.

Nella passata edizione, a conquistare la medaglia d’oro sono stati il team Hydrocarbot dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Fortunio Liceti” di Rapallo (GE); il team HeartQuake dell’IS “Galileo Galilei” di Crema (CR) e il team Giorgi dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Giovanni Giorgi” di Brindisi.

L’iniziativa – lanciata dalla Scuola di Robotica di Genova e patrocinata dal MIUR, nell’ambito del programma annuale per la valorizzazione delle eccellenze dedicata a studenti provenienti da istituti secondari superiori – si pone l’obiettivo di promuovere, incoraggiare e sostenere le potenzialità formative della robotica con particolare riferimento alle materie STEM.

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Nell’impossibilità di effettuare l’evento in presenza a causa delle disposizioni dettate dall’emergenza Covid-19,  la finale della competizione si è trasformata in un hackathon online e l’evento è stato completamente ripensato per permettere la partecipazione da remoto a tutti gli studenti iscritti.

La sfida, suddivisa in due parti, ha previsto che tutte le squadre partecipanti realizzassero un progetto robotico orientato all’analisi dell’ambiente e alla raccolta dati e la creazione di una rete nazionale tra le scuole partecipanti con l’obiettivo di accumulare e analizzare i dati sull’ambiente raccolti durante le prove.

Per realizzare questi progetti gli studenti partecipanti hanno ricevuto a casa due kit didattici robotici che hanno permesso a tutti gli iscritti di lavorare a questo percorso. Inoltre, tutti gli studenti hanno partecipato alla formazione prevista dal contest e dedicata al machine learning, big data e intelligenza artificiale. In un secondo momento, attraverso un’estrazione avvenuta in diretta streaming, sono state create le “alleanze” tra scuole con l’obiettivo di sviluppare una rete di collaborazione tra istituti scolastici su tutto il territorio nazionale.

Per ogni alleanza è stato richiesto di strutturare una rete di raccolta dati basata su nove punti sul territorio nazionale e/o in generale quartieri o aree nei quali si trovano le abitazioni dei componenti dei team dell’alleanza e nelle quali ogni prototipo ha eseguito la raccolta dati.

Tutti i progetti presentati alla Finale Nazionale 2020 sono open source, con la possibilità di poter essere replicati, modificati e riprodotti per fornire ispirazione per altri studenti sul territorio nazionale.