Videointervista: H-Farm, un sogno diventato realtà.

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Abbiamo incontrato Riccardo Donadon e con lui abbiamo ripercorso la bellissima storia di H-Farm

H-Farm nasce nel 2005 con un forte senso di responsabilità. Essendo stato fortunato nella mia vita imprenditoriale ho pensato che fosse giusto che condividessi questa fortuna con tanti altri giovani e li aiutassi a partire fornendo tutti gli strumenti per realizzare i loro progetti”.

Oggi H-Farm è un Venture Incubator che opera a livello internazionale in ambito Web, Digital e New Media, favorendo lo sviluppo di startup basate su innovativi modelli di business.

 

 

H-Farm si propone al mercato con il doppio ruolo d’incubatore e investitore: da un lato fornisce alla startup il capitale necessario al suo avvio (seed capital), dall’altro affianca il team con un approccio imprenditoriale, attraverso la fornitura di un range di servizi amministrativi, finanziari e commerciali.

“In questi sette anni abbiamo investito tredici milioni e mezzo finanziando trentasette iniziative, contiamo di incrementare in futuro questi numeri”.

H-Farm, che si ispira ai modelli di fabbrica sociale sul modello Olivetti, raddoppierà in futuro i suoi sforzi e amplierà i suoi spazi mettendo a disposizione dei giovani imprenditori anche delle strutture residenziali.

Con Riccardo abbiamo analizzato anche il fenomeno moda nel settore delle startup.

“Questo è un fenomeno che ho già visto quando nel 2000 con E-Tree in piena bolla abbiamo avuto i riflettori puntati addosso. È un fenomeno molto pericoloso perché puoi perdere di vista il vero obiettivo: lo sviluppo del tuo prodotto e del tuo mercato. Dall’altro lato in questo momento è molto importante che l’intero sistema economico punti la sua attenzione sui giovani e su alcune iniziative che possano fungere da stimolo per tutti riscrivendo i modelli di business“.

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In quest’ottica, Donadon ha partecipato come membro della Task Force voluta dal Ministro Passera e che aveva l’obiettivo di stilare un Rapporto che fungesse da linea guida per chi vuole fare innovazione in Italia.

“Le critiche purtroppo ci sono sempre in Italia, dove siamo bravi a non fare squadra per raggiungere obiettivi importanti. Credo francamente che le critiche fossero sciocche, perché se vogliamo regole nuove per forza di cose, bisogna chiedere supporto a chi lavora in questo settore. Il risultato finale è stato buono, abbiamo disegnato una road map da seguire nel breve periodo”.


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